{"id":6512,"date":"2012-12-05T12:16:17","date_gmt":"2012-12-05T11:16:17","guid":{"rendered":"http:\/\/shamael.noblogs.org\/?p=6512"},"modified":"2012-12-05T12:16:17","modified_gmt":"2012-12-05T11:16:17","slug":"avanti-siena-ma-senza-ceccuzzi-ecco-cosa-dichiarava-nel-2010-lanalista-ceccuzzila-nostra-banca-assume-per-concorso-sin-dal-1979-ancora-oggi-a-fronte-di-un-lavoratore-della-rete-che-va-i","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/?p=6512","title":{"rendered":"Avanti Siena..ma senza Ceccuzzi. Ecco cosa dichiarava nel 2010 l&#8217;analista Ceccuzzi:\u201dLa nostra banca assume per concorso sin dal 1979, ancora oggi a fronte di un lavoratore della rete che va in pensione ne assume un altro, ha mantenuto il proprio consorzio mentre altri lo hanno esternalizzato, ha da sempre moderato le retribuzioni dei manager, mentre nel resto del sistema l\u2019eccesso di incentivo ha generato un aumento del rischio fino all\u2019esplodere della crisi\u201d"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\"><strong><a href=\"https:\/\/shamael.noblogs.org\/files\/2012\/11\/ceccuzzi_mussari1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6482\" src=\"https:\/\/shamael.noblogs.org\/files\/2012\/11\/ceccuzzi_mussari1-254x300.jpg\" alt=\"\" width=\"254\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/shamael.noblogs.org\/files\/2012\/11\/ceccuzzi_mussari1-254x300.jpg 254w, https:\/\/shamael.noblogs.org\/files\/2012\/11\/ceccuzzi_mussari1.jpg 815w\" sizes=\"auto, (max-width: 254px) 100vw, 254px\" \/><\/a>Correva l&#8217;anno 2010<\/strong>\u00a0e l&#8217;allora presidente di MPS Giuseppe Mussari dichiarava:\u201dLa Banca Monte dei Paschi di Siena \u00e8 in salute, seppur in una situazione di crisi economica nazionale e internazionale, senza precedenti. Adesso \u00e8 in gioco il futuro del Paese e le banche, insieme alle imprese, possono fare la loro parte per rendere pi\u00f9 veloce la crescita\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Ad assecondarlo<\/strong>\u00a0ci pensava l&#8217;allora parlamentare Franco Ceccuzzi con queste dichiarazioni: &#8220;La nostra banca assume per concorso sin dal 1979, ancora oggi a fronte di un lavoratore della rete che va in pensione ne assume un altro, ha mantenuto il proprio consorzio mentre altri lo hanno esternalizzato, ha da sempre moderato le retribuzioni dei manager, mentre nel resto del sistema l\u2019eccesso di incentivo ha generato un aumento del rischio fino all\u2019esplodere della crisi\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Nel 2007 sempre lo stesso Ceccuzzi rilasciava questa dichiarazione imbarazzante<\/strong>: &#8220;Tanti compagni, amici ed anche colleghi deputati mi hanno chiesto un giudizio sul \u201cblitz\u201d della Banca Monte dei Paschi che, con abile discrezione, forte determinazione e coraggio, ha acquistato Banca Antonveneta. Non ci dilungheremo sui profili finanziari, industriali e squisitamente bancari dell\u2019operazione. Saremmo, francamente, tentati da tanta abbondanza di valutazioni da svolgere. Un piatto ricco di spunti se aggiungessimo anche una retrospettiva sull\u2019estate del 2005, quando all\u2019assalto di Antonveneta non andarono i galantuomini del Monte dei Paschi di Siena, ma altri manager ed uomini di affari che, a distanza di due anni, frequentano pi\u00f9 i Tribunali della Repubblica che Piazza Affari. Il tema che vogliamo sviluppare \u00e8 quello dell\u2019assunzione di responsabilit\u00e0, dell\u2019interesse generale e della misurazione del consenso nel lungo periodo. Il presidente del Monte dei Paschi, Giuseppe Mussari, ed il direttore generale Antonio Vigni hanno messo sul tavolo della trattativa con Banco Santander una cifra di 9 miliardi di euro, qualcosa meno di 18mila miliardi di vecchie lire. Tanto quanto una legge finanziaria di media taglia. Una scelta