Ecco la cifra della legalità e della trasparenza del duo Riccaboni & Fabbro e della loro cricca ministeriale

La redazione di Fratello Illuminato ha seguito con attenzione tutta la vicenda Astrea SrL e i rapporti della medesima società con Criccaboni (e ci teniamo sul corretto a chiamarlo Criccaboni). Abbiamo fatto solo qualche accenno a tutta la vicenda, lasciando che se ne occupassero i giornali nazionali e locali. Ora però, come annunciato, siamo in possesso del documento che prova, senza alcuna necessità di interpretazione, lo stato di illegalità e disprezzo istituzionale instaurato dall’abusivo Criccaboni e dalla condannata dalla Corte dei Conti Ines Fabbro. Quindi, con oggi, affidiamo alla lettura delle autorità giudiziarie competenti la summa della vicenda in modo che possano inviare chi di competenza a bloccare lo stato di illegalità e ad estirpare questi abusivi da posti che non competono loro.
Per introdurre il livello associativo e di cricca tra i vari personaggi del groviglio universitario e non riportiamo due brevi passi dei rapporti tra Criccaboni, l’ex-funzionario del MIUR Tomasi e tra Criccaboni e l’avvocato Vera Benini, moglie di un docente di economia, collega quindi di Criccaboni e di Lorenzo Frediani.

Criccaboni-Tomasi:  Poi è chiaro che lei nel momento che ha l’investitura… provi a sentire, io francamente… lì in Procura dovete vedere voi perché oggi sa com’è. Qui… lì è tutto rischioso. Lì è diventato poco… poco…

Prima domanda: che vuol dire la frase “lì in procura dovete vedere voi”? Voi chi? E con chi della Procura? E per cosa? Che ci sono strade privilegiate in Procura?

Criccaboni-Benini: “ci sono 27 indagati e tra questi qualcuno potrebbe dire qualcosa che non deve dire”. “Ho fiducia nel PM che ha ereditato il fascicolo dal dott. Formisano”.

Siccome il fascicolo l’aveva ereditato Francesca Firrao, sarà mica lei quella con cui il duo doveva “vedere”? Sarà mica costituita da lei la strada privilegiata che sembra di scorgere nel discorso di Tomasi? Siccome la Firrao è figlia di Donato Firrao, professore al Politecnico di Torino dove si sono aggirati i seguenti personaggi: Tomasi, Fabbro, Profumo ci viene questo dubbio.

Arriviamo alla penosa e disgustosa vicenda dei rapporti tra Astrea srl e il Criccaboni in qualità di amministratore di un ente pubblico. In questa vicenda entriamo in punta di diritto con l’ausilio dei nostri studi legali.
Cos’è Astrea srl. E’ una società che opera nel mercato mobiliare e immobiliare registrata alla Camera di Commercio di Milano (vedi qui la visura camerale) di cui i soci sono due, Lorenzo Frediani e la MOGLIE, con capitale sociale di 30.000 euro così suddiviso: 28.500 euro Frediani, 1500 euro la moglie. Chi è Lorenzo Frediani? E’ un docente A TEMPO PIENO della Facoltà di Economia R. Goodwin di Siena di Analisi dei bilanci degli intermediari finanziari. Ecco cosa si dicevano Frediani e Criccaboni il 4 novembre 2010:

