Bau Bau News!!! 1472 Luxury Fashion

Dopo le magliette ecco la nuova linea targata “1472 LUXURY FASHION” dedicata al Top Management. Già in produzione anche una variante all’esclusivissima linea di barche dal nome “LOLLIBOAT”.
Ricordiamo che quest’ultima promozione, però è per pochi, e non per tutti.
Affrettatevi a prenotarla perché va a ruba.

Il PD+L e il MPS

Questi uffici ritengono che il centro destra senese e segnatamente il PD+L o partito di Verdini che dir si voglia sia in grande difficoltà date le scarse fortune dei propri uomini di riferimento che, bada caso, sono appena appena legati – come d’altro canto – gli uomini del PD meno L alla banca. Queste difficoltà si estrinsecano nella mancanza – ad oggi – di un candidato da opporre al non irresistibile Ceccuzzi (legato anch’esso ai destini della Banca con situazione rovesciata rispetto a qualche tempo fa in cui era la Banca legata al destino allora luminoso di Ceccuzzi). Ora che gli inquirenti arrivano al Prof. Andrea Pisaneschi, coinvolto insieme al fratello e a parecchia altra gente come Olivetti Rason, questi uffici – raccogliendo anche gli umori NON del PD o del PD+L, ma di quello schieramento politico che annovera fra le proprie fila tutti cloro i quali prendono le distante da PD e PD+L – questi uffici ritengono che il minimo sarebbe che Andrea Pisaneschi per tutelare l’immagine del gruppo bancario MPS e della Città di cui è espressione si autosospendesse da ogni incarico nel gruppo bancario. Il minimo. L’optimum sarebbe che si dimettesse proprio, suggerimento che questi uffici si sarebbero aspettati proveniente dal PD. Evidentemente o hanno la coscienza sporca anch’essi o devono ringraziare per la scarsa o nulla opposizione che hanno fatto gli uomini di Marignani (e Pisaneschi). Bravi davvero, fra tutti!!!

Firmato: Cesare Mori

Ancora una testimonianza del successo MPS fashion

Mussari e “quella sua maglietta fine”

Avrete notato che Giusy Ferreri, nel carissimo ed inutile concerto dell’ultimo dell’anno in Piazza del Campo, ha cantato per ben tre volte la sua modesta versione di “Il cielo è sempre più blù”, intramontabile pezzo di Rino Gaetano e da oltre un anno “tormentone” della pubblicità della Banca senese.

Il motivo della ripetizione e della sua presenza sta proprio in quest’ultimo particolare: allo sponsor “Beppino”, che aveva pagato anche i “cerotti” sulla facciata del Palazzo Pubblico, non si poteva certo dire di no e il pacchetto Ferreri-Grandi-Belli, che ha portato la spesa a 500.000 euro, ha subito prevalso sul meno costoso ma “bancariamente anonimo” Zucchero.

Dobbiamo dire che il Presidente Mussari proprio non ci fa mancare nulla: illuminazione, musica e vino, lo “splendido” vino che il Monte produce e commercializza direttamente. Diciamo che le componenti per passare un buon fine anno ci sarebbero state tutte. Invece le polemiche non sono mancate, per le scarse ricadute sull’economia locale e le condizioni miserevoli in cui Siena è stata restituita ai cittadini. Peccato poi che a fine anno non fosse ancora pronta l’ultima trovata del nostro eroe ed al concerto non si sono potute usare le nuove felpe della Banca. Sì, perché ora il Monte, dopo il vino, invece di concentrarsi sui problemi di una finanza in forti difficoltà, si è messo anche a firmare una linea di abbigliamento mostrando di volersi “buttare” in un mercato dove dominano l’esperienza e l’inventiva. Auguri! Se possiamo dare un modesto consiglio, il Monte potrebbe cercare di caratterizzarsi magari nella produzione di taglie forti, tipo …XXXXL, usando come testimonial personalità come Gabriello Mancini o Mauro Marzucchi.

Passando a discorsi più seri, quello che è astorico rispetto alle realtà attuale è la marcata volontà d’imperio del presidente calabrese.

