Aprile 19th, 2012 — Note redazionali
Facciamo il punto gossipparo delle vicende più o meno note che succedono in questo periodo a Siena. Sfugge a molti il ruolo che Massimo Bianchi sta svolgendo per conto del Ceccuzzi più che per quello del PD. L’ex assessore del bilancio è da tempo impegnato a tessere le fila anti-Monaci. Telefona ripetutamente ai possibili alleati dell’opposizione per convincerli che per aprire una nuova stagione a Siena bisogna sconfiggere i fratelloni e premiare la politica del novello Ceccuzzi, mentre è noto che l’attuale sindaco è il responsabile principale delle ex fortune dei rappresentanti senesi della margherita. Per ottenere il risultato sperato ed ottenuto con il recente voto in consiglio comunale il Bianchi ha un filo diretto con Corradi, Senni e lo stesso Nannini. Svolge il suo compito al servizio del più comunista dei piddini, almeno nel modo di fare, presentandosi da uomo moderato, quasi centrista (il famoso cattocomunismo). Ha però commesso qualche errore perché si è lasciato sfuggire nei suoi pellegrinaggi senesi, fin da dicembre del 2011, che tutto era stato fatto per neutralizzare la componente della margherita in consiglio comunale. Affermazioni di troppo che hanno sicuramente messo in difficoltà gli interlocutori telefonici del tessitore di trame e gli hanno fatto perdere quel comportamento tanto raccomandato da Ignazio di Loyola. Il capo dei gesuiti raccomandava ai membri della propria compagnia di essere discreti e di camminare con lo sguardo obliquo, obtorto collo. Per non essere né arroganti né umili, ma coscienti della missione che era loro stata affidata. Ma affidata da chi? Ma da Franchino, diamine!!! Errore grave che non gli ha permesso, mesi dopo, di convincere la recalcitrante Mugnaini, impresa vana non riuscita del resto neppure a uno dei responsabili della lista Per Siena, tale De Gortes. Non sappiamo se a persuadere il De Risi sia stato lo stesso “gesuita” o qualcun altro. Sappiamo però con certezza che quel voto a favore del Ceccuzzi sia costato molto, in termine di coscienza, al dottore della lista Per Corradi. E se non fosse stato per il pressing di Romolo Semplici e di qualche altra rappresentante dell’UDC, presente il giorno del voto in consiglio comunale, la partita si sarebbe chiusa differentemente. Sappiamo anche che il De Risi è stato oggetto di una animata discussione fra il primo cittadino e Alessandro Manganelli sul futuro politico del rappresentante civico. Sembra che sia permesso solo a Bianchi di zampettare negli altri partiti! La strategia (sic! Ne ha una a quanto pare) del Senni è dettata da Alberto Brandani che non molla la presa, insieme ad altri due “giovanotti”, sempre pronti a condizionare le scelte di potere della città a partire, ovviamente, da quelle del sindaco. Il Brandani é sempre stato contiguo al PD senese non per particolari simpatie, ma solo perché è il partito, che fino ad ora, ha gestito il potere. L’unica cosa che interessa al leninista professore di Colle. E se poi è quello della Banca tanto meglio! Brandani è anche nei desiderata di quelli della birreria che dopo essere stati graziati in fase di nomina dalla coppia Mussari-Ceccuzzi stanno pensando al futuro e a come conservare le poltrone conquistate a prezzo di tanto “sudore”. Gli strateghi birrai, così come Starnini, hanno capito che le elezioni anticipate a Siena, per motivi diversi, sono una possibilità concreta, provvidenziali se associate a quelle politiche. Tutti sono convinti di poterle vincere (vedremo!). Ma per tornare alla birra chissà se piace anche a qualche attuale rappresentante del governo e chissà se a servirla in campagna elettorale sarà un maestro birraio (Brandani). In ogni caso credo che molti facciano il conto senza l’Oste (vino). Intanto le cene a casa di Anna continuano, hai visto mai! Se si dovesse andare a votare è bene tenere in caldo l’elettorato e non solo quello. Uno degli animatori delle serate da Anna si è dovuto giustificare con il sindaco e pare che gli sia andata meglio dell’ex direttore della Nazione. Il dirigente del Monte si è dovuto giustificare dall’infamante accusa di aver tramato con Alfredino, ultimamente divenuta colpa gravissima!
