Entries from Agosto 2011 ↓

Gli inviti a cena di Roberto Vivarelli, il mantovano Zani e i cinema di Stefano Bisi

Da circa un mese la nostra redazione riceve continui inviti a cena da parte del sig. Roberto Vivarelli (direttore della MPS Tenimenti e consigliere comunale di Buonconvento) e sinceramente, pur ringraziandolo per la cortesia ammirabile, ci tocca rinunciare alle degustazioni offerte per via di una ferrea dieta a cui siamo sottoposti per sconfiggere il colesterolo e le maniglie ingombranti.

Quello che per noi però appare incomprensibile da parte di Vivarelli è il suo accanimento nei confronti del nostro blog: in fondo avevamo solo posto una domanda e nulla più, senza ricevere risposta. La riproponiamo cosi anche i lettori possono giudicare la bontà del quesito e quindi loro stessi possono valutare se nella domanda sono presenti attacchi anonimi o altro. Domanda al sig. Roberto Vivarelli: sig. Vivarelli, in considerazione anche della notizia positiva che ci riferisce della decisione della Giunta comunale di Siena di istituire l’anagrafe degli eletti, perché Lei non ci ci illustra la formalità della sua nomina a direttore di MPS Tenimenti e quindi perché non pubblica il curriculum? Domanda chiara e semplice: attendiamo solo una risposta dal sig. Vivarelli.

Altre invece sono le questioni che il Vivarelli pone sul blog del nostro concorrente Stefano Bisi. Caro Vivarelli, il nostro blog è per il BENE COMUNE, contro le mafie, le cricche, la P3, la P4, contro i dissestatori e contro le ingiustizie. Noi utilizziamo mezzi informatici e tecnologici all’interno del quadro legislativo italiano e internazionale, siamo pseudonimi e non anonimi (come Lei purtroppo asserisce). Le notizie e gli articoli che pubblichiamo si basano su fatti accertati e ACCERTABILI (ripeto accertati e ACCERTABILI). Per quanto riguarda la vicenda della famose liste false (che Lei cita) non dovrebbe rivolgersi a noi: è una vicenda che non ci riguarda e che non rientra nella nostra attività giornalistica. Di questa questione ne parli con il prode Bisi e con gli esponenti politici del tempo e non coinvolga questo blog in questioni che non ci appartengono: cosi come è falsa la sua teoria riferita a noi con la quale lascia intendere un nostro interessamento a ricoprire posti e ruoli politici di altri. Noi non siamo interessati alle cariche politiche e nemmeno alle nomine: questo è un blog di informazione e di approfondimento. Più che altro noi pensiamo alla lista della spesa come la stragrande maggioranza dei cittadini che guadagnano senza privilegi uno stipendio mensile (da 600 a 1200 euro). Ora siamo stati chiari sig. Vivarelli!!!! Se poi reputa che le nostre problematiche siano faticose da affrontare, possiamo interloquire e approfondire con Lei la vicenda della F4 (magari essendo un argomento “leggero” non rischiamo di litigare).

Comunque caro Vivarelli, aspetti qualche giorno prima di interessare il Bisi delle questioni che abbiamo evidenziato, perché il nostro concorrente attualmente è impegnato sulla vicenda del banchiere Zani nominato nella banca Antonveneta. Chissà come finirà questa vicenda: forse Zani si dovrà dimettere? Chissà!!! Una cosa è certa, comunque vada a finire: la campagna giornalistica del Bisi di certo non mette in buona luce il partito a cui appartiene lo stesso Zani e coloro che hanno nominato Zani. A questo punto, visto che noi siamo per la moderazione e l’equilibrio: per risolvere questa diatriba proponiamo due cose. La prima: pubblicate i curricula di tutti i nominati (nessuno escluso); la seconda: fate dimettere Zani e nominate Stefano Bisi banchiere in Antonveneta (almeno noi del mondo dell’informazione possiamo dire: finalmente un giornalista banchiere!!!)

Auguriamo a tutti, anche al Bisi e al Vivarelli, un buon fine settimana e speriamo di trovare in città qualche cinema aperto, visto che il Bisi ieri sera mentre intervistava il sindaco Ceccuzzi, ha affermato che “la gente a Siena ha poco voglia di andare al cinema e che in città ci sono molti cinema aperti”. Mica ti sarai confuso con i cinema della città di Mantova caro Bisi????

Stefano Bisi si prepara a lanciare la candidatura di Gian Maria Rossolini alla carica di rettore dell’università di Siena?

Di Gian Maria Rossolini il prode Bisi ne aveva fatto cenno con tanto di foto in quel libricino di fotine con cui esaltava il “sistema Siena” o meglio da lui definito “quel groviglio armonioso..”Ai tempi di quella foto ne parlava ricordando che lo stesso Rossolini ricopre il ruolo di preside della Facoltà di Medicina dell’università di Siena. E oggi??? Dopo aver sostenuto con ossessione la candidatura di Riccaboni sferrando duri attacchi a Silvano Focardi e dopo aver lanciato per primo (strano episodio) il nome di Ines Fabbro come futuro direttore amministrativo e dopo aver sostenuto con il suo giornale il taglio agli stipendi dei lavoratori, da agile tarzan giornalistico (e non solo) cosa potrebbe tirare fuori dal cilindro il prode Bisi? Salvo smentite degli interessati, corre voce che i baroni della Facoltà di medicina, avendo annusato che sta per finire l’era Riccaboni, avrebbero deciso di lanciare la candidatura di Rossolini alla carica di nuovo rettore e naturalmente il Bisi essendo affezionato alla medesima Facoltà senza batter ciglio abbandona Riccaboni e strumentalmente (con il solito scopo di giocare un ruolo) si schiera con Rossolini. Fermo restando che Bisi dovrebbe astenersi (di questo parleremo in un secondo momento) dall’intervenire sulle vicende dell’università e soprattutto su quelle della facoltà di medicina, ci chiediamo con quale coraggio  i baroni di medicina pretenderebbero di esprimere il nuovo rettore. Con questo non intendiamo esprimere un giudizio negativo sulla figura di Rossolini ma sull’intera facoltà di medicina: non è un problema personale o sul nominativo ventilato.

