Entries from Agosto 2011 ↓

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE TOSCANA ENRICO ROSSI SULLA VICENDA GIUDIZIARIA DI PENATI (PD)

Sulla pagina facebook il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi(PD) sulla vicenda giudiziaria di Filippo Penati esponente del PD ha scritto: “Fa pena e rabbia leggere di Penati. Si è autosospeso dal partito, si è dimesso dalla carica di vicepresidente del consiglio regionale e farebbe bene a dimettersi anche da consigliere. E poi, se posso, farebbe meglio a stare zitto e rispondere solo nei tribunali.”

 

http://www.corriere.it/cronache/11_agosto_26/berni-pm-penati-comportato-come-delinquente_82f9b4ce-cfa3-11e0-8b29-ded5cf627aec.shtml

Consegnate il Premio National Geographic al Bisi

Forse abbiamo capito il motivo degli attacchi che il giornalista europeo Stefano Bisi rivolgeva al professore Silvano Focardi mentre ricopriva la carica di rettore dell’università. In molti avevamo sostenuto che gli attacchi rientravano nella logica dello schieramento dei baroni contro Focardi,di cui il Bisi ricopre il ruolo di portavoce giornalistico. Invece scopriamo solo ora, dopo l’apertura della “gobba nera” di un cammello deragliato nel deserto che tali attacchi erano dovuti all’ambito premio del National Geografic: “Premio per la ricerca di animali selvatici in territori urbanizzati”.

Fermo restando la portata internazionale dei lavori di Silvano Focardi, sempre con lo spirito di mediazione e moderazione che ci contraddistingue, proponiamo al National Geographic di consegnare l’ambito premio al giornalista europeo Stefano Bisi: cosi chiudiamo amichevolmente lo scontro tra Bisi e Focardi.

Dopo la ricerca del Puma, della Pantera nera, del tasso, della talpa grassottella e forse anche delle pernici, riteniamo che il giornalista europeo Stefano Bisi è in possesso dei requisiti per vincere il “Premio per la ricerca di animali selvatici in territori urbanizzati”.

Ancora un’intercessione della redazione presso l’Accademia di Svezia

La redazione di Fratello Illuminato chiede ancora una volta l’attenzione dell’Accademia di Svezia per la concessione di un ulteriore premio Nobel ad un altro mostro di cultura: Omar Calabrese professore dell’Università più dissestata del mondo nonché assessore alla cultura nel primo mandato Cenni*. Le motivazioni possono essere reperite a iosa in questo articolo sul Il senso della Misura (http://ilsensodellamisura.com/2008/02/un-professore-%e2%80%9ccreativo%e2%80%9d-che-confonde-i-millenni/) dove Calabrese su Rai 3 spiega come l’abbazia di San Galgano sia senza tetto perché, essendo d’oro, se lo sono portato via i barbari. Di quali barbari parli non è dato sapere, visto che San Galgano è morto nel 1181 e che la comunità dei Cistercensi che hanno fondato l’abbazia è attiva dal 1201. Nel 1201 i barbari non c’erano più da almeno 600 anni. C’è da dire che poi sono tornati, in tempi molto più recenti, ma non a San Galgano, a Siena e hanno trucidato banca, ospedale e università. Il tetto di San Galgano però non ce l’hanno trovato.Basta dare un’occhiata qui e si capisce il mistero.

Osserviamo come la maggior parte dei premi Nobel da distribuire si concentri fra Via Roma 56 e via Roma 57. L’aria dell’ex manicomio deve essere particolarmente buona. Peccato non ci sia un premio nobel per il web design: in.fact ci sarebbe da darlo anche per quello.

Comunque in vista di Siena Capitale della cultura 2019 un altro premio nobel farebbe comodo e quindi intercediamo presso l’Accademia di Svezia a questo proposito.

