Aprite una doverosa commissione d’inchiesta sui bilanci dell’Azienda Ospedaliera (Le Scotte) di Siena

La sanità pubblica e la tenuta della stessa merita maggiore attenzione da parte delle istituzioni interessate e per garantire i servizi necessari e doverosi nei confronti dei cittadini, non sono più rinviabili i monitoraggi e le verifiche sulla gestione dei bilanci dell’Azienda Ospedaliera: per non ritrovarsi (speriamo di no) con situazioni simili a quelle dell’Ateneo senese.

Da più parti si evidenziano preoccupazioni sulla situazione economica dell’Azienda Ospedaliera, oltre a diverse lamentele da parte degli utenti (i famosi cittadini) sul servizio e quindi chiediamo alle istituzioni interessate di promuovere l’apertura di una COMMISSIONE D’INCHIESTA SUI BILANCI DELL’AZIENDA OSPEDALIERA PARTENDO DAI BILANCI DELL’ANNO 2003.

E a tal proposito chiediamo ai soggetti interessati (come atto di trasparenza) di confermare o smentire l’esistenza di una sorta di contenzioso economico tra l’Azienda Ospedaliera Senese e l’ex direttore Jolanda Cei Semplici: si tratta di soldi della collettività e quindi urge una comunicazione pubblica dell’esistenza o meno di questo contenzioso.

Per caso la signora Jolanda Cei Semplici (amica di Ines Fabbro) ha richiesto dei soldi (circa 600.000 euro che secondo lei le spettano) all’Azienda Ospedaliera?

 

 

 

 

Per risanare l’ateneo (si fa per dire) hanno nominato una direttrice condannata dalla corte dei conti per danno erariale. E la pagano addirittura 177.027,62 euro

Lo schema è semplice (anzi Semplici): il giornalista europeo Stefano Bisi in largo anticipo aveva divulgato il nome di Ines Fabbro come futuro direttore amministrativo dell’università di Siena; appena nominata su base fiduciaria dall’ex responsabile del Cresco e attuale rettore pro tempore (la sua elezione è al vaglio della magistratura) la signora pensionata e condannata dalla Corte dei conti ricordava alla giornalista l’amicizia di lunga data con Jolanda Cei Semplici (ex direttore amministrativo e madre di un dipendente dell’università di Siena che sotto la guida della pensionata condannata ha avuto un incarico che altrimenti non avrebbe mai avuto). E non dimentichiamoci che a suo tempo lo stesso Bisi tifava sia per Jolanda Cei Semplici che per l’ex magnifico Piero Tosi.

Riformuliamo tre domande che non hanno ottenuto ancora risposte:
1) Come faceva il giornalista europeo Bisi a sapere del nominativo della pensionata Ines Fabbro?

2) Come mai il rettore ha nominato la pensionata solo su base fiduciaria e non in base alla selezione che era stata attivata?

3) E’ vero o no che la signora Fabbro è stata a cena insieme a Jolanda Cei Semplici(madre del dipendente incaricato a danno di gente sicuramente più competente di lui) e a Marcello Rustici (altro nome noto all’università)?

Si afferma da più parti che la pensionata sia molto vicina alla CGIL e infatti gode del sostegno massimo di questo sindacato. Quello che appare strano è questo: come mai un sindacato come la CGIL che ha organizzato uno sciopero a difesa dei lavoratori e contro i privilegi, qui a Siena, invece, sostiene un direttore amministrativo che da quando è arrivato non solo non risana nulla ma addirittura applica provvedimenti e iniziative lesive dei diritti dei lavoratori? Come mai? Come mai?

E ancora: come mai la pensionata condannata dalla corte dei conti percepisce uno stipendio di euro 177.027,62? Siete sicuri che il compenso sia conforme alla legge? E come mai non gli è stato assegnato uno stipendio di minore entità vista la situazione drammatica dell’ateneo?

Ma poi vi sembra una scelta coerente ed eticamente sostenibile affidare a una condannata per danno erariale il compito di risanare un ateneo dissestato anche per numerosi danni erariali commessi dai dissestatori famosi?
La pensionata, da quello che riusciamo a sapere dall’ateneo, si atteggia a baronessa unta da chissà quale entità e dai risultati che sono sotto gli occhi di tutti è evidente che lo stipendio che prende sia largamente immeritato. E l’aspetto ancora più indigesto del modus operandi della pensionata è la difesa ad oltranza della vecchia nomenclatura e di soggetti palesemente indagati per il dissesto, e mai rimossi dai loro incarichi, come risulta dalle notizie di stampa.

Ne parlavo di recente e in modo fraterno con dei conoscenti di Bologna e gli stessi mi dicevano: da quando la Fabbro non è più all’università di Bologna la stessa è svettata in cima alle classifiche come ottima università; e sempre gli stessi si chiedevano come mai a Siena abbiano optato per dare l’incarico a una pensionata.
Il doppiopesismo e la doppia morale praticati della politica senese non partoriranno mai una posizione netta contro i dissestatori e non chiederanno mai alla pensionata di levar le tende dall’ateneo: attendiamo solo il giusto peso della magistratura senese. Meglio tardi che mai!!!

Nel frattempo mentre rileggerò la nobile storia di  Luigi Zamboni e G.B. De Rolandis, tanto cara a un bolognese famoso e nostra fonte di ispirazione di questioni universitarie, spero che la pensionata Fabbro decida autonomamente di  mollare la presa. Ritorni a fare la pensionata: per il bene dell’ateneo.

P.S. Domanda a latere per il giornalista europeo Stefano Bisi: come mai caro Bisi, visto che ti sei scandalizzato per la nomina di quel mantovano Ezio Zani (fermato nel 2004 in stato di ebbrezza) nel cda della banca Antonveneta, non ti sei scandalizzato fortemente (anzi hai tifato per lei) quando il tuo caro rettore Riccaboni ha nominato direttore di un ente dissestato Ines Fabbro, già condannata dalla corte dei conti? Come mai?