{"id":7030,"date":"2013-03-16T21:58:13","date_gmt":"2013-03-16T20:58:13","guid":{"rendered":"http:\/\/shamael.noblogs.org\/?p=7030"},"modified":"2013-03-16T21:58:13","modified_gmt":"2013-03-16T20:58:13","slug":"carneade-siamo-tutti-anonimi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/?p=7030","title":{"rendered":"Carneade. Siamo tutti anonimi!!!"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/shamael.noblogs.org\/files\/2012\/08\/carneade.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-5694\" alt=\"carneade\" src=\"https:\/\/shamael.noblogs.org\/files\/2012\/08\/carneade.jpg\" width=\"434\" height=\"620\" \/><\/a>Indignato per l\u2019orrenda campagna stampa contro le voci libere del web, orchestrata da certi pennivendoli locali e rimbalzata grazie a qualche connivenza su alcuni giornali nazionali e sostenuta con forza dall\u2019illeggibile \u201cCorriere fiorentino\u201d, sempre prono al potere, Carneade ha tirato fuori dal proprio archivio una bella analisi sul valore, l\u2019utilit\u00e0, la legittimit\u00e0 e addirittura la necessit\u00e0 dell\u2019anonimato pubblicata sul \u201cCorriere di Siena\u201d il 21 marzo del 2005 e ha deciso di riproporvela integralmente, fiducioso, cari lettori, della vostra approvazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Mai, lo confesso, il vecchio Carneade \u00e8 stato cos\u00ec concorde con Stefano Bisi &#8230; anzi, pardon, con Suor Bridget!<br \/>\nLa libert\u00e0 di \u201cpseudoanonimo\u201d.<\/p>\n<blockquote>\n<p align=\"justify\">I giornali sono invasi da \u201clettere firmate\u201d, che saranno pure firmate ma spesso anche inventate. \u201cGruppi di cittadini\u201d si lamentano senza dire chi sono e quanti sono (magari 2, se non addirittura uno). Nomi di comodo compaiono in fondo agli articoli per i motivi pi\u00f9 vari, a volte solo perch\u00e9 se la stessa persona ne scrive troppi in una giornata sembra ci sia solo lui in redazione. L\u2019anonimato rappresenta una condizione fondamentale per la libert\u00e0 di espressione degli individui. Voci controverse e spesso irriverenti si sono fatte sentire grazie alla copertura di uno pseudonimo. Autori che potevano avere problemi a causa del loro pensiero hanno cos\u00ec avuto modo di esprimere liberamente le proprie opinioni, senza temere ritorsioni. Tanto pi\u00f9 che la legge \u00e8 uguale per tutti e, anonimi o no, ci\u00f2 che si scrive non deve contenere offese per nessuno.<br \/>\nI nomi di fantasia hanno sempre occupato uno spazio fondamentale per la politica e la letteratura satirica in genere, permettendo anche a persone gi\u00e0 identificate dalle opinioni espresse in precedenza o dall\u2019appartenenza a qualche associazione, di esprimere le proprie idee senza il pericolo che queste venissero travisate o rifiutate a priori. In altre parole, un autore pu\u00f2 avere una quantit\u00e0 di motivi validi per decidere di non rivelare la propria identit\u00e0, come la paura di rappresaglie economiche o legali, di ostracismo sociale o semplicemente il desiderio di preservare la privacy.<br \/>\n\u201cL\u2019identit\u00e0 di chi scrive non \u00e8 differente da ogni altro componente del contenuto di un documento che l\u2019autore \u00e8 libero di includere o escludere\u201d ha sentenziato la Corte Suprema degli Stati Uniti del 1995, stabilendo che l\u2019 anonimato \u201coffre a un autore che pu\u00f2 essere impopolare un modo per assicurarsi che i lettori non accolgano il suo messaggio con pregiudizio, semplicemente per il fatto che essi non amano colui che lo propone\u201d. Pubblicare scritti anonimi, quindi, non \u00e8 considerata una pratica scorretta, come qualcuno vorrebbe far credere. Fa parte, al contrario, di una onorevole tradizione di dissenso e di espressione libera delle proprie opinioni. Con l\u2019avvento di internet questa abitudine si \u00e8 moltiplicata in maniera esponenziale: in tutti i forum di discussione si interviene usando un nickname e questo non danneggia affatto il dibattito, anzi. Il \u201cBarbiere della Sera\u201d \u00e8 un sito di giornalisti \u00a0fatto per i giornalisti, tutti con pseudonimo. Un nome ed un cognome li renderebbe meno liberi di raccontare ci\u00f2 che succede anche nelle loro stesse redazioni. La stampa nazionale offre numerosi esempi di anonimi e pseudonimi molto in voga e mi limiter\u00f2 a citarne solo alcuni di estrema attualit\u00e0: da Jena che \u00e8 passato dal Manifesto alla Stampa all\u2019Elefantino del Foglio, dal Corbeille di Finanza &amp; Mercati al Tamerlano che nasconde l\u2019identit\u00e0 del guru economico del centrosinistra.