* Su giusta correzione della lettrice Gloria la frase “nonché assessore alla cultura nel primo mandato Cenni” va letta “nonché assessore alla cultura nel primo mandato Piccini”. La sostanza non cambia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecco chi merita più di tutti un premio Nobel: Maurizio Boldrini

Chi più di lui merita un premio Nobel? Chi se non il genio che l’altro premio Nobel Maurizio Bettini voleva inghirlandare?
Ci riferiamo al genio di Via Roma 56 Maurizio Boldrini. Lui sì che merita di essere segnalato all’Accademia di Svezia (e forse anche in uffici piu’ vicini). In questa nuova ondata, che viene e che va, di premi Nobel da assegnare non potevamo dimenticarci del comunicatore massimo: il mentore di numerosi scienziati della comunicazione dislocati ovunque tra uffici stampa e news da internauti col botto. Siena si è rivelata ingrata nei suoi confronti: i giornali non parlano più di lui, all’università (stranamente) sta sulle balle quasi a tutti, nessuna lo nomina nelle varie partecipate; gli son rimasti solo gli spazi letterari all’interno della festa del PD e le conversazioni filosofiche con il nostro concorrente Bisi. Alla fin fine che cosa ha fatto di così cattivo questo genio della letteratura e della comunicazione? Speriamo vivamente che all’Accademia di Svezia siano comprensivi e non si lascino fuorviare dalle vicende burrascose del nostro Genio.

1) Per anni lunghi come un secolo il genio Boldrini ha partecipato alla gestione dell’università di Siena, condividendo e organizzando di fatto, il modello gestionale del triumvirato: Luigi Berlinguer, Jolanda Cei Semplici e Piero Tosi. Con molta scioltezza e sfrontatezza aveva strutturato una mega area comunicazione e marketing all’interno dell’ateneo (nemmeno fosse Oxford o l’area comunicazione dell’ONU): assunzioni, consulenze esterne con Parole e Musica, acquisti vari, compresi i famosi studi (ancora non pagati e finiti nei debiti fuori bilancio dell’ateneo) sul magnificissimo Luigi Berlinguer. E a tal proposito, vista la crisi pesante dello stesso ateneo, come mai il cda e il rettore Riccaboni non si sono ancora rivolti alla Corte dei Conti per segnalare le spese fuori bilancio del genio? E se non è ancora oggetto di inchiesta della magistratura, riteniamo che la questione dell’area comunicazione e marketing meriti di essere indagata con premura(a partire dagli acquisti e dalle consulenze esterne).Ricordandovi che il nostro genio faceva parte di quella nomenclatura che ha lasciato un ateneo dissestato per ben oltre 270.000.000 di euro.

2) Il nostro genio è riuscito ad avere le docenze universitarie pur essendo sprovvisto di una laurea( che volete che sia: è una cosa normale che uno studente si laurei con un docente senza laurea!!)

3) Non dimentichiamo la vicenda della società InFact sempre nella famosa Via Roma 56.
All’accademia di Svezia si chiederanno(e non solo li): dopo tutto questo disastro una comunità come minimo dovrebbe condannare moralmente questi dissesti e gli autori senza attendere gli esiti della magistratura. Come mai continuano a dargli spazi politici e ruoli o incarichi  in lavori finanziati da enti della stessa comunità in cui si trova l’università dissestata? Bella domanda: ce la siamo posta e se la pongono in diversi. Forse il Maurizio Boldrini che si è occupato della strenna di Natale della banca MPS, che partecipa al Gazzettino Senese (con sponsorizzazioni sempre di MPS), che primeggia nei dibattiti della festa del PD è un omonimo di quel Boldrini dell’area comunicazione e marketing. Ecco perché il PD di Siena che almeno sulla carta ha condannato la gestione universitaria del dissesto continua a dare spazi e ruoli a Maurizio Boldrini: si tratta di un omonimo. Allora se le cose stanno cosi fate una cosa caruccia: andate a spiegarlo a quelle famiglie e a quei giovani che hanno ricevuto la riduzione dello stipendio e forse rischiano il posto di lavoro all’università( per colpa dei dissestatori) che si tratta di un omonimo. Noi nel frattempo cercheremo di convincere quelli dell’accademia di Svezia: cosi potranno conferire il premio Nobel all’omonimo Maurizio Boldrini.
La crisi riguarda sola la gente comune, i lavoratori e le imprese che operano senza sponsorizzazioni: per i privilegiati la festa non finisce mai. E nemmeno gli aperitivi!!

