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Il 6 marzo tutti davanti al GUP per il buco dell’ateneo senese.La procura della repubblica chiede il rinvio a giudizio

Alcuni mesi fa questo blog è stato accusato di “esperarare e mistificare” la vicenda del dissesto di oltre 200 milioni di euro che ha devastato l’ex prestigioso ateneo senese. Esasperare e mistificare? No! Il dato è un altro. E’ stata troppo tenera la magistratura.Dovevano circordare e occupare l’ateneo con le forze speciali. L’ateneo è stato devastato da una cosciente e organizzata opera banditesca finalizzata alle carriere personali, al controllo del consenso e al foraggiamento della cricca. E attenzione: il buco era superiore a 350 milioni. Si parla di 200 milioni perchè questa è la cifra oggetto dell’indagine della magistratura e purtroppo per via delle leggi sulla prescrizione e sul fatto che non possono indagare troppo indietro negli anni non hanno potuto indagare sull’intera cifra del buco. Ma il dato non cambia: una classe dirigente, tutta legata ai DS e poi al PD ha devastato l’ateneo senese. Ricordatevi le parole di “stima” e “sostegno” dell’allora segretario del partito Franco Ceccuzzi al dissestatore Piero Tosi. All’interno di questa opera devastatrice c’è una cifra che mette in risalto l’azione banditesca; una lunga lista di spese non autorizzate, e quindi fuori bilancio, per un importo complessivo di oltre 11 milioni d’euro. Tra queste spese non autorizzate ci trovate(basta leggersi “Atto di ricognizione dei Residui attivi e passivi”) anche i volumi non autorizzati in onore di Luigi Berlinguer(vero Boldrini?). Lo capite da soli: 11 milioni di spese non autorizzate in un ente pubblico(peggio della Regione Lazio o di altri scandali in enti pubblici).

Il primo punto fermo dell’inchiesta sul buco: ricordare perchè inizia l’inchiesta. La nomenclatura(meglio chiamarla cricca) universitaria legata al Tosi e prima ancora a Luigi Berlinguer era contraria ad informare la magistratura della scoperta del buco(sai che novità!) e quindi le hanno provate tutte per impedire a Silvano Focari di recarsi alla Lizza con i libri contabili. Per fortuna Focardi non ha accettato e si è recato in Viale Franci. Parte l’inchiesta e di questo bisogna ringraziare Focardi. Verità storica per verità storica bisogna ricordare che sempre grazie a Focardi-Barretta è iniziata(poi interrotto dal Criccaboni) l’opera di risanamento dei conti dissestati.Perchè vi diciamo questo? Perchè Silvano Focardi non è da catalogare nella cricca dei devastatori. L’ateneo era già stato devastato sotto la guida Tosi-Bigi; non siamo noi a dirlo ma i documenti. Si, è vero, Focardi è dentro l’inchiesta e su questo spetterà ai suoi legali chiarire il tutto. Noi esprimiamo un’opinione supportata dai dati storici. Anche sulla questione del bar di Via Roma, da parte di Focardi(sempre in base alla lettura dei documenti pubblici) non c’è stata malafede ma solo coglionaggine;perchè si era messo a perder tempo con un politicante che aveva come uno scopo quello del bar. Sul bar la vera manfrina è stata quella tra il dirigente dell’università Carlo Bruni(CGIL ceccuzziana) e David Chiti(PD ceccuzziano).Altra opera meritoria di Focardi è stata quella di spianare l’area comunicazione(o mangiatoia) gestita dall’esponente del PD Maurizio Boldrini(quando chiuse l’area si oppose alla decisone di Focardi l’allora membro del cda Gabriella Piccinni, tosiano di acciaio). Apriamo una parentesi: in base a quale titolo o legge il sig, Boldrini fu nominato dirigente della struttura pubblica univerità di Siena? E in base a quale titolo è stato incaricato come docente, forse perchè laureato(no) o forse perchè ha conseguito il titolo delle magistrali per l’insegnamento(booh?)? Chiusa parentesi. Con tutto ciò noi non siamo qui a tessere le lodi di Focardi ma solo a mettere il primo punto fermo.(se non vi torna attendiamo smentite). Da ricordare anche che un ruolo di primo piano durante il dissesto era occupato anche dal prof. Angelo Riccaboni(Cresco, Nucleo di Valutazione e delegato aretino)

