{"id":353,"date":"2011-01-11T16:30:09","date_gmt":"2011-01-11T15:30:09","guid":{"rendered":"http:\/\/shamael.noblogs.org\/?p=353"},"modified":"2011-05-18T11:39:14","modified_gmt":"2011-05-18T09:39:14","slug":"parlando-di-padri-figli-carriere-ed-ospedali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/shamael.noblogs.org\/?p=353","title":{"rendered":"Parlando di padri, figli, carriere ed ospedali"},"content":{"rendered":"<p>DA REPUBBLICA<br \/>\nScrivi un libro con pap\u00e0 e la carriera diventa pi\u00f9 facile<br \/>\nQuando il cognome apre le porte delle riviste pi\u00f9 prestigiose<br \/>\ndi Franca Selvatici<\/p>\n<p>\u00abL\u00b4attivit\u00e0 scientifica \u00e8 documentata da 36 lavori in extenso e da  numerose comunicazioni a Congressi internazionali, alcune delle quali  pubblicate negli Atti. La qualit\u00e0 dei lavori \u00e8 assai buona e alcuni di  essi sono pubblicati su riviste con elevato impact factor\u00bb. E\u00b4 il  giudizio pronunciato da uno dei commissari di concorso sull\u00b4attivit\u00e0  scientifica di Antonio Taddei, figlio del professore ordinario Gian  Luigi Taddei, direttore del dipartimento di patologia umana e oncologia  della facolt\u00e0 di medicina di Firenze, policlinico di Careggi. Il 26  giugno 2007 Antonio Taddei, pur non avendo ancora completato la scuola  di specializzazione, ha vinto un concorso di ricercatore di chirurgia  generale nella facolt\u00e0 di medicina di Firenze, policlinico di Careggi.<\/p>\n<p>Il suo caso, come molti altri del resto, dimostra il vantaggio  competitivo di cui godono i figli dei professori universitari che  intendono intraprendere la stessa carriera dei genitori. Una discreta  quantit\u00e0 delle pubblicazioni di Antonio Taddei, cos\u00ec apprezzate dai  commissari di concorso, ha infatti fra i coautori suo padre Gian Luigi, e  riguarda argomenti pi\u00f9 attinenti alla anatomia patologica (la materia  del padre) che non propriamente alla chirurgia. Come nota timidamente  uno dei commissari di concorso, che del candidato Taddei scrive:  \u00abPresenta un lungo elenco di pubblicazioni (36) su riviste nazionali ed  internazionali con impact factor con elementi di assiduit\u00e0 e di  continuit\u00e0 nel tempo, anche se \u00e8 presente in alcuni casi una originalit\u00e0  di ordine anatomo-patologico\u00bb.<\/p>\n<p>Una allusione abbastanza chiara, ma niente di pi\u00f9. In nessuna delle  numerose relazioni di concorso che abbiamo avuto il modo di esaminare vi  \u00e8 mai il minimo cenno al fatto che molte apprezzate ricerche dei  candidati immancabilmente destinati alla vittoria sono firmate anche dai  loro illustri genitori.<\/p>\n<p>Le pubblicazioni con babbo (e qualche volta mamma) non sono una  esclusiva dei figli dei professori fiorentini. Anche l\u00b4universit\u00e0 di  Siena vanta una consolidata tradizione in materia. A partire dalla  vicenda del concorso per ricercatore in malattie dell\u00b4apparato visivo  vinto il 10 marzo 2003 da Gian Marco Tosi, figlio dell\u00b4allora rettore  dell\u00b4Ateneo senese Piero Tosi, ordinario di anatomia e istologia  patologica. All\u00b4epoca del concorso Gian Marco Tosi era un giovane medico  brillante: \u00abAutore &#8211; scrissero i commissari &#8211; di 24 fra pubblicazioni e  abstracts, la gran parte delle quali su riviste di oftalmologia  internazionali con elevato fattore di impatto\u00bb.<\/p>\n<p>I commissari non lo rilevarono, ma le pubblicazioni di maggiore  rilevanza scientifica erano quelle in cui il nome di Gian Marco Tosi  appariva, insieme con altri, accanto a quello di suo padre Piero Tosi e  del professor Antonio Giordano, professore ordinario di patologia alla  Thomas Jefferson University di Philadelphia, chiamato nel successivo  2004 dal rettore Tosi a dirigere un dipartimento di oncologia  nell\u00b4ateneo senese. Concorso del figlio e chiamata del professor  Giordano sono poi costati molto cari al professor Tosi, finito sotto  inchiesta, sospeso dalle funzioni, costretto a dimettersi e ora in  attesa di difendersi in aula da una serie di accuse, fra cui quella di  tentata concussione dello studioso che, a suo rischio e pericolo, os\u00f2  sfidare Gian Marco nel concorso di oculistica.<\/p>\n<p>Il 2 maggio 2006, a neppure 28 anni, il dottor Francesco Setacci \u00e8  divenuto ricercatore di chirurgia vascolare presso la facolt\u00e0 di  medicina dell\u00b4universit\u00e0 di Siena, dove suo padre Carlo \u00e8 ordinario di  chirurgia vascolare. Oltremodo lusinghieri i giudizi dei commissari: \u00abIl  candidato mostra un curriculum ben articolato e progressivamente  sviluppatosi, sin dalla tesi di laurea, tutto nell\u00b4ambito della  chirurgia vascolare&#8230; L\u00b4attivit\u00e0 di ricerca \u00e8 manifestata da una  produzione scientifica di assoluto livello qualitativo su argomenti di  grande interesse e attualit\u00e0, mostrando cos\u00ec un definito e coerente  orientamento verso i temi oggetto delle innovazioni tecnologiche e  quindi terapeutiche. Numerosi sono i lavori scientifici di rilevante  interesse soprattutto nell\u00b4ambito delle terapie endovascolari dei  tronchi sovraortici e dell\u00b4aorta. La produzione scientifica appare  originale, ben sviluppata anche nell\u00b4analisi dei risultati\u00bb.<br \/>\nBuona parte delle pubblicazioni vivamente apprezzate dai commissari di  concorso risultano firmate da Francesco Setacci insieme con il padre  Carlo, oltre che con altri autori. La stretta collaborazione li ha  indotti a lavorare fianco a fianco nel reparto di chirurgia vascolare  del policlinico Le Scotte, dove Francesco Setacci risulta tuttora  operativo nonostante le direttive dell\u00b4assessore regionale alla salute  Enrico Rossi dirette a interrompere la tradizione di padri e figli o  mariti e mogli che lavorano nello stesso reparto e si trasmettono gli  uni con gli altri i posti in ospedale o all\u00b4universit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DA REPUBBLICA Scrivi un libro con pap\u00e0 e la carriera diventa pi\u00f9 facile Quando il cognome apre le porte delle riviste pi\u00f9 prestigiose di Franca Selvatici \u00abL\u00b4attivit\u00e0 scientifica \u00e8 documentata da 36 lavori in extenso e da numerose comunicazioni a Congressi internazionali, alcune delle quali pubblicate negli Atti. 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