Entries from Novembre 2011 ↓

A grande richiesta!!!

A grande richiesta e anche sulla scorta degli ultimi avvvenimenti e delle dichiarazioni di stamani sui giornali del dissestatore dei dissestatori Piero Tosi, Fratello Illuminato ha l’onore di presentarvi in formato pdf la vomitevole e squallida ode a Piero Tosi composta dal co-dissestatore tosiano affittuario di Via Roma 57 nonché ottimo docente del SUM Maurizio Bettini. In particolar modo la dedichiamo alla nostra assidua lettrice Francesca che pare apprezzare in modo particolare gli articoli sul genio di Via Roma 57.

Buona (se possibile) lettura

Ode al dissestatore

Chiediamo l’interdizione dalla carica di rettore o in alternativa l’annullamento del decreto ministeriale di nomina del Prof. Angelo Riccaboni

A conferma della visione privatistica e delle continue bugie dei vertici dell’ateneo ecco giungere alle cronache di oggi 16 novembre 2011 l’ennesimo tentativo goffo e irresponsabile del prof. Angelo Riccaboni. Non solo il tosiano Riccaboni continua con la solita bugia sul presunto risanamento messo in atto (dove? quando?) ma addirittura con la faccia tosta che si ritrova si permette di sfidare gli esiti dell’inchiesta e la stessa magistratura. Ma quale risanamento e quale gestione condivisa: il professor Riccaboni opera con lo stesso stile del Tosi. E cosa ancor più grave, nel suo comunicato di oggi non dice una sola parola sull’inchiesta in merito al dissesto finanziario; e non ci risultano provvedimenti da parte degli organi dell’ateneo nei confronti dei responsabili sotto inchiesta. Un’omissione grave e vergognosa degna di un corresponsabile di quella gestione dissestatrice.

Su questo blog nei mesi scorsi ci siamo occupati di svariate supercazzole degne o forse migliori di quelle del conte Mascetti. Quella partorita oggi dal prof. Angelo Riccaboni le supera tutte.

L’inquilino abusivo del rettorato scrive: “Il lavoro di risanamento e sviluppo spiega Angelo Riccaboni sta proseguendo con efficacia “ … ”le attività in ateneo continuano con il massimo impegno e la piena motivazione da parte di tutte le componenti della nostra comunità”. Queste prime affermazioni sono il segno tangibile dell’irresponsabilità e arroganza del prof. Riccaboni. Forse questo professore pensa che la gente sia cretina o giri con l’anello al naso. Descrive una realtà che non esiste e tutti sono consapevoli che queste prime affermazioni sono delle supercazzole a ruota libera.

Il massimo questo genio del diritto lo raggiunge con queste affermazioni supercazzolissime: “Data la fase del procedimento penale, in cui non sono coinvolto né direttamente, né indirettamente, sarebbe strumentale e dannoso per l’ateneo ipotizzare un collegamento diretto con la validità e la legittimità delle elezioni”. In un contesto normale uno che scrive queste bestialità dopo un minuto si ritroverebbe fuori dal portone del rettorato.

A parte il fatto che è proprio la permanenza del prof. Riccaboni ai vertici dell’ateneo il vero elemento dannoso, ci sorge spontanea questa domanda: ma di quale elezioni si sta discutendo? La magistratura ha indagato per caso sulle elezioni di Roccacannuccia? No perché dalle parole del professore Riccaboni sembra che l’inchiesta non sia riferita alla sua elezione. Insomma, lui è un genio e in tutto il resto del mondo sono dei fantasiosi. Vediamo di farla finita con questa farsa e con questi comportamenti lesivi dello Stato di diritto. Una persona di buon senso invece di lanciare la sfida al resto del mondo (compresa alla magistratura) si sarebbe dimesso immediatamente.

Per il bene dell’ateneo si rendono necessarie le dimissioni di Riccaboni e l’annullamento dell’inaugurazione dell’anno accademico. O in alternativa l’intervento degli organi competenti per far cessare questa farsa e questo stato di irresponsabilità istituzionale. E già da domani bloccate i lavori del consiglio di amministrazione dell’Ateneo.