Il secondo punto fermo:l’origine del male

Perchè un prestigioso ateneo come quello di Siena è stato devastato? La risposta va trovata nelle continue infornate di docenti organici a un solo partito e alle carriere costruite sfruttando le posizioni dentro l’ateneo. In piu’ bisogna aggiungere il tratto delinquenziale di certi soggetti e la megalomania congenita di altri. Se a questo aggiungiamo la complicità dei revisori dei conti(i loro nomi infatti sono tra le richieste di rinvioa giudizio) e il silenzio complice delle altre istituzioni locali e della politica che per anni hanno gratificato e protetto Piero Tosi (addirittura doveva fare il ministro per il centrosinistra), ecco che si scopre l’origine di questo male che ha distrutto la cultura,il sapere, le casse e il futuro di bravi ricercatori e docenti.

Il 6 marzo tutti davanti al GUP

Piero Tosi, Loriano Bigi, Carlo Bruni, David Chiti, Enzo Martinelli e altri 13.

Ricordatevi la celebre frase di Piero Tosi quando disse che lui è un patologo e non spettava a lui controllare i conti. Con questa storia che non è il loro mestiere, però sono ai vertici delle istituzioni, hanno veramente rotto i coglioni. E ricordatevi anche che Riccaboni incontrava Piero Tosi “al solito posto” e chissà perchè.

Il Matto. Una scorsa alla Repubblica

Abbiamo letto con attenzione gli articoli della stampa di questo lunedì 24 settembre e in modo particolare ci siamo soffermati su quelli della Repubblica. È evidente che è in corso una campagna stampa tesa a dare dei messaggi positivi al di la delle reali situazioni che nel frattempo non sono cambiate. Opera del responsabile della comunicazione tale David Rossi che insieme all’ex responsabile del consorzio tale Castagnini hanno grande capacità di creare “consenso”. Su Rossi ieri un mio amico di Siena faceva questa considerazione: si scandalizzano tanto per Fiorito della Regione Lazio, ma perchè non vanno a vedere le spese personali del comunicatore, si accorgerebbero che il responsabile del PDL è un ragazzo? L’intervista di Profumo va letta con attenzione perchè pensata e scritta da più mani a tavolino. Quando avviene una cosa del genere è necessario distinguere: i messaggi sono tanti in riferimento alle teste che li hanno pensati. Apparentemente il nucleo dell’intervista si concentra sui regolatori del mercato finanziario ma non è così. Ci sono due messaggi uno rassicurante e uno preoccupante per il sindacato. In previsione delle prossime elezioni amministrative Profumo si sforza di dirci che il centro decisionale rimarrà sempre e comunque a Siena: scelta di tipo sociale e non economico. A seguito di questo il presidente ci fa anche l’identikit del socio che dovrebbe entrare, la scelta è della Fondazione ma intanto lui ci dice cosa sarebbe opportuno fare. Un socio industriale che non prenda il controllo, che accetti la dimensione di una grande banca italiana che si rivolge, quest’ultima, alla piccola e media impresa e alle famiglie. Tutto bene ma un industriale che fa della finanza il suo punto di forza difficilmente vorrà restare in silenzio e non decidere le sorti dell’azienda in cui ha messo del denaro. Sembra che Profumo faccia di tutto per non avere dei concorrenti nel posto di comando, ma su questo ci ritorneremo. L’altro messaggio è duro e contro il sindacato a cui dice: abbiamo delle compatibilità di bilancio che devono essere rispettate, a noi interessa solo quello. Dato che non avete fatto delle proposte che salvaguardino i saldi e visto che non avete idee noi siamo costretti a fare come riteniamo più opportuno. Se a queste affermazioni ci mettete i cambiamenti statutari che fanno del consiglio di amministrazione, meglio del presidente e dell’amministratore delegato, gli unici responsabili. La frittata è servita.
Nell’altro articolo di Marco Panara il redattore si sforza di metterla in positivo ma proprio non ci riesce nonostante gli apprezzabili sforzi. L’articolo finisce come inizia che a Siena la quasi totalità dei senesi sta alla finestra a guardare anche a causa delle incertezze politiche per il prossimo futuro. E i profili dei personaggi che si vedono all’orizzonte sono talmente bassi che fanno venire lo sconforto. Ma anche qui per la prima volta Mancini ci dice che hanno sbagliato tutti: amministratori e politici. È già qualcosa. Mentre Viola ci fa capire che il percorso è ancora lungo, difficile e accidentato. C’è sul tappeto la questione della Biverbanca su cui troveranno pure una soluzione ma le difficoltà rimangono e sulle altre dismissione pesa l’incertezza. Si devono ridurre gli investimenti a causa della mancanza di risorse. Almeno Viola guarda all’efficentamento interno e non alla speranza che il mercato cambi con l’intento di coprire gli errori del passato. Efficentamento difficile visto il clima che si respira nella rete.
Quali sono le conclusioni? Semplice al di la di una campagna stampa mirata per mandare dei messaggi positivi per creare un’alone rassicurante ciò che emerge è la volontà di Profumo che ci dice: qui comando io. Mussari è un ricordo lontano e negativo come ci ricorda Panara. Soltanto signor presidente che lei ha un nemico: i numeri. E fintantochè questi numeri rimangono brutti le ragioni del suo argomentare non convincono. Non c’è sostanza, non esiste la possibilità della misurazione e le parole restano parole. E la senesità coniugata con la performance deve fare ancora passi da gigante. Alcuni cittadini, quelli che conoscono la grande storia dei banchieri senesi del passato, guardano solo un’aspetto delle parole: i numeri.

