Questa volta il giornale del Bisi ha ragione: “Farà discutere l’assenza dell’assessore alla cultura del Comune di Siena al primo confronto pubblico di Assisi sulla capitale della cultura europea 2019”

Come non dare ragione al giornale del Bisi in merito all’assenza del Comune di Siena alla prima riunione di Assisi sulla capitale della cultura europea 2019. Non mettiamo in discussione la circostanza che l’assessore alla cultura del Comune di Siena Lucia Cresti non ha potuto presenziare all’evento per via di altri impegni: quello che suona strano è come mai non è stato delegato altro assessore o dirigente del Comune in sostituzione della Cresti. Una città che aspira a diventare capitale della cultura non credo trovi difficoltà a delegare un rappresentante per una riunione ad Assisi. Poteva andarci il professore tosiano Marcello Flores presidente del comitato Siena capitale europea, oppure un professore in sostituzione o in alternativa il portavoce del presidente Bezzini: visto che dal Comune non poteva andarci nessuno siamo del parere che l’amministrazione provinciale non si sarebbe tirata indietro.

Avevamo letto svariati comunicati istituzionali che proclamavano il massimo impegno per sponsorizzare la città a diventare capitale della cultura 2019: però alla prima occasione le istituzioni erano assenti. Che fate ci querelate per via di questa critica? Perché oramai sembra di assistere ad una sorta di censura preventiva dell’informazione: pubblicare solo le cose piacevoli ed evitare critiche o dibattiti polemici. Il primo passo per aspirare al titolo di capitale della cultura è il riconoscimento pieno della libertà di informazione, altrimenti passiamo ad altro.

E poi: con tante figure di prestigio e riconoscibili possibile che dovevate scegliere come presidente del comitato il tosiano Marcello Flores? Da quel che osserviamo ci sembra che il suo ruolo in tal senso sia il medesimo di quando faceva l’assessore alla cultura: invisibile.

E ancora: da quanto abbiamo letto le uniche risorse destinate alla promozione della candidatura attualmente sono quelle residue della vecchia organizzazione della mostra di Duccio (quindi di una precedente ma precedente amministrazione).

Il dibattito  e gli impegni su questa candidatura europea sono partiti male e in forma scomposta: prima di volare alti pensate a risolvere i problemi delle istituzioni culturali della città come il dissestato ateneo. Chissà se tra i vari impegni l’assessore alla cultura del Comune di Siena troverà il tempo di spendere due parole sulle sorti culturali dell’ateneo? Non quello di Assisi (che non esiste), ma questo di Siena.

P.S. Nelle foto il tosiano Marcello Flores e l’assessore alla cultura del Comune di Siena Lucia Cresti.