– 4 novembre (ore 16:26): una voce maschile chiede conferma sulla nomina. Si accordano di vedersi tra un po’ in facoltà.
– 4 novembre (ore 19:04): una voce maschile chiama per congratularsi per la nuova nomina e chiede insistentemente un incontro prima dei festeggiamenti per parlare del loro progetto.
– 10 novembre 2010 (ore 10:09): fissano un incontro per il 19 novembre (alle ore 10.00) con il nuovo direttore amministrativo e la ragioneria dell’università per procedere – dopo aver controllato i conti – alla programmazione di un fondo immobiliare o vendita dei beni dell’Unisi.
– 18 novembre 2010 (ore 09:42): un uomo chiama Riccaboni e gli chiede conferma per l’indomani alle 10 con il direttore amministrativo. Riccaboni conferma.
– 22 novembre 2010 (ore 09:53): una voce maschile chiama Riccaboni e lo mette sull’avviso di non discutere con nessuno nel dettaglio del piano di risanamento, visto che ci sono dei problemi in arrivo come la mancata corresponsione del contributo di 8 milioni di euro da parte della regione che mette a rischio il pagamento degli stipendi per dicembre. La linea diventa disturbata…
– 22 novembre 2010 (ore 09:57): una voce maschile riprende il discorso interrottosi precedentemente e gli fa presente che mancano i soldi per pagare gli stipendi di dicembre. Riccaboni propone di far ricorso alle anticipazioni di cassa e la voce maschile precisa che al 31 dicembre le anticipazioni di cassa devono essere portate a zero. Se bisogna percorrere quella strada, la voce maschile dice che va richiesto un incontro a Mussari e a Marino per vedere se la fanno percorrere. Non è una cosa semplice anche perché le tredicesime vanno pagate il 12 o il 13. Riccaboni dice che ci vuole pensare e si accordano di sentirsi domattina.
– 1 dicembre 2010 (ore 09:52): Angelo viene chiamato da un uomo che gli suggerisce di aumentare il numero delle persone che lavorano nella ragioneria perché sono in uno stato di criticità, almeno finché le cose non girano. Riccaboni si appunta la cosa. L’interlocutore dice che poi con calma devono vedere come riorganizzare l’università ma questo deve essere un provvedimento da prendere subito. Riccaboni dice che ne parlerà con la Fabbro.

Alle interrogazioni in CdA che mettevano in dubbio la compatibilità delle varie attività di Frediani con questa legge (http://www.edscuola.it/archivio/norme/decreti/dpr382_80.html) è stato risposto che tale incompatibilità non sussisteva.

Facciamo finta che tale incompatibilità non ci sia davvero: andiamo alla sostanza che poi è quello che rileva ai fini giuridici. 1) Come mai il 10 novembre 2010 la società Astrea fissa un incontro con Riccaboni e il direttore amministrativo per procedere alla programmazione di un fondo immobiliare o vendita dei beni dell’Unisi? 2) Come mai il 22 novembre 2010 la società Astrea chiede a Riccaboni di non discutere con nessuno nel dettaglio del piano di risanamento? E in più Astrea dice che ci sono dei problemi in arrivo come la mancata corresponsione del contributo di 8 milioni da parte della Regione? Che ci incastra una società privata con la gestione di un ente pubblico? 3) Come mai, sempre il 22 novembre 2010 Astrea chiede di fissare un appuntamento con il presidente della banca Giuseppe Mussari e con il vice direttore generale Antonio Marino? 4) Come mai il 1 dicembre 2010 la società Astrea srl suggerisce al Criccaboni di aumentare il numero delle persone che lavorano in ragioneria? Con quale competenza fa questo e sulla base di quale diritto, norma, regolamento? 5) E come mai in questa conversazione Criccaboni sostiene che ne parlerà con la Fabbro?
Il come mai vi si spiega noi: il titolare OPERATIVO di Astrea è Lorenzo Frediani e si capisce chiaramente la commistione tra interessi privati e gestione dell’ente pubblico palesando la volontà di tenere all’oscuro la comunità accademica e i suoi organi di governo.
Alle pressanti richieste di chiarimento fatte da consiglieri di amministrazione è stato risposto che Frediani non è né presidente nè amministratore delegato. E allora domandiamo noi. 1) Come mai le telefonate vengono fatte da un cellulare intestato ad Astrea srl? 2) Come mai il sito astrea.info (abbiamo salvato tutto, quindi è stato stupido oltre che inutile aver cancellato il dominio) è registrato a nome di Lorenzo Frediani e con l’indirizzo email frediani[at]unisi.it (cosa che fra l’altro costituisce una grave infrazione anche alla normativa che disciplina l’utilizzo delle mail accademiche)? Vedete pure qui.

Informazioni su astrea.info

Ma ad aggravare ed a palesare il sistema di illegalità e gli intrallazzi tra Frediani, Riccaboni e Fabbro ecco la prova provata, il documento che vi abbiamo annunciato una settimana fa. ECCOLO QUA (naturalmente anche questo è inutile tentare di farlo sparire. Cliccate sull’immagine per vedere la lettera a GRANDEZZA NATURALE)!