 

 

IL MATTO

Da “Boldrake” a “er Batman” uno sputtanamento di soldi pubblici senza fine

Qualcuno si ricorderà che sul nostro blog prima che scoppiasse prepotentemente il caso della Regione Lazio avevamo pubblicato un articolohttp://shamael.noblogs.org/?p=5878 dove mettevamo a confronto la famosa cancelleria comprata allo Squero di Rimini dall’intellettuale del PD Aldo Schiavone(rinviato a giudizio) quando era a pranzo con lo studioso dei caldarrostai del mondo antico Maurizio Bettini, con i regali per bambini senza reddito comprati in un’enoteca dal capogruppo del PD della Regione Lazio Esterino Montino.  Poca cosa rispetto alle spese folli e senza fondo con i soldi pubblici dei consiglieri regionali del PDL del Lazio. Il caso piu’ eclatante è quello del consigliere regionale passato alle cronache come “er Batman”. Ma il dato vero è che tutti dentro quel consiglio regionale(maggioranza e opposizione) in un silenzio bipartisan sopportavano questo schifo autorizzato con i soldi pubblici. Quindi nessuno scagli la prima pietra, altrimenti vi fracassate il cranio in modalità bipartisan. Tanto scalpore e tante dichiarazioni di condanna per questo schifo. Ci mancherebbe altro. Anche il Montesquieu di Pontedera ha preso le distanze e in linea di massima siamo concordi con lui. Però prima di marcare le differenze sarebbe opportuno farsi un esame di coscienza diffuso. Anche perché leggere sulle bacheche facebook le prese di posizione di alcuni esponenti del PD senese che si scagliano indignati contro i consiglieri regionali del Lazio sinceramente ci lascia perplessi. E vi spieghiamo il perché. Questo lo diciamo proprio per spingere i partiti senesi, in primis il PD, ad aprire una seria questione morale. Altrimenti osservate il silenzio.

Alla data di oggi la procura della repubblica di Siena ha chiesto il rinvio a giudizio per 41 persone che tra iscritti e non sono riconducibili al PD e alle gestioni istituzionali del PD. Come mai il PD senese fa finta di niente?

Come mai il PD senese non dice niente sulla vicenda del bar che vede coinvolto l’esponente del partito ed ex consigliere comunale David Chiti?

Come mai il PD senese non dice niente sui libri non autorizzati ordinati da Boldrake(al secolo Maurizio Boldrini iscritto al PD) in onore di Luigi Berlinguer(dirigente del PD)  comprati con i soldi pubblici?

