Entries from Febbraio 2011 ↓
Febbraio 1st, 2011 — Note redazionali



Arlecchino si confessò burlando e il Pd si confessa oggi con Montibello.
Tutto chiaro, senza ombre e senza indugi: in largo anticipo al fianco di Riccaboni e Ines Fabbro si erano schierati il partito di Verdini e i rifondaroli Benocci e Iantorno; nelle ultime ore arriva il soccorso del partito di Ceccuzzi. Una variegata compagine politica tutta distesa e protesa nel preparare il cordone sanitario al loro caro Angelo.
Inequivocabili e alquanto fastidiose le parole espresse dal responsabile università del Pd Donato Montibello, che con palese avventatezza si permette di affermare che il personale amministrativo dell’università ha “accettato” i tagli al loro stipendio. Frasi da brivido, quasi una confessione improvvisa di un partito che di fatto abbandona i lavoratori e sposa le politiche antisociali del duo Riccaboni-Fabbro. Ognuno puo’ pensarla come gli pare ma le parole pronunciate e l’italiano sono chiari a tutti.
Ma cosa avrebbero accettato i dipendenti dell’università? Ma che film hanno trasmesso nelle sale della federazione del PD? Ma dove erano in questi mesi i dirigenti della sinistra senese?
I dipendenti dell’università non hanno accettato un bel niente. Hanno e continuano a subire provvedimenti non dovuti, unilaterali e palesemente illegittimi. I dipendenti pagano sulla loro pelle le responsabilità di altri: ovvero le responsabilità di quei barbari dissestatori che hanno dissestato l’ateneo per oltre 250.000.000 di euro. Costoro devono pagare e non altri.
E di certo non saranno ne il partito di Ceccuzzi e nemmeno quello di Verdini, i protagonisti della rinascita che tutti attendono dell’ateneo senese e soprattutto questi due partiti non sono i soggetti titolati che determineranno le sorti dell’attuale governante dell’ateneo e il loro silenzio sulle inchieste in corso non significa l’annullamento delle stesse. Anzi, la Giustizia lavora per i cittadini e non per i dissestatori.
Maestro James
Febbraio 1st, 2011 — Note redazionali
Secondo questi uffici Donato Montibello deve dimettersi dall’incarico che ha nel partito, cioè quello di responsabile provinciale per l’Università e il PD sarebbe il caso che smettesse di fare politica. Affermazioni come quelle che sono apparse su Sienanews sono assolutamente campate per aria e non hanno la minima aderenza con la realtà. Suscitano sdegno presso questa redazione che invita con forza Montibello a dimettersi e al PD senese di cercare di capire un po’ meglio la situazione. Questa affermazione è vergognosa:
Negli ultimi mesi, la grande maggioranza del personale tecnico amministrativo ha accettato, con gran senso di responsabilità, la mancata progressione economica orizzontale e i tagli al salario accessorio, consapevole della necessità di un impegno corale per il risanamento dell´Università
HA ACCETTATO??? Ha subito!!! Nonostante le manifestazioni, gli incontri davanti al Prefetto, i presidi del CdA Riccaboni e Fabbro hanno unilateralmente e illegittimamente decurtato gli stipendi dei dipendenti e provveduto a pagare gli aumenti stipendiali ai docenti. Di cosa parla Montibello? Ma ci faccia il piacere!!!
Febbraio 1st, 2011 — Note redazionali
Non ricordiamo più a quale puntata sia arrivata la soap opera “Il tavolo del centro sinistra“, ma una cosa è certa, o viene tirato fuori qualche colpo di scena o la trama, più passano i giorni e più diventa debolina.Un protagonista, Ceccuzzi, che non si vede in giro se non rigorosamente in ambiente protetto, ossia in mezzo ai suoi iscritti (sempre meno per la verità, dato che i rumors danno una campagna tesseramenti che non sta avendo quell’esploit di cui avrebbe bisogno) e soprattutto al ristretto gruppetto dei suoi fedelissimi (che nulla hanno a che vedere con il nucleo storico della tifoseria della Robur, perché forse loro, Ceccuzzi, non sanno chi sia). Ma oltre al capitolo del protagonista assente, esiste anche il problema dei comprimari, quelle figure che la trama stessa impone come minori e che, poi, fanno di tutto per esserlo ancora di più. Parliamo ad esempio del raggruppamento politico locale Siena Futura, capitanato dal vice sindaco Mauro Marzucchi, che sta avendo come unico tratto comune con il candidato del PD(S) Ceccuzzi una scarsa rete di rapporti politici ad alto ed importante livello.Sfugge quale sia la sottile strategia che sta portando avanti Marzucchi. Questa immediata ed improvvisa disponibilità verso il PD(S) non sappiamo quanto sia condivisa dall’elettorato vicino allo stesso. Quale nostra opinione, sconsigliamo di testare la propria forza politica cimentandosi nelle primarie (per inciso, può darsi che non verranno fatte, ma non come scrive Bisi perché alla fine si accorderanno, ma più semplicemente perché c’è una notevole disorganizzazione sia circa i tempi che circa le forze da mettere all’opera per farle) perché un pò la naturale consistenza numerica, un pò i franchi tiratori sempre in agguato, rischierebbero solo di acclamare una debolezza politica per Marzucchi all’interno dell’alleanza ancora prima di andare al voto, con tutto ciò che questo potrebbe voler significare. Ma passiamo ad altro ed analizziamo insieme sia l’attendibilità di certe notizie che la capacità organizzativa del PDL.Da quanto abbiamo letto e commentato nei giorni scorsi, nel sondaggio commissionato e “sospeso” (cosa, poi, vorrà dire non si sa) dallo stesso PDL attraverso il quale veniva “sondaggiato” il gradimento di alcuni nomi per fare il candidato a sindaco, ci pare di ricordare che il cognome Stelo non fosse presente. Oggi, Bisi, scrive che potrebbe essere lui un possibile candidato del PDL.Dunque, o Bisi ha informazioni non propriamente attinenti alla realtà, il che per un giornalista non sarebbe il massimo, oppure il PDL è andato totalmente in cortocircuito. Provate a seguire il ragionamento anche se un pò contorto.Ma scusate, prima indicono un sondaggio su alcuni nominativi; poi lo sospendono e, benché sospeso, saremo portati a pensare che tra i risultati, ancorché incompiuti, la preferenza sul nome di Stelo non sia potuta uscire fuori (dato che, da quanto letto, non era tra le papabili scelte) e ora, pur non avendo ritenuto opportuno farlo testare attraverso il sondaggio, stando a quanto scritto da Bisi, lo tirerebbero fuori come candidato? Cioè, sempre seguendo l’ipotesi di Bisi, il PDL sceglierebbe l’unica persona non inserita nella lista dei nomi da fa sondaggiare? Guardate che è una vera e propria stravaganza.In questo modo, la politica più che essere fatta attraverso alte strategie e mediazioni, sembra fatta lanciando i dadi. Pensate che possa essere un metodo che dà rassicurazioni e garanzie di saper governare? A voi la riflessione.P.s tralasciamo lo “scoop” del Bisi il quale annuncia che si voterà a maggio. Sono tre mesi che circola quel periodo per andare alle urne per le elezioni amministrative.
Firmato
La Primula Rossa