1)    L’università di Siena è sul baratro per colpa del dissesto avvenuto durante il periodo rettorale del massimo esponente della facoltà di Medicina Piero Tosi e se non era per l’intervento della magistratura, salvo un paio di voci isolate, i baroni di medicina continuavano nel sostegno al Tosi.

2)    Il prof. Walter Gioffré accusato di truffa aggravata ai danni dell’ateneo è docente della facolta di medicina (rileggetevi questo link http://www.lanazione.it/siena/cronaca/2010/10/22/403787-rimborsi_gonfiati_indagato.shtml )

3)    La professoressa Anna Coluccia condannata dal tribunale di Siena per la vicenda di un concorso è docente di medicina (rileggetevi questo link http://ilsensodellamisura.com/files/2010/01/Repubblica21gen10.pdf )

4)    Il prof. Bruno Frediani è sotto processo per un concorso ed è docente di medicina( rileggetevi questo link http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/07/07/prof-sotto-accusa-ma-il-processo-non.html )

Potremmo continuare per un bel pezzo ma queste citazioni rendono bene l’idea: più che far esprimere una candidatura alla facoltà di medicina sarebbe urgente una bella commissione d’inchiesta interna all’ateneo, far partire un’inchiesta a tutto campo da parte della magistratura e chiedere alla Guardia di Finanza di controllare e verificare l’utilizzo dei soldi dei master e di tutti i finanziamenti giunti ai vari docenti della facoltà di medicina e non solo e la verifica dei bilanci della facoltà, investigando a ritroso negli anni fin dove la legge consente di arrivare. A tal proposito riproponiamo quanto scritto da un altro docente della Facoltà di medicina prof. Galeazzi: “A tale proposito, e per dovere di chiarezza, voglio ricordare innanzi tutto ai colleghi e agli studenti che il debito è dovuto non solo allo sperpero delle risorse ma, soprattutto, alla assunzione di personale (docente e non docente) in numero soverchiante le effettive necessità. (…) Tali assunzioni si sono basate più su favoritismi che su una effettiva programmazione ed hanno avuto come risultato l’eccessiva e ingiustificata espansione di alcuni settori a discapito di altri. Questo accadeva anni prima della scoperta del debito dell’Ateneo e, inoltre, molti concorsi sono stati banditi su fondi esterni, promessi e mai arrivati, di cui l’Ateneo, e quindi la Facoltà, ha dovuto farsi carico aggravando così il debito.”

Ai baroni vecchi e nuovi di certo non manca la faccia tosta e la sfrontatezza cosi come non gli è mancata durante gli anni in cui la nostra bella università è stata dissestata.

Al prode Bisi che sventola sempre la sua “difesa del sistema Siena” e ancora non abbiamo ben capito cosa intende con “sistema”, ci preme ricordare alcune frasi del prof. Mauro Barni, visto che lo stesso Bisi lo cita come esempio, ma non sempre, solo quando è strumentale alle sue finte battaglie moralizzatrici.

Affermava il prof. Mauro Barni: “Un errore che scaturisce da un contesto tecnico e quindi diverso da quello sanitario, non può togliere nulla al buon nome della sanità senese. E invece ciò che mi sorprende in questo caso, e in molti altri in questa città, è che si cerchi di creare attorno una cortina fumogena. A Siena siamo troppo convinti di essere i migliori e che non possa accaderci nulla. Così cadiamo sistematicamente nell’errore di sottovalutare ciò che accade. Mi chiedo, in omaggio a che cosa? Il livello amministrativo di questa città lo considero ancora fra i migliori, ma esiste ed è diffusa la tendenza ad ovattare tutto. Anche nel caso di cui la magistratura si sta interessando, non si è sentito il bisogno di documentare prima ciò che stava accadendo. In sostanza a Siena è tempo di farsi meno lodi e di guardare i problemi più concretamente.
(…) Cercando di minimizzare, evitando di parlarne, si generano solo sospetti. Prendiamo un altro caso. E chiediamoci perché la storia dei concorsi all’università di Siena finisca per comparire solo sul Messaggero, mentre qui non se ne fa neanche cenno. È emblematico. La trasparenza serve a rendere consapevoli i cittadini, a non generare paure e timori, e a salvare la sanità buona che nel nostro ospedale è molto ben rappresentata.»

Il PD senese della famosa “carta etica” e anche gli altri partiti da che parte stanno???? Sul fatto che il Bisi è schierato da sempre con i baroni universitari e a difesa delle posizioni di privilegio è ben certificato. Compreso il fatto che sul suo giornale non scrive dei processi in corso in merito ai concorsi universitari (mentre la Nazione di Siena correttamente ha scritto articoli giornalistici chiari e professionali).