impegnativa per l\u2019azienda che amministrano pro-tempore, per gli azionisti, per i dipendenti, per la comunit\u00e0 che orgogliosamente, da secoli, ne rappresenta le radici e ne scrive la storia, con successo. L\u2019indomani i mercati hanno reagito negativamente. Il prezzo \u00e8 troppo alto. L\u2019integrazione tra le due banche \u00e8 troppo difficile. Gli obiettivi di creazione di valore dai due istituti non sono realistici. La governance di Mps \u00e8 atipica. A Siena, per\u00f2, nessuno si \u00e8 impressionato per lo \u201cstarnuto\u201d dei mercati. Il riferimento \u00e8 scherzoso e non vuole essere offensivo. L\u2019accelerazione della storia impressa dalla globalizzazione dei mercati e dalla rivoluzione tecnologica non rispetta zone franche e nemmeno una banca nata nel 1472. E cos\u00ec la ristrutturazione bancaria che in Italia prende le mosse con la legge Amato-Ciampi e che da oltre 1000 banche ci ha portato a poco pi\u00f9 di 600 marchi. Con la nascita di nuovi e grandi gruppi. Player di rango europeo come Unicredit Group, Banca Intesa San Paolo, e Monte dei Paschi di Siena con oltre 3000 sportelli e la joint venture con Axa. Per questo chi proviene da una storia secolare e si pone di fronte a s\u00e9 di percorrere un cammino altrettanto lungo e glorioso, investe le sue forze in un disegno di largo respiro e non si ferma alle valutazioni di breve periodo. Sempre che, naturalmente,\u00a0 chi amministra protempore abbia il coraggio, la forza e la visione dell\u2019interesse generale per assumersi i rischi della critica, o persino dell\u2019impopolarit\u00e0 a breve, per veder maturare i frutti delle proprie scelte in tempi lontani, magari quando non si ricoprono pi\u00f9 quelle responsabilit\u00e0. Nell\u2019Italia governata dai sondaggi e del consenso a consumo immediato, il rischio d\u2019impresa assunto da Mps con l\u2019acquisto di Antonveneta \u00e8 un fulgido esempio di classi dirigenti orientate dall\u2019interesse generale. Mi riferisco, in questo caso, anche all\u2019azionista di riferimento che \u00e8 la Fondazione, il cui ruolo nell\u2019operazione Antonveneta non \u00e8 stato, non \u00e8, e non sar\u00e0 certo marginale\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><strong>Sempre nel 2007<\/strong>\u00a0l&#8217;analista rilasciava altre chicche: \u201cBanca Antonveneta \u00e8 sempre stata l\u2019anima gemella di Banca Monte dei Paschi\u201d. Con queste parole Franco Ceccuzzi, deputato de L\u2019Ulivo e membro della Commissione Finanze alla Camera dei Deputati, esprime la propria soddisfazione a seguito della notizia sull\u2019accordo raggiunto da Banca Mps con la Banca di Santander con il quale l\u2019istituto senese ha acquistato la Banca Antonveneta.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cLa Banca Mps e Antonveneta \u2013 sottolinea il deputato senese \u2013 sono due realt\u00e0 che hanno grandi potenzialit\u00e0 di sviluppo e che possono integrarsi al meglio con grande vantaggio per gli azionisti e per la clientela. In passato \u00e8 stato giusto preservare Banca Mps da pessimi affari in attesa della vera occasione di crescita, che il presidente Giuseppe Mussari ed il direttore Antonio Vigni oggi hanno saputo cogliere prontamente\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Siena deve ripartire&#8230;ma senza Ceccuzzi. E queste dichiarazioni confermano il ruolo politico diretto del chianino nella peggiore operazione bancaria del mondo che ha affossato MPS e la comunit\u00e0 senese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Correva l&#8217;anno 2010\u00a0e l&#8217;allora presidente di MPS Giuseppe Mussari dichiarava:\u201dLa Banca Monte dei Paschi di Siena \u00e8 in salute, seppur in una situazione di crisi economica nazionale e internazionale, senza precedenti. 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