{"id":4888,"date":"2012-05-03T15:57:49","date_gmt":"2012-05-03T13:57:49","guid":{"rendered":"http:\/\/shamael.noblogs.org\/?p=4888"},"modified":"2012-05-03T15:57:49","modified_gmt":"2012-05-03T13:57:49","slug":"maestro-james-e-stato-a-pranzo-a-bologna-con-un-luminare-di-quelli-seri-della-citta-dotta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/?p=4888","title":{"rendered":"Maestro James \u00e8 stato a pranzo a Bologna con un luminare di quelli seri della citt\u00e0 dotta"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Raccontiamo una storia e qualcuno farebbe bene a riflettere bene se continuare o levare le tende. Da un articolo di Repubblica, cronaca bolognese. Sia chiaro: \u00e8 solo l&#8217;inizio. E non ci venite a dire se \u00e8 una minaccia: \u00e8 consiglio &#8220;fraterno&#8221;.<\/p>\n<p align=\"justify\">BANCA ROSSA BANCA ROTTA<br \/>\n06 novembre 1992 \u2014\u00a0\u00a0 pagina 20\u00a0\u00a0 sezione: AFFARI &amp; FINANZA<br \/>\nBologna DALLA FINANZA rossa alla finanza in rosso? L&#8217; interrogativo d\u00e0 i brividi alla Lega delle Cooperative, ai massimi vertici come ai soci che sudano in fabbrica o fanno la spesa al supermercato e poi versano i quattrini in quello straordinario salvadanaio che \u00e8 il &#8220;prestito sociale&#8221;. La Lega delle Coop non vorrebbe dare la martellata sul &#8216; porcellino&#8217; , ma la facenda \u00e8 seria e di quattrini cash da qui a qualche mese al gigante ne serviranno molti. Unifin, la finanziaria di controllo di Unipol e holding degli affari della Lega, ha accusato perdite per 28 miliardi e 600 milioni, Unipol che resta il gioiello di famiglia ed \u00e8 in buon attivo avr\u00e0 bisogno a breve di una ricapitalizzazione dopo quella gi\u00e0 avvenuta nei mesi scorsi, Fincooper raccoglie tanti soldi ma ha utili risicati e infine \u00e8 venuta la brutta batosta di Banec, la banca della Lega. Dopo quattro anni di stentata esistenza si trova con un buco nei conti che le stime pi\u00f9 ottimistiche fanno assommare a 35 miliardi. In tempi di ristrettezze per tutto il sistema Lega (il presidente Giancarlo Pasquini \u00e8 costretto ad annunciare tagli di personale nella struttura politico-sindacale nazionale perch\u00e9 i soldi non bastano a pagare gli stipendi a tutti i funzionari) non c&#8217; \u00e8 da stare allegri tant&#8217; \u00e8 che per la prossima settimana \u00e8 gi\u00e0 in programma a Roma una riunione ad altissimo livello e super riservata tra i dirigenti della Lega delle regioni dove le coop contano di pi\u00f9 (Emilia, Toscana, Lazio) e i responsabili delle aziende finanziarie della galassia rossa. Ordine del giorno bartaliano: l&#8217; \u00e8 tutto sbagliato, l&#8217; \u00e8 tutto da rifare. E da quel che si capisce lo scontro sulle faccende della finanza della Lega rischia di trasformarsi in un nuovo potente e sotterraneo braccio di ferro per il potere, quasi una riedizione della tormentata successione a Lanfranco Turci al termine della quale l&#8217; ha spuntata Giancarlo Pasquini, uomo di finanza, in dispetto ad una parte delle potentissime coop di consumo (supermercati) che sono per\u00f2 anche l&#8217; ufficiale pagatore della Lega. E il canovaccio sul quale si recita il &#8220;dramma&#8221; della finanza \u00e8 rimasto lo stesso: da una parte chi crede nella finanza come settore autonomo, dall&#8217; altra chi la vuole come servizio. A riaccendere lo scontro \u00e8 stata proprio la disavventura della Banec presieduta fin dalla fondazione, nell&#8217; 87, da Pietro Verzelletti, gi\u00e0 consigliere del San Paolo di Torino, intimo di Diego Novelli, esperto di finanza prima del Pci e poi del Pds dove \u00e8 considerato uno dei &#8220;maitres a penser&#8221; dell&#8217; ala migliorista, e soprattutto l&#8217; ingegnere della finanza rossa in versione Turci. Verzelletti aveva promesso per la Banec un rapido sviluppo. A conti fatti la banca, che ha sede in un palazzo di propriet\u00e0 Unipol davanti alla stazione di Bologna, si trova con 6 sportelli, 400 miliardi di raccolta indiretta, 135 miliardi di raccolta diretta, un utile (bilancio &#8216; 91) di mezzo miliardo e ora ha un grande futuro dietro le spalle. La situazione \u00e8 precipitata a giugno quando la dirigenza della banca si \u00e8 accorta che con le operazioni in titoli effettuate continuava a perdere. Il rimedio \u00e8 stato tentare operazioni d&#8217; indebitamento in valuta per lucrare sul differenziale d&#8217; interessi tra lira e marco. L&#8217; ipertrofia della moneta tedesca ha finito per strangolare del tutto la banca. Risultato: il 14 ottobre scorso Pietro Verzelletti ha annunciato le dimissioni da presidente, con lui sono usciti il direttore generale Gilberto Sbrighi e il tesoriere Stefano Rivalta. Verzelletti ha fatto capire: me ne vado vittima innocente. In consiglio di amministrazione non ha trovato