Consigli di vita

La redazione di Fratello Illuminato ha letto e condiviso parola per parola le osservazioni del Prof. Giovanni Grasso in questo articolo. Ha altresì qualcosa da aggiungere, per sottolineare quanto le dichiarazioni di Detti e Flores d’Arcais siano disgustose. Al primo bisognerebbe chiedere i soldi indietro, visto che è suo desiderio dare una mano alla “sua università”. Si fa presente che visto che Detti ha ricoperto cariche in tutti gli organi decisionali possibili e immaginabili (consigliere d’amministrazione, direttore di dipartimento, preside e in Senato accademico come preside e rappresentante d’area) l’Università di Siena non è sua di sicuro, ma altrettanto sicuramente è suo invece il dissesto, nel senso che è avvenuto grazie anche alle sue decisioni. Per il secondo, Flores, vista la sua inutilità come docente, per non parlare della sua invisibiltà come assessore alla cultura nel secondo mandato Cenni, vale il principio della restituzione, includendo quanto ha percepito come membro della giunta comunale, visto il nulla che ha prodotto. Infine, per completare il quadro, bisognerebbe che convincessero ad andare in prepensionamento anche il loro sodale Bettini; proprio lui! Lo scrittore dell’ode a Tosi, dissestatore maximus. Con questo terzo prepensionamento l’Ateneo otterrebbe un risparmio notevole per varie ragioni: si libererebbe di una materia inventata (antropologia del mondo antico); smetterebbe di pagare l’affitto della villetta del Glicine (sita in via Roma 57, prospiciente la ben nota Via Roma 56). Ai due, possibilmente tre, Cincinnati consigliamo inoltre di acquistare un bel pezzo di terra presso Stigliano ove coltivare pomodori nei pressi del Merse e del loro maestro di dissesti il famoso Sultano. Inoltre, ove avessero bisogno di consigli su come irrigare, lì ne troverebbero di preziosissimi: potrebbero imparare a chiedere fondi europei (così dissestano anche un po’ fuori Siena) e potrebbero imparare a costruire pozzi artesiani coi medesimi fondi.

E’ proprio vero! Il cognome non conta nulla! Possiamo parafrasare il titolo di una nota commedia: L’importanza di chiamarsi Enrico (e non Luigi, aggiungiamo noi).

Buon Ferragosto (se vi riesce di digerire ‘sta roba)

Rumors banche e presidenze sotto gli ombrelloni

Dopo la caduta delle stelle nella notte di San Lorenzo il giorno dopo sotto gli ombrelloni della spiaggia di Capalbio la discussione era tutta impegnata sui futuri assetti delle banche italiane. Tra i rumors raccolti fedelmente dal nostro orecchio vacanziero merita segnalare questo: Nel 2O12 Giuseppe Mussari termina il mandato di Presidente di banca MPS e al suo posto sembrerebbe sicura la nomina di Franco Bassanini attuale presidente di Cassa depositi e prestiti.

Dal “Tarzan” politico della prima Repubblica al “Tarzan” del giornalismo senese di oggi

Nella famosa prima Repubblica i democristiani chiamavano “Tarzan” l’ex ministro Enzo Scotti, per l’agilità con cui passava da una corrente all’altra.

Mentre ci avviciniamo alle  porte della terza Repubblica, un nuovo “Tarzan” merita di essere citato nelle cronache di questo blog. E non si tratta di un politico o presunto tale, ma di un giornalista di provincia: il nostro concorrente Stefano Bisi.

Di certo al nostro Bisi l’agilità non manca, salvo quei casi in cui si muove come un elefante dentro una cristalleria: però è agile ed è li pronto a navigare a vista tra una corrente politica e l’altra, o meglio tra un gruppo di riferimento e l’altro.

Il nostro Tarzan era sostenitore di Piero Tosi, poi suo accusatore e negli ultimi tempi nuovamente amico; era amico dell’ex rettore Luigi Berlinguer poi suo avversario e ora non si sa(??); è stato sostenitore accanito dell’attuale rettore Riccaboni e oggi ne scrive male; negli ultimi due mesi ha fatto un giornale tutto schierato contro il PD e il Ceccuzzi e oggi non solo fa marcia indietro ma addirittura Tarzan ottiene la gestione giornalistica della festa del PD in fortezza( ma questo non ci riguarda visto che è una festa di un partito, coerenza loro).

Insomma il nostro “Tarzan”, forse annusando in tempo l’uscita di scena del suo amico Mussari, pur di mantenere in piedi il suo famoso “groviglio armonioso” sfodera tutta la sua agilità per districarsi in questa giungla della politica senese e quindi ricrearsi quel feeling con Il Ceccuzzi e la Meloni che negli ultimi tempi si era incrinato.

Leggendo il programma della festa del Pd in fortezza (a proposito i concerti non sono niente male) abbiamo notato che il nostro Tarzan intervisterà il sindaco Ceccuzzi e quindi non potendo essere presenti approfittiamo di questo intervento per suggerire all’intervistatore alcune domande che entrano nel vivo della vita pubblica: 1)Sig. sindaco che opinione si è fatta sui concorsi universitari truccati? 2)Sig. sindaco come valuta la vicenda dell’inchiesta giudiziaria su Ampugnano?3) Sig. sindaco cosa ne pensa delle varie vicende che inquinano la vita civile ed economica del nostro paese come la P3 e la P4?

Questo sono domande che un giornalista dovrebbe porre al suo intervistato: tanto alla cattura della pantera nera ci sta pensando il Corpo Forestale. Pur trattandosi di un animale da giungla!!!