Come mai il PD non chiede le dimissioni del banchiere Alessandro Profumo rinviato a giudizio?

Come mai il PD non dice niente sulla presenza dell’ex parlamentare ed ex sindaco del PD Franco Ceccuzzi alla cena di Salerno del 2006 insieme a Paolo Del Mese(oggi agli arresti domiciliari per il crac Amato)?

Ci sarebbero altri come mai. Il dato è abbastanza chiaro;tra Bokdrake e “er Batman” è stato un continuo sputtanamento di soldi pubblici. Quindi caro Montesquieu sarebbe il caso che qualche pronunciamento sulla situazione imbarazzante di Siena(proprio per aiutarla a ripartire questa città) arrivasse, altrimenti le differenze non ci sono. Ops ci stavamo dimenticando del rettore abusivo Criccaboni e della condannata dalla Corte dei Conti Ines Fabbro(solo al PD senese poteva venire in mente di far nominare direttore amministrativo dell’università una tizia condannata per danno erariale).

P.S. A proposito dello scandalo Lazio leggetevi questo http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/giu-la-maschera-gli-sprechi-del-lazio-decisi-dalla-grande-colazione-le-delibere-che-44355.htm

Chiediamo lumi sul fascicolo relativo alla selezione del direttore amministrativo dell’università di Siena e sul compenso di Ines Fabbro. Ed ecco spuntare una vecchia storia bolognese

Se in Italia ci fosse un ministro dell’Università serio questa penosa e triste storia dell’ateneo senese sarebbe già conclusa. Una vera e propria cricca che da anni oltre a dissestarla sta mortificando l’ateneo senese in barba alle leggi e al decoro civile. Criccaboni e Ines Fabbro non possono restare al proprio posto e vi si spiegano le ragioni formali e legali.

Innanzitutto il Criccaboni è abusivo in origine (vedi elezioni irregolari). Ma non solo.

Ci sarebbe quella famosa lettera firmata congiuntamente e in pieno abuso di atti d’ufficio per favorire il docente Lorenzo Frediani (quello che confabulava con il Cricca sul fondo immobiliare).

Poi ci sarebbe l’eccedenza di euro 30 mila sul contratto firmato da Criccaboni alla Fabbro (già condannata dalla Corte dei Conti per danno erariale).

Poi ci sarebbe quella storia della famosa selezione. Pur con un fascicolo sequestrato dall’autorità giudiziaria (che fine ha fatto?) il Criccaboni ha nominato Ines Fabbro su base fiduciaria. Ricordiamo che il presidente di quella commissione della selezione era presieduta (prima di essere rettore abusivo) proprio da Criccaboni. Roba da matti. E nella commissione c’era l’amica di Criccaboni, la docente di Pisa.

Poi ci sarebbe il tentativo di fuga verso la direzione generale del CNR grazie all’amichetto Nicolais (amichetto non solo suo, ma anche del Sultano stiglianese e del dissestatore di Stati e conti correnti Giuliano Amato).

Oggi grazie ai nostri amici di Bologna veniamo a conoscenza di una storia pessima del 2009 che aveva coinvolto l’università di Bologna quando il direttore amministrativo della stessa era guarda caso Ines Fabbro. In quel periodo l’ex direttore amministrativo di Bologna Ines Fabbro aveva indetto un “concorso” e nel contempo era presidente della commissione esaminatrice per “vicedirettori di ateneo”. Risultato: 30 esposti ai carabinieri che contestavano le modalità della procedura. Questo avveniva nella primavera del 2009 e nel dicembre dello stesso anno Ines Fabbro è andata via dall’università bolognese. Giustamente, siccome qui c’è lo scivolo, è stata nominata dalla cricca dei dissestatori attraverso intrallazzi politici con la complicità di dirigenti del ministro (il famoso Tomasi). E poi qualcuno si lamenta del perchè questo blog è duro con questi soggetti e con questa cricca.

Ribadiamo la richiesta: la magistratura dovrebbe interdire dal ruolo di rettore l’abusivo Angelo (C)Riccaboni. Dal ministero continuano a far finta di niente?

 P.S. Sul Criccaboni ci sarebbe anche quella vicenda di quando era al Cresco e delegato aretino.