Nel passato, chi aveva egemonia in città non aveva bisogno di mostrarsi costantemente presente; c’erano, si sapeva, e svolgevano il loro ruolo discretamente, ma tutto girava. Oggi non è così! Più il potere è presente, peggio girano le cose, e il sistema un tempo forte ora fa acqua da tutte le parti. Inutile rifare l’elenco; tutti vedono che Siena si è pericolosamente indebolita ed ha fortemente compromesso il proprio futuro. Anche il candidato chianino del Pd al seggio di sindaco non ha potuto che esordire facendo delle retromarce, sullo Stadio e su Ampugnano, anche a costo di copiare temi cari alle Liste Civiche, ma non è riuscito a opporsi a Mussari ed alla sua compagine della birreria oppure ai progetti dei poteri romani sul futuro aumento di capitale al Monte. Né potrebbe fare diversamente dopo che, per anni, ha assecondato tutte le operazioni dell’amico Presidente. Chissà se al prossimo Palio, passata la “buriana elettorale”, li rivedremo ancora fianco a fianco, magari forniti stavolta non solo di cappellini gemelli, ma anche delle nuove magliette “bancarie”?

Azazel David

Benvenuti in MPS Fashion

Ma era il momento giusto per lanciare una linea di abbigliamento? Gli esperti “consigliori” pensano che bastino due magliettine per far tornare il senso di appartenenza a dipendenti incazzati neri?

Dissestatori di colori pastello

Questi uffici sono a rilevare come i dissestatori (e i dissestaTosi) non si limitano a dissestare Atenei, ma – grazie al partito di Verdini e del bunga bunga – anche le banche e vari altri enti. Si vede che la scuola è buona. Vi propongono perciò la lettura di questo articolo

Grandi appalti, perquisiti avvocati per le consulenze a Verdini

con speciale attenzione al passo sotto riportato

Tra le figure che compaiono nelle indagini c’è il professor Andrea Pisaneschi, uno dei due più illustri collaboratori dello studio Olivetti Rason (l’altro è il professor onorevole Pdl Gaetano Pecorella, uno dei numerosi avvocati del premier Silvio Berlusconi). Pisaneschi è titolare della cattedra di diritto costituzionale alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Siena. All’epoca del contratto di mutuo era consigliere di Mps di nomina Forza Italia. Due mesi più tardi, il 22 dicembre 2008, è stato designato presidente di Banca Antonveneta, dopo la acquisizione dell’istituto da parte di Mps. Anche il fratello Niccolò è docente a Siena.

Riceviamo la segnalazione …

… di questo articolo di Penati che fa luce su tutta una serie di aspetti della gestione della banca MPS su cui, nella propria presentazione al Santa Maria della Scala, Ceccuzzi si è guardato bene dal pronunciarsi. Aggiungiamo l’osservazione che sull’Università e il suo dissesto Ceccuzzi ha detto tre parole tre, sul MPS neanche quelle tre e comunque non ha parlato di tutto quanto segue. Ci sorge spontanea la domanda: ma di che cacchio ha parlato Ceccuzzi? Del nulla più assoluto, supponiamo.

