Entries from Dicembre 2010 ↓

Vincenzo Pinto = Mario Ascheri

Questi uffici rilevano con amarezza che Vincenzo Pinto, quello che le spara grosse sul blog “Il Santo” altri non è che Mario Ascheri, vale a dire il prossimo responsabile dei fondi per i Beni Culturali della Fondazione MPS su nomina dei berlingueriani.

Grazie Riccaboni!

Questo non è giornalismo

Questi uffici sono a rilevare come il redattore del Corriere di Siena sia tutto salvo che un giornalista. Egli è più di un anno che fa il politicante appoggiando la nomenclatura berlingueriano-tosiana-riccaboniana e tagliando via dal proprio giornale tutto quello che non è berlingueriano-tosiano-riccaboniano e/o mussariano (e vorrei vedere! Viene pagato per questo!). Ha fatto la guerra a Focardi e Barretta impedendo di fatto che venisse portato avanti il piano di risanamento e ha aizzato all’odio sociale prendendo sempre posizione per i potenti di turno e contro i dipendenti (a parte i suoi pupilli, i vari Angelaccio, Iantorno et similia). Inoltre ha sponsorizzato, anzi – meglio detto – ha creato Ines Fabbro con il bel risultato che ha contribuito ad innalzare i toni dello scontro che attualmente sta portando l’Ateneo sull’orlo del baratro, consegnato com’è, anche dal Bisi oltre che dalla cricca tosiana dei Boldrini, Bettini, Setacci, Calabrese, Piccinni, Sorrentino, Coluccia, Gioffré e così via (mezzi dei quali indagati o già condannati), nelle mani di quei due incapaci e incompetenti.

Questi uffici hanno un suggerimento da dare: al Bisi devono essere tolte le risorse con cui stampa quel giornale e se vuole fare il politico, come abbiamo già suggerito, si candidi lui a sindaco di Siena. Vediamo quanti voti prende.

Chiare, fresche, dolci acque

Chiare, fresche et dolci acque,
ove le belle membra
pose colei che sola a me par donna;
gentil ramo ove piacque
(con sospir mi rimembra)
a lei di fare al bel fianco colonna;
erba e fior che la gonna
leggiadra ricoverse
co l’angelico seno;
aere sacro, sereno,
ove Amor co’ begli occhi il cor m’aperse:
date udienza insieme
a le dolenti mie parole estreme.
S’egli è pur mio destino,
e ‘l cielo in ciò s’adopra,
ch’Amor quest’occhi lagrimando chiuda,
qualche grazia il meschino
corpo fra voi ricopra,
e torni l’alma al proprio albergo ignuda.
La morte fia men cruda
se questa spene porto
a quel dubbioso passo;
ché lo spirito lasso
non poria mai in più riposato porto
né in più tranquilla fossa
fuggir la carne travagliata e l’ossa.
Tempo verrà ancor forse
ch’a l’usato soggiorno
torni la fera bella e mansueta,
et là ‘ ov’ ella mi scorse
nel benedetto giorno
volga la vista disiosa et lieta,
cercandomi: et, o pieta!,
già terra infra le pietre
vedendo, Amor l’inspiri
in guisa che sospiri
sì dolcemente che mercé m’impetre,
et faccia forza al cielo,
asciugandosi gli occhi col bel velo.
Da’ be’ rami scendea
(dolce ne la memoria)
una pioggia di fior sovra ‘l suo grembo;
et ella si sedea
umile in tanta gloria,
coverta già de l’amoroso nembo.
Qual fior cadea sul lembo,
qual su le trecce bionde,
ch’oro forbito et perle
eran quel dì, a vederle;
qual si posava in terra, e qual su l’onde;
qual, con un vago errore
girando, parea dir: Qui regna Amore
Quante volte diss’io
allor pien di spavento:
Costei per fermo nacque in paradiso.
Così carco d’oblio
il divin portamento
e ‘l volto e le parole e ‘l dolce riso
m’aveano, et sì diviso
da l’imagine vera,
ch’i’ dicea sospirando:
Qui come venn’io, o quando?;
credendo esser in ciel, non là dov’era.
Da indi in qua mi piace
questa erba sì, ch’altrove non ho pace.
Se tu avessi ornamenti quant’ hai voglia,
poresti arditamente
uscir del bosco e gir in fra la gente.