Una precisazione sulla nomina di Alessandro Profumo

Per una corretta informazione ci corre l’obbligo evidenziare che l’esponente senese dell’IDV Antonio Giudilli sul suo  blog http://antoniogiudilli.wordpress.com/2012/09/23/su-profumo-abbiamo-sempre-detto-di-no/
ha pubblicato una precisazione in merito al nostro articolo di ieri http://shamael.noblogs.org/?p=5934

Ecco le parole di Antonio Giudilli

“Su Profumo abbiamo sempre detto di NO

Fratello Illuminato tira in causa IDV Siena affermando che “Alessandro Profumo rinviato a giudizio è il banchiere di fiducia del PD ceccuzziano, di Rosy Bindi, di Giuliano Amato, con il sostegno di SEL, IDV di Siena, Riformisti e Siena Futura.”

Niente di più sbagliato: dai numerosi comunicati stampa sull’argomento si evince chiaramente che IDV Siena,  ha sempre osteggiato la nomina di Profumo a Presidente della Banca MPS con una linearità che non lascia dubbi e tra l’altro sempre avallata e rafforzata dalle iniziative regionali e nazionali del Partito.

Così, tanto per mettere i puntini sulle i.”

Ci scusiamo per l’incomprensione e ringraziamo Giudilli per la precisazione.

Fermate il “golpe” di Alessandro Profumo sulla banca MPS. Ecco il disegno per esautorare l’assemblea degli azionisti

Alessandro Profumo rinviato a giudizio è il banchiere di fiducia del PD ceccuzziano, di Rosy Bindi, di Giuliano Amato, con il sostegno di SEL,IDV di Siena, Riformisti e Siena Futura.

Altro che discontinuità. Qui la situazione precipita con la complicità del PD in particolare. E ora si spiega la fretta di votare a novembre: Profumo vuole impadronirsi della banca e rendere Siena una sua colonia. Elezioni? No assolutamente! Piu’ che altro ci sono, in una città piccola come Siena, alla data di oggi ben 41 richieste di rinvio a giudizio tra aereoporto e università. Avete capito??

Oggi come riportato da diversi giornali sta venendo fuori una parte del disegno per portare a compimento il “golpe” di Profumo sulla banca MPS.

Alessandro Profumo pretenderebbe di esautorare l’assemblea e infatti intende chiedere delle modifiche statutari con il sostegno del Ceccuzzi, di Turiddu Campaini di Unicoop Firenze, del rappresentante di fiducia del Brandani e di Pietra Serena dentro il cda della banca Angelo Dringoli e della rappresentante di fiducia di Giuliano Amato la criccaboniana Tania Groppi. Ma il senese Marco Turchi vicepresidente di MPS è favorevole al disegno di Profumo?

Ecco cosa pretende il rinviato a giudizio: “meno poteri per l’assemblea e piu’ poteri al cda e al presidente di MPS”. In particolare Profumo vorrebbe: “eliminare l’autorizzazione da parte dei soci per la cessione dei rami d’azienda che diventerebba esclusiva del cda e Profumo avrà potere di nomina e di revoca dei responsabili delle strutture a riporto diretto del cda”. Ma siete matti? Un golpe in piena regola, preludio di “una dittatura bancari” di Profumo sul gruppo MPS e sulla città. E conseguente mano libera contro i dipendenti. Ma la fondazione MPS azionista di riferimento di Profumo perchè non insorge di fronte a queste proposte? Hai perso la lingua e la dignità Mancini?

Fermate questo disegno. La città insorga contro l’ennesimo strappo contro gli interessi del territorio. Che cosa apettano le forze politiche e sociali ad intervenire per bloccare il “golpe”? Dopo averla distrutta economicamente e moralmente, il PD con la sua classe politica di politicanti, sta consegnando banca e il futuro della città al rinviato a giudizio Alessandro Profumo.

Nel frattempo attraverso i blog e gli organi d’informazione informiamo la collettività di questo ulteriore gioco furbesco.

