Manuale del co- e post-dissestatore di ateneo. Seconda puntata: la maestra elementare pensionata e condannata

Siamo ad un anno dall’insediamento della maestra elementare pensionata e già condannata dalla corte dei conti dell’Emilia Romagna, al posto di Antonio Davide Barretta, ed è tempo di bilanci. Siccome nella sua incompetenza ed incapacità di bilanci non ci capisce assolutamente niente, come in molte altre cose che un direttore amministrativo dovrebbe invece conoscere, il bilancio glielo facciamo noi alla Dissestatrice Amministrativa. Dunque questa buona amica di Jolanda Cei Semplici, dissestatrice amministrativa ai tempi del Sultano di Stigliano e poi passata a dissestare prima la Sapienza e quindi l’Azienda Ospedaliera, giunge a Siena l’anno scorso preceduta dalla pubblicità smodata di Stefano Bisi & Gaia Tancredi, nominata dopo una selezione burletta durante la quale sono stati presi per il culo altri 48 dirigenti pubblici sicuramente più bravi di lei e con più titoli, ma con meno appoggi sindacali e politici. Ma c’è di più: neanche in base alla selezione è stata nominata perché la selezione è stata tosto sequestrata e giace nelle polverose cantine di Viale Franci.

Cos’è riuscita a combinare questa povera presuntuosa ed incapace? Di seguito:

1) Fare comunella con i peggiori co-dissestatori, in particolar modo la FLC-CGIL di Claudio Vigni, altro figuro che è passato da proteggere i lavoratori (suoi compari e basta) a fare il banchiere. Ne riparleremo, ma intanto la Fabbro con questa gente che prima ha appoggiato Tosi e i suoi dissestatori, poi ha cercato di fare le scarpe a Focardi, e quindi è tornata a pieno ruolo nei Cricca Boys e nelle Cricca-Girls, con questa gente la Fabbro ha fatto la peggiore delle pastette possibili, cercando e in molti casi riuscendo a schiaffare alcuni esponenti (fra cui il pargolo della sua grande amica Jolanda Cei Semplici) nei punti chiave.

2) Ha fatto le umane e le divine cose per proteggere Bigi e chi con Bigi aveva perpetrato le peggiori malversazioni, per esempio Laura Goracci, che è la cocca della Fabbro pur indagata per la faccenda dei CEL ed altre manchevolezze (una curiosità Goracci: che musica si ascolta in direzione aministrativa? E soprattutto con COSA la si ascolta? C’è un buon impianto stereo? E le casse come sono? Bose per caso? Ci dica ci dica, lei che forse qualcosa ne sa per averla frequentata molto la direzione amministrativa).

3) A parte costoro, da buon direttore amministrativo, ha macellato allegramente il personale tecnico-amministrativo e i CEL. Ha tagliato il salario accessorio, ha azzerato i rapporti sindacali, fatta eccezione delle riunioncine appartate con i co-dissestatori della FLC-CGIL. Avrebbe salvato anche Angelaccio, se non fosse arrivata tardi. In compenso Bruni, Maffei, Semplici, Badalamenti e Cricca-Boys varii sono sugli scudi.

4) Forte coi deboli e servile coi potenti, nonostante l’evidente (anche a lei che pure ha delle tare intellettive non da poco) dissesto e le evidenti difficoltà economiche dell’ateneo, patteggia privatamente coi docenti più prepotenti alcune eccezioni alle pur farraginose regole che detta. Clamoroso il caso della concessione fatta a questi mini-dissestatori di acquistare, cosa prima vietata, dispositivi come l’iPad o autorizzando o tacendo sull’uso disinvolto delle carte di credito aziendali (e ci piacerebbe sapere se lei ne ha una a disposizione. Sicuramente ce l’ha Criccaboni e la usa).

5) Negli anni ha fatto comunella con alcuni suoi colleghi che hanno guadagnato via via ambienti ministeriali, come se questo – visto che il ministro ritiene che si possano fare tunnel per i neutrini di 734 chilometri – fosse un vanto. Fra l’altro, stiamo parlando di Tomasi, Schiesaro, Livon, tutti legati a quell’altro dissestatore di altissimo livello di Denis Verdini. Senza voler entrare nei rapporti che ha avuto con questa gente (rapporti che comunque intuiamo o addirittura sappiamo essere stati assai sordidi), siamo ad osservare che non sono ad oggi serviti a molto, se – come sembra – grazie all’illuminata guida della premiata ditta Criccaboni & Fabbro  ci siano problemi e gravi per pagare gli stipendi, cosa MAI avvenuta durante il rettorato Focardi né con Miccolis né con Barretta.

6) Ha perso completamente di mano, insieme a Criccaboni, il controllo dei rapporti con l’Azienda Ospedaliera, cosa mai successa neanche con i peggiori predecessori. In questo modo infatti è riuscita a far estromettere dalla gestione delle Scotte quasi completamente l’università.

7) Ha perso completamente di mano, insieme a Criccaboni, i buoni rapporti che Focardi e Barretta avevano pazientemente intessuto con la Regione, che difatti aveva dato una bella mano a iniettare liquidità e tranquillità con l’acquisto delle Scotte. E ora invece Rossi e Monaci vedono lei e il Criccaboni come il fumo negli occhi.

Ecco: questo è un anno di lavoro (si fa per dire) di questa maestrina che piange ad ogni pie’ sospinto (succede agli psicolabili) e che costa al contribuente qualcosa come oltre 150.000 euro che vanno ad accrescere il diametro del buco, anzi della voragine. Ci chiediamo cosa aspettano nell’ordine i politici, i magistrati, la cittadinanza senese, i lavoratori e i docenti dell’ateneo a rivoltarsi contro questi due incapaci e a levare loro il bastone di mano (bastone che non si quanto legalmente detengano).

Nel frattempo riprendiamo un’immagine che ben si adatta a descrivere l’azione amministrativa della Fabbro e del Riccaboni:

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