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Novembre 24th, 2011 — Note redazionali
18 indagati per il dissesto dell’università senese, 10 indagati per l’elezione dell’abusivo Riccaboni, 14 indagati per la vicenda dell’aereoporto di Ampugnano: questa la fotografia odierna del sistema Siena. Pur riconoscendo il giusto lavoro trasparente e in piena autonomia dei magistrati troviamo vergognoso nel contempo i silenzi delle istituzioni come Regione Toscana, Amministrazione provinciale di Siena e riscontriamo altresì la superficialità e l’inadeguatezza dei gruppi dirigenti di tutte le forze politiche senesi nell’affrontare la crisi morale ed economica della città e del resto della provincia. Noi non intendiamo entrare nel merito dei procedimenti giudiziari in corso e non abbiamo la minima intenzione di celebrare processi anticipati. Su una cosa però siamo intransigenti: pur in attesa dei provvedimenti della magistratura, un processo politico, istituzionale e culturale è doveroso farlo. Innanzitutto l’abusivo rettore Riccaboni dovrebbe rassegnare le dimissioni e non solo noi, ma tutte le istituzioni e le forze politiche devono chiedergliele con forza. Questo non avviene e ci chiediamo il perché. I motivi sono due: o dal presidente Rossi in giù sono tutti in comunella con l’abusivo o il Rossi, il Ceccuzzi, il Bezzini etc. non contano praticamente niente e quindi lo stesso abusivo sostenuto da una cricca di docenti opportunisti e da una banda dissestatori spera di sopravvivere. Anche in questo caso però piena fiducia nella magistratura da parte nostra e da domani invitiamo tutti a rivolgersi alle autorità giudiziarie e tribunali amministrativi per presentare esposti e ricorsi finalizzati a ristabilire legalità e legittimità dentro l’ateneo senese. Se l’abusivo fa resistenza e la politica si assenta i cittadini con civiltà e diritto alla mano provvederanno, forse anche ingolfando le cancellerie dei tribunali, a depositare esposti e ricorsi. Un altro che è in ritardo a rassegnare le dimissioni è il consigliere comunale del Pd di Siena David Chiti invischiato insieme alla moglie e cognata nella vicenda dell’affidamento del bar dell’ente pubblico Università di Siena. Anche in questo caso come atto di autotutela come mai i vertici dell’ateneo non revocano l’affidamento? La presenza in consiglio comunale proprio in virtù di queste indagini non solo compromette il ruolo trasparente degli enti pubblici, ma aggrava anche la situazione degli indagati(questi sono affari loro!!). La politica e le istituzioni anche in questo caso sorvolano? I cittadini e i soggetti interessati e danneggiati si rivolgeranno nuovamente alle autorità giudiziarie.
Ci rivolgiamo nel comtempo a S.E. il Prefetto Gerardina Pantalone per sollecitare un Suo interessamento nelle vicende universitarie chiedendo agli uffici del Prefetto di informare i ministeri competenti degli esiti dell’indagine sull’elezione di Angelo Riccaboni. Ci auguriamo che la foto che ritrae S.E. il Prefetto, successiva alle conclusioni delle indagini sulle elezioni, insieme a Angelo Riccaboni con la “benedizione” dell’arcivescovo Buoncristiani, rappresenti un gesto di cortesia e non una scelta di campo a sostegno di Riccaboni. Senza polemica e senza mancare di rispetto alla figura del Prefetto riteniamo che gli stipendi e la dignità di centinaia di lavoratrici e lavoratori vengano prima della carriera del rettore. La prima repubblica è finita da un pezzo e i cittadini non sopportano più le angherie di una cricca ristretta di individui che hanno devastato e stanno devastando istituzioni pubbliche.
Con i più sentiti e rispettosi saluti a S.E. il Prefetto e rinnovando al Presidente Rossi un doveroso richiamo per un auspicato segnale istituzionale, inviamo un abbraccio caloroso a tutti coloro che stanno pagando per le angherie e le truffaldine gestioni di pochi individui da prima repubblica o repubblica delle banane.
