Sul riordino delle province serve chiarezza e non propaganda elettorale per illudere i cittadini. Ecco l’iter dell’abolizione della provincia di Siena e le responsabilità politiche (in allegato all’articolo il Testo del decreto legge)

Urlare quando i buoi sono scappati, e chi urla era davanti al recinto mentre scappavano, è poco serio nei confronti dei cittadini. All’improvviso, solo dopo essere stati chiamati in causa, i parlamentari e i dirigenti del PD senese tuonano contro il riordino delle province. Su questo argomento riconosciamo solo al Bezzini il merito di aver lanciato in tempo l’allarme e siccome non siamo faziosi,riconosciamo anche al Bisi che dal suo giornale da diverso tempo aveva lanciato il medesimo allarme. Tutto il resto del gruppo dirigente del PD e i parlamentari Bindi e Cenni dormivano su due guanciali fiduciosi del famoso proclama del Montesquieu di Pontedera che aveva annunciato “Siena capoluogo della futura area vasta”. Questa è storia e questi sono i fatti. Non è successo niene di tutto ciò:la provincia di Siena è stata accorpata con Grosseto e il nuovo capoluogo spetta ai maremmani. Il Testo del Decreto Legge dice questo. Come sono arrivati al riordino delle province?

In data 6 luglio 2012 il governo emana il decreto n. 95 concernente anche il riordino delle province; in data 7 luglio 2012 il parlamento(PD favorevole) converte nella legge n. 135 il decreto con questa dicitura “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario”; in data 20 luglio 2012 il governo emana una deliberazione “Determinazione dei criteri per il riordino delle province a norma dell’articolo 17, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95″.

Dal 20 luglio fino alla fine di ottobre le Regioni hanno avuto tutto il tempo per avanzare proposte in merito alla riorganizzazione delle proprie province. E infatti nel testo del decreto scrivono “Viste le proposte delle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia e Basilicata, trasmesse al Governo ai sensi del citato articolo 17, comma 3”.

Il 31 ottobre il consiglio dei ministri delibera il Testo del Decreto Legge promulgato dal Presidente della Repubblica il giorno 5 novembre 2012.

Che cosa è successo in Toscana e a Siena dal 20 luglio fino al 31 ottobre 2012? Di tutto e di più. Nel silenzio politico di Siena e con tutte le altre province in agitazione,in particolar modo Arezzo e Livorno, il PD toscano riunito nel cordinamento politico regionale convocato da Manciulli anche alla presenza del membro del coordinamento Franco Ceccuzzi, ha smentito la proposta di Rossi per creare delle aree vaste e di proporre Siena Capoluogo. Lo stesso PD regionale supportato dal PD senese ha sconfessato la proposta di Siena capoluogo. Se qualcuno ha dei dubbi fatevi rendicontare la riunione del coordinamento regionale del PD. E nessun parlamentare si è mosso nei confronti del governo per perorare la causa di Siena. Se qualcuno ha dei dubbi chiedete ai parlamentari di tirare fuori lettere o altro materiale cartaceo agli atti del parlamento o del governo a difesa di Siena capoluogo o di Siena provincia da sola.

Oggi in data 7 novembre le parlamentari del PD Rosy Bindi e Susanna Cenni diffondono un comunicato con il quale promettono battaglia per difendere Siena. Le due parlamentari del comunicato scrivono questo “Al di là delle forti perplessità sul profilo costituzionale del provvedimento sul quale attendiamo il pronunciamento degli organismi competenti, soprattutto alla luce di alcuni ‘recuperi’ dell’ultimo momento”. Ma la Bindi e la Cenni ieri non hanno letto che la Corte Costituzionale ha rinviato il dibattimento del ricorso sul riordino delle province solo alla conclusione dell’iter parlamentare? Erano distratte? E nemmeno oggi hanno letto la notizia? Evidentemente no. Merita comunque ricordare che tra le otto regioni che hanno presentato ricorso alla Consulta nemmeno una è governata dal PD. Se la Bindi e il PD avevano tanto a cuore le sorti di Siena perchè non hanno movimentato fin da subito il parlamento e perchè non hanno chiesto ai presidenti di regione del PD di presentare ricorso, compreso il Montesquieu di Pontedera?

Oggi anche il Ceccuzzi scende in pista proponendo un comitato a difesa di Siena capoluogo.

Le chiacchere non portano risultati. Per modificare l’abolizione della provincia occorre un voto del parlamento e per far diventare Siena capoluogo occorre il parere favorevole di Grosseto. Tutto il resto è propaganda e fumo negli occhi in vista delle elezioni amministrative.

 Ecco il Decreto Legge

http://met.provincia.fi.it/news.aspx?n=130010

2 comments ↓

#1 Sono gli uomini del Ceccuzzi che parlano anche male di Siena on 11.07.12 at 22:09

http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2012/11/07/news/un-occasione-per-cittadini-e-imprese-1.5986753

#2 Dario Vignani on 11.08.12 at 11:13

Premetto che da Senese (anche se attualmente residente altrove) sono dispiaciuto per il declassamento di Siena. Da moderatamente fazioso quale sono, mi stona molto trovare Siena in provincia di Grosseto, quando la storia della Repubblica di Siena recitava esattamente il contrario.
Detto questo, ritengo di essere una persona pratica, concreta e razionale, per cui mi permetto di fare una considerazione.
Si tuona da anni e da più parti contro le Province quali centri di costo inutili, apparati burocratici che intralciano, centri di potere fini a se stessi, parcheggio per politici “trombati”. Per come siamo ridotti in Italia, una diminuzione è sempre meglio di niente e sicuramente meglio del loro aumento (o qualcuno si è dimenticato di BAT, Medio Campidano, Monza Brianza…). Se però, ed a Siena siamo maestri in questo, l’approcio è quello di dire “le province sono tutte inutili tranne la mia”, non si fa altro che proseguire sulla strada dell’autodistruzione che ci ha portato dritti nelle mani di Monti (e della finanza mondiale). Quella strada, cioè, che ha pasticciato e reso peggiorative tutte le riforme degli ultimi 20-30 anni, qualunque fosse il campo di applicazione e nonostante tutte le migliori intenzioni iniziali.
Credo che per una volta sia il caso di farsi sentire, sì, ma perchè il riordino delle province venga completato in modo che il nuovo assetto porti davvero risparmio nella spesa pubblica, efficienza ed efficacia nell’amministrazione.
A quel punto sarà sopportabile persino dover scrivere Siena (GR).

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