Firmato
Cittadini fedeli alla Costituzione della Repubblica Italiana e non al sultanato di Stigliano.

Andatevene a casa!!!

Riportiamo due articoli usciti oggi in base ai quali possiamo dire senza ombra di dubbio che Riccaboni e Fabbro se ne devono andare a casa e lasciare i vertici dell’Ateneo. Infatti la nomina di Riccaboni, come da comunicato stampa, è falsa visto che il decreto ministeriale si è basato su dati falsi e di conseguenza non poteva nominare la condannata dalla Corte dei conti Ines Fabbro come direttore amministrativo.

Buona lettura!!!

Da Sienanews

In data 11 novembre 2011, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena, ha emesso l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico di dieci indagati nel procedimento relativo alla regolarità della elezione del Rettore dell’Università degli Studi di Siena per l’anno accademico 2010/2014.

Le indagini, dirette dal Sostituto Procuratore della Repubblica dottor Antonino Nastasi e condotte dalla Sezione di Polizia Giudiziaria del Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, ipotizzano a carico degli indagati il reato di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.

Nei giorni scorsi gli atti sono stati notificati agli indagati, alcuni componenti del seggio elettorale e i componenti effettivi della commissione elettorale.

Tra gli atti oggetto di falsità vi è anche il Decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca, che in questa indagine riveste la qualifica di persona offesa, con cui veniva nominato il Rettore dell’Università degli Studi.

Da Il Cittadinoonline

SIENA. Si è concluso il filone di indagini sul “buco dell’Ateneo”. Ad annunciarlo ufficialmente un comunicato congiunto della Procura della Repubblica e del Comando provinciale della Guardia di Finanza.
I Sostituti Procuratori Antonino Nastasi e Aldo Natalini hanno chiuso una lunga indagine, cominciata nel 2008 e, dopo l’analisi dei documenti, gli interrogatori e la lettura attenta dei bilanci dell’Università, hanno notificato 18 avvisi di garanzia e contestuali conclusioni di indagini. Tra gli indagati compaiono i due ex rettori Tosi e Focardi, i direttori amministrativi Antonio Caronna, Luciano Bigi, Emilio Miccolis, i revisori dei conti Luciano Brundu, Renato Pianigiani, Arnaldo Noli, Enzo Martinelli, i segretari di dipartimento ed i contabili Salvatore Interi, Monica Santinelli, Lia Rossi, Carlo Bruni. Persino  i quattro membri della società che ha preso in gestione il bar dell’Ateneo e il marito di una delle due socie, il consigliere comunale David Chiti.
23 i capi di imputazione che sono stati ravvisati dai magistrati e che colpiscono, in varia misura e quantità i 18 indagati. Falsità ideologica in atto, peculato, abuso d’ufficio: questi i reati indicati nel comunicato ufficiale inviato alla stampa.
La questione, però, è decisamente più spinosa e comprende un lungo lasso di tempo durante il quale i Bilanci erano “truccati” per nascondere il vero stato delle casse dell’Ateneo. E probabilmente, anche per camuffare operazioni non propriamente favorevoli o convenienti per l’istituto.
Le cifre sono da paura: il BIlancio 2003 ha un “danno” di 23.167 milioni di euro; quello del 2004 è di quasi 27 milioni; quello del 2005 è di oltre 28 milioni; quello del 2006 raggiunge la stessa cifra, come quello del 2007.
Gli indagati, come si legge nella nota congiunta di Guardia di Finanza e Procura, sono “a vario titolo accusati di aver gonfiato i bilanci per far apparire sano lo stato di salute dell’istituzione contabilizzando residui attivi inesistenti, per decine di milioni, e per aver sottratto anche per scopi personali, beni e denari pubblici, contribuendo, in tal modo a svuotare le casse dell’Università”.
Ma, pare, non sia solo questo filone ad aver visto la conclusione delle indagini.
Anche quello relativo alla elezione del Rettore attuamente in carica dovrebbe essere giunto al termine. Non si conoscono ancora esattamente i termini dell’inchiesta. Il numero degli indagati ancora è incerto. Voci vicine alla Procura parlano da tempo di sette indagati ma pare che il numero possa essere di poco superiore. A breve, comunque, la Procura darà notizia anche dell’esito di questa inchiesta.