Cesare Mori
Maestro James
Novembre 23rd, 2011 — Note redazionali

Gli Uffici di S.E. Cesare Mori e il Maestro James, con mandato pieno del cdr di Fratello Illuminato, sono ad interrogarsi, esprimendo preoccupazioni e dovute considerazioni, sul silenzio imbarazzante in merito alle vicende universitarie di Siena da parte del Presidente Enrico Rossi e dell’assessore regionale Stella Targetti. Comprendiamo benissimo il disagio e il travaglio che impediscono al presidente della provincia di Siena Simone Bezzini ad intervenire per chiedere un passo indietro al rettore abusivo Riccaboni (il Bezzini forse ricorda benissimo con chi era riunito il giorno della nomina di Riccaboni!!!??); cosi come prendiamo atto delle prese di posizione del sindaco Ceccuzzi che di fatto sfiduciano l’abusivo (c’era un altro sindaco in quella famosa riunione con Bezzini. Chi era invece il/la terzo/a). Ci lascia perplessi e infastiditi il silenzio imbarazzante di Enrico Rossi e Stella Targetti. A parole i due amministratori regionali dispensano (soprattutto Rossi) lezioni di etica, morale pubblica e discontinuità con la vecchia politica. Nel caso dei vertici dell’ateneo senese e delle problematiche ad esso connesse invece, legittimano la peggior politica della prima repubblica e la peggiore gestione di un ente pubblico. Un rettore sub judice, un direttore amministrativo già condannata dalla Corte dei Conti, responsabili degli uffici dell’ateneo indagati per il dissesto dello stesso, un bar di ente pubblico affidato senza regolare gara di affidamento, operazioni di vendite di immobili dell’ateneo che dovrebbero essere oggetto di indagini della magistratura, il personale tecnico-amministrativo penalizzato, un piano di risanamento che non esiste(sono solo bugie quelle che raccontano l’abusivo e la condannata dalla Corte dei Conti), lo stesso direttore amministrativo che percepisce più di 150.000,00 euro all’anno che non sta facendo niente di utile all’infuori che proteggere i dissestatori: più che un ateneo sembra il set cinematografico del telefilm “Distretto di Polizia” in onda su canale 5. Vogliamo parlare poi dei concorsi presso la facoltà di medicina di Siena finanziati o cofinanziati dalla Regione Toscana? Vogliamo parlarne e ci stupisce il silenzio di Enrico Rossi; e quindi ci chiediamo come mai non apre una commissione ad-hoc per verificare la regolarità dei concorsi e l’utilizzo dei finanziamenti regionali. E visto che parliamo della facoltà di medicina riteniamo che il presidente Rossi potrebbe dare una risposta celere alla missiva che a noi risulta essere depositata presso la regione in merito ad alcuni concorsi.
Non servono comunicati di circostanza. Quello che i cittadini chiedono sono delle precise dichiarazioni e delle assunzioni di responsabilità istituzionali. Tutti, anche i muri, si sono resi conto che il professore Riccaboni è inconcludente e non è legittimato; ha voluto forzare la mano per l’inaugurazione perché doveva fare lo splendido e dimostrare al gruppo dei dissestatori che lui difende il fortino fino alla fine. Perché lo stesso Riccaboni ha ottenuto il sostegno da parte del partito di Verdini e da parte di alcuni funzionari ministeriali romani e locali che gli hanno garantito l’intoccabilità fregandosene del ruolo della magistratura. Certe foto sorridenti e certe strette di mano sono il segno tangibile del disprezzo istituzionale(e noi conserveremo le foto di questi sorrisi!!). La politica e le istituzioni Toscane hanno due strade: o si assumono la responsabilità di legittimare il rettore del partito di Verdini o con chiarezza si dissociano e creano le condizioni per risollevare con nuovi vertici il prestigioso ateneo senese. Poche chiacchere e basta con gli equilibrismi da prima repubblica.
La nostra non è una presa di posizione ostile e ideologica nei confronti di Rossi e della Targetti. Addirittura il Maestro James nutre profonda stima per Stella. Qui si tratta di convergere fra tutti per il bene pubblico e per il futuro dei nostri figli e delle nostre prestigiose istituzioni. Pertanto nel pieno spirito collaborativo (da noi auspicabile) tra la segreteria di S.E. Cesare Mori e gli uffici regionali siamo (proprio per non farvi affaticare) a proporvi una bozza di comunicato da rendere pubblico da far firmare a Enrico Rossi e a Stella Targetti.
Bozza comunicato da far firmare al Presidente Rossi e all’assessore Targetti.