Riceviamo e pubblichiamo.L’Italia di Alessandro Profumo con 42 milioni di euro di liquidazione e l’Italia della signora Paola con 200 euro al mese

Un tempo i comunisti venivano accusati di “mangiare i bambini” ma a quel tempo i comunisti erano accanto alla povera gente e ai lavoratori; un tempo i liberali in Italia avevano stili di vita sobri e in politica come nell’economia riuscivano a mantenere in equilibrio le diverse classi sociali; un tempo in Italia c’erano i socialisti come Pertini ma poi sono arrivati quelli come Giuliano Amato che si porta a casa 31 mila euro di pensione al mese. Quel tempo non c’è piu’. Da ieri a oggi la vita è migliorata? Speravamo di si invece il nostro tempo volge al peggio.

Mi è capitato di leggere la storia della signora Paola che riporto integralmente cosi come è stata scritta dal giornalista Fabio Massa.

“Una storia incredibile. Nella Milano della settimana della moda, dei manager, c’è una parte oscura, povera, tragica. Nella metropoli c’è chi vive con 200 euro al mese. Duecento. Non un euro in più. Difficile a credersi, sembrerebbe. Per questo il conduttore televisivo Roberto Poletti, dopo la chiamata – in diretta durante Forte e Chiaro, la sua trasmissione su Antenna 3 – della signora Paola, che si lamentava appunto di vivere con 200 euro al mese, ha deciso di andare a verificare di persona. Microfono e telecamere, è andato a trovarla nella sua casa.”Qui non pago l’affitto ormai da mesi – spiega Paola – Mi dispiace per il padrone di casa, ma non so che cosa fare. Ho sempre curato mio padre, che qualche tempo fa è morto. Con la sua eredità ho pagato l’affitto ancora per qualche mese. Poi non ce l’ho fatta più. Ero in attesa per una casa popolare, ma con il suo decesso sono scivolata in giù nelle graduatorie”. Le condizioni di vita di Paola sono disperate: “Io mi faccio la doccia con l’acqua fredda perché lo scaldabagni elettrico consuma troppo. Che cosa mangio? Praticamente solo latte e biscotti. Sono andata anche alla parrocchia per chiedere aiuto. Mi hanno dato da mangiare qualche volta”. Ma la cosa più agghiacciante arriva quando cala la sera. Perché Paola non accende la luce. Usa le candele: “Ho un sussidio di 200 euro, non posso permettermi di pagare le bollette”.

E purtroppo di queste storie l’Italia è piena.

Mi sono chiesta in solitudine se era migliore il tempo di quando i comunisti venivano accusati della cretinata di “mangiare i bambini” o il nostro tempo con la sinistra che adora i banchieri. Mi sono risposta con un’altra domanda: ci sarà un futuro per i miei figli?

Ti giri a destra e ritrovi il miliardario Berlusconi sempre a capo di un partito; ti giri a sinistra e incontri i vari Bersani, Rosy Bindi,Susanna Cenni(per restare nel locale) che si accompagnano fieri con il banchiere Alessandro Profumo. Un banchiere che ha ricevuto da Unicredit 42 milioni di liquidazione e dal tribunale di Milano un rinvio a giudizio. Sarebbero queste le doti e le caratteristiche dei nuovi idoli della sinistra italiana? Evidentemente si.

Rivolgo lo sguardo indietro alla festa del PD senese e ci ritrovo Alessandro Profumo e Angelo Riccaboni; mai sul palco un dipendente dell’ateneo o della banca.Solo “i padroni”. La classe operaia prima è andata in paradiso e oggi direttamente “affanculo”. Del resto il maggiore sponsor dell’ex sindaco Ceccuzzi è proprio il banchiere Profumo. Del gruppo che adora i banchieri sono entrati a pieno titolo l’IDV di Siena, SEL, Siena Futura e i vertici dei sindacati confederali di Siena. Nell’attesa di un altro tempo rivolgo un pensiero di umanità alla signora Paola. Qui a Siena tutti in silenzio perchè evidentemente navighiamo nell’oro e i problemi che attanagliano la città riguardano i cittadini della “provincia” di Grosseto.