Quei piccoli grovigli che imperversano dentro una crisi globale

Dare al “groviglio” un significato edificante o positivo è da fantasiosi  oppure nella peggiore delle situazioni è da persone in malafede o peggio da irresponsabili approfittatori della vita pubblica; cosi come è da dementi o peggio ancora da arroganti speculatori sottovalutare la pesante crisi economico-finanziaria che si sta manifestando nella sua dimensione globale.

La crisi economica globale di questi giorni sta mettendo a dura prova la stabilità economica di quasi tutti i paesi occidentali, Italia compresa, e salvo rare eccezioni la classe politica (italiana in particolar modo) occidentale oltre ad essere impreparata, si sta rivelando un’accozzaglia di buffoni, parassiti, tangentari e personaggi da cronaca giudiziaria.

Le famiglie durano fatica ad arrivare in fondo al  mese, le piccole e medie imprese soffrono e in molti casi gettano la spugna e chiudono battenti. Anche le famose isole felici traballano e la sofferenza economica non è piu’ un’ipotesi preoccupante ma un’amara realtà. Bisogna essere ottimisti e lavorare tutti nell’interesse generale: giuste parole e giusti propositi. Ma possiamo uscire da questa crisi con un classe politica globale e locale da “basso impero”? E ancora: come possono essere compatibili con gli interessi collettivi i vari “grovigli” che imperversano nelle varie realtà dell’Italia? Figli dei padri che vincono stranamente concorsi, fidanzate (la famosa F4) varie che senza titolo occupano la scena pubblica millantando ruoli che non hanno, amici degli amici che diventano addirittura banchieri, finanziamenti sparsi qua e la senza una ragione sociale e funzione pubblica, ambienti deviati che inquinano associazioni e vita politica, e poi ancora altre nefandezze.

L’Italia con le sue realtà locali, per esser “desta”  deve rompere rapporti e ambiguità con i grovigli e i suoi cantori: prima che la politica sia solo cronaca giudiziaria e la crisi economica irrompa definitivamente nella vita familiare e delle persone come una tragedia. Viva L’Italia!!!

Art. 79 Termine per la costituzione di parte civile (codice procedura penale)

1. La costituzione di parte civile può avvenire per l’udienza preliminare (416 s.) e, successivamente, fino a che non siano compiuti gli adempimenti previsti dall’art. 484.
2. Il termine previsto dal comma 1 è stabilito a pena di decadenza.
3. Se la costituzione avviene dopo la scadenza del termine previsto dall’art. 468 comma 1, la parte civile non può avvalersi della facoltà di presentare le liste dei testimoni, periti o consulenti tecnici.

Una proposta

Visto che al Sig. Vivarelli piacerebbe interloquire con noi, visto che riveste anche la carica di consigliere comunale a Buonconvento, visto che il rettore pro tempore Riccaboni e il direttore amministrativo pro tempore Fabbro non ne vogliono sentir parlare di chiudere le sedi decentrate che pure sono inutilmente onerose e si stanno dimostrando assolutamente incapaci di amministrare l’Ateneo ormai al dissesto totale e visto anche che presso l’Ateneo insistono strutture sulla cui utilità e, soprattutto, sulla cui sostenibilità gravano pesanti dubbi, proponiamo a Vivarelli la seguente interrogazione in consiglio comunale a Buonconvento, tenuto conto che una interrogazione è già stata fatta in Consiglio provinciale. Se la fa e ci manda le risposte gliela paghiamo noi la cena.

Il sottoscritto consigliere comunale ecc. ecc. vista la cessione, non si sa bene a che titolo, dell’ex asilo comunale all’Ateneo senese perché potesse attivare il Laboratorio di Accessibilità Universale; visto che l’operazione non sarà stata di sicuro a costo zero per il Comune, anzi risulta che vi sia stato un esborso di denaro; visto che, non essendo mai passata in consiglio di amministrazione dell’Università la delibera, non è dato sapere il contributo che l’Ateneo ha dato per l’operazione; visto lo stato di dissesto dell’Ateneo e vista l’evidente incapacità della sua amministrazione di uscire dal dissesto

CHIEDE

che il Sindaco e la Giunta quantifichino l’esborso sostenuto dal Comune per l’operazione; che i medesimi specifichino a che titolo, per quale durata e con quali garanzie e ritorni sia stato ceduto l’uso dell’immobile ex asilo comunale presso il quale ad oggi insiste il LAU; che il Sindaco e la Giunta quantifichino e giustifichino i vantaggi economici e non che il Comune ha ricavato dalla suddetta cessione.

Ove a questa interrogazione si rispondesse in modo insoddisfacente, il presentante si riserva la determinazione di presentare una mozione con la quale si chieda il ritiro del Comune dall’operazione ormai in essere dal 2007.

Firmato ecc. ecc.

Consapevolezza

Κεκριμένως. E la luce brilla nelle tenebre ma le tenebre non l’hanno compresa.

A monito dei Fratelli che sappiano col ventilabro separar la pula dal grano e le tenebre dalla Luce…
LE ORDINANZE DI TORGAU (1459 – 1462)

Riguardanti gli eccellentissimi Maestri Massoni, i Guardiani e i Compagni della Confraternita.

Tutti gli Articoli e gli Statuti così come scritti nell’Ordinanza indicano come ciascuno debba regolarsi nella propria condotta e tenuta in seno alla Confraternita, a Zwickau e in qualsiasi altro luogo della Regione; fedelmente al testo si riportano separatamente tutti gli articoli.
Nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo.

Nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo, nel nome della Santa Vergine Maria ed in onore dei martiri coronati, noi Maestri massoni rendiamo noto: a tutti i principi e signori, città e borghi, e anche contadi, di qualunque lignaggio siano, di ogni Chiesa del Mondo, che alcuni Maestri Massoni si sono riuniti in assemblea per due giorni a Regenspurgk e a Strasburgk, e hanno constatato alcuni grandi danni e disordini nel lavoro, e mancanze rese in tutti i contadi da Maestri, Guardiani e Compagni; per tale motivo hanno inviato nella regione questo testo di Ordinanze e Regolamenti esortandoci, conformemente al santo giuramento prestato in massoneria, ad accettare e confermare nell’uso queste ordinanze, come chiaramente recita il testo.

Questo è stato fatto, dai Maestri-Massoni in tutti i territori di Meydeburgk Halberstat, Hildeszlieim Mullburgk e Merseburgk, Meihssen, Voitlandt, Duringen, HartzIandt, presente contemporaneamente la maggioranza di noi, o i nostri guardiani o nostri inviati con pieni poteri, durante i due giorni di San Bartolomeo e San Michele presso Torgau; come è usualmente scritto, nell’anno 1462 dalla nascita di nostro Signore Gesù Cristo, confermiamo i regolamenti del Testo e i suoi contenuti, sui quali abbiamo prestato giuramento innanzi ai Santi.
Questi Articoli devono esser tenuti validi in tutte le regioni, anche lontane e selvagge, dagli appartenenti alla Chiesa e al Mondo, e noi abbiamo stabilito con Giudici e Maestri di esser regolati da questi tenendoli in estrema considerazione per gli usi e le necessità dei territori, e di guardare ad essi per quanto concerne la Massoneria e le Costruzioni anche se non concernono né allo stato né alle città; sono state introdotte sanzioni in ogni materia specifica Massonica; e ciò va attuato con il consenso dei signori reggenti del paese e in aiuto al Diritto del Luogo. Perciò abbiamo redatto anche approfonditi articoli del testo sul bene generale, e il testo deve restare in alta considerazione in tali posti dove viene depositato formalmente ogni anno; e noi verificheremo ogni anno se sono state arrecate offese ai Mastri Costruttori o ai Compagni, che saranno portate in giudizio per la giusta punizione, anche se i signori degli Stati, sia del potere spirituale che temporale, avessero qualche motivo di lamentela riguardo le loro Costruzioni; che potrebbero sottometterli a qualche artigiano che verrà scelto per Capomastro [Overmaster] per iscritto o verbalmente, e loro dovranno procedere così conformemente agli usi del luogo. Perciò i Capomastri che hanno reso giuramento e sono stati convocati annualmente, quando sia, presteranno ascolto secondo costumanza, nell’interesse del nostro edificio; e se i signori del luogo avessero a patire qualche perdita, queste saranno risarcite conformemente al giudizio dei Maestri; però, se il convocato non dovesse presentarsi o non dovesse fornire risposte adeguate, egli decadrà da ogni diritto sui propri Compagni e nessuno lo porterà più in nessuna stima o onore: non sarà più considerato un Uomo vero.
E noi, sopra menzionati Maestri, Guardiani e Compagni abbiamo estratto dal testo e sintetizzato per brevità, alcune importanti Ordinanze obbligatorie per ogni Capomastro e Compagno; il Testo rimane intatto nel suo complesso e deve esser letto quando ci riuniamo annualmente.
Quando i Signori non fossero d’accordo, non sarà così; e quanto i signori non vogliono o non reputano, questo resterà non realizzato di tutti quegli articoli di cui non si ritiene necessità in quel paese e i Maestri non potranno forzare l’applicazione di alcuni articoli del Testo, conformemente al loro giuramento; dove si dichiara che siamo al Servizio del Signore, e per forza di cose non è il caso di procedere oltre adesso; ogni Maestro sa quanto ha formalmente sentito in merito.
Tutti gli articoli del Testo sono estratti dai diritti delle antiche Logge, che sono state istituite dai santi martiri coronati, col nome di Claudius, Christorius, e Significamus, in onore e plauso della Santa Trinità e Maria Regina dei Cieli.

1. Abbiamo redatto queste regole e statuti con l’aiuto di Dio.

Ed ogni Maestro sa che sono state radunate quattro assemblee per stabilirli.
Come nel giorno in cui San Pietro, quando si trovava ad Antiochia, radunò quattro assemblee perché lo ascoltassero.
La prima della Santa Trinità, la seconda per la nostra cara Signora, la terza dei quattro martiri coronati, la quarta per tutti coloro che sono morti in prigione e che sostengono di là la nostra causa.

2. E gli altri Maestri devono radunare quattro assemblee in occasione di ciascuna festa di Nostra Signora, una per ciascuna delle summenzionate anime, e gli importi pagati per ciascuna adunata saranno prelevati dalla cassa comune, mentre l’eventuale eccedente ritornerà alla cassa della Confraternita.
Per i servizi Sacri si adoprerà ciascun Maestro lavorando di persona, sia grande o piccolo l’impegno richiesto, e versando un obolo in occasione di ciascuna festività di Nostra Signora.
Ciascun Compagno verserà ogni settimana nella cassa della confraternita un penny per i servizi Sacri.

3. Inoltre, nessun Maestro si sottoporrà a nessun lavoro senza aver provato alla Confraternita di poter proteggere direttamente la forza lavoro.

4. Un Maestro che non abbia precedentemente svolto lavori come Maestro, dovrà avere colloquio due volte con provati Maestri, per convincerli di meritare di esser posto a capo del lavoro, per essere formalmente accettati.