“Il presidente della Regione Toscana e l’assessore regionale Stella Targetti, esprimono sconcerto per la situazione dell’ateneo senese e nel prendere atto dei primi esiti dell’inchieste della magistratura chiedono immediati provvedimenti disciplinari interni da parte del direttore amministrativo Ines Fabbro e le dimissioni del professore Angelo Riccaboni. Nel contempo esprimono piena fiducia nell’operato della magistratura e sollecitano il Ministro Profumo per addivenire al rapido annullamento del decreto di nomina.La Regione Toscana nel pieno rispetto dei ruoli istituzionali dei soggetti coinvolti si attiverà per quanto di competenza per ristabilire trasparenza e legittimità all’ateneo senese.
Firmato
Enrico Rossi (Presidente della Regione Toscana)
Stella Targetti( assessore regionale Università e Ricerca)”
(Voi della regione controllate la forma del comunicato, ma non modificate la sostanza)
Rimanendo fiduciosi insieme ai 2352 lettori giornalieri del blog per la risoluzione delle problematiche dell’ateneo senese rinnoviamo i più sentiti auguri di buon lavoro al Presidente e alla Giunta Regionale e un apprezzamento di stima nei confronti di Stella Targetti.
Di questi Uffici, Cesare Mori
Maestro James
Novembre 23rd, 2011 — Note redazionali
Senza tanti giri di parole invitiamo il Ministro Profumo ad attenersi al rispetto delle condizioni poste come vincolo di nomina dagli uffici del ministero. Non ci sono altre vie tranne l’annullamento del decreto di nomina di Riccaboni alla luce della conclusione delle indagini della magistratura. La violazione di tale prerogativa del Ministro ravviserebbe a nostro avviso motivo di ricorso all’autorità giudiziaria. Abbiamo già conosciuto il modus operandi menefreghista e a tutela delle cricche portato avanti dalla Gelmini e da qualche “nano di stato” sul territorio. Il neo Ministro dimostri il profilo tecnico e ottemperi alla naturale decisione dell’annullamento del decreto di nomina.
Ufficio legale di Fratello Illuminato
Novembre 22nd, 2011 — Note redazionali
Novembre 22nd, 2011 — Note redazionali
Alla luce di quanto risalta dalle notizie sulle inchieste che gettano ombre e preoccupazioni sulla vita passata e recente dentro la prestigiosa università senese, in virtù del ruolo che questo blog ha avuto nel corso dell’ultimo anno, reputo appropriato socializzare una riflessione condivisa dalla nostra redazione. La premessa è d’obbligo: la magistratura e gli indagati hanno il dovere e il diritto di dibattere nelle sede dovute gli aspetti giudiziari;la comunità accademica e le istituzioni cittadine hanno il dovere di interrogarsi e conseguentemente assumere iniziative proprie nell’interesse del bene pubblico e di quello delle lavoratrici e dei lavoratori. Le istituzioni cittadine, in primis il Comune di Siena, a cui va riconosciuto con la gestione Ceccuzzi un impegno diretto nelle vicende universitarie, per la credibilità delle azioni che le stesse assumeranno (compresa la costituzione di parte civile) devono sgombrare il campo da ambiguità e ombre. Senza le dimissioni dalla carica di consigliere comunale da parte di David Chiti, avvisato insieme agli altri 17 dalla magistratura, l’organo decisionale dell’ente Comune si trova nella condizione di avere un componente invischiato in questa brutta storia giudiziaria. Il buon senso istituzionale e la tutela della sua stessa linea difensiva in sede giudiziaria, dovrebbero indurre il sig. Chiti alle dimissioni. Non credo sia produttivo tirare la corda e opporre resistenza cosi come sta facendo lo stesso Chiti.
