{"id":7589,"date":"2013-09-06T18:38:33","date_gmt":"2013-09-06T16:38:33","guid":{"rendered":"http:\/\/shamael.noblogs.org\/?p=7589"},"modified":"2013-09-06T18:38:33","modified_gmt":"2013-09-06T16:38:33","slug":"esempio-di-come-gestire-una-fondazione-la-fondazione-carisbo-di-bologna-vi-proponiamo-lintervista-allex-presidente-fabio-alberto-roversi-monaco-da-il-giornale-dellarte-numero-329","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/?p=7589","title":{"rendered":"Esempio di come gestire una fondazione: la Fondazione Carisbo di Bologna.Vi proponiamo l\u2019intervista all\u2019ex presidente Fabio Alberto Roversi Monaco (da Il Giornale dell&#8217;Arte numero 329, marzo 2013)"},"content":{"rendered":"<p>Bologna. Fabio Alberto Roversi-Monaco, per quindici anni rettore dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna (dal 1985 al 2000), lascer\u00e0 il mese prossimo la carica di presidente della Fondazione Carisbo, ruolo che ricopre dal 2001. Lo ha annunciato lui stesso nel corso di una serata al Museo della Storia di Bologna, cuore del percorso Genus Bononiae, l\u2019istituzione culturale policentrica fortemente voluta dal professore e inaugurata a gennaio 2012 (cfr. n. 313, ott. \u201911, p. 54). Ancora non si conosce il nome di chi ne prender\u00e0 il posto: finora sono emerse diverse ipotesi, tra cui quelle di Gianguido Sacchi Morsiani, Filippo Sassoli de\u2019 Bianchi, Leone Sibani, Romano Volta, Gianandrea Rocco di Torrepadula, Piero Gnudi. Ma nulla pi\u00f9. Roversi-Monaco, ordinario di diritto amministrativo, \u00e8 attualmente presidente del Consorzio Interuniversitario Alma Laurea, direttore di varie riviste amministrative, presidente di Sinloc-Sistema lniziative Locali Spa (Gruppo Intesa Sanpaolo), presidente del Mandarin Fund, membro del Cda di Telecom ltalia Media, presidente dell\u2019Accademia Pianistica di Imola e dell\u2019Orchestra Mozart di Bologna, membro del Cda di Mediobanca. Il presidente della Fondazione Carisbo, nonch\u00e9 presidente e amministratore delegato della societ\u00e0 di gestione di Genus Bononiae, ripercorre la sua attivit\u00e0 per \u00abIl Giornale dell\u2019Arte\u00bb. Professor Roversi-Monaco, partiamo dalle erogazioni della Fondazione durante i suoi mandati. Nel periodo 2001-11, quello di cui abbiamo i dati completi, la Fondazione a base associativa Carisbo ha assegnato risorse per complessivi 382 milioni di euro incluse quelle per il Fondo del volontariato secondo la legge 266\/91. Di questi circa 103 milioni sono andati in attivit\u00e0 proprie e altri 280 milioni sono andati per attivit\u00e0 con altri soggetti, quasi tutto \u00e8 stato impegnato nei nostri settori di intervento che sono arte e cultura, attivit\u00e0 sociale, educazione e sport, ricerca scientifica e tecnologica, ambiente. Secondo gli ultimi dati di \u00abIl Giornale delle Fondazioni\u00bb pubblicato da Allemandi, al 31 dicembre 2010 avevate un patrimonio netto di 788 milioni di euro e 21 dipendenti, e siete anche dotati di un notevole patrimonio immobiliare strumentale. Abbiamo tre societ\u00e0 strumentali: Musei nella Citt\u00e0 Srl, Produttori sementi Spa e Virtus 1871 Spa. La prima si occupa del museo diffuso Genus Bononiae, la seconda di biologia molecolare applicata alla coltivazione di cereali e la terza di educazione fisica e scienze motorie. Gli immobili storici sono molti tra cui Palazzo Saraceni, San Giorgio in Poggiale, Rocchetta Mattei, Osteria del Sole, Palazzo Fava, azienda agricola Argelato, in concessione San Michele in Bosco, Santa Cristina, oratorio di San Colombano. Quando divenne presidente, in quali condizioni era la Fondazione? La trovai in buona saluta economica e finanziaria, ma era priva di programmi a medio e lungo termine: non ne restai stupito perch\u00e9 le fondazioni erano attive da pochi anni dopo la loro istituzione grazie alla legge Amato del 1990. C\u2019era dunque bisogno di iniziare un periodo di rodaggio anche perch\u00e9 mancava all\u2019epoca il personale specializzato nelle attivit\u00e0 attualmente proprie di un ente bancario di tipo nuovo. All\u2019inizio peraltro era molto forte l\u2019influenza della