P.S. Come mai i rappresentanti del comune e della provincia presenti nel cda dell’università non sollevano la questione dei debiti fuori bilancio (non autorizzati e che non deve pagare l’ente) riferibili ai famosi volumi commissionati dal sig. Boldrini? Mica stanno zitti perché hanno la stessa tessera di partito del Boldrini in questione?
E ancora: ma dopo quanto è emerso con i debiti fuori bilancio (quindi un danno all’ente), l’università conserva ancora rapporti di lavoro ed economici con il sig. Boldrini?

 

Proposta per un altro premio Nobel

Ci lamentiamo tanto la fuga dei cervelli, senza rendersi conto che in Italia, e a Siena in particolar modo, ne rimangono di poderosissimi. Abbiamo già visto come una proposta sia partita dalla redazione di Fratello Illuminato per un Nobel al tuttologo Aldo Berlinguer. Presi dalla disperazione di non aver mai ritrovato il secondo libro della Poetica di Aristotele e dall’impossibilità di restituire alla vita Catullo e Orazio, ci eravamo dimenticati della presenza di un vero genio: Maurizio Bettini.

Già uno che è stato capace di scrivere una lode al capo dei dissestatori (qui riportata) meriterebbe più attenzione da parte dell’Accademia di Stoccolma.

Non ci dimentichiamo che il successore del Sultano di Stigliano doveva essere lui, che poi addusse non ben precisati motivi di salute che peraltro non gli hanno precluso la possibilità di scrivere quelle genialate, di occupare una comoda villetta al modico prezzo di 46000 euro l’anno a spese dei contribuenti per fondare un Centro per lo studio di una materia che non esiste (Antropologia del mondo antico), di farsi pagare anche dal SUM (altro titolo tossico dell’università italiana) insieme al suo compare Omar Calabrese, di farsela con tutti i capetti del PD possibili e immaginabili; insomma di tramare e tramestare in tutte le maniere possibili ed immaginabili.

A questo punto chiediamo all’Accademia di Stoccolma di insignire del Nobel Maurizio Bettini per i suoi meriti letterari. Inoltre il premio in denaro che vi è legato magari gli consentirà di smettere di far pagare ai contribuenti la villetta in Via Roma 57 e, perché no, di aiutare il genio con le chiome inghirlandate a pagare i libri in onore del Sultano di Stigliano per quei 26000 euro che sono spariti dagli argomenti del CdA dell’Università più dissestata (per merito di tutti i sopracitati più altri di cui ci occuperemo) d’Italia.

 

 

 

 

 

Rumors bancari: Giorgio Pernici al posto di Antonio Vigni?

A volte cenare accanto ad altri tavoli durante una sagra di paese ti consente di raccogliere voci su questioni di alto livello. Cosi è successo di recente tra una cena paesana e la musica dell’orchestrina di valzer. Accanto al nostro tavolo alcuni commensali ipotizzavano questo scenario: subito dopo l’approvazione della semestrale l’attuale direttore generale di MPS Antonio Vigni verrà sostituito con il nuovo direttore Giorgio Pernici. E comunque un altro commensale asseriva che la sostituzione viene data per certa e si ipotizza appunto prima delle future nomine di aprile 2012.

 

Il retroscena dello scontro tra il Bisi e l’esponente del Pd di Mantova Ezio Zani