5. Qualora si intendesse costruire nuovi e maestosi edifici, allora i responsabili dei lavori potranno scegliere i Maestri tra chi vorranno, nel numero di due o quattro, dovranno indagare sul loro giuramento fornito alla gilda per stabilire se il Maestro è realmente abile a svolgere il lavoro.

6. Se i responsabili cittadini nominano qualcuno che non si è assunto formalmente impegno per il lavoro di costruzione e non ha ricevuto forza lavoro, e sono occorse accidentalmente perdite, per ciò non potrà esser sottoposto a giudizio, né lui né i suoi compagni e non sarà punto.

7. Nessun Maestro potrà intraprendere lavoro senza averne le abilità; e se dovesse fallire, i responsabili dei lavori potrebbero imprigionarlo, così come per la nostra forza lavoro. Sarà punito con il versamento da 1,20 sterline oltre che rifondere ogni perdita.

8. Ognuno deve spendere il proprio tempo in osservanza con le antichi usi tradizionali della propria regione; se fa ciò è Uomo Libero, anche se lo facesse senza consiglio, purché sia in ottemperanza degli usi del logo e della Confraternita.

9. Nessun Maestro potrà diminuire o ridurre la paga.

10. Ciascun Maestro deve avere un comportamento retto. Non potrà incitare Guardiani, Compagni o Apprendisti a comportamenti peccaminosi, o che possano essere dannosi in qualche modo

11. Ogni Maestro deve tener lontano il disaccordo dalla propria Loggia perché sia veramente sede di giustizia.

12. Nessun Maestro deve produrre falsa testimonianza nella propria Loggia, né contaminarla in nessun modo.

13. Perciò nessuna prostituta dovrà mai entrare in Loggia, se proprio qualcuno avesse qualcosa in comune con costei e necessitasse di appartandosi lo farà ad una distanza di un lancio di maglietto.

14. Avendone notizia altri Maestri, loro potrebbero comunque chiedere in risarcimento all’offesa calcolato in 5 sterline.

15. Nondimeno, in queste occasioni, i compagni non potranno avvicinare nessun Maestro dovranno stargli lontani e vietare d’avvicinarsi all’altra forza lavoro della Loggia, finché la questione non sarà dirimata.

16. Qualora un Maestro di macchiasse di furto o portasse via qualsiasi cosa dal posto di lavoro arrecando altrui perdita, sino ad arrivare addirittura all’omicidio o all’invalidità, questi sarà cacciato con ignominia dalla Gilda.

17. Qualora un Maestro convocasse in giudizio davanti alla legge un altro maestro o viene giudicato dalla legge o gli arrecasse danno o lo calunniasse, sarà privato di ogni onore e non potrà accostarsi a nessun Compagno o Maestro.

18. Un Maestro nominerà il proprio guardiano, Maestro e Guardiano entrambi presenti; e non potrà nominarsi nessun guardiano se non se ne avrà le facoltà; quest’ultimo sarà scelto tra la forza lavoro. Riceverà l’investitura in pubblico e fornirà giuramento ai Santi di operarsi per prevenire danno alla Costruzione o al Maestro.

19. Nessun Maestro o Guardiano sarà posto illegalmente a capo dei Compagni.

20. Quando un Maestro ha scelto un guardiano, i Compagni giureranno obbedienza a lui e al Maestro, e il Guardiano fornirà promessa solenne al Maestro e ai Compagni.

21. E nessun Maestro accetterà somme da Compagni o Guardiani in sostituzione dei loro impegni, oppure offerte; se per caso questi non fosse abile a sostenere le sue responsabilità, ne sarà liberato formalmente nel giorno di Domenica.

22. Nessun Maestro dovrà, per mancanza di zelo, accettare apprendisti che non abbiano servito un certo periodo di tempo e abbracciato le regole; non è nel potere del Maestro modificare la durata [del tempo di accettazione] anche solo di una settimana.

23. Il Maestro dovrà nominare ogni settimana un tesoriere, che curerà tutti i pagamenti e resoconterà ogni settimana al nuovo tesoriere, e risponderà a lui [il Maestro] sul contenuto della cassa.

24. Il Maestro ha la facoltà, se vuole, si trattenersi in Loggia oltre il Vespero.

25. Se un Maestro o Compagno dovesse esser libero da impegni o affari e domandasse un periodo [di ferie], questo gli sarà riconosciuto e dedicherà questo periodo al Servizio di Dio conformemente con il suo stato di Maestro o Compagno. A Maestri e Compagni l’impegno sarà da considerarsi doppio.

26. Nessun Maestro potrà negare un uguale periodo di qualche giorno anche al suo apprendista, in quanto attendente al Maestro stesso, rispettandone gli ordini e le festività.

27. E Nessun Maestro dovrà mostrarsi in nessun modo recalcitrante nel concedere ferie al proprio apprendista, versando agli attendenti un penny di grano per XV gr di pane, una pagnotta di XV gr., carne e due caraffe di vino; l’apprendista non potrà offrirne a più di dieci Compagni, ogni eccedenza sarà pagata da lui senza arrecare nuove spese al Maestro.

28. Il Maestro busserà tre volte, il Guardiano due volte consecutivamente e una per annunciare mattino, pomeriggio e sera, come tradizionalmente usato nella regione.

29. Il Maestro può nominare un apprendista per servire all’ufficio del Guardiano, se abile a mantenerlo in conformità con le esigenze della Costruzione.

30. Il Maestro può acconsentire a che il suo apprendista viaggi qualche volta nel periodo di apprendistato, se il Maestro non ha impegni deve lasciarlo andare.