Nani editoriali e portieri di lusso

Fiducioso (forse no) che il Grillo parlante non riprendesse in modo ossessivo la storia del Nanomat della foresta di Nanwood, l’amico mi ha stavolta parlato di un’altra storia, sempre appartenente alla “Ballata dei nani”.

… Proprio quel nano che ha una tana sul colle di Elsa Valley pare che tanti anni fa, nel bel mezzo della sua complicata vita sentimentale(e pare anche molto dispendiosa, non solo per lui ma anche per l’Ateneo) abbia adottato diversi cuccioli per “difenderli” dagli spiriti della foresta. Tuttavia sembra che uno fosse un po’ più “scuro degli altri”. Forse se ne stava troppo spesso al riflesso del sole sul fiume Rubtut che attraversa quella foresta incantata.

Passarono gli anni, i cuccioli crescevano e visto che “mangiavano” sempre di più il nano buono si industriò per sistemarli….

Sentendo questa storia mi son chiesto se quel cucciolo “scuro” non fosse per caso riconducibile al bel giovane che ormai da anni, oltre che passeggiare per la cittadina senese a tutte le ore, si diletta operoso nel ricco (almeno di debiti) Ateneo senese. Mi dicono che il buon nano ai tempi in cui frequentava spesso una delle sue vecchie tane nelle colline di Ficareto avesse costume di “tenersi intorno” proprio quel ormai fanciullo che teneva anche compagnia all’orsetto David e lo aiutava nei faticosi compiti quotidiani nella resede comunicativa.

Erano i bei tempi in cui sembra che il nano industrioso, che faceva e disfaceva (pare soprattutto spendesse un sacco di soldi forse non suoi), si recasse spesso nella tana tipografica di Ficareto con auto ed autista. Mi stupisco di quanto generosa fosse quell’azienda (o Ateneo) che concedeva autisti a questi personaggi… e soprattutto a quale titolo.

Ma del resto erano gli anni in cui questo grande nano si accingeva a diventare un grande “scrittore” e curatore di volumi. Infatti pare facesse pubblicare all’ Alsaba un sacco di volumi (forse pagati o magari stra-pagati dall’Ateneo). Insomma stava diventando un nano editoriale.

Passarono gli anni e una nuova tana fu scavata nella collina di Elsa Valley. Nel frattempo al cucciolo “scuro” pare fosse stata trovata occupazione fissa in un qualche ufficio dell’ Ateneo senese. A dire il vero non è chiaro cosa ci abbia fatto per anni, però qualcosa sicuramente avrà prodotto. Sicuro è che per aiutare il nano editoriale si è prodigato per anni (visto che in ogni caso l’Ateneo ipotizzo pagasse ugualmente lo stipendio) in raccolte pubblicitarie per l’ennesimo giornalino “condotto” dal nano editoriale che celebrava se stesso e qualche amicone scrivendo di Palio. Ovviamente veniva scritto e stampato in quella che “pareva essere” la stamperia del (nano)regime.

Quel giornalino vide anche i natali come comunicatori di illustri laureati (forse), attuali dirigenti di azienda, che ad oggi pare siano pluri amministratori di società che operano nei più disparati settori. Dall’immobiliare alla comunicazione in tutte le sue forme e presso i più svariati indirizzi, fra i quali anche Via Roma a Siena. Tuttavia anche a questo proposito mi domando quali competenze siano richieste per così tanti mandati o addirittura se sia legale…. ma è opportuno che l’argomento venga trattato in un’altra riflessione… Certo è che deve essere un genio con quattro lauree per applicarsi professionalmente nel settore immobiliare, nel settore tipografico, nel settore del web e altro oppure sta lì ad “immagine” (e speriamo per lui non somiglianza) di qualcuno (ma anche questo non so se sia lecito….)

