Entries from Febbraio 2011 ↓
Fiorino, no grazie. Il nuovo centro sinistra Circolo Città Domani – Sinistra per Siena rimane con la schiena diritta e va per la propria strada
Febbraio 22nd, 2011 — Note redazionali
Ma che c’è lo scivolo?
Febbraio 22nd, 2011 — Note redazionali

Prima il tosiano Riccaboni chiama un direttore amministrativo già condannato dalla Corte dei Conti. Ora il riccaboniano preside di Arezzo Bernardi viene condannato dalla Corte dei Conti. Siamo in un ente pubblico, fate un po’ voi …
Impara a vestirti e basta con la satira
Febbraio 21st, 2011 — Note redazionali
Questa mattina come di consueto mi sono fermato al solito bar per il secondo caffe’ intorno alle otto e casulamente ho ascoltato una conversazione, che mi ha lasciato di stucco e nel ripensarci durante la strada verso la mia azienda mi era venuta la voglia pazzesca di presentarmi dal mio socio con due stivali amaranto, jeans attillati,un tanga tigrato e un giubbottino carico di insegne luminose.Ma stamani avevo la barba incolta e quindi ho evitato questo abbigliamento fantasioso.
Che cosa avevo ascoltato al bar? Qualcosa di incredibilmente ridicolo ma al tempo stesso preoccupante, visto che siamo in una società avanzata sul piano dei diritti e dei costumi. Si vocifera che la signora Ines Fabbro direttore amministrativo dell’università si è recata in alcuni uffici per richiamare tutti ad un abbigliamento piu’ consono e chiedendo di togliere le vignette satiriche.
Spero vivamente che la signora smentisca queste voci perchè altrimenti oltre al ridicolo la faccenda rischia di assumere caratteri seri e censurabili. Ci troveremmo in una situazione di censura della satira e di palese lesione della libertà di abbigliarsi delle persone.Quasi una violazione dei diritti individuali e un abuso delle prerogative di un dirigente pubblico.
Quale sarebbe l’abbigliamento consono secondo la Fabbro: le donne vestite da suore paoline e gli uomini con addosso il cilicio?
Ad maiora
Maestro James
Bau Bau News!!! Sel e i suoi Workshop e la svolta yeah!!! del centro sinistra
Febbraio 21st, 2011 — Note redazionali
La Sel di Cannamela lancia gli “work shop” tematici, contribuendo, così, ad accrescere il vocabolario yeah!! del centro sinistra senese.
Dopo i nickname di Ceccuzzi, ora arrivano gli workshop di Cannamela: a chi faranno dire road show?
Chi svolgerà le funzioni di peace keeping tra gli alleati?
Chi starà svolgendo la funzione di kingmaker della campagna elettorale?
E quando qualche alleato prova timidamente ad alzare la voce, del problem solving chi è che se ne occupa?
Basta così. Già le varie vicende senesi sono abbastanza ingarbugliate, anzi, “aggrovigliate” (ma da un Sistema Siena che è stato definito un “groviglio” cos’altro ci si poteva aspettare?) non mettiamo tra i piedi anche troppi inglesismi, che altro non fanno che far capire ancora meno le persone.
Gli workshop li lasciamo al Sellato Cannamela.
Una domanda, però, a pensarci bene a Cannamela gliela facciamo. Leggiamo sulla stampa che Sel dice di aver letto il documento degli Ecologisti Democratici (senza dubbio la notizia meritava) e “Anche gli altri puntuali approfondimenti, che nel contributo destinatoci emergevano sono estremamente interessanti. Il tema dell’acqua pubblica, l’aeroporto […] sono temi che staranno al centro del laboratorio programmatico“.
E’ proprio sicuro, Cannamela e Sel, che il tema dell’aeroporto Ceccuzzi, soprattutto dopo l’articolo de Il Fatto http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/20/i-pm-%E2%80%9Cecco-la-prova-della-truffa-a-siena%E2%80%9D/93034/ , lo voglia mettere al centro del dibattito del suo programma?
A tutto slogan! I comunicatori di Ceccuzzi forse a scuola da Berlusconi?
Febbraio 21st, 2011 — Note redazionali
Una domanda: ma chi la paga ‘sta roba?