Solidarietà ai giornalisti e piena luce sui reati commessi all’Università di Siena. C’è un’intera comunità che attende risposte e non bavagli o insabbiamenti

Il Comitato di Redazione di Fratello Illuminato, avendo appreso dai diretti interessati della perquisizione avvenuta stamane in una redazione cittadina, intende esprimere solidarietà a chi, una volta tanto, ha riportato i fatti come stavano senza bavagli o censure. Esprime invece sdegno per l’incredibile trattamento che i giornalisti hanno dovuto subire per non si capisce bene quali motivazioni.

Sono stati trattati peggio i giornalisti che quelli che hanno dissestato un ateneo plurisecolare.

VERGOGNA!!!

Annullate l’inaugurazione dell’anno accademico e a casa i vertici dell’Ateneo

Interrompiamo il nostro silenzio per riportare integralmente un articolo di Giovanni Grasso apparso sul suo http://www.ilsensodellamisura.com e sul Cittadinoonline. Articolo che condividiamo parola per parola. L’inaugurazione dell’anno accademico va annullata e vanno mandati a casa Riccaboni e Fabbro che, non solo non sono legittimati a guidare l’ateneo (cosa che da un anno fanno nella maniera peggiore possibile), ma oltretutto non si sono neanche interessati alle indagini né hanno mosso un dito a tutela dell’istituzione che non solo guidano da fare schifo, ma alla quale contribuiscono a dare il colpo di grazia. Vogliamo vedere quando finalmente sarà fissata l’udienza preliminare se l’Ateneo si costituirà parte civile. Se non lo farà sarà un’ulteriore ammissione di responsabilità da parte di Riccaboni e Fabbro. A casa!!! Buona lettura:

La notizia è ormai certa! L’8 novembre i Pm Antonino Nastasi e Aldo Natalini hanno concluso le indagini sulla voragine da 200 milioni d’euro nell’ateneo senese con la richiesta di rinvio a giudizio per 23 indagati. Questi i capi d’accusa: peculato, truffa, falso ideologico e abuso d’ufficio. Inoltre, sembra che la Procura intenda procedere al sequestro di beni e conti correnti degli indagati, per recuperare almeno una parte del danno erariale. Anche le indagini sui presunti brogli elettorali sembrano ormai concluse e fra qualche giorno si saprà se Riccaboni è legittimato a esercitare pienamente le funzioni di rettore dell’università degli Studi di Siena. Tutto ciò avviene dieci giorni prima dell’inaugurazione dell’anno accademico, voluta e fissata dal rettore per il 20 novembre.

A questo punto, è logico chiedersi se non sia il caso di annullare la cerimonia nell’esclusivo interesse dell’ateneo. In caso contrario, considerando che tra gli indagati figurano due ex rettori, tre ex direttori amministrativi e quattro revisori dei conti, Riccaboni ha il dovere di fornire, per l’occasione, una precisa ricostruzione della vicenda che ha affossato un’istituzione dal glorioso passato. E anche se, al momento, non è tra i destinatari di un avviso di garanzia, appare quanto mai opportuna una dichiarazione per escludere ogni sua forma di responsabilità nel dissesto dell’ateneo, in considerazione del ruolo svolto come presidente del nucleo di valutazione, preside di Facoltà e presidente del Cresco. Infine, poiché è già passato un anno di rettorato, s’impone che nel corso dell’inaugurazione la comunità accademica sia informata delle ragioni di alcune scellerate iniziative, considerata la totale assenza di trasparenza che le contraddistingue. Si ricordano, in particolare: la nomina dell’attuale direttore amministrativo e la sua retribuzione (non approvata dal CdA e superiore, di circa 30mila euro, a quella prevista per il nostro ateneo); l’inesistenza di un piano di rientro dal disavanzo d’amministrazione, necessario e obbligatorio; l’azione truffaldina relativa all’utenza sostenibile per l’attivazione dei corsi di laurea in Farmacia, Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, Scienze Biologiche e il conseguente scadimento dell’offerta formativa; il ridimensionamento della Facoltà medica e la sua “ospedalizzazione”; l’immotivata riorganizzazione degli uffici amministrativi con attribuzione delle responsabilità a soggetti privi delle necessarie competenze; le delibere adottate in evidente conflitto d’interessi; il tentativo di speculare sull’università, con la costituzione di un fondo immobiliare che gestisse gli edifici da alienare; i rapporti mai chiariti con un operatore finanziario indagato dalla Procura di Fondi. Questi sono i temi che la relazione del rettore dovrà trattare se, nonostante tutto, persiste nell’idea di inaugurare l’anno accademico.