banca di riferimento, che tra l\u2019altro forn\u00ec alla nuova fondazione alcuni beni a titolo oneroso. Sia chiaro: tutto legittimo, ma dal punto di vista economico anche questo \u00e8 stato messo in conto. Successivamente abbiamo conquistato la piena autonomia. Siamo molto solidi economicamente. In quali condizione lascia l\u2019ente? Dal punto di vista economico non si pu\u00f2 certo dire che abbiamo perso rispetto agli inizi. Anzi nel 2007-08 i valori erano arrivati a livelli altissimi grazie a una crescita forte cui per\u00f2 con la crisi \u00e8 seguito un forte calo generalizzato peraltro. Il patrimonio immobiliare e artistico, come le accennavo, \u00e8 per\u00f2 di notevole rilievo. Il profilo patrimoniale \u00e8 solido e la nostra attivit\u00e0 pluriennale ha portato a grandi risultati per la citt\u00e0. Uno sforzo giustificato dai numeri dunque, tanto che siamo all\u2019avanguardia in Italia nella gestione diretta di beni tra cui non posso non pensare al principale successo, le sedi del museo della citt\u00e0. Ora c\u2019\u00e8 un calo delle erogazioni, ma continuiamo a sostenere tante iniziative nell\u2019ambito del sociale e anche della ricerca scientifica, un settore fondamentale. Dopo che avr\u00e0 lasciato la presidenza, in aprile, contribuir\u00e0 alla scelta del suo successore? Non parteciper\u00f2 alla scelta del nuovo presidente, che sar\u00e0 nominato dal Collegio di indirizzo composto da 28 persone, 14 designate dai soci dell\u2019ente e 14 dagli enti locali e pubblici. Con i milioni di finanziamento verso terzi di cui diceva, avete in pratica dominato la politica culturale bolognese, anche vista la carenza di erogazioni pubbliche: secondo lei un amministratore oggi dovrebbe farsi eleggere in una fondazione piuttosto che in un ruolo politico? Guardi che qui l\u2019influenza della politica non c\u2019\u00e8, noi collaboriamo con una miriade di soggetti, pubblici e privati. Dunque non trova che le fondazioni ex bancarie siano troppo autoreferenziali, visto che i criteri di nomina degli amministratori non sono sempre trasparenti? Premesso che da noi tutto \u00e8 trasparente, l\u2019autoreferenzialit\u00e0 \u00e8 uno dei rischi che sovente corriamo, per\u00f2 \u00e8 anche vero che la pluralit\u00e0 di soggetti che giungono a contatto con le fondazioni ha una importante funzione di nomina del personale dirigente di queste ultime. Ci\u00f2 riduce l\u2019autoreferenzialit\u00e0, inoltre la crisi economica iniziata nel 2008 ha costretto i nostri enti a maturare un miglior criterio di autovalutazione. Questo \u00e8 un aspetto molto positivo, pur nell\u2019attuale situazione generale. Veniamo all\u2019arte: l\u2019ultima grossa iniziativa alla quale avete partecipato \u00e8 stato il progetto \u00abR\u2019Accolte\u00bb. \u00abR\u2019Accolte\u00bb \u00e8 gestito dall\u2019Acri, noi autonomamente avevamo gi\u00e0 la schedatura e l\u2019implementazione del nostro patrimonio artistico che come si sa \u00e8 ingente e comprende artisti antichi e moderni come Simone Cantarini, Giuseppe Maria Crespi, Donato Creti, Gaetano Gandolfi, Guercino, Guido Reni, Giacomo Sementi, Elisabetta Sirani oltre a Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Felice Casorati, Giorgio de Chirico, Filippo de Pisis, Fortunato Depero, Lucio Fontana, Arturo Martini, Giorgio Morandi, Mario Sironi. La sala di lettura della nostra biblioteca in San Giorgio in Poggiale (100mila libri e 60mila fototipi) contiene inoltre opere di Claudio Parmiggiani, \u00abCampo dei Fiori\u00bb e l\u2019ultima monumentale \u00abdelocazione\u00bb oltre al ciclo delle \u00abCattedrali\u00bb di Piero Pizzi Cannella. Anche negli anni precedenti la realizzazione di Genus Bononiae avete organizzato molte rassegne d\u2019arte. Certo, sarebbe impossibile citarle tutte, rimando i lettori al nostro sito web <a href=\"http:\/\/www.genusbononiae.