In merito al coinvolgimento dell’ex rettore Focardi, fatta salva la premessa precedente, dopo un’attenta valutazione delle vicende non solo giudiziarie, credo che un’ancora di “luce” la meriti. Non per partigianeria, ma per ristabilire anche criticamente quel passaggio storico tra il rettorato del capo dei dissestatori Piero Tosi e quello dello stesso Focardi. E’ evidente a tutti che il dissesto dell’università inizia e si moltiplica sotto la gestione Piero Tosi, Loriano Bigi, Diodato Angelaccio, Carlo Bruni, Angelo Riccaboni (che non risulta indagato, ma in quel periodo condivideva la gestione Tosi), Maurizio Boldrini (vedi area comunicazione) e dal resto della banda dei docenti tosiani. Peccato che la legislazione italiana non permette di aprire indagini sul periodo precedente a quello di Tosi. Risulta quindi evidente che il “patologo” Tosi sostenuto da una parte della CGIL (Angelaccio-Bruni) e da una cricca ristretta mista di docenti e amministrativi aveva instaurato un sistema di illegalità e complicità che hanno determinato la devastazione finanziaria dell’ateneo. Con le casse dell’ateneo facevano i “reucci”, controllavano il consenso e costruivano carriere. Questo meccanismo e questa gestione dissestatrice si interrompe nel suo aspetto sistemico con l’elezione di Silvano Focardi. Nel primo periodo (che coincide con le scivolate oggetto di indagine) risulta evidente che lo stesso Focardi non “assimila pienamente” il modus operandi dei vari Bigi, Angelaccio e Bruni e con leggerezza evita di rimuovere fin da subito questi soggetti. Infatti con l’ingresso nella scena gestionale del direttore Barretta e con il pro-rettore Minnucci, le cose cambiano e di conseguenza inizia il percorso efficace di risanamento e di “pulizia” gestionale. Forzatamente interrotto dalla cricca vicina a Riccaboni (e a Tosi). Leggerezza e alcuni collaboratori in malafede le cause delle scivolate del Focardi. Tra “diritto e storia” la vicenda Focardi non è inquadrabile nel sistematico groviglio dissestante. Focardi ha sicuramente alcune responsabilità, ma non quelle della devastazione totale ad praticata della cricca degli scopini, delle varie mangiatoie e delle false missioni. Al Focardi sempre “tra diritto e storia” vanno riconosciute due grandi decisioni: lo spianamento di quella mangiatoia rappresentata dall’area comunicazione e marketing gestita dal Boldrini e la decisione di recarsi in tribunale per denunciare quello che poi è risultata essere una gestione dissestatrice. Non a caso durante la competizione con Riccaboni tutta la banda dei tosiani e i gruppo della CGIL composto dal “compagno” Fiorino Iantorno, Angelaccio e Bruni, si sono scatenati contro Focardi e una delle accuse che rivolgevano allo stesso era quella di aver portato “i libri in tribunale”. E questo la dice lunga sulla dimensione morale dei sostenitori del Riccaboni. Come del resto, sempre alla luce delle inchieste, anche la legittimità del prof. Riccaboni viene meno.
Non ci giriamo intorno: una cricca e un sistema compiacente ha determinato il dissesto e quel gruppo tosiano (pochi soggetti in giro ancora oggi) sono gli unici che continuano stupidamente a vivere con “l’idea della restaurazione della mangiatoia”. Ci stiamo chiedendo perché il direttore amministrativo (passibile di denuncia per omissione??!!) non applica i provvedimenti disciplinari nei confronti degli indagati e sul come mai non comunica pubblicamente le eventuali ricognizioni interne in merito alle missioni false(quindi a carico delle casse dell’ateneo) effettuate da soggetti già a suo tempo interdetti dalla magistratura. Ma i membri del cda dell’ateneo, soprattutto il Cucini, Morrocchi e Paulesu, quando pensano di prendere posizione e di chiedere lumi sulle ricognizioni interne e sui mancati provvedimenti disciplinari del direttore amministrativo?
Per il bene dell’Ateneo e della città chi deve fare un passo indietro o in avanti non perda altro tempo. Chiudiamo questa brutta storia e apriamo un nuovo corso. Queste mie riflessioni non sono parole a caso: sono condivise da molti e sperano trovino condivisione anche tra i soggetti istituzionali e politici della Città e della Regione Toscana. Sempre che ci sia la volontà diffusa di voltare pagina.
Ad maiora
Maestro James
Novembre 22nd, 2011 — Note redazionali

La legge violata nelle elezioni è il testo unico del 1957 sulle procedure elettorali, tutte. E nessuno, ripeto nessuno, ha mai accusato Riccaboni di niente a quel riguardo, né doveva ricevere alcunché. Il punto è che le elezioni sono palesemente irregolari, a stare alla Magistratura in cui tutti ripongono sempre e comunque la massima fiducia. Quindi il falso ideologico commesso ha inficiato il decreto di nomina; e perciò il Ministro (non la Gelmini o Profumo, il Ministro in quanto funzione) deve revocare la nomina che ha firmato, per sua stessa ammissione in attesa che la Magistratura facesse chiarezza.
