{"id":6556,"date":"2012-12-11T19:52:56","date_gmt":"2012-12-11T18:52:56","guid":{"rendered":"http:\/\/shamael.noblogs.org\/?p=6556"},"modified":"2012-12-11T19:52:56","modified_gmt":"2012-12-11T18:52:56","slug":"per-i-nostri-lettori-larticolo-sullaffaire-antonveneta-pubblicato-dal-settimanale-lespresso-leggetelo-con-molta-attenzione-anche-dentro-il-pd-senese-perche-si-parla-dellanima-gemella-tanto-car","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/?p=6556","title":{"rendered":"Per i nostri lettori l&#8217;articolo sull&#8217;affaire Antonveneta pubblicato dal settimanale L&#8217;Espresso.Leggetelo con molta attenzione anche dentro il PD senese perch\u00e8 si parla dell&#8217;anima gemella tanto cara al Ceccuzzi"},"content":{"rendered":"<p><strong>LA LISTA SEGRETA DEL MONTE<br \/>\ndi Camilla Conti e Luca Piana (settimanale L&#8217;Espresso)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Un fiume di denaro, 17 miliardi di euro, che nell&#8217;arco di un anno parte da Siena per raggiungere alcune capitali europee: Amsterdam, Madrid, Londra. \u00c8 questo uno degli aspetti pi\u00f9 intricati dell&#8217;acquisizione della Banca Antonveneta da parte del Monte dei Paschi di Siena.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Un&#8217;operazione formalizzata nel 2008 ma che, di recente, \u00e8 finita al centro di un&#8217;inchiesta della magistratura, con tanto di perquisizioni a tappeto nella citt\u00e0 toscana e diverse iscrizioni nel registro degli indagati. Un&#8217;acquisizione, quella di Antonveneta, che stando ai dati ufficiali \u00e8 costata all&#8217;istituto senese 9 miliardi e 230 milioni di euro, una cifra gi\u00e0 allora giudicata eccessiva da diversi osservatori. Ma che, in realt\u00e0, avrebbe costretto il Monte dei Paschi a impegnare risorse ancora pi\u00f9 elevate.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Secondo quanto ha potuto ricostruire &#8220;l&#8217;Espresso&#8221;, sugli otto bonifici miliardari partiti da Siena tra il 2008 e il 2009 per rispettare tutti gli accordi con il venditore dell&#8217;Antonveneta, il gruppo spagnolo Banco Santander, si stanno interrogando in queste settimane gli investigatori guidati dal pubblico ministero Antonino Nastasi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L&#8217;ipotesi di lavoro \u00e8 che l&#8217;impegno finanziario necessario per conquistare lo storico istituto padovano abbia avuto un impatto sul patrimonio del Monte superiore a quanto dichiarato nelle previsioni iniziali. Una sottovalutazione che, se intenzionale, sarebbe servita per far apparire come economicamente sostenibile un&#8217;acquisizione che i bilanci della banca non avrebbero, in realt\u00e0, consentito.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La sentenza sul prezzo di 9,23 miliardi pagato dal Monte l&#8217;ha pronunciata di recente il suo nuovo presidente, Alessandro Profumo, arrivato in aprile per cercare di rimettere in carreggiata l&#8217;istituto senese. Quando era il numero uno di Unicredit, ha detto Profumo, Antonveneta gli venne offerta \u00aba un prezzo pi\u00f9 basso. Non la comprai perch\u00e9 il costo mi sembrava gi\u00e0 troppo alto\u00bb. Se pu\u00f2 essere facile parlare oggi, con la profonda crisi del sistema finanziario che si \u00e8 verificata, va detto per\u00f2 che gi\u00e0 al momento dell&#8217;annuncio le critiche al blitz voluto dall&#8217;allora presidente del Monte, Giuseppe Mussari, non erano mancate.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Per ricostruire i fatti, occorre per\u00f2 ripartire dall&#8217;8 novembre 2007, quando viene svelata l&#8217;operazione che il Monte e il Santander hanno portato a termine con una trattativa lampo, appena due settimane. Uno scarno comunicato d\u00e0 conto dei tre aspetti dell&#8217;acquisizione: il prezzo; l&#8217;obiettivo di dar vita alla terza banca italiana; la necessit\u00e0 di reperire i quattrini per il pagamento (che sar\u00e0 interamente in contanti) attraverso la cessione di attivit\u00e0 non strategiche, dei prestiti bancari e un aumento di capitale pari alla met\u00e0 dei 9 miliardi che servono.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Fin dall&#8217;inizio il piano non convince il mercato. Il titolo del Monte crolla in Borsa e diversi analisti picchiano duro. \u00abThe game is not worth the candle\u00bb, ovvero il gioco non vale la candela, sostiene la banca d&#8217;affari Kepler, che ricorda come il Santander avesse acquisito l&#8217;Antonveneta appena pochi mesi prima per soli 6,6 miliardi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E insinua il dubbio di un possibile stop all&#8217;operazione da parte della Banca d&#8217;Italia, l&#8217;autorit\u00e0 che vigila sul sistema creditizio. Anche Banca Imi giudica il prezzo troppo elevato e sottolinea come il Monte rischi di violare le regole europee sugli obblighi patrimoniali, che costringono le banche a preservare un certo quantitativo di risorse a disposizione per far fronte agli impegni che hanno con i propri clienti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Uno dei problemi dell&#8217;operazione emerge nell&#8217;aprile 2008 quando il Monte lancia un aumento di capitale da 4,9 miliardi, necessari per reperire parte dei capitali da girare al Santander. Il documento informa che l&#8217;Antonveneta pu\u00f2 svolgere la propria attivit\u00e0 bancaria grazie a un cuscinetto di liquidit\u00e0 di 7,9 miliardi di euro che le sono stati prestati dalla capogruppo Abn Amro (un istituto olandese che solo pochi mesi prima era stato scalato dal Santander stesso).