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\">www.genusbononiae.it<\/a> dove i materiali a disposizione sono tantissimi. Attualmente ospitate l\u2019ampia rassegna di Nino Migliori e avete appena chiuso quelle dedicate a Robert Wilson, alle tavole dei fumettisti Andrea Pazienza e Andrea Bruno. E per l\u2019immediato futuro? Stiamo organizzando insieme al Mic di Faenza un\u2019ampia mostra, curata da Nico Stringa e Claudia Casali, che fornir\u00e0 una panoramica esauriente del percorso artistico di Arturo Martini (1889-1947) attraverso le sue \u00abgrandi terrecotte\u00bb realizzate tra il 1928 e il 1932 e le statue in ceramica, marmo, bronzo, legno, gesso. Rester\u00e0 alla guida dei musei di Genus Bononiae? Do la mia disponibilit\u00e0 a restare a capo della societ\u00e0 strumentale Musei nella Citt\u00e0 Srl per accompagnare e sviluppare questo progetto su cui stiamo investendo da anni, raccogliendo peraltro risultati evidenti. Siamo stati inseriti, unici tra le realt\u00e0 private italiane e primi in Emilia Romagna, nel progetto \u00abiMibac top 40\u00bb del Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 culturali: \u00e8 una applicazione per gli smartphone che serve a promuovere l\u2019arte attraverso le nuove tecnologie. In tutto sono 40 eccellenze museali italiane, che l\u2019app permetter\u00e0 di avvicinare e conoscere. Siamo anche i capofila nella creazione della card turistica bolognese, attiva dal mese di agosto, uno strumento nuovo di promozione della citt\u00e0 che amplia l\u2019offerta dei servizi per turisti e visitatori. Ormai Genus Bononiae, costituita da otto sedi, \u00e8 consolidata. Ma perch\u00e9 ha voluto questo sistema museale diffuso? Penso da anni che il concetto di percorso museale non possa pi\u00f9 essere organizzato con criteri ottocenteschi, certo meritori ma ormai superati. Ora tutto \u00e8 ispirato alla interazione e allo svolgimento di attivit\u00e0 e qui ne facciamo continuamente. Siamo un sistema dinamico, proprio come accade all\u2019estero, e i numeri ci danno ragione. Nel 2012 abbiamo avuto 292mila visite con una media mensile che ha sfiorato le 25mila, l\u2019et\u00e0 media dei visitatori \u00e8 di 41 anni e il 69% sono italiani (bolognesi il 67%) e stranieri il restante 31%. Dopo un primo periodo di lancio durante il quale abbiamo optato per l\u2019ingresso gratuito, da un po\u2019 facciamo pagare il biglietto, tentando di coprire con queste e altre entrate il 25-30% dei costi. Genus Bononiae non punta solo a recuperare un patrimonio artistico, linguistico e documentario di inestimabile e sorprendente valore, ma vuole soprattutto individuare la vocazione profonda di Bologna quale luogo insigne di creazione e diffusione di idee, di idiomi e di linguaggi, di immagini e di manufatti dovuti ai nobili e al popolo, agli artisti e agli artigiani, agli imprenditori e agli intellettuali. Chi curer\u00e0 la programmazione nei prossimi anni? Si \u00e8 parlato di un \u00abridimensionamento\u00bb del ruolo di Philippe Daverio. Daverio \u00e8 stato importantissimo nella realizzazione del percorso museale, ora abbiamo vari collaboratori a seconda degli eventi, ma Philippe resta un amico e collaborer\u00e0 ancora. Io sono l\u2019amministratore delegato della societ\u00e0 e certo servir\u00e0 un direttore. Dal punto di vista delle offerte in proprio, le fondazioni si specializzano. L\u2019ente della vicina Modena ha scelto di puntare per lo pi\u00f9 sulla fotografia. Una scelta certo valida, noi abbiamo per\u00f2 scelto una strada differente. A gennaio avete collaborato con ArteFiera: qual \u00e8 il suo giudizio? Il momento \u00e8 difficile e il consuntivo va fatto a pi\u00f9 lungo termine. Penso bisogner\u00e0 procedere a futuri investimenti. Lei \u00e8 stato rettore per tanti anni: qual \u00e8 la situazione del mondo universitario? Collaboriamo e vogliamo aumentare il rapporto; continuiamo ad avere comunque rapporti consolidati e fruttuosi con studiosi quali Angelo Varni, Giuseppe Sassatelli, Andrea Battistini, Raffaele Simone e altri. Si impegner\u00e0 mai direttamente in politica, magari come futuro ministro per i Beni culturali? No grazie, non ci penso proprio. Pensi che una volta, nei primi anni Ottanta, ero stato eletto deputato con il Partito Repubblicano; ma rifiutai.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bologna. 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