Inoltre chiediamo l’applicazione dei provvedimenti disciplinari in via cautelativa da parte del Direttore amministrativo dell’università nei confronti dei soggetti sotto inchiesta.
Inoltre chiediamo le dimissioni dei membri del senato accademico dell’università sotto inchiesta.
Inoltre chiediamo le dimissioni del consigliere comunale del Comune di Siena David Chiti.
Inoltre chiediamo al Sindaco e al presidente della Provincia di Siena di concovare i loro due nominati nel cda dell’università per verificare la vicenda della vendita degli immobili dell’università.
Di seguito l’articolo pubblicato in data odierna dal quotidiano La Repubblica

Di seguito estratto della sentenza della Corte dei Conti nei confronti di Ines Fabbro
LA CORTE DEI CONTISEZIONE GIURISDIZIONALE REGIONALE PER L’EMILIA-ROMAGNA Uditi nella pubblica udienza del 28 novembre 2007, con l’assistenza del Segretario dott. Nicoletta NATALUCCI, il Consigliere relatore, dott. Pietro SULLO, l’avv. prof. Franco MASTRAGOSTINO, in difesa dei Convenuti CALZOLARI, BUSETTO, FABBRO, DIONIGI, BRUGGI, GUALTIERI, nonché il Pubblico Ministero nella persona del Vice Procuratore Generale dott. Antonio LIBANO; ha pronunciato la seguente S E N T E N Z A nel giudizio di responsabilità, iscritto al n. 40749 del registro di Segreteria, instaurato dal Procuratore Regionale della Corte dei Conti per l’Emilia-Romagna nei confronti di CALZOLARI Pier Ugo, nato a Granarolo dell’Emilia il 11/03/1938; BUSETTO Luigi, nato a Bolzano il 27 aprile 1941; FABBRO Ines,nata a Zoppola (PN) il 23 settembre 1950; DIONIGI Ivano, nato a Pesaro il 20 febbraio 1948; BRUGGI Diego nato a Bologna il 25 gennaio 1942; GUALTIERI Lanfranco, nato a Ravenna il 27 dicembre 1935, assistiti e rappresentati dagli avvocati Franco Mastragostino e Cristiana Carpani, e presso di loro elettivamente domiciliati in Bologna, piazza Aldrovandi n. 3; ed inoltre nei confronti di CIPOLLI Carlo, nato a Crevalcore (BO) il 6 gennaio 1945 residente a Crevalcore – Frazione Palata Pepoli (BO), Via Guerzoni n. 199 ed ivi domiciliato; DE PLATO Giovanni, nato a Montefiore Cilento (SA) il 12 aprile 1944, residente a Bologna, Via San Felice n. 61 ed ivi domiciliato; CAPPIELLO Giuseppe, nato a Rimini il 21 aprile 1944, residente a Rimini, Via delle Officine n. 28 ed ivi domiciliato; GALLINA Piero, nato a Cesena il 3 maggio 1942, residente in Cesena, Via Costante Girardengo n. 53 ed ivi domiciliato; FABRIZIO Mauro, nato a Bologna il 17 dicembre 1940, residente a Bologna, Via Borghi Mamo n. 6 ed ivi domiciliato; MONACO Vito, nato a Brindisi il 26 settembre 1932, residente a San Lazzaro di Savena, Via Don Minzoni n. 140 ed ivi domiciliato; CAPPONI Marco, nato a Ripatransone (AP) il 29 dicembre 1944, residente a Bologna, Via Erbosa n. 28 ed ivi domiciliato; GUIDOTTI Laura, nata a Bologna il 25 dicembre 1944, residente a Bologna, Via Castiglione n. 28 ed ivi domiciliata; CASTALDINI Valentina, nata a Bologna il 28 maggio 1977, residente in Bologna, Via Riva Reno n. 58 ed ivi domiciliata; MALFITANO Franceso, nato a Messina il 29 luglio 1974, residente a Bologna, Via dell’Inferno n. 10 ed ivi domiciliato; RASTELLI Daniele, nato a Rimini il 24 ottobre 1980, residente a Riccione, Via Boito n. 16 ed ivi domiciliato.Ritenuto inFATTO Il Consiglio di Amministrazione dell’Università di Bologna, con delibera votata il 13 febbraio 2001, ha deciso, tra l’altro, di rinnovare, ai sensi dell’art. 7, comma 6, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, un contratto di collaborazione professionale – della durata di dodici mesi con compenso lordo di € 16.526,62 – con il prof. Giuseppe Vino, già docente dell’Ateneo presso la Facoltà di Agraria.