LE SCELTE DI MPS PESANO SUI CLIENTI

15 gennaio 2011 —   pagina 28   sezione: ECONOMIA

DAL 2007, il Monte Paschi di Siena (Mps) ha perso quasi l’ 80% del proprio valore: quasi il doppio del settore in Europa. Eppure Mps dovrebbe essere il prototipo di banca radicata sul territorio: poco rischiosa, virtuosa e redditizia. Ma, purtroppo, legare la propria attività a un’ economia destinata alla stagnazione significa sofferenze in aumento e clienti sempre meno redditizi. Per Mps si aggiungono la lentezza nel tagliare i costi operativi; il peso di acquisizioni a prezzi inflazionati proprio alla vigilia della crisi, e una patrimonializzazione tra le più basse in Europa. La crescita esigua degli utili non basta a ricostruire rapidamente il patrimonio, senza tener conto dei quasi 2 miliardi di Tremonti bond da ripagare, e dei dividendi che il socio Fondazione esige. La via dell’ aumento di capitale sembrerebbe obbligata. E qui cominciano i problemi. La Fondazione che controlla la banca col 55% del capitale sociale (e il 46% dei diritti di voto) non vuole farsi diluire, ma non ha risorse per la ricapitalizzazione: la partecipazione nella banca (80% del suo patrimonio) è immobilizzata per evitare una minusvalenza da 1,6 miliardi; c’ è poi un altro miliardo di investimenti immobilizzati (private equity e similari). Rimangono meno di 500 milioni di attività liquide; troppo poco. Così, scatta la caccia alla plusvalenza (contabile) per rimpolpare gli utili (contabili) di Mps. Nel 2009, 220 milioni di utili netti ne scontano 292 di plusvalenza dalla cessione dell’ asset management; altri 200 da cessioni nei primi 9 mesi del 2010 (utile netto di 357). Ma per chiudere l’ anno in bellezza (contabile) servivano i 430 milioni di plusvalenza, ottenuti cedendo i propri sportelli, con affitto garantito per 24 anni, a un Consorzio appositamente costituito (da Mps, Mediobanca, e alcune società di servizi). Il Consorzio, con 55 milioni di capitale, compra gli immobili di Mps per 1,674 miliardi, grazie a un mutuo di 1,673 miliardi erogato da Mps. Un’ esagerazione, anche per gli standard delle banche italiane: come si possono considerare veritieri prezzo e transazione, visto che l’ acquirente è interamente finanziato dal venditore? Quindi, per non apparire creditore del Consorzio, Mps finanzia una Stichting olandese (forma di fondazione poco trasparente, senza patrimonio e quindi soci espliciti) che utilizza il prestito per costituire Casaforte, una srl italiana da 100 mila euro di capitale; che acquista da Mps il credito nei confronti del Consorzio.A sua volta il Consorzio riversa gli affitti degli sportelli a Casaforte per sostenere l’ onere del debito. Qualche giorno prima di Natale, giusto in tempo per la chiusura del bilancio, il cerchio si chiude con il collocamento di 1,536 miliardi di obbligazioni Casaforte presso il pubblico (e 133 milioni presso istituzionali). Si tratta di obbligazioni a lungo termine (scadenza 2040; stimata effettiva 2030) prive di garanzia esplicita da parte di Mps, che pagano il 3% e, dal 2012, l’ Euribor +1,05% (maè 1,755% lo spread che l’ emittente, in una nota del prospetto da 332 pagine, definisce congruo col proprio rischio), con possibilità di rimborso anticipato dal 2020, non quotate, illiquide e quindi cedibili prima della scadenza solo a Mps (che si impegna a riacquistarle, valutandole però sulla base di uno spread fisso aumentato a 1,46%) e gravate da quasi 6% di commissioni e costi vari. È lo stesso emittente a stimare che il bond, illiquido e rischioso, nell’ 89% dei casi renderà, alla scadenza, quanto un titolo liquido e privo di rischio; e addirittura meno, nell’ 8% dei casi. Chi mai vorrebbe comperarlo? I risparmiatori clienti di Mps, naturalmente. Chissà se hanno capito che l’ emittente nonè la banca.O che la banca sta scaricando su di loro il rischio di una transazione immobiliare fatta solo per riportare una plusvalenza contabile a fine anno? Ma non è finita. Dal 2020 Mps ha il diritto di riscattare tutte le azioni degli altri soci del Consorzio; e nella stessa data Casaforte può rimborsare anticipatamente tutto il debito. Insomma, fra 10 anni Mps può smontare tutto, riprendersi gli immobili a prezzo di perizia, e lasciare gli investitori con un pugno di mosche. Ma la contabilizzazione dell’ agognata plusvalenza è assicurata. Ai risparmiatori clienti di Mps, un sentito grazie. –ALESSANDRO PENATI

Parallelismi

Attendiamo risposte

Qualche tempo fa usciva su Zoom il sottostante articolo che poneva degli interrogativi seri. A questi interrogativi ad oggi nessuno ha dato risposta. Siamo ancora in attesa.

Diciamo la verità sullo stadio

L’onorevole Ceccuzzi da Acquaviva si è infilato in un bel ginepraio e il populismo anche quando viene da sinistra è deleterio e devo dire che il PD senese, ne ha abusato notevolmente soprattutto nelle campagne elettorali. Lei onorevole non potrà fermare la procedura di realizzazione del nuovo stadio ad Arbia come ha detto durante il discorso di candidatura del PD a sindaco. Non lo potrà fare pena il pagamento di una montagna di euro per danno erariale; somma che sarà divisa equamente fra tutti i soggetti che voteranno no alla realizzazione. Dovrà rimborsare una somma consistente per i progetti architettonici, per l’esproprio del terreno, per le consulenze concernenti la fattibilità finanziaria e via e via. Non lo farà e vivacchierà come ha fatto il Cenni, realizzando cose marginali, prometterà, farà la muina per non incorrere nel pagamento di tasca propria. Tutto ci sarà possibile fintanto che qualcuno non si rivolgerà alla procura della corte dei conti per chiedere ragione di un tale comportamento ed allora saranno chiamati in causa i consiglieri di ieri e di domani. Gli unici che lo potranno fare saranno i consiglieri che hanno sempre votato contro tale realizzazione ed hanno diffidato l’amministrazione comunale a continuare nelle spese cioè i consiglieri delle Liste Civiche Senesi.

Azazel David