<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il prospetto spiega che il Monte deve restituire quei finanziamenti e che, bont\u00e0 sua, il Santander \u00e8 disponibile a concedere ai senesi un anno di tempo. Due mesi pi\u00f9 tardi, quando il passaggio delle azioni Antonveneta dall&#8217;Abn al Monte \u00e8 ormai avvenuto, una sorpresa: nel documento informativo sull&#8217;acquisizione pubblicato il 16 giugno, l&#8217;istituto toscano rende noto che i prestiti da restituire sono 7,5 miliardi, 400 milioni in meno di quanto dichiarato in aprile.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">E che il Santander si \u00e8 detto disponibile a finanziare parzialmente la banca toscana con un&#8217;apposita linea di credito, fino a 5 miliardi di euro. Da notare un passaggio dello stesso documento del 16 giugno: il fatto che i debiti della banca padovana debbano essere rimborsati dal Monte, che viene dunque costretto a un ulteriore e pressante impegno di capitale, \u00abnon rientra nelle condizioni previste dal contratto di acquisizione\u00bb.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Su questa complessa transazione sta appunto indagando la procura di Siena, che ha passato al setaccio archivi e computer del Monte, le sedi della Provincia e del Comune, le abitazioni private di Mussari e di Gabriello Mancini, presidente della Fondazione Mps, principale azionista della banca e crocevia dei poteri politici locali che comandano sull&#8217;istituto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Stando a fonti de &#8220;l&#8217;Espresso&#8221;, nel mirino degli investigatori sarebbe finita in particolare una lista di 8 bonifici &#8211; che a Siena circola da qualche settimana fra i dipendenti della banca &#8211; partiti dal Monte in direzione di diverse entit\u00e0 del gruppo spagnolo. Il 30 maggio 2008, il giorno in cui sulla vendita viene messo il sigillo definitivo, viene effettuato un primo pagamento in direzione della Abn Amro di Amsterdam per un importo di 9 miliardi e 267 milioni.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dettaglio curioso: l&#8217;importo \u00e8 superiore di 37 milioni rispetto ai 9 miliardi e 230 milioni che il Monte ha pi\u00f9 volte detto di aver pagato come cifra definitiva (al prezzo base erano stati infatti aggiunti 230 milioni di interessi per il periodo trascorso tra la firma del contratto e l&#8217;effettivo pagamento, per il quale occorreva attendere l&#8217;ok delle autorit\u00e0 di vigilanza). Il motivo dell&#8217;apparente discrepanza \u00e8 per\u00f2 un mistero: interpellato in merito, il Monte ha preferito infatti non rispondere a questa e altre domande.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Lo stesso giorno, dalla banca senese parte anche il primo di una serie di sette bonifici che, nel giro di undici mesi, finiscono in parte alla sede di Madrid del Santander, in parte a quella di Londra della Abbey National Treasury Service, una controllata del gruppo spagnolo. I pagamenti possono essere divisi in due categorie. Quattro sono di importo elevato, per un totale di 7,5 miliardi che sembra coincidere con i prestiti che il Monte dice di essersi impegnato a restituire al venditore di Antonveneta.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Gli altri tre, invece, riguardano cifre pi\u00f9 piccole, per un totale complessivo di 240 milioni. Perch\u00e9, di tutti questi quattrini, la considerevole somma di 2 miliardi e 623 milioni sia finita alla Abbey &#8211; che svolge servizi di tesoreria per controparti anche esterne &#8211; non \u00e8 dato saperlo. Anche il portavoce del Santander ha infatti declinato ogni commento.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Al di l\u00e0 della Babele di numeri, resta un fatto. L&#8217;impegno che il Monte ha dovuto sostenere per prendere l&#8217;Antonveneta \u00e8 stato massiccio. E l&#8217;operazione si \u00e8 rivelata un boomerang. Come ha ricordato nell&#8217;ultima assemblea l&#8217;ex presidente del collegio sindacale, Tommaso Di Tanno, la banca padovana al momento dell&#8217;acquisizione \u00abaveva un valore patrimoniale di 2,3 miliardi\u00bb, molto lontano dal prezzo pagato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il Monte l&#8217;ha acquistata a scatola chiusa, senza fare una verifica preventiva dei conti e senza clausole per ridiscutere il prezzo. Per sostenere l&#8217;esborso si \u00e8 indebitato, ha venduto diverse attivit\u00e0, chiesto pi\u00f9 volte aiuto agli azionisti. E oggi l&#8217;Antonveneta, tra cessioni di sportelli e tagli agli organici, si appresta a sparire come entit\u00e0 autonoma.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA LISTA SEGRETA DEL MONTE di Camilla Conti e Luca Piana (settimanale L&#8217;Espresso) &nbsp; Un fiume di denaro, 17 miliardi di euro, che nell&#8217;arco di un anno parte da Siena per raggiungere alcune capitali europee: Amsterdam, Madrid, Londra. \u00c8 questo uno degli aspetti pi\u00f9 intricati dell&#8217;acquisizione della Banca Antonveneta da parte del Monte dei Paschi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2063,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-6556","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-general"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6556","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2063"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6556"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6556\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6557,"href":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6556\/revisions\/6557"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6556"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6556"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6556"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}