Novembre 21st, 2011 — Note redazionali
Novembre 20th, 2011 — Note redazionali


Angelo Riccaboni e David Chiti, il primo rettore sub judice e il secondo consigliere comunale di Siena in quota PD, in questi ultimi giorni hanno palesato lo stesso tratto distintivo: l’arroganza e il disprezzo delle istituzioni. Due storie che si intrecciano con la storia della cricca che per anni attraverso il medesimo disegno criminoso e non, commetteva azioni illegali e dannose per il bene pubblico. Una cricca vera e propria che con la complicità omertosa soprattutto del corpo docente devastava le casse dell’Ateneo senese e diciamolo, senza tanti giri di parole, aveva instaurato uno “stato diffuso di illegalità e di corruzione morale”. Ad unire i destini di questi due luminari del diritto è la figura di un altro soggetto che fin dai tempi del rettorato di Luigi Berlinguer, poi successivamente con il duo dissestante Tosi-Bigi e oggi con l’abusivo Riccaboni fa parte a pieno titolo della cricca universitaria. Mi riferisco al “responsabile dei procedimenti delle gare d’appalto” dell’università , il tosiano Carlo Bruni.
Il caso del professore tosiano Angelo Riccaboni. Il luminare del diritto Riccaboni è stato eletto con il sostegno della CGIL di Carlo Bruni–Angelaccio , con il sostegno della banda dei docenti tosiani e attraverso elezioni irregolari. I magistrati senesi scrivono questo nelle motivazioni degli avvisi di chiusura delle indagini. Le dimissioni erano e sono auspicabili, ma l’abusivo non cede e si rinchiude dentro il fortino, consolato da un senato accademico composto da due indagati (prof. Bettalli e prof. Guerrini) proprio per il procedimento elettorale e da una cricca composta da 50-70 professori e da una ventina di cgiellini capitanati dall’indagato Carlo Bruni. Quindi la prestigiosa università è guidata da un abusivo con il sostegno di un gruppo di indagati e da una pletora di opportunisti che fin dai tempi del Tosi sguazzano nel mare dei privilegi baronali. Dimenticavo: il direttore amministrativo Ines Fabbro nominata su base fiduciaria dall’abusivo è stata condannata dalla Corte dei Conti per danno erariale. L’abusivo ha lanciato la sfida e prosegue dritto con l’inaugurazione dell’anno accademico in programma per Lunedi 21 novembre. Le sigle sindacali universitarie ( ad esclusione della CGIL di Carlo Bruni) sono intervenute per chiedere un passo indietro al rettore, sono intervenute alcune forze politiche (il PD però ha perso la lingua!!??) e diversi organi di stampa hanno scritto e messo in rilievo le indagini sul dissesto e sulle elezioni del rettore. Il silenzio omertoso e squallido in tutte queste vicende è quello del corpo docente. A questo punto dentro l’università, giustamente, sono in attesa delle decisioni del ministero, del ricorso al Tar già depositato e noi dall’esterno aggiungiamo che in presenza di una cricca come sopra descritta non escludiamo come “cittadini titolati” di attivarci con l’ausilio di studi legali per interessare gli organi competenti per rimuovere l’abusivo dal rettorato e quindi far cessare questa farsa. La celebrazione dell’anno accademico piu’ che un’inaugurazione sarà l’ultimo atto di disprezzo istituzionale dell’abusivo Riccaboni e l’ennesimo atto vergognoso della cricca dei docenti. Il buon senso e la quiete della domenica forse possono contribuire a far ragionare gli ottusi del sabato e bloccare la buffonata di Lunedi 21. Domani è un altro giorno.