31. Nessun Maestro può consentire viaggi o ferie finché non sono stati portati a termine tutti gli impegni

32. Nessun Maestro può imprigionare o costringere in qualche modo il proprio apprendista; così come dice il testo

33. Nessun Maestro può impiegare chi si è macchiato di ignominia o disonore con parole o azioni; costui è peggio di un cane; il Maestro lo tratterà come un disonorato, idem per i Compagni.

34. Nessun Maestro o Guardiano sarà tenuto in buona considerazione quando prende a prestito e non restituisce il dovuto o non vuole pagare per niente. Gli verrà concesso un certo tempo prima di giudicarlo così, ma se non provvede al dovuto con l’approvazione del creditore, allora sarà escluso da ogni attività sino a quando non avrà soddisfatto il suo creditore.

35. E nessun Maestro dovrà frodare o raggirare nessuno, né far concorrenza ad altri; pena l’allontanamento forzato.

36. Un Maestro che arrecasse ad altri vergogna o disonore con parole o azioni sarà cacciato dalla Confraternita.

37. Qualunque Maestro che arrecasse danno all’altrui lavoro, al quale egli stesso non è abile, sarà proscritto.

38. E nessun Maestro impiegherà Compagni che avessero gettato discredito o arrecato danno ad altri e avesse frequentato donne pubbliche, nelle osterie o nelle case dove esse lavorano, o che avesse parlato in modo sboccato con cameriere o matrone, e che non si fosse confessato o pentito di ciò; egli sarà proscritto e tenuto in massimo disonore.

39. E un Maestro può tenere un certo seguito nella Loggia dove i suoi Compagni e lui stesso hanno regolarmente giurato, non sono in odio con nessuno, senza particolari sentimenti di amicizia o inimicizia.

40. E ancora, nessun Maestro giudicherà sull’onore o sulla reputazione di chicchessia; ma dovranno essere tre Maestri a giudicare su queste materie.

41. Inoltre, ogni Maestro deve indagare col proprio Compagno, ogni tre mesi, sul proprio giuramento, se lo avesse in odio o invidia, perché questo arrecherebbe danno alla Costruzione; a seguito del suo giudizio potrebbe essere messo da parte così come allontanato ogni Compagno che non si lamenti o osteggi ciò; e persino chi non si lamenti con i Signori o i Maestri della Costruzione di ciò; questo comportamento dei Maestri è retto ad evitare danni, così come basato sul giuramento prestato.

42. Ogni trimestre sarà tenuta un’audizione dei Signori e della Forza lavoro, se ci fossero trasgressioni, se hanno perso il loro tempo, vivendo tumultuosamente o agendo disordinatamente, cosa che potrebbe determinare danni a Guardiani o Maestri; a seguito dell’audizione tutte queste cose andranno conosciute dal Maestro che deve punirle senza meno; e se i Signori non dichiarassero ciò al Maestro e se ne dimenticassero i Compagni, e il Maestro non operasse la sua punizione, verrebbe certamente meno al proprio giuramento.

43. Se vanno emessi giudizi contro il Maestro riguardanti i rapporti di lavoro o a causa di un falso stato degli affari, dal quale potrebbero determinarsi danni, inerenti il lavoro annuale o una grande costruzione, che devono essere giudicati al momento della consegna del Libro delle Ordinanze innanzi all’adunanza dei Maestri summenzionata; saranno allora eletti Maestri-Giudici e Guardiani e Compagni-Sceriffi [responsabili di Polizia]; loro giureranno come pianificato e chiederanno come sia stato amministrato il giuramento; se qualcuno non fosse d’accordo, dovranno essere nominati degli arbitri e l’intero consiglio amministrerà la giustizia ai convenuti.

44. Maestri e Compagni dovranno punirsi l’un l’altro, operando correttamente per il meglio, e i Signori non potranno interferire pena lo spergiuro.

45. Se tra Maestri e Compagni ci fosse qualcuno non in obbedienza, preghiamo tutti i Signori di non prender le sue difese ancorché su sua richiesta; il giudizio al di fuori di ogni uso, sappiamo bene, conformemente con le Ordinanze, ci arrecherebbe danno e abbasserebbe il nostro livello.

46. Nel caso un Maestro o Compagno volesse difendersi in modo contrario agli usi, andranno convocati i Signori di tutte le Città, e sottoposta loro la materia, e tra loro scelti coloro che possano governare i nostri diritti; i prescelti andranno aiutati mantenendoci obbedienti e al loro servizio.

47. E allora dovranno essere i guardiani e mantenere così i tradizionali diritti della Loggia, conformemente all’antico uso e Testo e alle Ordinanze del Giuramento.

48. Ogni Guardiano dovrà preservare la sua loggia e tutto ciò per il quale è stato prestato giuramento e tutto ciò che gli è stato affidato del posto di lavoro che va mantenuto efficiente per il bene della Costruzione.

49. Il Guardiano deve mostrare benevolenza nei confronti dei Compagni, e spiegare con chiarezza, senza rabbia [né insofferenza], cosa chiede loro. Non deve usare più che il diritto con ogni Compagno o Apprendista, deve sempre dimostrare livello e “aplombe” su ciò che gli compete; se il Maestro in qualsiasi momento gli dimostrasse di aver disatteso a questo articolo, egli incorrerà in una penale.

50. Il Guardiano deve di buon grado scegliere e marcare le pietre per i Compagni e gli Apprendisti ed ispezionare e controllare la bontà del lavoro dei Compagni; se ciò non fosse fatto e il Maestro scoprisse errori o irregolarità, egli sarà tenuto ad una confisca ad opera del Maestro e del Compagno.