Febbraio 21st, 2011 — Note redazionali
SIENA. Era il lontano 12 novembre 2008. Con un secco comunicato stampa l’Università di Siena annunciava le dimissioni del direttore Amministrativo, Loriano Bigi. Era stato lo stesso Bigi a dare notizia delle sue dimissioni dopo che l’allora rettore, Silvano Focardi, gli aveva chiesto di fare un passo indietro per dare un chiaro segnale di discontinuità.
Il pauroso buco dell’ateneo era già venuto fuori e, ogni giorno, si aggiungevano tasselli ad un quadro decisamente scoraggiante. Loriano Bigi, assiema a Silvano Focardi a Piero Tosi e ad altri funzionari dell’ateneo aveva ricevuto un avviso di garanzia per falso in atto pubblico. L’atmosfera era pesante e non era certo facile tenere la posizione di fronte a responsabilità sempre più eclatanti. L’uscita di scena di Bigi, però, non era definitiva.
Di qualche giorno fa la notizia di un Decreto Ingiuntivo datato 3 febbraio 2011 presentato dall’ex direttore amministrativo al Tribunale del Lavoro di Siena. Bigi chiede, in sostanza, 102.131,37 euro quale indennità di mancato preavviso (pari a 9 mensilità) a cui aggiunge 1.400, 00 euro per rivalutazione monetaria e spese di procedura. Tutto questo Iva e Cap escluse. Il procedimento ha la caratteristica di “provvisoria esecutività” e questo ha obbligato l’Ateneo ad agire rapidamente per presentare una opposizione.
Incaricati di difendere l’Università in questa causa sono gli avvocati Ilaria d’Amelio e Alessandra Bassiato. La decisione verrà ratificata nella prossima seduta del Consiglio di Amministrazione.
Cda che sarà chiamato anche ad autorizzare una variazione al Bilancio di previsione.
La spesa fuori bilancio risale al 2006 e riguarda l’acquisto di 300 copie del volume “Tra diritto e stroria. Studi in onore di Luigi Berlinguer”, scaturito da uno studio realizzato in collaborazione tra l’Università di Siena e quella di Sassari. Una spesa “esigua” se si considera il buco dell’ateneo, ma indicativa della gestione “pomposa” che ha portato al dissesto finanziario.
I volumi erano stati ordinati alla casa editrice Rubettino dal professor Maurizio Boldrini, responsabile del centro Comunicazione e Marketing. Un acquisto che, all’epoca, non aveva allegato alcun impegno di spesa da parte dell’Università ma una lettera del professor Boldrini che assicurava il consenso da parte dell’allora rettore Piero Tosi. La consegna dei libri è avvenuta nel 2009 ed ora la casa editrice chiede che gli venga saldata la fattura.
Anche qui avvocati e minacce di causa che, all’Università di Siena, proprio non fanno bene. Al punto che, in questo caso, si è deciso di superare l’impasse e di pagare subito la fattura, chiedendo al cda di approvare una variazione al Bilancio.
Da Il fatto quotidiano, Daniele Martini
Febbraio 20th, 2011 — Note redazionali
Come si fa a valutare un’offerta per la privatizzazione di un bene pubblico, un aeroporto addirittura, stando a decine e decine di chilometri di distanza dal luogo dove si svolge materialmente l’esame degli atti? Impossibile? Con lo scalo senese di Ampugnano è successo. Alle 9 e 30 della mattina del 10 settembre 2007, proprio mentre nella sede centrale del Monte dei Paschi al numero 2 di piazza Salimbeni a Siena, veniva avviata la fase cruciale, ufficiale e formale della privatizzazione, il responsabile della procedura, Lorenzo Biscardi, era da un’altra parte. Dove? Quasi sicuramente si trovava in viaggio sull’autostrada del Sole da Roma verso Nord per poi dirigersi attraverso il raccordo Siena-Bettolle a Sinalunga e a San Gimignano. E neppure il giorno successivo Biscardi si trovava dove sarebbe dovuto essere, cioè dove si stavano vagliando le offerte.
La verità nelle celle telefoniche – I suoi spostamenti e gli orari sono stati desunti dall’esame delle celle telefoniche agganciate di volta in volta dal suo telefonino, esame effettuato con pazienza certosina per conto della magistratura dai carabinieri del nucleo investigativo e dai finanzieri della tributaria di Siena e inserito in un dossier di 700 pagine contenente numerosissime intercettazioni telefoniche. Un voluminoso incartamento che Il Fatto Quotidiano ha potuto consultare.
