Se proprio lo vuole sapere

Abbiamo ricevuto dei commenti a firma Maurizio Bettini. Noi non siamo in grado di sapere se si tratti veramente del Prof. Bettini oppure di qualcuno che si spaccia per lui. Diamo per scontato che sia lui e quindi rispondiamo volentieri alla sua domanda: e se c’ero io nel Comitato per Siena Capitale della Cultura cosa avreste detto?
Avremmo detto che sarebbe stata una vergogna ancora più inaudita per una serie di ragioni. La prima ragione è che in comune Bettini e Piccinni hanno avuto ed hanno tuttora una contiguità col gruppo di potere accademico e politico tosiano-berlingueriano. Gabriella Piccinni però ha molti più titoli dei suoi per ambire a quella carica perché scientificamente nessuno le può dire niente. Inoltre non si è mai sognata di essere l’estensore della vomitevole ode a quel dissestatore da competizione di Tosi. E questo è un fatto. Né di inghirlandare come un genio Maurizio Boldrini (anche se ha preso le sue difese in Consiglio di Amministrazione).
Ma c’è di più. Bettini fa parte, anzi ha capitanato per anni ricoprendo cariche negli organi di governo dell’Ateneo (Preside di Lettere e quindi in Senato accademico nel pieno fuglore dell’epoca berlinguerian-tosiana) e da quella posizione, sorretto da una cricca micidiale di yes man del Partito, ha perpetrato una distruzione sistematica non solo economico finanziaria (in piena epoca Tosi, il dissestatore dei dissestatori, il falsificatore supremo di bilanci che naturalmente non vi siete degnati di leggere neanche una volta, né voi né i revisori dei conti) dell’Ateneo, ma anche e soprattutto una distruzione culturale e scientifica dell’Ateneo, volgendo a proprio vantaggio tutta una serie di assunzioni e chiamate di clientes (non è un latinista? Quindi conosce il significato di clientes) propri e del Partito che hanno ridotto la Facoltà di Lettere e Filosofia ad un cumulo di macerie il cui fetore arriva fino al cielo. Vogliamo ricordare i 22 professori di storia contemporanea? Vogliamo ricordare che per anni uno di questi 22 ha insegnato (si fa per dire) una materia fondamentale come Storia dell’Unione Sovietica (addirittura quando c’era ANCORA l’Unione Sovietica), stiamo parlando del signor Alberto Tovalieri? Vogliamo ricordare la marea di chiamate e assunzioni in materie antropologiche, giornalistiche, sociologiche, semiologiche, della fava e della rava, tutto, ma proprio tutto salvo che materie degne di una Facoltà di Lettere e Filosofia? Vogliamo ricordare la defenestrazione da parte del gruppo di potere costituito da Bettini, Detti (in Senato per una vita), Tovalieri e tutta la banda dei PCI-PDS-DS-PD di tutta una serie di persone serie, studiosi sopraffini come Mario Ascheri, Alberto Olivetti, Caterina Graziadei e tanti altri, messi nell’angolo ed umiliati a favore delle sorti magnifiche e progressive de detentori del potere? Vogliamo sottolineare l’inutilità del termine Facoltà di Lettere e FILOSOFIA visto che dopo che non c’è stato più, su filosofia, il compagno organico Tronti (il cui assistente volontario, vale la pena ricordarlo, era l’attuale esapoltronato Alessandro Piazzi), la filosofia in tutte le sue forme è praticamente uscita dall’orizzonte dell’Ateneo senese talché chi si è fatto per anni un culo così su Goedel o sulla scuola di Oxford (presenti Russell, Whitehead, Wittgenstein et alii?) non ha più neanche un dipartimento dove esercitare la propria speculazione? E per tornare al finanziario e all’economico vogliamo ricordare le spese accumulate per anni per pagare l’affitto del Glicine (50.000 euro l’anno per diversi anni)? E vogliamo ricordare l’aver “regalato” due sedi amministrative di dottorato al SUM del suo amico Schiavone (sa quello col quale compravate la cancelleria allo Squero di Rimini? Quello condannato per danno erariale insieme al Bigi e ad altri …), sempre rigorosamente organico al Partito, con quale danno per l’Ateneo senese è facile immaginare? E vogliamo ricordare che lei, Calabrese e Bigi avete per diversi anni tenuto il piede su due staffe, sempre col SUM di Schiavone e co., cosa che è stata fatta notare con puntiglio in CdA, ma per la quale – tanto per cambiare – l’avete passata liscia? E a proposito di cultura: li avete rendicontati quei 70 e passa mila euro avuti dalla Fondazione per l’Atlante del Mondo Antico o come diavolo si chiama? Lo vogliamo dire che nell’attuale Facoltà di Lettere e Filosofia, che neanche si chiama più così, presieduta da uno che risulta essere un germanista, ma di cui è assai arduo trovare traccia nella Germanistica, non c’è più un grecista degno di tal nome, la slavistica è stata distrutta, i latinisti (in senso proprio, non gli antropologi culturali del mondo antico) non esistono praticamente più, la filologia romanza è sparita e, come dicevamo prima, la filosofia – in tutte le sue forme – è stata praticamente buttata nel cesso. Per concludere due esponenti della suesposta banda, Calabrese e Flores, grazie alla loro immensa cultura, sono stati chiamati a fare gli assessori alla cultura del Comune di Siena. Ci piacerebbe fare un conto delle risorse spese e dei risultati ottenuti. Siccome, per quanto riguarda Calabrese vale il detto de mortuis aut bene aut nihil, chiediamo però di sapere a quanto ammontano le spese per quella buffonata del Buongoverno organizzata da Flores e quanti benefici ne ha tratto il Comune.