51. E se un Guardiano marcasse una pietra come pietra da non usare, allora il [lavoratore] perderà il salario guadagnato sul [lavoro di] questa pietra, a meno che non se ne sia fatto effettivamente già uso.

52. Qualora un Guardiano rilevasse perdite di negligenza o altro danno, e non ne facesse menzione del pari, egli incorrerà in una penale doppia.

53. Nessun Guardiano dovrà danneggiare il Maestro della sua costruzione con parole o azioni; non dovrà arrecare ingiuria con false parole; tutte le volte che capiterà, egli sarà dichiarato indegno e di poco conto, né il Maestro, né i Compagni subiranno pene, anche se chiunque si troverà affianco a lui sarà come lui dichiarato indegno.

54. Un Guardiano deve bussare a tempo debito e non ritardare per nessun motivo

55. Se un Maestro non è al lavoro, perciò assente, il Guardiano avrà in sua vece pieni poteri di fare o non fare in assenza del Maestro

56. E il Guardiano deve marcare la parte inferiore delle pietre di Compagni e Apprendisti; se Compagni e Apprendisti fallissero le risposte a quesiti specifici e non si presentassero puntuali alla mensa e se, in generale, non rispettassero le consegne, il Guardiano pagherà in vece loro.

57. Il Guardiano non deve prender parte ad alterchi o incitarne, sia a mensa che al lavoro; egli deve sempre comportarsi appunto amichevolmente e secondo giustizia; egli deve sorvegliare le loro pietre al lavoro e fare il necessario perché nessun danno occorra a i lavori o ai maestri; e il Maestro deve deciderne i limiti, in relazione con le perdite nelle quali si dovesse incorrere.

58. Nessun Guardiano dovrà consentire che si mangi in Loggia durante le ore di lavoro, ma solo alla pausa vespertina.

59. Non deve esser speso di più al pasto vespertino, solo un penny, a meno che non si tratti di una festività o l’arrivo di un Compagno in viaggio; il guardiano ha la facoltà di ritardare il lavoro di un’ora.

60. Il Guardiano ha la facoltà di inviare un Compagno in viaggio per lavoro, o di licenziarlo la sera di paga, anche se non è un Costruttore o un Maestro

61. Egli ha il potere di consentire ad ogni Fratello o Apprendista un ragionevole tempo senza perdite.

62. Ogni Guardiano deve essere il primo in Loggia al mattino e dopo cena e all’apertura; e l’ultimo ad andar via, al pomeriggio e alla sera, così che tutti i Compagni seguano il suo esempio e arrivino lesti al lavoro. Se dovesse fallire in ciò, e questa cosa arrivasse all’orecchio del Maestro, qualsiasi danno sia occorso, il Guardiano dovrà rifondere ogni perdita.

63. Il Guardiano deve aiutare nel preservare tutti i privilegi delle Logge e dei Posti di Lavoro.

64. Il Guardiano non può aumentare le indennità di lavoro, ma conformemente con gli usi tradizionali di paga può gestirla [eseguirla]; se si comportasse diversamente sarebbe tacciato di indegnità

65. Egli sarà il tenutario degli strumenti di lavoro, dovendo tenerli in perfetto uso come se fosse un Maestro.

 

 

Università Spa? Assolutamente no!!! E quindi sollevare nuovamente l’incostituzionalità della legge Gelmini e di conseguenza l’incostituzionalità del nuovo statuto partorito dai Riccaboni boys (Parte prima)

A qualcuno risulta che l’università italiana sia un ente di diritto privato? La risposta è NO!!

A qualcuno risulta che le finanze delle università italiane sono derivanti dalle quote sociali dei rettori e dei professori? La risposta è NO!!!

A qualcuno risulta che gli immobili delle università italiane sono di proprietà dei rettori e dei professori? La risposta è No!!

La signora Gelmini (che sta al ministero come il mio cane Paco alla guida di uno Shuttle) nel portare avanti il disegno iniziato dall’ex ministro Luigi Berlinguer, non solo sta distruggendo dal punto di vista culturale e sociale gli atenei italiani ma, in maniera subdola ha innescato dei meccanismi giuridici (a nostro avviso incostituzionali) che di fatto privatizzano gli atenei (senza modificarne la natura giuridica: da ente pubblico a ente privato). Praticamente i cittadini italiani con le loro tasse mantengono vive le casse dello stato (compresa l’università) e la Gelmini e i baroni si impadroniscono di un bene pubblico come un vero e proprio saccheggio privatistico.

Il massimo esempio della stortura giuridica della legge Gelmini è il nuovo statuto dell’università di Siena, partorito da una commissione voluta e gestita dal rettore pro tempore Riccaboni (la sua elezione è al vaglio della magistratura) che senza batter ciglio ha approvato un testo che consegna alla figura del rettore le chiavi definitive dell’ateneo. Ma la vicenda schifosa del dissesto precedente non ha insegnato niente a quelle menti presenti nella commissione? Ma cosa pensano di ottenere con questo statuto: forse di ricominciare a fare “come cazzo gli pare”?

Per risanare l’ateneo senese è prioritario azzerare i vertici prima della nascita dei funghi autunnali e nel contempo impugnare nelle sedi opportune il nuovo statuto. E se la fortuna assiste il popolo italiano, la Gelmini se ne ritorna a casa e quindi auspichiamo che un nuovo governo cancelli la riforma universitaria tanto cara e voluta dai dissestatori di università.

Pace e Bene.

Maestro James