Stando ai verbali ufficiali della riunione, invece, Biscardi non solo sarebbe stato presente all’apertura della procedura di selezione, ma avrebbe consegnato alla commissione di valutazione una serie diatti: i plichi con le offerte presentate dai due concorrenti in lizza, la copia dell’invito a manifestare interesse pubblicato sia sul sito dell’aeroporto di Ampugnano sia sul Sole 24 Ore del 30 giugno 2007, una copia della lettera di invito inviata a tutti i soggetti che avevano manifestato interesse. Stando così le cose, delle due l’una: o gli inquirenti che hanno indagato sulla faccenda hanno preso un clamoroso abbaglio, oppure è fasullo il verbale di quella riunione importante, anzi, determinante, per quanto riguarda il processo di privatizzazione dell’aeroporto di Siena. E se è fasullo il verbale, tutta l’operazione di privatizzazione rischia di essere viziata.
I magistrati della Procura della Repubblica di Siena nell’estate di un anno fa hanno messo sotto indagine per turbativa d’asta Lorenzo Biscardi e altre 15 persone tra cui spicca il nome di Giuseppe Mussari, il banchiere Pd. Già in ottimi rapporti con Massimo D’Alema, Mussari è uno dei personaggi più influenti e in vista del mondo italiano del credito: presidente dell’associazione dei banchieri (Abi), presidente del Monte dei Paschi e in passato presidente anche della Fondazione del Monte e della commissione di indirizzo della Cassa depositi e prestiti, forziere della liquidità statale, posseduta per il 70 per cento dallo Stato e per il restante 30 da 66 fondazioni bancarie tra cui quella del Monte.
Il soggetto a cui era stato affidato l’aeroporto senese attraverso la procedura di selezione su cui insistono le indagini e gravano i sospetti è proprio un organismo finanziario collegato alla Cassa. Si chiama Galaxy ed è un fondo di private equity di diritto lussemburghese in cui hanno una partecipazione anche la francese Caisse de Dépots et Consignations (Cdc) e la tedesca Kreditanstalt fur Wideraufbau (KfW). Nelle intenzioni dei promotori della privatizzazione, proprio Galaxy sarebbe dovuto diventare il motore del nuovo corso dell’aeroporto di Ampugnano acquisendo il controllo della società di gestione con il 56,38 delle azioni. Il 4 agosto di un anno fa la Procura della Repubblica di Siena ha invece sequestrato la quota di capitale acquisita dal fondo lussemburghese (valore 12 milioni di euro) in attesa che la vicenda giudiziaria si concluda.
La facile vittoria di Galaxy – Il sospetto è che la selezione dei candidati per la privatizzazione sia stata poco più che una messa in scena e che ci fosse già un vincitore designato, Galaxy, appunto. Ci sono elementi che danno corpo a questa ipotesi. Uno dei più significativi è una dichiarazione del presidente degli artigiani senesi (Cna), Massimo Guasconi, apparsa sul periodico Camera di commercio news nel marzo 2007, cioè più di sei mesi prima che per la privatizzazione dell’aeroporto fosse ufficialmente scelto il fondo Galaxy. In quella dichiarazione, Guasconi si complimentava con la banca Monte dei Paschi, con il presidente dell’aeroporto Enzo Viani, che è anche tesoriere del Grande Oriente d’Italia, e con “tutti gli altri soci istituzionali” per “l’accordo siglato con il fondo Galaxy” e si felicitava con tutte quelle “persone che nella sinergia con Galaxy hanno creduto”.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, inoltre, la privatizzazione e il conseguente potenziamento dello scalo senese potrebbero avere “punti di cointeresse” con l’operazione immobiliare di lusso e su larga scala nella località senese di Bagnaia, proprietà dell’Agricola Merse, società della famiglia Monti-Riffeser, quelli della catena di giornali del centronord, Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e Qn, società in cui anche il Monte dei Paschi era entrato con una quota di capitale di circa 5 milioni di euro, pari a un quinto del totale. In quella zona sono in costruzione decine e decine di ville a ridosso di un nuovo campo di golf, destinate a vip italiani e di mezza Europa. Gli inquirenti non escludono che il potenziamento dell’aeroporto senese sia stato pensato in funzione anche degli spostamenti di questa gente di rango così da fare inevitabilmente schizzare il prezzo degli immobili in fase di realizzazione.