 Francesca

Un pellegrinaggio continuo: anche Luciano Violante a Siena

Chi è Luciano Violante lo sapete tutti. Che ci faceva a Siena due mesi fa (piu’ o meno) Violante? Forse lo sanno in pochi. Sicuramente è stato visto entrare in Rocca Salimbeni (non da Piazza Salimbeni) e il cane Paco incuriosito,avendo sentito che saliva da Profumo, è rimasto fuori in attesa e Violante è uscito dalla Rocca dopo tre ore e mezzo.Poi,sempre Violante,è andato a incontrare l’abusivo Angelo (C)Riccaboni, ma da quanto sappiamo non dentro il rettorato. Chissà di cosa avranno parlato?

Riceviamo e pubblichiamo. Con una lettera consegnata al Prefetto di Siena le RSU dell’Università scrivono al Presidente Napolitano

Illustrissimo Presidente,

nel darle il benvenuto nella nostra città e nel nostro Ateneo in occasione dell’apertura della “Pontignano Conference”, certi che la Sua presenza sia un segnale importante della considerazione che Lei ha nei confronti della nostra Università, cogliamo questa occasione per sottoporre alla Sua attenzione alcune questioni che da anni affliggono l’Istituzione ed alcune categorie di lavoratori in particolare,minandone il prestigio.

Come sicuramente saprà risale ormai all’anno 2008 la scoperta di un gravissimo disavanzo di gestione dell’Ateneo quantificato in oltre 200 milioni di euro. Il deficit ha influito in modo pesante sulla reputazione dell’Istituzione, sulle sue prospettive di sviluppo, nonché sui bilanci familiari di centinaia dilavoratori e dellelorofamiglie.

Il rilancio di una istituzione con oltre 750 di storia non può che passare dall’affermazione dei principi di legalità, trasparenza, certezza del diritto e accertamento delle responsabilità, principi messi seriamente a repentaglio sia dai ritardi dell’azione giurisdizionali da parte della magistratura, sia da alcune censurabili iniziative dei vertici dell’amministrazione universitaria.
Siamo pertanto a chiederLe, anche nel Suo ruolo di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura,un diretto intervento affinchè:

1)possano rapidamente chiudersi le indagini in corso da ormai 4 anni affinché vengano accertate le responsabilità di chi, con una gestione scellerata, ha causato il dissesto economico e finanziario dell’Ateneo;

2)possano chiudersi in tempi rapidi le indagini in corso sulla elezione a Rettore del Prof. Angelo Riccaboni, al fine di affermare pienamente la legittimità della governance di ateneo;
3) possa essere ripristinato il pagamento del trattamento accessorio dovuto al personale tecnico ed amministrativo dell’Università di Siena, inopinatamente e illegittimamente negato dai vertici dell’Ateneo (Magnifico Rettore e Direttore Amministrativo).

Certi di un suo fattivo intervento, ci è gradita l’occasione per manifestarle i segni della nostra stima.

CISAL, UGL-INTESA, UIL-RUA, USB P.I.

Tommaso Occami. Cuccù! Dov’è finito? [corretto]

Mi sono chiesto che fine ha fatto l’onorevole Barzanti quello che interviene a difesa di tutto ciò che viene eseguito dai compagni senesi. Lui afferma di non essere iscritto, ma stando a quello che scrive si deve arrivare alla conclusione che è più funzionale al partito democratico degli stessi iscritti. O forse ha preso coscienza che non si può strappare un pezzo di stoffa nuova per metterlo in un vestito vecchio, l’abito logoro non regge la nuova pezza e tutto il vestito va in malora. Proprio come sembra stia accadendo al partito ceccuzziano. Le ultime trovate sono degne di nota. La prima è il bliz tentato ieri con il governo per anticipare le votazioni in quei comuni che hanno il commissario. A questo punto è evidente che il tempo è nemico dei dirigenti piddini di Siena che fanno di tutto per cercare di anticipare (addirittura un’incontro fra Giulio Carli e il ministro dell’interno) le votazioni e mettere un tappo prima che la cattiva gestione dei rappresentanti del Pd si versi totalmente sulla tavola. Ad analizzare le dichiarazioni dei responsabili si capisce che questa pattuglia messa in piedi da Ceccuzzi e a lui ossequiante ne combina una al giorno.