Per giunta, ciliegina sulla torta tutta questa banda è stata in ultima analisi sostenitrice a spada tratta del Criccaboni e della Fabbro il che finisce per qualificarvi definitivamente come dissestatori e post-dissestatori e, come abbiamo detto, non solo da un punto di vista economico e finanziario, ma anche culturale. Tanto che fate venire in mente quella famosa frase attribuita a Hermann Goering: “Quando sento la parola cultura, metto la mano alla pistola”.

Ecco cosa avremmo detto se ci fosse stato lei al posto di Gabriella Piccinni. Non si sprechi a rispondere ulteriormente perché delle sue risposte ce ne frega dal poco al punto. Se ha qualcosa che non le torna faccia quello che ha suggerito al nostro lettore: vada personalmente in Viale Franci e parli con loro. Vediamo che cosa le dicono.

Ave et vale.

15 comments ↓

#1 kutuzov on 06.11.12 at 09:22

…si ho notato anch’io che hanno cancellato COMPLETAMENTE da Siena persino la parola “Filosofia”. Non è più di moda. Ma la sigla M.B. stava per Maurizio Boldrini, Maurizio Bettini, Marco Bettalli o Manlio (Severino) Boezio?

#2 Bastardo Senza Gloria on 06.11.12 at 10:02

http://www.youtube.com/watch?v=t6qjNbSGPtI

Viva la cultura….e….il genio, inteso come forma d’intelligenza, improvvisazione e spontaneità.

#3 Cecilia on 06.11.12 at 11:32

Che squallore!

#4 Prometeo Salvani on 06.11.12 at 11:55

Quando si dice cantarle quattro… e con che voce!!!
Bene, bravi, bis, tris, …

#5 Alessandro on 06.11.12 at 12:26

La disgustosa storia dei volumi illegali in onore di Luigi Berlinguer sono il frutto di questa banda di dissestatori.

#6 Fidelio on 06.11.12 at 17:51

“Filosofia” nella Facoltà filosofico-letteraria di Siena? Non ricevuto.
Poco da aggiungere davvero alla “sonata” di Fratello Illuminato. Ma certa gente non farà una piega, tanto ha da sempre la faccia come il c…

#7 kutuzov on 06.12.12 at 09:13

dunque se ho capito bene, il senso delle grandi ristrutturazioni del comparto umanistico sarebbe che hanno cancellato “Filosofia” dal nome della facoltà una volta denominata “Lettere e Filosofia”, per spostare gli studi filosofici nella sede aretina, dove come tutti sanno esiste una illustre tradizione, che a Oxford, gli fanno una pippa. Operazione di sicuro successo che rispecchia le solide tradizioni illuministiche (e un po’ massoniche) della cultura di questa città, dove tradizionalmente tutte le comari masticano di Kant e citano Voltaire, santi veneratissimi cui si erigono tabernacoli, e finalmente rivela il senso della frase “cancelliamo le cose inutili”, essendo la filosofia in tutte le sue articolazioni l’unica materia inutile insegnata a Siena, mentre è ben nota la indiscussa vocazione degli aretini per la metafisica. Andiamo avanti così, facciamoci del male.