Nel dossier gli inquirenti parlano anche dei metodi usati dai fautori della privatizzazione dello scalo senese per superare le perplessità del ministero dei Trasporti, dell’Enac (Ente dell’aviazione civile) e dell’assessore regionale, Riccardo Conti. Su quest’ultimo, in particolare, convinto che fosse poco sensato puntare sul potenziamento dell’aeroporto senese quando in Toscana ci sono già due grandi scali ben avviati, e cioè Pisa e Firenze, si indirizza l’insistenza di una bella fetta di amministratori locali senesi. Per superare gli ostacoli e le contrarietà del ministero e dell’Enac, invece, l’uomo prescelto è il senatore Franco Mugnai del Pdl, toscano di Castell’Azzara, ex An, grande amico del ministro dei Trasporti, Altero Matteoli. Per le sue prestazioni professionali, il minuscolo aeroporto di Siena gli aveva affidato un incarico del valore di 300 mila euro.
Ceccuzzi e il suo scollegamento con la realtà senese. I senesi non sono solo quelli che vivono di gettoni dei Consigli di Amministrazione
Febbraio 20th, 2011 — Note redazionali
Dopo Iacoboni (a proposito, non abbiamo letto più suoi interventi sulla stampa, che fine ha fatto?) che attaccava certi blog, ora è la volta di Franco Ceccuzzi che se la prende con i nickname (ci chiediamo quanti degli elettori storici, vecchi piddiessini, abbiano capito a cosa alludesse Ceccuzzi e non perché queste persone non siano in grado, ma solamente perché la vecchia base elettorale diessina – che numericamente rappresenta la maggior parte degli elettori di Ceccuzzi – viene da una generazione che non ha confidenza con questo linguaggio. E, ancora una volta, ciò la dice lunga sulle capacità di taluni consulenti di comunicazione).
Ceccuzzi si rifugia in queste scuse, dicendo che non risponde alle domande poste da questinickname, dimenticando però, che un politico che voglia fregiarsi di tale titolo più che preoccuparsi di chi è che pone le domande dovrebbe preoccuparsi di rispondere alle stesse.
Nel suo intervento in cui autolancia la sua candidatura se la prende con chi specula sull’Università. Forse Ceccuzzi dimentica un fattore non proprio secondario. Se non ci fosse stato qualcuno(forse anche qualche due o tre) che ha saccheggiato le casse e prodotto un buco da centinaia e centinaia di miliardi delle vecchie lire, forse non sarebbe esistita la necessità di “speculare” come dice Ceccuzzi.
L’unico dettaglio però, caro Ceccuzzi, è che qui non si tratta di “speculare”; qui si tratta di trovare tutte le forme possibili per far sapere a tutta la città (e non solo) che l’Ateneo senese è stato letteralmente depredato, dato che il buco ha raggiunto quelle enormi cifre.
E se l’opinione pubblica, in tutto questo tempo, aspettava che questo gigantesco casino accaduto all’interno dell’Università lo tirasse fuori Ceccuzzi aspettava un bel pezzo. Pensa forse, Ceccuzzi, che un tale disastro non interessi affatto ai senesi?
Ora, capiamo che Ceccuzzi – e molti dei suoi più fedeli e stretti collaboratori – Siena non è che la conoscano poi così tanto.
Vada in giro, e non negli ambienti protetti in cui sono presenti solo gli yes men, e senta il senese medio cosa ne pensa di questa situazione.
Usciamo per un attimo dal diretto coinvolgimento dei dipendenti dell’Ateneo e dai tagli agli stipendi dagli stessi subiti (e non accettati, come ha scritto Donato Montibello, responsabile provinciale Università del PD) e andiamo in giro a sentire cosa ne pensa Siena del disastro alle casse dell’Università.
Facciamo un esempio pratico. Molti senesi, o hanno ereditato le case dei nonni oppure alcuni di essi a suo tempo, quando di soldini in giro ce n’erano un pò di più, hanno preso il loro bel mutuo trentennale al Monte e questo stesso mutuo lo pagavano affittando le case a chi veniva a studiare a Siena (e per favore, si eviti il discorso degli affitti in nero e delle case topaia perché quelli che si sono comportati così è giusto che vengano perseguiti nei modi di legge; tanto Ceccuzzi ha capito senza dubbio cosa intendiamo dire).