Lo stupore è stato tale e improvviso come del resto improvviso è stato l’attacco quasi giornaliero che Stefano Bisi dal suo giornale ha sferrato al banchiere della banca Antonveneta ed esponente di primo piano del PD di Mantova Ezio Zani. Le motivazioni di questo attacco (che nel merito non è fuori luogo) raccontate da piu’ parti sinceramente non convincevano e noi siccome siamo curiosi dopo tre/quattro telefonate tra Mantova,Roma,Montepulciano e Campi Bisenzio riteniamo di poter offrire la giusta interpretazione del perché il prode Bisi si è scagliato sulla nomina del democratico (PD) Zani. Prima facciamo alcune premesse e considerazioni e poi arriviamo alla nostra interpretazione. E diciamo fin da subito che su questa vicenda non ci sono scontri dentro la massoneria e nemmeno ombre (come aveva asserito La Voce di Mantova). L’onorevole Rocco Girlanda (http://www.lanazione.it/umbria/cronaca/2010/02/17/293891-girlanda_telefono.shtml ) è amministratore del gruppo Corriere a cui fa riferimento il giornale del Bisi; lo stesso Girlanda è parlamentare del PDL e legatissimo a Denis Verdini. L’ex presidente di Banca Antonveneta, uomo vicino a Verdini (http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2011/18-gennaio-2011/fatture-false-cinque-indagati–181281520626.shtml ) era stato nominato presidente della banca in quota PDL. Che cosa è successo nelle recenti nomine del nuovo di cda di Antonveneta? Fuori Pisaneschi e il nuovo presidente della banca non più in quota PDL ma espressione del PD. Pur con tutte le pressioni romane il PDL non è riuscito ad ottenere la nomina di un suo indicato.

A questo punto (e qui scatta la nostra interpretazione) il PDL romano va su tutte le furie e da quanto abbiamo capito chiede la cortesia di sferrare un attacco al PD strumentalizzando la vicenda di questo Ezio Zani. Attendiamo smentite.

 

 

Proponiamo un Premio Nobel per il nuovo Einstein dei tempi moderni: Aldo Berlinguer (figlio di Luigi)

Giurista, banchiere, storico, politico, esperto di aviazione, professore, esperto di fondi europei: tutto questo è il nuovo Einstein della modernità, ovvero Aldo Berlinguer, figlio di Luigi (parlamentare europeo eletto nel Nord-Est dell’Italia).

Aldo il Professore. Tutte le voci e le cattive parole scritte in questi anni contro Aldo sono state esagerate: tutta invidia e tanta cattiveria a ruota libera. Se gli altri non sono in grado di raggiungere i risultati di Aldo, la colpa non è sua, ma di voi poveri illusi e privi di genialità. Se Aldo è riuscito nell’impresa di diventare professore universitario in età giovanissima perché dovete malignare sul fatto che la sua carriera è galoppata negli anni in cui il padre (Luigi il parlamentare) era rettore e poi ministro dell’Università? Questi sospetti e queste malignità sono da retrogadi: il fato mentre decideva le sorti del nuovo Einstein erroneamente aveva deciso i ruoli di rettore e ministro del parlamentare Luigi. Che cosa c’entra il nepotismo e il rapporto padre-figlio nella carriera universitaria? La colpa è del fato: prendetevela con gli astrologi e con i pianeti. E a coloro che si lamentano consigliamo di cambiare segno zodiacale e veggente di riferimento.

Aldo il Banchiere. Da pochi giorni Aldo è stato nominato membro del Cda della Banca Antonveneta e qui non c’entra il fato: la nomina è stata decisa dal cda della banca MPS. Noi non conosciamo il curriculum di Aldo, ma sicuramente in questi anni avrà acquisito tutti i fondamentali richiesti a un banchiere. Sarebbe stato un grosso errore non nominarlo. Ci sentiamo di rassicurare tutti quei giovani brillanti laureati in economia e che hanno dei master e esperienze in ambito bancario: non disperate e non lasciatevi prendere da sentimenti di invidia e state tranquilli che la vostra esperienza prima o poi verrà valorizzata in altri settori, dall’agricoltura alla bioedilizia. Ripensandoci, dobbiamo ammettere che il fato anche in questo caso è intervenuto: il padre Luigi parlamentare del Nord-Est e il figlio Aldo banchiere di una banca del Nord-Est. Il fato lavora per superare le distanze tra padri e figli.

