{"id":4038,"date":"2012-01-31T17:45:16","date_gmt":"2012-01-31T16:45:16","guid":{"rendered":"http:\/\/shamael.noblogs.org\/?p=4038"},"modified":"2012-01-31T17:45:16","modified_gmt":"2012-01-31T16:45:16","slug":"il-dibattito-economico-l%e2%80%99analisi-di-luigi-zingales","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/?p=4038","title":{"rendered":"Il dibattito economico. L\u2019analisi di Luigi Zingales"},"content":{"rendered":"<p>Dall&#8217;irlandese Cowen allo spagnolo Zapatero, dal portoghese S\u00f3crates, al greco Papandreu, per finire a Berlusconi, la crisi del debito sovrano sta falcidiando i capi dei governi dei paesi coinvolti.<br \/>\nPoco importa se di destra o di sinistra, chi governa quando arriva la crisi ne paga le conseguenze.<\/p>\n<p>Uno studio empirico presentato lo scorso fine settimana ai meeting dell&#8217;American Economic Association ci dice che queste conseguenze erano facilmente prevedibili. Contrariamente all&#8217;opinione prevalente, le crisi finanziarie sono frequenti. Nel periodo 1975-2010 nei 70 principali paesi al mondo ci sono state 448 crisi bancarie e 488 crisi del debito: in media ogni paese ha una crisi bancaria ogni sei anni e una crisi del debito ogni sette.<br \/>\nGli autori sono stati in grado di isolare alcune interessanti regolarit\u00e0 sulle conseguenze politiche delle varie crisi.<br \/>\nDopo una generica crisi finanziaria, il partito di maggioranza perde in media il 6 per cento dei consensi. A questa perdita si associa in genere una frammentazione del voto, sia nella coalizione di maggioranza sia in quella di minoranza, che rende i governi meno stabili e le riforme pi\u00f9 difficili. In questo terremoto elettorale post crisi a perdere sono solitamente i partiti di centro, mentre guadagnano gli estremisti, sia di destra sia di sinistra.<br \/>\nQuesta radicalizzazione della politica, che vediamo sia negli Stati Uniti sia in Italia, rende pi\u00f9 difficile qualsiasi riforma, proprio nel momento in cui un paese ha il maggior bisogno di riforme.<\/p>\n<p>Ma l&#8217;effetto \u00e8 molto diverso a seconda del tipo di crisi. Dopo le crisi bancarie ad aumentare \u00e8 l&#8217;estremismo di destra, mentre dopo le crisi debitorie a guadagnare consensi \u00e8 la sinistra radicale. Il motivo \u00e8 molto semplice. Le crisi bancarie tendono a concludersi con una nazionalizzazione delle banche.<br \/>\nLa reazione a questo interventismo fa aumentare consensi alla destra. Per contro, le crisi debitorie creano una forte domanda di remissione (almeno parziale) dei debiti, che trova maggiori consensi a sinistra. Molte delle crisi debitorie analizzate dagli autori, per\u00f2, sono crisi di debito privato, come quello dei mutui americani e spagnoli, non del debito pubblico.<\/p>\n<p>Un&#8217;insolvenza del pubblico \u00e8 pi\u00f9 assimilabile a un&#8217;esplosione dell&#8217;inflazione, perch\u00e9 entrambe implicano un esproprio forzoso di parte della ricchezza dei creditori.<\/p>\n<p>Storicamente l&#8217;effetto politico di una crisi inflazionistica \u00e8 un forte aumento dei voti dell&#8217;estrema destra, come successe nella Germania di Weimar dopo l&#8217;iperinflazione degli anni Venti. Se cos\u00ec \u00e8, qual \u00e8 la lezione per l&#8217;Italia d&#8217;oggi?<\/p>\n<p>Innanzitutto che la speranza che il governo Monti possa portare a termine riforme radicali \u00e8 forse eccessiva. Nonostante la buona volont\u00e0, la radicalizzazione dell&#8217;elettorato e del parlamento rende qualsiasi riforma estremamente difficile. Questo aiuta a spiegare i problemi incontrati da Monti anche nei pi\u00f9 timidi piani di riduzione dei costi.<\/p>\n<p>La seconda lezione \u00e8 che Berlusconi \u00e8 stato molto furbo. Ha passato la patata bollente a Monti al momento giusto, quando ha capito che la risoluzione della crisi non dipendeva pi\u00f9 dall&#8217;Italia ma dall&#8217;Europa e che i nostri partner europei non avevano la capacit\u00e0 (o peggio la volont\u00e0) di risolverla. Monti lo sta scoprendo a sue spese.<\/p>\n<p>La sua manovra non \u00e8 bastata a ridurre lo spread dei nostri titoli pubblici rispetto a quelli tedeschi. Questo rende precaria la posizione del suo governo che ha chiesto al paese enorme sacrifici per salvare l&#8217;Italia, ma non \u00e8 in grado di mantenere la promessa fatta. Nel frattempo il paese, sulla spinta della contrazione fiscale e di quella creditizia, sta entrando in una pesante recessione.<\/p>\n<p>Se la crisi del debito dovesse peggiorare, Berlusconi avrebbe gioco facile ad attaccare il governo da destra, scaricando su di esso la responsabilit\u00e0 della crisi. Posizionandosi come partito anti-europeo e anti-euro, sarebbe in grado di attirare il consenso di quanti sognano una svalutazione per far ripartire le esportazioni. Purtroppo la storia ci insegna che questa strategia riporterebbe Berlusconi al potere con una maggioranza schiacciante.<\/p>\n<p><strong>Luigi Zingales<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall&#8217;irlandese Cowen allo spagnolo Zapatero, dal portoghese S\u00f3crates, al greco Papandreu, per finire a Berlusconi, la crisi del debito sovrano sta falcidiando i capi dei governi dei paesi coinvolti. Poco importa se di destra o di sinistra, chi governa quando arriva la crisi ne paga le conseguenze. 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