Il caso del consigliere comunale David Chiti. Il luminare del diritto David Chiti è consigliere comunale di Siena in quota PD e nel contempo uno dei 18 indagati del filone d’inchiesta sul dissesto dell’università. Chiti risulta indagato in concorso con Carlo Bruni per “aver contrattato l’affidamento del servizio per la moglie”. Quindi il Chiti (concorso morale) si era impegnato (con Carlo Bruni) per far affidare il sevizio del bar universitario di Via Roma 56 alla moglie. Mi fermo qui!!??. A questo punto le dimissioni dalla carica di consigliere comunale dovrebbero essere immediate per tre ovvi motivi: perchè è indecente questo comportamento; perché è indagato in un’inchiesta che vede tra i danneggiati l’ente pubblico (università di Siena) sapendo che nel contempo il Comune di Siena nomina un membro del cda della stessa università e non solo, il comune di Siena e la polizia municipale sono titolari di competenze esclusive in merito agli esercizi pubblici (bar compresi); perché lo stesso Chiti ha sottoscritto nei confronti degli elettori il rispetto di un codice etico. Ma anche in questo caso il luminare Chiti resiste e non intende dimettersi. E il PD tace così come il resto della maggioranza. Una persona di buon senso si sarebbe dimessa subito proprio per difendersi adeguatamente e per sgombrare qualsiasi ombra dentro lo stesso PD e ancor piu’ importante dentro il consiglio comunale. Il comportamento del Chiti in merito al bar di Via Roma 56 non è assolutamente riferibile al Pd senese o al gruppo consiliare di appartenenza. Però se nell’arco di due o tre giorni il Chiti non si dovesse dimettere e il PD e il resto della maggioranza non ne chiede le dimissioni chiunque si sentirà titolato a pensare che si utilizzano i partiti e le istituzioni per “affari personali”. Sono sicuro che il PD senese e soprattutto il consiglio comunale (che non merita questa gogna) non tarderanno ad invitare l’indagato Chiti a rassegnare le dimissioni proprio per sgombrare queste ombre. Cosi è se vi pare.
E’ tutta una cricca che alle spalle delle istituzioni (parte lesa??) e del partito di appartenenza (parte lesa??) che opera per il profitto personale e di un gruppo limitato di opportunisti. Ci sono gli organi di stampa nazionali e le Istituzioni dello Stato con gli occhi aperti e attenti e quindi a maggior ragione non funziona più il giochino del “salviamoci tutti e abbuiamo ogni cosa.” Stavolta chi tace acconsente.
In conclusione nel ribadire la nostra richiesta di dimissioni per l’abusivo Riccaboni e l’indagato Chiti, invitiamo il direttore amministrativo Ines Fabbro a prendere i dovuti provvedimenti disciplinari nei confronti dell’indagato Carlo Bruni (è normale che questo soggetto continui ad occuparsi di gare d’appalto??). E velocemente.
Maestro James
P.S. Se il Chiti ritiene di essere oggetto di una persecuzione perché non pubblica sui giornali l’avviso ricevuto e poi lo rende pubblico anche in consiglio comunale???
Novembre 19th, 2011 — Note redazionali
Lettera aperta al Capo della Procura della Repubblica di Siena, al Comandante provinciale della Guardia di Finanza di Siena, alla Procura Generale della Corte dei Conti, al Ministro dell’Interno,al Presidente della Regione Toscana, al Sindaco di Siena, al presidente della provincia di Siena, al presidente della Camera di Commercio di Siena, al presidente della Banca Monte dei Paschi e al presidente del Collegio dei revisori dei conti dell’università di Siena.
In data 17 novembre 2011 si è svolta la seduta del consiglio di amministrazione dell’Università degli Studi di Siena presieduto dal prof. Angelo Riccaboni. Noi non sappiamo chi era o non era presente; quello che sappiamo con certezza è che ieri l’altro i presenti hanno votato favorevolmente alla delibera in oggetto che di seguito illustreremo e non si sono posti nessun tipo di domanda e non hanno ottemperato alle prerogative del ruolo ricoperto, cioè tutelare gli interessi dell’ente. Abbiamo l’impressione che in quel cda alzino la mano a comando senza valutare gli effetti di quella mano alzata.
Ieri l’altro il prof. Riccaboni ha messo in votazione ottenendo voto unanime una delibera per procedere alla vendita di un bene immobile di proprietà dell’ente pubblico Università degli Studi di Siena. Si sono resi conto di cosa hanno votato? NO!!!