Aldo esperto di aviazione. Noi non sappiamo quando e come il nostro Aldo è diventato esperto di aviazione e di aeronautica civile: quello che ricordiamo è la sua nomina a membro del cda della società Aereoporto di Ampugnano ai tempi della presidenza Enzo Viani (quello della famosa inchiesta Galaxy). Chissà perché avevano nominato proprio Aldo??? Forse una spiegazione potrebbe venir fuori dalle esperienze giovanili del nuovo Einstein: probabilmente un giorno nel periodo della scuola durante un fine settimana a Stigliano nel vedere gli aerei alzarsi in volo dal vicino aereoporto di Ampugnano Aldo si sarà detto “un giorno farò il pilota di aerei!!!”. Il sogno non si è realizzato, ma un posto nel cda della società aereoportuale gli è stato concesso. Sono bellissimi i sogni da ragazzo!!!

Aldo esperto di fondi europei. Come mai tutte le università italiane non istituiscono un corso specialistico in fondi europei da assegnare al prof. Aldo Berlinguer? Ci risulta che il prof. conosce bene la comunità europea e la legislazione dei fondi: magari nei periodi di siccità potrebbe illustrare agli agricoltori la procedura per ottenere fondi europei per la realizzazione di pozzi artesiani. L’acqua è fondamentale per l’agricoltura. E anche i fondi.

Aldo il politico e lo storico. In questi ultimissimi giorni sul giornale del prode Bisi è apparso un mega articolo, quasi un trattato di storia, del nostro Aldo. Citava tante eccellenze della nostra città: stranamente, forse era distratto con il ruolo di banchiere, si è dimenticato di parlare dell’università e del dissesto famoso. Probabilmente ha evitato di trattare l’argomento per non sollevare conflitti d’interesse, visto che il padre è stato rettore dell’università e sponsor di Piero Tosi. Insomma il nostro Aldo è la novità dell’anno: banchiere e politico di razza. Più che “un campo delle idee” la sua associazione si è rivelata “un campo dei miracoli”. Ora possiamo dormire sonni tranquilli. Con il volo carrieristico di Aldo inizia l’era del rinnovamento e della politica basata sulla meritocrazia. E ricordatevi: firmate la petizione per l’assegnazione del premio Nobel al tuttologo Aldo Berlinguer.
Così ha deciso il fato.

 

 

 

 

 

 

Siamo uno Stato laico o una succursale del Vaticano? La vita civile tra privilegi e crisi economica

In Italia appena muovi una critica o metti in discussione i privilegi dello Stato del Vaticano si scatenano tonache di partito e tonache di curia per innalzare il solito muro dell’intoccabilità del Vaticano: come se lo Stato italiano fosse una succursale del Vaticano. Anche in questo caso, e ci riferiamo alla discussione sui privilegi economici della Chiesa cattolica in Italia, alcuni esponenti della stessa chiesa e politici di stampo vaticano la buttano subito all’interno dello scontro tra fedeli e infedeli o laicisti contro curiali. La questione non è di natura filosofica o dottrinale: qui siamo nel bel mezzo di una apocalisse economica e nessuno (proprio nessuno) deve mantenersi privilegi o rendite. La laicità dello Stato e gli interessi della collettività vengono prima di altri interessi particolari. Ora pensiamo alla vita terrena: quando sarà il momento (per chi ci crede) penseranno all’altra vita.

Persino la presidente del PD Rosy Bindi (alla faccia del partito laico!!) ha dichiarato in maniera categorica che i privilegi della Chiesa non si mettono in discussione. Allora cara Rosy Bindi, perché Lei insieme a quei politici che la pensano nello stesso modo, non vi dimettete dal parlamento e i soldi che prendete non li destinate ai cittadini disoccupati e i parlamentari andate a farli nello Stato del Vaticano?? Meglio sarebbe un bel pensionamento di questi politici come Rosy Bindi: che non dicono nulla di innovativo e rallentano il ricambio generazionale e di idee. Comunque in merito alle dichiarazioni di Rosaria da Sinalunga per dovere di cronaca merita segnalare l’intervento di un altro noto esponente del PD Pippo Civati (dichiarazione che noi apprezziamo):”dal blog di Pippo Civati:”Ma davvero nel Pd sono l’unico a pensarla così?
Rosy Bindi, presidente del partito, chiude la discussione sulla questione Ici (e non solo) per i beni della Chiesa: va benissimo così, dice il presidente, perché è questione di carità.
La Stampa di oggi titola: «Esenzioni fiscali per il VaticanoPd e Udc le difendono».
Eppure continuo a credere, nel mio piccolo, che ci sia parecchio da riflettere (a cominciare dall’avverbio «esclusivamente» che in qualche modo rende equivoca la norma). E mi piacerebbe sapere che cosa ne pensano i cittadini e gli elettori del Pd, quelli laici e quelli cattolici. Democratici, s’intende, in entrambi i casi.”