Ma veniamo ai tempi moderni… dove il nano editoriale si è prodigato nel realizzare importanti volumi. Anzi pare abbia fatto stampare al suo amico “re della foresta” tutte le strenne cittadine: Banche, province e fondazioni. Mi viene da chiedermi… e da chiedere a chi può rispondere… quali siano le “vie spirituali” di assegnazione di tali commesse. Ma soprattutto se sia normale, regolare e forse anche legale. E anche su questi punti saranno necessarie riflessioni dedicate da rimpinzare con curiosità varie ed eventuali…..

… Mentre avveniva questo, invece, sembra che l’ormai cresciuto cucciolo “scuretto” sia salito in plancia di comando di una stupenda struttura di proprietà dell’Ateneo nelle campagne senesi. Struttura che purtroppo, dopo anni di quelli che molti definiscono mal utilizzo, è stata messa all’asta nel tentativo di rimpinguare le piangenti casse dell’Ateneo.
Pur nutrendo delle curiosità circa il reale impiego lavorativo di questo nano-derivato ho appreso dallo sceriffo di Naningan (che da mesi si aggira fra gli spiriti della foresta di Nanwood) una notizia che non ho saputo interpretare:

il portiere di lusso della magione nanica si è unito agli allegri compagni che si prodigano Per se. [Errata corrige: per siena]

Diciamo la verità sullo stadio

L’onorevole Ceccuzzi da Acquaviva si è infilato in un bel ginepraio e il populismo anche quando viene da sinistra è deleterio e devo dire che il PD senese, ne ha abusato notevolmente soprattutto nelle campagne elettorali. Lei onorevole non potrà fermare la procedura di realizzazione del nuovo stadio ad Arbia come ha detto durante il discorso di candidatura del PD a sindaco. Non lo potrà fare pena il pagamento di una montagna di euro per danno erariale; somma che sarà divisa equamente fra tutti i soggetti che voteranno no alla realizzazione. Dovrà rimborsare una somma consistente per i progetti architettonici, per l’esproprio del terreno, per le consulenze concernenti la fattibilità finanziaria e via e via. Non lo farà e vivacchierà come ha fatto il Cenni, realizzando cose marginali, prometterà, farà la muina per non incorrere nel pagamento di tasca propria. Tutto ci sarà possibile fintanto che qualcuno non si rivolgerà alla procura della corte dei conti per chiedere ragione di un tale comportamento ed allora saranno chiamati in causa i consiglieri di ieri e di domani. Gli unici che lo potranno fare saranno i consiglieri che hanno sempre votato contro tale realizzazione ed hanno diffidato l’amministrazione comunale a continuare nelle spese cioè i consiglieri delle Liste Civiche Senesi.

Azazel David

Conferenza stampa degli auguri di Maestro James davanti ai giornalisti

Buongiorno a tutti, vi ringrazio di essere intervenuti oggi  per raccogliere queste mie riflessioni e nell’occasione trametto ai presenti e alle loro famiglie tanti auguri di buone feste. Auguri sentiti e di LUCE che estendo ai dipendenti dell’università e alle loro famiglie, oltre che augurare un sereno Natale a coloro che leggono queste mie parole.

UNIVERSITA’

La situazione del nostro Ateneo è estremamente complessa e particolarmente difficile per via della condizione di dissesto creata dalla gestione della nomenclatura berlingueriana-tosiana. Una gestione che l’evidenza di olre 200.000.000 di dissesto finanziario non possiamo che definire crudele e banditesca. Questi hanno rovinato un grande Ateneo, hanno messo in ginocchio un’ intera istituzione attraverso scelte e comportamenti personali di cui si devono occupare solo gli organi giudiziari nel merito dei reati commessi. Non ci sono altre vie per giudicare quanto è stato commesso. E su questo,senza forzare o invadere gli ambiti degli organi giudiziari, le indagini come già dimostrato con la vicenda di Dino Angelaccio e di Walter Gioffré arriveranno ad evidenziare tutte le responsabilità.

Quindi a mio avviso nessuno si dovrebbe sentire immune o protetto da una sorta di “autonomia universitaria dell’intoccabilità”, da sempre teorizzata dagli ex rettori Berlinguer e Tosi e ripresa con coerenza di appartenenza a quella cultura da rettore pro tempore Riccaboni.