<br \/>\nLuther Blissett invece, entrando nel campo della letteratura ha gi\u00e0 compiuto 10 anni (come il \u00a0Corriere di Siena, al quale faccio gli auguri). In realt\u00e0 si tratta di un \u201cnome collettivo\u201d dietro al quale si cela un gruppo di persone di diversi paesi, scrittori, attivisti politici, artisti, scrittori, saggisti che hanno prodotto, firmandosi come l\u2019ex calciatore del Milan, riviste e fanzine, saggi e opere di fiction, dischi, performance, opere teatrali, siti web, inchieste giornalistiche e soprattutto azioni di \u201cguerriglia mass-mediatica, come loro stessi amano definirla. Oggi il \u201cLuther Blissett Project\u201d non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Al suo posto \u00e8 nata una vera e propria band di scrittori, \u201cWu Ming\u201d, che ha firmato un libro di successo come \u201cQ\u201d [non \u00e8 vero, \u201cQ\u201d \u00e8 firmato da Luther Blissett come \u00e8 noto] e realizzato molti altri progetti, sia come gruppo, sia a firma dei singoli componenti, rigorosamente indicati soltanto come Wu Ming 1, 2, 3 e 4, \u00a0l\u2019ultimo dei quali \u00e8 \u201cNew Thing\u201d, scritto da Wu Ming 1. In seguito a questa esperienza \u00e8 nata addirittura una radio \u201cLuther Blissett\u201d, a Madrid.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dalla rete sono usciti altri collettivi come \u201cKai Zen\u201d ed \u201cEmerson Krott\u201d, poi ci sono \u201ci Quindici\u201d, comitato di \u201clettori auto-convocati\u201d che in meno di due anni ha esaminato centinaia e centinaia di romanzi e racconti inediti, riuscendo a far pubblicare da Einaudi il libro di Girolamo De Michele \u201cTre uomini paradossali\u201d. Gli \u201cpseudonimi multiuso\u201d fanno parte della tradizione dei movimenti, dal \u201cpovero Conrad\u201d dei contadini svevi del 16\u00b0 secolo al \u201cNed Ludd\u201d della prima rivoluzione industriale, dal \u201cCapitano Swing\u201d dei moti rurali inglesi fino al Subcomandante Marcos (\u201cTodos somos Marcos\u201d, dicono gli zapatisti). Anche nella tradizione della stampa locale senese si trovano molti esempi. \u00a0In passato fecero largo uso di pseudonimi i settimanali il Campo (che continua a farlo oggi con la Voce) e, soprattutto, il Nuovo Corriere Senese, redazione in cui hanno mosso i primi passi tanti cronisti ancora sulla breccia. Sui quotidiani, in tempi pi\u00f9 recenti, voglio ricordare i Caligola, i Biagio Furan, i Vezio Rossetti, . E perch\u00e9 no, anche il feroce Calidonio che sembrava ispirato dalla stessa musa a cui oggi guarda Don Giulio. Ieri era a sinistra, adesso un po\u2019 pi\u00f9 a destra. Fra tanti anonimi per scelta, i quali evidentemente si ritagliano uno spazio nel dibattito cittadino per le loro opinioni e non per titoli, trascorsi o lignaggio, davvero non invidio gli anonimi di contenuto. Si dannano l\u2019anima, prolissi a morte, per leggersi nome e cognome sulla gazzetta locale. E, ahim\u00e9, incorrono pure nello sberleffo di un signor nessuno al quale, come disse un tizio di cui non ricordo il nome, \u201cnon puoi dare neanche uno schiaffo quando lo incontri per strada\u201d. Suor Bridget<\/p>\n<\/blockquote>\n<p><strong>Carneade<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Indignato per l\u2019orrenda campagna stampa contro le voci libere del web, orchestrata da certi pennivendoli locali e rimbalzata grazie a qualche connivenza su alcuni giornali nazionali e sostenuta con forza dall\u2019illeggibile \u201cCorriere fiorentino\u201d, sempre prono al potere, Carneade ha tirato fuori dal proprio archivio una bella analisi sul valore, l\u2019utilit\u00e0, la legittimit\u00e0 e addirittura la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2063,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-7030","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-general"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7030","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2063"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7030"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7030\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7031,"href":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7030\/revisions\/7031"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7030"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7030"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7030"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}