In questo documento c’è un reato per parola. Innanzitutto c’è la violazione delle leggi sui contratti nella pubblica amministrazione e sugli obblighi dei docenti a tempo pieno. Poi c’è un abuso evidente di ufficio perché il documento è co-firmato da Riccaboni e Fabbro. Ci possono spiegare che competenza ha il direttore amministrativo sulla docenza (forse competenza affettiva? Forse ne hanno parlato ad una cena a lume di candela?)? A noi non ne risulta alcuna. Per giunta la legge 240/2010 IMPONE addirittura al Rettore di fare lezione, figuriamoci se consente di esonerare un docente a tempo pieno dai suoi obblighi. E ancora: incontri con operatori di mercato????????? Ma il FREDIANI STESSO è operatore di mercato in quanto socio di maggioranza (e che maggioranza!!!) di Astrea s.r.l. E come mai il preside di economia Ghellini, cui la missiva PROTOCOLLATA è indirizzata, non l’ha dichiarata – come doveva fare – IRRICEVIBILE? E come mai gli organi di governo non ne sono a conoscenza? E per quale motivo si è dovuto ricorrere ad una così grave infrazione? Forse perché gli studenti, che ricordiamolo sono GLI UNICI AD AVERE TUTTI I DIRITTI, si erano lamentati delle assenze ingiustificate di Frediani?
Sta di fatto che Riccaboni e Fabbro hanno prodotto un documento strapieno di illegalità con il concorso del preside di economia e con la compiacenza, salvo smentite formali, del consiglio di facoltà di economia e del senato accademico. Se costoro non fossero stati informati li invitiamo a procedere con le denunce nei confronti di Riccaboni, Fabbro e Ghellini (e Frediani ovviamente).
Per chiudere notifichiamo a tutti gli altri docenti dell’Ateneo che nei loro confronti è stata commessa una grave infrazione del principio di uguglianza perché non si capisce la ragione di esonerare dagli obblighi legati al suo status UN SOLO DOCENTE, tra l’altro per occuparsi di questioni di cui si occupa anche la sua società PRIVATA.
A tutti gli invitati alla nostra conferenza stampa (Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze; Procura della repubblica di Milano; Procura Generale presso la Corte dei Conti; Procura della Repubblica di Siena; Comando provinciale dei Carabinieri e della Guardia di Finanza; MIUR; Presidente della Regione Toscana; Sindaco di Siena e Presidente della provincia di Siena; membri del CDA e del senato accademico dell’università di Siena; organi d’informazione locali e nazionali e naturalmente tutta la Cittadinanza.) non resta che invitarli a procedere con urgenza ciascuno secondo le sue proprie competenze.
Ad majora.

La redazione di Fratello Illuminato

P.S. Ai consiglieri comunali di Siena, senza alcuna distinzione, consigliamo di leggere attentamente in modo da ponderare al meglio la discussione sulla mozione che – a stare ai giornali – discuterete oggi. Ponderate bene perché abbiamo scritto tutto, ma non abbiamo fatto cenno alle cene a casa di “Anna” (soggetto non universitario) né agli incontri alle 8.30 di mattina in Piazza San Francesco. Regolatevi.

Editoriale del Maestro James. I fatti di cui si parla e il “Villaggio della legalità” devastato

“fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza”
(Dante Alighieri)

L’indifferenza e la responsabilità colpevole sono forme diverse dello stesso meccanismo contorto e distruttivo di una comunità civile. Coloro che rimangono indifferenti nei confronti del danno e del responsabile del danno, incidono sul declino o sulla deriva decadente di una città o di un intero Stato, con la stessa pesantezza di coloro che hanno commesso il danno. Anzi, in taluni casi, l’indifferenza è piu’ pesante del danno  e proietta lo stesso danno nel tempo con forme peggiorative. Quello che sorprende sempre più è la mancanza di buon senso nel comprendere il vero livello di crisi e la dimensione profonda del disastro. Forse qualcuno si culla con la speranza di ricevere “risorse alternative dal sistema” sotto forma di premio di fedeltà per aver subito in silenzio o per aver garantito con l’omertà il realizzarsi del danno? Forse qualcuno spera di rivivere quel periodo di “qui si dissesta ma si mangia tutti” con rinnovato spirito di illegalità e di morte civile e morale?