Per quanto riguarda le indagini sulle elezioni dello stesso Riccaboni, mi sembra del tutto palese che gli organi competenti hanno riscontrato IRREGOLARITA’ nel voto e la conseguenza di questo riscontro sono la rimozione o dimissioni volontarie del rettore Riccaboni. Siamo in uno stato di diritto o no???

Del resto la presenza di questo Rettore sta creando solo ulteriori tensioni all’interno dell’Ateneo per tre motivi: Riccaboni è in netta minoranza dentro l’università sia tra il personale tecnico-amministrativo, sia tra i ricercatori e corpo docente e ora anche tra gli studenti; Riccaboni invece di portare avanti il piano di risanamento di Antonio Barretta (condiviso da tutte le istituzioni) e di rompere con i personaggi della nomenclatura tosiana (ops, non puo’ farlo visto che ne fa parte anche lui), cerca di trovare soluzioni insensate e negative, ma che tendono al mantenimento delle poltrone dei suoi sostenitori tosiani e che si posizionano su una visione padronale dell’università. Annientando di fatto la dignità del personale e le prospettive di rilancio culturale dell’ateneo (come evidenziato dagli stessi studenti); Riccaboni e la Fabbro rispondono a una logica di potere che trova spazio nel partito di Verdini e nella corrente della CGIL legata ai berlingueriani e ad un’idea del tutto sciocca ma vendicativa di affossare il lavoro svolto dall’ex rettore Focardi, così come sostiene da tempo dentro e fuori l’università un altro personaggio esperta di master come Anna Coluccia.

All’Ateneo serve un nuovo Rettore, un nuovo direttore amministrativo e un rinnovato rapporto sinergico con tutta la comunità senese. Ed è giunto il momento che il mondo universitario senese rifletta su questo e si prepari per individuare una figura autorevole o figure autorevoli per le elezioni del nuovo rettore.


POLITICA LOCALE-MPS-PROSPETTIVE PER LA CITTA’

Siena sta vivendo un momento di confusione politica e di scomposizione degli assetti di potere,conseguenza fisiologica di 12-13 anni di gestione politica e istituzionale fallimentare in molti aspetti e personalistica in altri.La banca MPS per via della fuga in avanti del tremontiano Mussari naviga in acque burrascose e all’orizzonte, salvo lo spazio che si sta ritagliando lo stesso Mussari, non vedo belle cose soprattutto per chi lavora dentro la banca. Da quando il Mussari dialoga e sostiene il centrodestra, la banca è entrata dentro spazi di manovre che nulla hanno a che vedere con gli interessi della comunità senese.

Del resto in questi anni la politica è stata cosi fragile da permettere ad un solo uomo di condizionare tutto e di personalizzare le scelte:dall’aereoprto di Ampugnano, banca Antonveneta e varie nomine come quelle di alcuni membri dell’associazione PER SIENA.

Ed è per questo che credo poco al risveglio del Ceccuzzi: per ora dice belle parole ma niente fatti concreti. Gli unici fatti del Ceccuzzi sono la condivisione delle scelte. Il ravvedimento di questi giorni diventa credibile con il manifestarsi di atti concreti e non con annunci ad effetto.

Vista la confusione credo sia auspicabile la nascita nell’immediato di uno schieramento “per il bene di Siena” che superi le divisioni  personalistiche e che metta una riga di confine con quei gruppi e quegli ambienti di potere che hanno piene responsabilità nei vari ambiti per la situazione di crisi che vive la città. Un rinnovamento che vede esclusi, giustamente, i Mussari, Bisi, Berlinguer-Tosi, il gruppo intorno all’associazione PER SIENA e il partito di Verdini.

Non vedo altre strade per far rinascere questa città.

Grazie e tanti auguri.