Mi riferisco al nobile, il bambolotto, e alla dichiarazione fatta al Corriere di Siena sui fatti dei simboli delle contrade al festival nazionale del Pd di Reggio Emilia: “Vogliamo precisare che il Partito democratico di Siena non gestisce direttamente lo stand ‘Terre di Siena’ di Reggio Emilia che viene allestito autonomamente dai volontari emiliani” seguono le scuse. Stante così le cose ci siamo messi l’animo in pace se non che quel birichino del Santo ci ha messo la pulce nell’orecchio e siamo andati a vedere cosa dice il programma della Festa Democratica Nazionale: “Terre di Siena, curato dai circoli Pd Siena e Correggio Specialità senesi” ecc. Eh no caro Guicciardini! Le bugie non vanno bene, non le hanno detto in casa, anzi nel casato, che le menzogne non si raccontano? Hanno le gambe corte. Come facciamo a darle credibilità se ha già preso tutti i vizi che hanno attraversato la Festa in Fortezza. Non ci siamo!

Ma non è finita qui, quell’altro birichino dell’Eretico ha messo nel suo blog tutti gli stanziamenti fatti a Bagnaia, quindi alla signora Rifeser, dal Monte di Mussari dal 2001 al 2008. Saremmo curiosi di sapere anche il resto e comunque già solo in questa tranche siamo sopra i diciotto milioni di euro. Ora si capisce come ha fatto Ceccuzzi ad allontanare con una semplice telefonata il direttore Tedeschini. Reo, quest’ultimo, di aver pubblicato un comunicato stampa della Fondazione non gradito dall’ex sindaco. Tali precedenti ci preoccupano sull’indipendenza del giornale che ha la maggiore diffusione in città: La Nazione. Non ci facciamo troppe illusioni così come non ce le siamo mai fatte per il Corriere di Siena. Giornali che poi, in fondo, non hanno dato molto risalto al convegno organizzato dall’ex braccio destro di Craxi, Giuliano Amato, alla presenza del Presidente della Repubblica. Se ci fossero stati dei dubbi nel passato su chi fosse a capo del groviglio armonioso che tanti mali ha prodotto a Siena, oggi, a distanza di tempo, tali perplessità sono di fatto superate. Amato, che invidiamo esclusivamente per la pensione che supera i trentamila euro al mese, è l’artefice della nomina, insieme a Bassanini di Mussari prima in Fondazione e poi alla Banca. È il personaggio politico che non ha fatto mai mancare l’appoggio nelle campagne elettorali agli esponenti del Pd senese, compresa l’ultima quella che lo ha visto presenziare ad un’incontro con Mussari e Ceccuzzi. Incontro dagli ampi sorrisi tanto tutto andava bene e a detta del chianino la Fondazione non sarebbe mai scesa sotto il 50%. Lo troviamo, il super pensionato, sempre come il prezzemolo nelle più svariate iniziative non ultima Astrid che tanti “cervelli” ha fornito all’ultimo consiglio di amministrazione del Monte. Non sappiamo se queste scelte siano la “discontinuità” ceccuzziana o qualche cambiale di riconoscenza pagata alla coppia Amato, Bassanini. E comunque, se l’organizzazione del convegno vuole essere una prova di forza in vista delle prossime elezioni e di aiuto al berlingueriano Riccaboni, è bene che si sappia che un discorso fatto sulle sorti del Regno Unitou non consola i lavoratori dell’Università, né quelli del Monte.

Seguiamo anche con attenzione la vicenda dell’allontanamento per “raggiunti limiti di età” di Fabrizio Rossi. Siamo convinti che dietro tale “pensionamento” ci sia qualcosa d’altro come ad esempio una gestione allegra del personale della banca. Non che l’ex direttore abbia preso le iniziative in solitudine, ma confortato e indirizzato dai desiderata dell’ex presidente. La gestione del personale è cosa importante che può creare tanti consensi, anche politici, se gestito in modo oculato e sappiamo l’attenzione con cui Mussari seguiva questo settore. Ma l’argomento è così interessante e vasto che ci torneremo sopra. Ma comunque una domanda ci sentiamo di farla al sindacato: ma non vi eravate accorti di nulla? Non lo avete denunciato nel passato all’azienda?

T.O.