uno straccio di solidariet\u00e0, anzi \u00e8 partita un&#8217; ispezione per vedere se presidente, direttore generale e tesoriere non abbiano responsabilit\u00e0 che da semplice negligenza si siano trasformate in violazioni ai codici. I conti non sono ancora stati fatti del tutto ma si sa che solo a causa delle operazioni in titoli la banca dovr\u00e0 accusare un passivo di 15-17 miliardi; per le operazioni in futures la perdita stimata va da altri 16 miliardi fino a possibili 30 miliardi. Un buco pesantissimo che costringer\u00e0 la banca ad una ricapitalizzazione per 50 miliardi come minimo. E a corollario di tutto ci\u00f2 si fa notare che le operazioni svolte dalla dirigenza Banec hanno travalicato di cinque, sei volte quanto autorizzato dal consiglio di amministrazione: 800 miliardi contro 140. Un consigliere d&#8217; amministrazione in questi giorni fa notare: &#8220;L\u00ec non poteva che finire cos\u00ec, gestivano la banca come una finanziaria: cos\u00ec non pu\u00f2 durare&#8221;. Il consigliere per quanto anonimo \u00e8 dirigente di sicuro peso e come lui la pensano in molti tant&#8217; \u00e8 che ora a presiedere Banec c&#8217; \u00e8 Mario Zucchelli che era s\u00ec vicepresidente ma che \u00e8 soprattutto espressione del &#8216; partito delle cooperative di consumo&#8217; . Quelle coop che sono stanche di dover intervenire a ricapitalizzare attingendo dai loro serbatoi di liqudit\u00e0: le casse dei supermercati e il prestito da soci. Anche perch\u00e9 l&#8217; altra via d&#8217; uscita per Banec sarebbe la fusione con Cooperbanca, un istituto di credito reggiano presieduto da Livio Spaggiari, cooperatore doc di Reggio. Il capitale di Cooperbanca (2 mila miliardi di raccolta, 25 sportelli nell&#8217; Emilia nord) \u00e8 per il 40% in mano alla Lega (una piccola quota \u00e8 delle coop bianche) ma il resto \u00e8 dei privati. Nel caso di fusione con Banec, per cedere le loro quote, i privati che chiedono un prezzo assai salato per le loro azioni, scambiate ora a circa 43 mila lire ma che si potrebbero acquistare da parte delle coop a circa 85 mila lire. Un operazione da 100 miliardi per la Lega che per\u00f2 una volta risanata Banec, avrebbe almeno una banca regionale in Emilia-Romagna. Ma solo per ricapitalizzazione e coprire il buco di Banec la Lega ha in preventivo gi\u00e0 80 miliardi di esborso. E questo non \u00e8 che uno dei punti caldi della strategia finanziaria del Gigante rosso. A metterla in ordine toccher\u00e0 a Giovanni Consorte, amministratore delegato di Unipol e di Unifin, considerato il nuovo stratega della finanza rossa. La vicenda pi\u00f9 complicata \u00e8 stata quella di Unifin che si \u00e8 trovata con un buco da 28,6 miliardi in bilancio provocato dalle perdite di alcune controllate impegnate nel parabancario: Ifiro (\u00e8 rimasta anche nel crack Ifip), Leasing Macchine e Comunicazione Italia. Oltretutto per la prima volta nella storia della Lega si \u00e8 avviato un procedimento in sede civile contro uno degli ex amministratori Gilberto Pazzeschi. Ma questo &#8220;incidente&#8221; ha significato per Unifin ricapitalizzare, sospendere la quotazione in Borsa e forse ripensare il proprio ruolo. Ma ora altri problemi si affacciano all&#8217; orizzonte: il Fincooper (la grande cassaforte delle cooperative) deve decidere che fare di Finec, la merchant bank della Lega e in pi\u00f9 c&#8217; \u00e8 l&#8217; esigenza di rafforzare l&#8217; Unipol per la quale si prevede nella prossima primavera una ricapitalizzazione dell&#8217; oridne di 300 miliardi. A conti fatti nel settore finanziario la Lega dovr\u00e0 impegnare da qui al &#8216; 94 una cifra che non si discosta da 500 miliardi e tutto ci\u00f2 a fronte dell&#8217; esigenza di una profonda razionalizzazione del settore ma anche di una spaccatura sempre pi\u00f9 evidente tra chi sostiene che la Lega deve fare finanza e chi invece vorrebbe chiudere questo capitolo. Qualcosa per\u00f2 sembra gi\u00e0 deciso. Unifin (da presidente si \u00e8 dimesso Pasquini facendo posto a Gastone Notari) potrebbe tornare ad essere soltato la finanziaria di controllo di Unipol. Alla compagnia di assicurazione tornebbe tutto il settore immobiliare mentre il parabancario ora gestito da Unifin sarebbe dirottato su Banec e Fincooper che dovrebbero diventare il vero polo creditizio della Lega. Tutto ,com&#8217; \u00e8 ovvio, per allontanare il rosso: se \u00e8 nei bilanci quel colore non piace neppure alla Lega.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Raccontiamo una storia e qualcuno farebbe bene a riflettere bene se continuare o levare le tende. Da un articolo di Repubblica, cronaca bolognese. Sia chiaro: \u00e8 solo l&#8217;inizio. E non ci venite a dire se \u00e8 una minaccia: \u00e8 consiglio &#8220;fraterno&#8221;. 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