L’Onesto Curioso interviene ancora sulla scorta di Azazel

C’è un personaggio politico senese che sta facendo del tutto per diventare trasparente: Franco Ceccuzzi. L’onorevole ha ricoperto tutte le cariche politiche da quella cittadina a quella regionale. fino a pochi mesi fa .Non abbiamo avuto il piacere di sapere qual è il suo pensiero su Eutelia, anzi meglio, cosa pensa del rapporto fra nominati nel gruppo Monte dei Paschi e la società in questione: Pisaneschi e Pizzichi. Tutto tace, anzi no, scrive di Palio ma anche su questo argomento riceve le critiche dei suoi compagni di partito. Eppure è stato al centro di diverse operazioni politico/amministrative e con un palcoscenico di tutto riguardo come la città capoluogo di regione Firenze. I suoi amici a partire da Manciulli al presidente del collegio dei Maestri Venerabili della Toscana, Stefano Bisi e tramite quest’ultimo ad Enzo Viani ex presidente dell’aereoporto di Ampugnano e tramite Viani a Graziano Cioni. Stando a quello che scrive il giornalista Statera sulla Repubblica a Firenze non era poi difficile raggiungere neppure il coordinatore del PDL nazionale Denis Verdini che aveva buoni rapporti con Rocco Girlanda. Con Verdini poi il Ceccuzzi è legato anche dalla visione politica del bipolarismo: tutto deve essere regolato dal binomio PD/PDL con una guerra totale per le articolazioni intermedie se poi queste sono liste civiche autonome è guerra totale.
Ma nascondersi non è possibile ed il futuro minaccia sviluppi non facilmente prevedibili ed il nervosismo traspare anche nell’ultimo documento della direzione del PD: confuso! Che risolve i problemi con la creazione del nemico sempre il solito e sempre con i soliti argomenti. Ma chi ha governato in questi anni Siena, chi ha nominato Viani, chi ha nominato Pisaneschi e Pizzichi, chi ha creato la confusione nell’Università per lotte interne al partito democratico i Monaci contro i cosi detti universitari con la variante Mussari, a chi appartiene il gestore amministrativo del Palio ecc. Forse non vi siete accorti a che livello di difficoltà avete portato la banca e la Fondazione Monte dei Paschi e ci fermiamo per non sparare sulla croce rossa. Ci sono poi delle perle contrassegnate solo da spirito di lobby come quella degli addetti stampa che hanno visto sparire con l’avviso di garanzia al presidente dell’ABI anche le sicurezze tradizionali con grave imbarazzo anche di David Rossi[che pare in imbarazzo anche per la vicenda “strenna”]. Cosi come l’elezione di Riccaboni ha ribadito un lungo sodalizio quello fra Bisi ed il berlingueriano Boldrini. Su tutto questo l’onorevole sembra defilarsi e manda avanti i suoi fedeli anche perché come potrebbe criticare ciò che a fino ad oggi ha gestito?

Ceccuzzi, l’Università e Ampugnano

A questi uffici perviene un articolo di un nuovo contributore, Azazel David. Questi uffici ringraziano e pubblicano. Aiuterà la LUCE.

4 novembre 2010
Università, Ceccuzzi (Pd): “Senso di responsabilità per salvare l’ateneo”. Mugnaioli e Meloni: “Ora il tavolo istituzionale”