Cadono le foglie d’autunno

Basta un colpo di vento per far cadere le foglie dai rami degli alberi nelle campagne e dentro le città. Un soffio, più soffi di vento nei giorni autunnali: foglie secche da far cadere.

Le stagioni e i venti delle stagioni servono anche a questo: rinnovare.

Cadono le foglie d’autunno e il vento non è poi cosi freddo in questo autunno. E’ un venticello gradevole che ti lascia una sensazione di pulizia e risveglio. Alcune foglie hanno tentato di sfidare i venti e gli eventi delle stagioni; ma le foglie cadono d’autunno.

Cadono le foglie d’autunno.

Maestro James

Tra un rettore che ricopre abusivamente il posto (elezioni irregolari!!!) e il menefreghismo diffuso, vi auguriamo buona fortuna

Buongiorno Senesi. Riteniamo sia  venuto il momento di fare quattro chiacchiere a tu per tu. Siete ben svegli? Avete preso il caffé? Avete letto con avidità il cumulo di sciocchezze insulse sui giornali locali sia cartacei che online? Siete comodi? Bene. Noi cominciamo.

Da più di un anno Fratello Illuminato si sforza, crediamo riuscendoci molto bene (scusate l’immodestia) di fornire un’informazione più completa, facendo nomi e cognomi, mettendo in risalto un modo di gestire il potere che onestamente ci lascia disgustati. Nel dissesto totale della città di Siena che passa attraverso tutte le sue istituzioni pubbliche ci siamo concentrati principalmente su quella che è l’anomalia più evidente, il crollo dell’università, perché riteniamo che tutto il resto (Banca, Fondazione, Comune, Provincia, Ospedale e ASL) possa essere visto in analogia con quello che è successo all’Ateneo. E perché, secondo noi, è arrivato il disastro universitario? Perché tutti gli enti pubblici o a partecipazione pubblica sono sull’orlo del baratro? Qualche tempo fa abbiamo paragonato l’Ateneo ad una mucca cui si è munto il latte tutti i giorni senza darle neanche una palata di fieno. Vale per tutto il resto. Uno sparuto gruppo di potere, fatto da gente senza né arte né parte, si è mangiato questo mondo e quell’altro ed ora rimane abbarbicato al proprio miserando potere. Esiste un’opposizione a tutto questo? Assolutamente no! Chi ha alzato la voce per prendere qualche voto in più, ora si è acquietato e, anche se non partecipa alla mangiatoia, non fa nulla di nulla. E i cittadini? ZITTI!!! MUTI!!! Si lamentano e si sperticano in geremiadi, ma quando c’è da incazzarsi davvero tutti allineati e coperti. Sempre per fare un esempio che ci piace tanto: in un anno, in un solo anno, il duo Riccaboni e Fabbro, evidentemente telecomandato da altri, hanno letteralmente macellato tecnici amministrativi e studenti. Chi ha protestato? Chi è sceso in piazza o è andato al rettorato a rovesciare loro un po’ di scrivanie? Nessuno!!! E allora sapete cosa c’è? Vi lasciamo al vostro merdoso destino di dissestati consenzienti. Ve la siete voluta questa gente? E tenetevela! Noi non intendiamo più sporcarci le mani, sottoposti agli sputi ed agli insulti, per aiutare chi? Che ce ne deve fregare a noi? Non abbiamo fatto mai niente per interesse personale o per sostituirsi a questi sbruffoni. C’è chi piange e frulla come il gatto di Lornano? Not in my name. Quando vedremo qualche centinaio di cittadini in piazza indignati per le giuste ragioni, cioè per il dissesto degli enti pubblici, del lavoro, dell’economia del Senese, quando vedremo campeggiare sugli striscioni i nomi, come abbiamo fatto noi per più di un anno, e vedremo questi dissestatori non poter più passeggiare tronfi per la strada come se loro non c’entrassero nulla, ma li vedremo invece redarguiti e scherniti e criticati per i disastri che hanno commesso, solo allora potremo considerare un ritorno al fianco dei poveracci, di quelli che non arrivano alla fine del mese, di quelli che non essendo nella manica di nessuno sono costretti a condurre una vita miserevole, priva di soddisfazioni vedendosi passare davanti un manipolo di sbruffoni incapaci, inetti e dissestatori.E’ proprio vero: non sarebbe cambiato nulla con la volontà popolare e anche in queste occasioni solo scontri tra poteri mutano un sistema. Si dice che non ci sono poteri buoni: noi tra dormire con la massa inerme e allearci con un altro potere utile a disarcionare un gruppo di potere marcio abbiamo scelto il potere utile.Oggi, 2 novembre, la redazione di Fratello Illuminato vi saluta e vi lascia di seguito una lista di suggerimenti per chi dovesse trovarsi in situazioni particolari ormai assai frequenti.