#8 francesca on 06.12.12 at 09:57

Certo che le accuse sono pesanti! E immagino anche che siano vere, perché della brutta faccenda di SUM e Schiavone si sa tutto da un po’.
Però su una cosa non sono d’accordo: il merito scientifico di Bettini è indiscutibile, ha creato un centro importante e scambi con studiosi europei e di turro il mondo, ha cambiato in meglio il modo di studiare l’antichità. Non mi pare poco. Saluti. Francesca

#9 Heinrich Schliemann on 06.12.12 at 13:28

Il merito scientifico di Bettini è quello di essere nato in un posto dove parlano anche il tedesco, cosa che gli ha consentito di attingere, mettiamola così, a piene mani alla grande tradizione tedesca. Tenga presente che in Italia germanica non leguntur. Comunque potrebbe anche essere pari a me scientificamente, ma i suoi comportamenti da bandito accademico e anche non accademico (io non ci sono andato a comprare la cancelleria sauvignon allo Squero né ho regalato dottorati a giro per il mondo né ho riscosso stipendi da più enti contemporaneamente), per non parlare della sua amicizia sbandierata con veri e propri delinquenti (anche se non sono stati condannati con sentenza definitiva) del calibro di Tosi o di Schiavone lo squalifica irrimediabilmente. E poi c’è da osservare che da questo blog è stato letteralmente macellato e non ha detto una parola; ora interviene perché è stata attaccata la sua amica (quanto amica, vien da chiedersi) Gabriella Piccinni. Ma per piacere!

#10 Università di Siena: dai compagni organici ai rifiuti organici « Il senso della misura on 06.12.12 at 16:08

[…] risposta di Rabbi Jaqov Jizchaq agli articoli e commenti sulla Facoltà di Filosofia pubblicati sul blog di “Fratello […]

#11 curzio rufo on 09.02.12 at 21:35

Segnalo un’altra perla universitaria: a Siena abbiamo un docente di Archeologia bizantina che non ha mai studiato il greco.

#12 Shamael on 09.03.12 at 00:04

@ Curzio Rufo: ma porca puttana come è possibile? Comunque anche gli studenti sono dei brodi se vanno a lezione di archeologia di uno che insegna archeologia bizantina e, incredibili dictu, non si rendono conto che non sa il greco o, peggio ancora, se ne rendono conto e non vanno a incazzarsi con chi di dovere. Insomma questo per dire che la mamma degli stronzi è sicuramente sempre incinta, ma anche quella dei servi sciocchi e della gente che non si ribella a queste enormi, sconsiderate, palesemente sfacciate prese per il culo. Cominciamo a responsabilizzare un po’ tutti …

#13 curzio rufo on 09.06.12 at 10:38

C’è da dire che la maggior parte degli studenti che si iscrivono ad Archeologia non sanno né il greco né il latino, per loro il professore in questione incarna una specie di sogno americano. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se a persone diplomate al Liceo classico e poi laureate in Lettere classiche (che il greco e il latino lo sapicchiano, diciamo così) vengono preferite, nei concorsi per dottorato, persone diplomate all’Istituto professionale per il Turismo. Se fai notare certe cose o fai una vita accademica escrementizia o rimani fuori da tutto. Come me.

#14 andrea . on 10.25.12 at 23:31

accidenti che grinta! fratello illuminista, sei un mito.
quante querele ti sei beccato nei due anni di vita di questo singolare, vitaminico ed impietoso blog?

#15 Shamael on 10.26.12 at 08:23

Boh. Che si sappia nemmeno una. D’altro canto non si capisce bene cosa ci sia da querelare perché insulti, checché ne dica qualche fanale, non ne abbiamo mai fatti e quello che scriviamo è DOCUMENTATO e quindi non può essere in nessun caso diffamazione perché la diffamazione prevede che si affermi il falso. Comunque grazie di quello che riteniamo un complimento.

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