E non stiamo parlando caro Ceccuzzi, di palazzinari. No. Qui stiamo parlando della famiglia media con due figli, con tutti e due i genitori che (per fortuna) lavorano e con gli stessi figli di 24-25 anni che ancora o studiano o hanno piccoli lavoretti a tempo determinato e, quindi, non per loro colpa ma gravano ancora economicamente sulle spalle dei genitori.
E le spalle economiche, Ceccuzzi, anche a Siena sono sempre più deboli e con l’affitto del piccolo appartamento di 35 mq. in centro, ereditato dal nonno che è venuto a mancare, non ci si fa la bella vita, ci si pagano le bollette o magari si allungano 30 euro in più ai figlioli per andare a mangiarci una pizza. Perché la vita a Siena, caro Ceccuzzi, non è fatta solo di amici e compagni con barche e ville grazie a numerosi e lauti gettoni provenienti dai consigli di amministrazione. La vita a Siena è soprattutto altro.
Oggi quelle stesse persone, quel famoso ceto medio senese a cui Ceccuzzi dimostra di non sapersi rivolgere (forse perché non lo conosce) si chiede cosa potrebbe accadere all’Ateneo di Siena e, soprattutto, si chiede chi siano stati quegli irresponsabili ed egoisti che lo hanno ridotto così. Perché la cattiva immagine che a livello nazionale è uscita fuori per colpa di questa gente rischia di produrre ripercussioni nelle tasche di tutti, dipendenti e non.
Ancora una volta Ceccuzzi e i suoi esperti di comunicazione hanno dimostrato di avere il polso non di Siena, ma solo il loro. Un po’ poco per chi ambirebbe ad amministrarla.
Il tempo degli slogan e del “contrordine compagni” è finito da un pezzo.
p.s. a proposito, ci pare di non aver ancora letto nessuna dichiarazione da parte di Ceccuzzi sui 29 indagati in Provincia, tra cui anche la sua compagna di partito, l’assessore Anna Betti: semplice dimenticanza o siamo di fronte alla solita doppia morale?
Firmato
La Primula Rossa
W l’Unità di Italia – W la democrazia – W il bene comune
Febbraio 20th, 2011 — Note redazionali
Ci uniamo convintamente ai festeggiamenti dei 150 anni dell’ Unità d’ Italia e consideriamo sbagliate, offensive e strumentali le posizioni contro questi festeggiamenti manifestate dalla Lega Nord e da certi ambienti confindustriali.
Ci sono tanti problemi da risolvere e situazioni da sanare nel nostro bel paese ma non possiamo perdere i valori della democrazia e dell’ Unità del nostro vivere insieme da cittadini ITALIANI.
Dobbiamo sperare in un paese migliore contro le cricche, ambienti deviati, dissestatori di università ,politici corrotti e ristretti gruppi autoreferenziali di poteri malati.
Forza forza con la vera lista di sinistra e basta con quella succube di Iantorno e Cannamela
Febbraio 20th, 2011 — Note redazionali
Da “Il Cittadino Online”
Spiace disturbare il clima di apparente unità della mogia coalizione che si è stretta attorno al carro del vincitore, ma non corrisponde al vero che il centro sinistra appoggi compatto la candidatura di Franco Ceccuzzi.
Sappiamo di dover combattere una battaglia dura e impari, soprattutto per la cortina di silenzio che viene stesa attorno alle nostre posizioni. Ma sappiamo anche che i cittadini senesi vogliono cambiare la politica urbanistica, vogliono una politica del lavoro che stronchi esternalizzazioni e precariato, vogliono servizi sociali e sanitari efficienti ed a costi accessibili, vogliono un’università risanata, vogliono una politica culturale a cui sia assegnato un ruolo centrale.
Nei prossimi giorni la lista Sinistra per Siena presenterà le proprie candidature e varerà il proprio programma elettorale. Vogliamo rappresentare un’alternativa per il centro sinistra: rinnovato, etico, popolare. Cercate notizie di noi. Scoprirete un’infinità di argomenti su cui scoprirete di essere largamente in sintonia con le nostre posizioni.
Alessandro Vigni