Vaffanculo alla maggioranza, alla minoranza e alla minoranza della minoranza politica!!!

Firmato

Maestro James, S.E. Cesare Mori, la Primula Rossa, Maestro Uriel, il Cane Paco, il Segugio Rabanne e la portavoce della Redazione Marianne Franceschi

Indirizzi utili

Se dovete dissestare un ente pubblico abbiamo alcuni indirizzi generici. Qualsiasi campanello di Via Roma 56, Viale Bracci, Banchi di Sotto 55 va bene.
Non arrivate alla fine del mese col vostro stipendio? Citofonate al plurincaricato Alessandro Piazzi
Non sapete come pagare la rata del mutuo? Citofonate Riccaboni. Lui vi spiega come fare
Dovete vendere un palazzo? Citofonate Riccaboni e Fabbro
Dovete omaggiare di volumi costosissimi qualcuno a spese dello Stato? Citofonate Boldrini
Non trovate lavoro per figlia e genero? Citofonate Via Roma 56, In.Fact
Volete mangiare pesce eccellente e bere ottimo vino? Citofonate Bettini Via Roma 57 e fatevi portare allo Squero di Rimini a comprare un po’ di cancelleria
Non trovate un appartamento in affitto? Citofonate sempre Bettini, Via Roma 57. Ve lo spiega lui come farsi pagare un affitto da 46.500 euro l’anno
Volete fare delle missioni a sbaffo con i soldi dei contribuenti? Citofonate Gioffrè o Angelaccio
Volete aprire una società di comunicazione a carico dei contribuenti? Citofonate Robespierre
Non ci capite un cacchio di politica, ma volete amministrare? Citofonate Piazza del Campo 1 e fatevi passare uno qualsiasi del Consiglio Comunale, di qualsiasi colore va bene
Volete del prosciutto? Citofonate Corriere di Siena e Nazione di Siena. Ve me daranno un paio d’etti da mettervi sugli occhi e campare felici. E ricordatevi il 9 dicembre di presenziare al solito premio bisiano e applaudire quei 50/60 individui che godono dei privilegi sulle spalle della collettività.

P.S. Il dado è tratto.Un gruppo di potere è stato sconfitto e ci prendiamo i nostri piccoli meriti; anche se tentano  di dimostrare il contrario voi continuate ad applaudirli. Nascondere le notizie non equivale a fermare quel processo di rottura e mutamento in corso. Eppur si muove….