Quei signori del cda senza avere a disposizione “il parere di congruità dell’Agenzia del Territorio” hanno votato la delibera per “procedere alla vendita di un immobile pubblico”.
Dalle notizie di stampa si apprende che la società incaricata (è stata fatta la gara per l’affidamento dell’incarico???) “valuta l’immobile in 6,5 milioni di euro, cifra da porre a basa d’asta”. E si apprende che l’immobile “ha già una destinazione urbanistica residenziale” (che bello!!!) E ancora: si apprende che la società incaricata illustrerà la stima il 1 dicembre (prima decidono di vendere e poi si fanno illustrare la stima!!??).
MA COSA HANNO VOTATO IERI L’ALTRO QUESTI GENI????
Ma siamo matti. Decidono di vendere o meglio “svendere” un bene pubblico senza la documentazione obbligatoria per tali procedure. Non funziona così; anzi funzionava cosi ai tempi in cui è nato il dissesto (e si sono visti i risultati!!) e con questo modo di gestire l’università anche oggi i danni per l’ente sono inevitabili.
Esiste una gara di appalto per l’affidamento dell’incarico alla società Reag?
Quanto costa l’incarico della società Reag?
I membri del consiglio di amministrazione alla data antecedente il voto espresso in cda in data 17 novembre 2011 erano in possesso della perizia di stima della società Reag e del parere di congruità (obbligatorio) dell’Agenzia del Territorio?
Sono stati calcolati i costi e i benifici per l’ente a seguito della probabile vendita?
Con questa lettera in forma pubblica chiediamo alla magistratura e alla Guardia di Finanza di sequestrare la documentazione del cda del 17 novembre 2011 e documentazione annessa. Altresì invitiamo gli enti nominanti il cda dell’università a farsi promotori nei confronti dei loro nominati per far annullare la delibera votata.
Infine chiediamo a tutti in base alle loro competenze di invitare il prof. Riccaboni a rassegnare le dimissioni. Questa storia della vendita immobiliare è allucinante.
Novembre 18th, 2011 — Note redazionali

Da mesi,supportati dai fatti ,andiamo affermando che il prof. Riccaboni (per noi non piu’ rettore) è inutile al risanamento dell’ateneo e la sua permanenza(abusiva) ai vertici dello stesso sta screditando la comunità accademica e l’intera città.
I magistrati (come da notizie di stampa) indagando i membri della commissione elettorale dell’ateneo scrivono che “attestavano falsamente la regolarità delle elezioni di Riccaboni”. Basta questo per indurre una persona di buon senso a rassegnare le dimissioni. Invece il difensore dei dissestatori, ovvero Angelo Riccaboni, pur di tutelarsi e tutelare i suoi amici indagati sfida tutti e tutto e si rinchiude nel fortino. Non ha detto una sola parola sul dissesto e non ha rimosso l’indagato Carlo Bruni dal suo ruolo visto che è proprio indagato per l’affidamento del bar di Via Roma 56. Un clima e un modus operandi da sistema di cricca e tutela del malcostume gestionale.
Inoltre vista l’iscrizione nel registro degli indagati dovrebbe dimettersi dal senato accademico anche il prof. Bettalli.
Insomma, piu’ che inaugurare l’anno accademico qui bisognerebbe inaugurare una nuova stagione dopo una dovuta bonifica per il bene dell’ateneo e della città.E ci auguriamo che le istituzioni locali disertino l’inaugurazione e quindi invitino l’abusivo a rassegnare le dimissioni. Chi si renderà complice della farsa di lunedi 21 novembre? Il Ceccuzzi, il Bezzini, il Guasconi, il Mussari sono cosi convinti di partecipare all’inaugurazione celebrata da un rettore eletto con irregolarità?
A dimostrazione del modus operandi dell’abusivo segnaliamo la procedura di vendita del Palazzo Bandini Piccolomini deliberata ieri dal cda dell’ateneo che a nostro avviso dovrebbe essere sequestrata dalla magistratura per verificare l’iter e la documentazione.
Chi si renderà complice della farsa di lunedi 21 novembre 2011? E soprattutto che intende sfidare gli eventi?
Cittadini, Istituzioni, studenti, tecnici-amministrativi e docenti date un segnale di legalità: DISERTATE L’INAUGURAZIONE!!