“La firma dell’atto di nomina del professor Riccaboni a rettore dell’università di Siena è una buona notizia. Ora serve ricostruire un clima di compattezza interno all’ateneo, condizione fondamentale per dimostrare di avere appreso la lezione, dal momento che una delle cause principali che hanno portato al dissesto è certamente l’irresponsabilità nei confronti del patrimonio pubblico, alimentata da un vorace egoismo corporativo. Ci aspettano tempi e scelte difficili che richiedono un grande senso di responsabilità verso la città e verso le migliaia di persone che lavorano nell’Università”. È il commento di Franco Ceccuzzi, deputato senese del Partito democratico, dopo la notizia della firma del decreto di nomina del rettore dell’Università di Siena da parte del ministro Gelmini
. “Il rettorato del professor Angelo Riccaboni si apre in uno dei momenti più difficili nella storia della nostra Università – prosegue Ceccuzzi – e ciò è testimoniato, oltre che dal dissesto, anche dal fatto che decorre formalmente con tre giorni di ritardo. La prudenza del ministro nell’apporre la firma è legittima, viste le condizioni finanziarie in cui versa l’Ateneo, le inchieste e il ricorso pendente. Questo stesso rigore lo avevamo chiesto anche per conoscere la posizione del governo sul piano di risanamento, che rimane uno snodo cruciale da chiarire per assumere tutte quelle misure che servono per salvare e rilanciare l’Università. Al professor Riccaboni non bastano gli auguri più calorosi di buon lavoro, che gli rivolgo anche io, ma occorre in primo luogo un forte sostegno di tutti, all’interno e all’esterno dell’Ateneo, per remare nella stessa direzione”.
“La nomina del nuovo rettore è un atto dovuto – commentano Alessandro Mugnaioli ed Elisa Meloni, segretari dell’Unione comunale e del coordinamento provinciale del Pd – che restituisce finalmente all’ateneo quella ‘governance’ indispensabile per fronteggiare la crisi. Ora il governo convochi il tavolo istituzionale con università, Regione, comune e provincia di Siena, per andare avanti con l’opera di risanamento, che non può prescindere da un’ulteriore razionalizzazione dell’offerta didattica in un’ottica regionale e da un accordo quadro con i sindacati e i lavoratori, per un’equa ripartizione degli inevitabili sacrifici. Il Partito democratico ha piena fiducia nelle inchieste in corso da parte della magistratura, che nel frattempo vanno avanti e che accerteranno, auspicabilmente in tempi brevi, le responsabilità dello stato di dissesto economico-finanzario dell’università, nonché eventuali irregolarità nelle procedure di elezione del rettore. Auguriamo buon lavoro al professor Riccaboni – concludono Mugnaioli e Meloni – che è chiamato ad un compito cruciale, ovvero risanare e rilanciare l’università di Siena, riportandola a ricoprire quel ruolo di assoluto prestigio nazionale e internazionale che le spetta e che la città si merita”.

Credo che le decisioni di Ceccuzzi su Università e Ampugnano siano dettate dalla preoccupazione di prendere le distanze da 52 avvisi di garanzia e da cio’ che potrebbe arrivare. Lo comprendiamo benissimo in questi anni ha fatto il turista anche quando c’è stata la nomina di Viani a presidente dell’aeroporto di Ampugnano.

Azazel David

Soldati Bosco di Courton luglio 1918

Si sta come, d’autunno, sugli alberi, le foglie

Per un umanesimo del lavoro … in Ateneo come altrove …

Stasera mi sento un po’ sopra le righe … sarà il disegno di legge Gelmini in approvazione al Senato, saranno i problemi dei miei amici tecnici-amministrativi dell’università, sarà la morte di un eroe di Spagna ’82 (e chi se la scorda Spagna ’82), saranno motivi personali e familiari che mi angustiano ma stasera ho voglia di guardare le cose un po’ dall’alto, al di sopra della contingenza, alla ricerca dei “valori”…

Parto dal disegno di Legge Gelmini … confesso la mia simpatia (e spero di non attirarmi gli anatemi di chi legge) … il primo tentativo di riforma delle Università di un certo respiro da 30 anni a questa parte … ma non mi basta … stasera non mi basta …

Sperando di non urtare la sensibilità del Maestro Uriel David, vado oltre, oltre ai sistemi (che in fondo contano ben poco) per arrivare al “valore vero”, soggetto e fine di tutto, l’uomo.

Credo si tratti di una questione di consapevolezza … concepire chi lavora come “uomo” e non come “risorsa umana”, che richiede condizioni di lavoro idonee svilupparne l’umanità (e questo in termini rigorosamente “bipartisan”) …

Ma non solo, l’uomo anche come “obbiettivo” del lavoro; come dire “il mio lavoro è in funzione di un altro uomo che ne usufruisce” … una sorta di rivoluzione copernicana che consente finalmente di ridimensionare la rilevanza dai sopravvalutati sistemi economici, dalle sovrastrutture opzionali, dai troppo ferrei complessi di norme giuridiche …

Forse è tempo di scendere dagli iperurani e di ornare di nuovo nel mio consueto abito di leguleio (e devo dire che mi piace assai)…

Otto Der Kommissar und seine Freunde