Esiste una differenza tra i dissestatori dell’università e quei lunghi silenzi di “omertà” e “fedeltà” presenti dentro la stessa università senese? No!!! Non esiste differenza: sono colpevoli per il medesimo danno. Noi non siamo giudici, non facciamo esercizi di professione di fede e non dettiamo regole morali: QUI CI SONO I FATTI DI CUI SI PARLA. Pagine e pagine di vicende indecenti, dissesti, anomalie istituzionali, complicità e clientelismo: il blog Fratello Illuminato parla di fatti documentati (e documentabili!!) e non propone teoremi o supposizioni. Ci siamo occupati essenzialmente delle vicende universitarie perché eravamo e siamo ancora convinti che per risollevare le sorti della città si debba passare dal riconoscimento delle responsabilità del dissesto economico e morale e dal cambio dei vertici dell’ateneo senese, per non ripeterlo e per utilizzarlo come monito. E se rileggete sul nostro blog gli altri interventi di natura diversa dall’università vi accorgerete che i personaggi e i comportamenti sono gli stessi o simili della nomenclatura e gruppo di gestione dell’università. Abbiamo scritto e pubblicato tanti di quei fatti da ingolfare il web per un decennio. E sapete cosa ci sorprende alla data di oggi? Ci sono ancora persone che negano il dissesto e minimizzano il danno e addirittura si scagliano contro il nostro blog accusandoci di tutto e di più. Ci sono i dissestatori che si sentono addirittura offesi per i nostri articoli e minacciano querele; ci sono quelli che scrivono alcuni commenti al blog che sono peggio delle querele; ci sono quelli che ti fanno cadere le palle perché si infastidiscono per via di un errore all’interno un articolo. Ci sono i fatti e ci sono anche “questi”.

Chiariamo subito alcune questioni. Noi non siamo forcaioli e non pretendiamo la galera per taluni dissestatori, ma almeno allontanarli dai loro posti ci sembra il minimo. Sono spariti quasi 270.000.000 di euro: non si sta parlando di bruscolini. Noi non siamo universitari e non ci trovo niente di male nel dialogare con alcuni di loro e scambiare opinioni e valutazioni utili per la linea editoriale del blog. Qualcuno nei commenti al blog ha scritto che noi siamo dentro una guerra di “grembiulini”. E se anche fosse? Fino a prova contraria essere massoni non è un reato: dissestare un ateneo, praticare il falso in bilancio e la truffa invece sì. O sbaglio??

Noi siamo e non siamo. I Fatti di cui parliamo sono Fatti e non grembiuli. E noi non apprezziamo chi condiziona e si fa condizionare l’informazione.

Comunque in attesa di capire se a Siena esistono il codice civile e penale in dotazione ai magistrati senesi e quindi sapere che fine hanno fatto le inchieste, consigliamo ai  nostri “disgustati e offesi nemici” di devastare il nostro blog. Se l’illegalità non esiste giustamente non esiste nemmeno una battaglia di legalità. Se l’illegalità esiste e se esiste anche un fronte di legalità per alcuni la via più semplice è negare l’illegalità e fermare il fronte della legalità.

Più o meno come la vicenda vergognosa e incivile accaduta pochi giorni fa ai danni del “Villaggio della legalità” dell’associazione Libera di Don Ciotti (http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/11_ottobre_22/latina-villaggio-solidarieta-1901906506866.shtml ). Nel nostro piccolo, proprio per classificarci, ci sentiamo un piccolo Villaggio della legalità. Meglio devastarci subito altrimenti i sensi di colpa di taluni potrebbero esplodere e rendere visibili le complicità di anni e anni di cattive gestioni e altre gestioni illegali.

Auguro a tutti una Buona Domenica e invio a nome di tutta la redazione di Fratello Illuminato un messaggio di solidarietà all’associazione Libera di Don Ciotti.

E infatti oggi chiudo il mio editoriale con le parole dello stesso Don Ciotti: ” Nessuno può pensare di vandalizzare e di fermare questo impegno delle tante realtà del posto che insieme con fatica, passione e responsabilità stanno realizzando percorsi di democrazia e giustizia sociale”.

Buona lettura a tutti indistintamente e soprattutto ai “lavoratori super stressati di lavoro” di Viale Franci.

Maestro James