Ritorniamo alla questione dei privilegi del Vaticano. Noi siamo per l’abolizione del concordato e per rendere realmente LAICO il nostro paese: pieno rispetto per la fede di ognuno ma basta con le religioni di Stato. Detto questo,lasciando da parte la diatriba sul concordato, considerato che la Chiesa cattolica è detentrice di beni immobili, di banche, di ospedali,società e altre varie attività economiche, sarebbe il momento di interrompere qualsiasi tipo di erogazioni di fondi pubblici e interrompere qualsiasi tipo di agevolazione nei confronti della Chiesa. Perché non ritornano ai veri valori e messaggi cristiani? Invece di mantenersi i vari immobili di lusso, le varie auto di lusso, le banche, le varie società sparse per il mondo, potrebbero dismettere un bel po’ di questo lusso e i soldi utilizzarli per combattere la povertà e quindi fare delle vere e proprie opere di carità. Non ricordiamo che nei vari testi del cristianesimo ci sia scritto che la Chiesa e i suoi rappresentanti devono andare in giro con abbigliamenti pregiati, auto di grossa cilindrata ed avere strutture di lusso e partecipazioni finanziarie: non ci sembra sia scritto da nessuna parte. Allora, visto che dal Vaticano si pongono nei confronti del resto del mondo, e soprattutto in Italia i vertici della chiesa pretendono di dettare legge,come un Un POTERE, lo Stato Italiano cominci a rapportarsi con loro come si rapporta con il resto della comunità civile. Basta privilegi e basta con la sudditanza alle volontà dei vertici curiali. Servono segnali chiari e interventi in tal senso e a tal proposito riteniamo coerente invitare anche le istituzioni senesi ad aprire subito una riflessione per chiedere alla Fondazione Mps di ridurre le erogazioni nei confronti della curia senese o di altri enti religiosi e le somme non erogate destinarle alla comunità senese per contrastare la pesante crisi economica. E non sarebbe male proprio per dare un segnale di demarcazione tra le cose della vita civile e quelle della vita religiosa che il presidente della banca Mps oltre che presidente dell’ABI rinunciasse al suo incarico di avvocato difensore dell’economo della Curia senese. Non ci sembra il caso di sovrapporre i ruoli.

La discussione in Italia è avviata: ci sembrava il caso di sensibilizzarla anche qui a Siena.

 

Il tramonto dei “Tremontiani” e il nuovo governatore di Banca D’Italia

La crisi finanziaria di questi ultimi giorni oltre ad indebolire le economie di molti paesi occidentali con ricadute pesanti sui cittadini, sulle imprese e sulla tenuta dei conti degli Stati, ha accellerato la fine di un gruppo di potere economico italiano costituitosi intorno al ministro Giulio Tremonti.

Fino a qualche giorno fa banchieri ed esperti economici (esperti di cosa non si è capito vista la situazione disastrosa) presi da smanie modaiole si erano autodefiniti “tremontiani”. Pero’, come tutte le mode, anche questa volge al tramonto: finita la festa gabbato lo santo.

Salvo sorprese di fine agosto il tramonto definitivo di Tremonti e dei tremontiani è calendarizzato per l’autunno. E’ di questi giorni la notizia che Vittorio Grilli, il candidato sostenuto da Tremonti per la successione a Mario Draghi alla guida della Banca d’Italia è già tramontato: non convinceva nemmeno il Presidente della Repubblica.

Di una cosa sono tutti certi: il futuro governatore della Banca d’Italia sarà una personalità gradita a Mario Draghi. I nomi in lizza sono due: l’attuale direttore generale della stessa Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni o in alternativa Lorenzo Bini Smaghi.

Ai nostri uffici risulta quasi certa la nomina di Fabrizio Saccomanni.