Quindi, nulla di nuovo sotto il sole senese. Il sindaco non riesce a risolvere un problema, cerca solo di controllare, sospettando di tutto e ormai senza mezzi, i destini delle persone per un vantaggio personale. Continua il solito balletto cittadino sapendo che ormai due volpi sono entrate nel pollaio del Monte e che non sono di provenienza nostrana. Che all’orizzonte si vede una Fondazione che si assesterà nel controllo della Banca fra il 15 e il 20%. Dimenticavo! Senza che nessuno ne sia responsabile.
Ottobre 14th, 2011 — Note redazionali
La confusione regna sovrana proprio nel momento peggiore per la stabilità economica e per la tenuta delle politiche sociali e di sviluppo degli enti locali senesi. Si continua a far finta di niente nelle stanze delle decisioni politiche e istituzionali, ma la realtà che vivono le famiglie, le imprese e l’indotto economico è di grande sofferenza e di forte incertezza. Ci sono i numeri, le partite Iva chiuse, le esposizioni bancarie, le ditte che chiudono, i posti di lavoro persi, gli aumenti dei prestiti personali, le imposte e i servizi che aumentano: dati verificati e verificabili, difficili da nascondere con la propaganda politica e con la mistificazione del presente. Di certo l’immobilità e le sciagurate politiche economiche del governo nazionale oltre alla crisi mondiale pesano e peseranno, ma non è tutta colpa di questo quadro esterno e globale se anche a Siena la crisi e l’incertezza galoppano. Anni e anni di errori gestionali e incomprensibili destinazioni di risorse, sicuramente hanno frenato la crisi (vedi le risorse della Fondazione MPS erogate sul territorio). Poi a un certo punto i soldi finiscono per tutti e tutti si ritrovano ad affrontare la morsa della crisi economica e il venir meno della tutela di babbo Monte. La politica senese è consapevole di questo o tenta di esorcizzare il tutto sperando di prolungare il giorno della verità? La realtà parla più di tante lingue comprese le nostre: stallo generale, confusione trasversale, indecisioni e assenza di dialettica politica. Come mai ci siamo ridotti cosi? Colpa di Maurizio Cenni, di Mussari, di Ceccuzzi, di Bezzini etc. etc.? Difficile negare le responsabilità dei soggetti elencati per ovvi motivi legati al ruolo ricoperto e che ricoprono, ma le responsabilità sono tutte riscontrabili in quella tela di rapporti trasversali e di smanie di potere generati dal gruppo che fa capo all’ottantenne Luigi Berlinguer (da non confondere con il politico Enrico) e ben rappresentato a Siena dal fedelissimo Alessandro Starnini. Questo gruppo a suo tempo si era impadronito dell’università, dell’ospedale, dell’amministrazione provinciale e di un posto di ministro nei governi del centrosinistra. Le responsabilità politiche che hanno permesso a Tosi e a Jolanda Cei Semplici di spadroneggiare nell’ospedale e nell’università (con ottimi risultati possiamo affermare!!!) sono tutte del gruppo dei cosiddetti berlingueriani. In seguito e per fortuna, la dinastia politica del magnifico Luigi prende la strada del tramonto: via Jolanda Cei Semplici, via Tosi e poi di recente via Starnini e Riccardo Conti dai vertici del consiglio e della giunta regionale. Con la sconfitta di Antonio Cardini alle elezioni per il rettore dell’università viene sancita la fine dei berlingueriani (di Luigi naturalmente). Per loro queste batoste sono stati dei drammi e delle sconfitte inaspettate: si sono ritirati? No!!!
Da quel momento hanno messo in piedi una sorta di piano di rinascita: hanno spinto Riccaboni alla vittoria (ma le elezioni sono regolari?); hanno prima tentato di ostacolare Ceccuzzi alla corsa per il sindaco e poi non riuscendoci si sono accontentati di far nominare Starnini alla presidenza della Novoli Spa e il figlio di Luigi Berlinguer nel cda della banca Antonveneta. Ma le smanie non sono finite. Questo gruppo capitanato da Starnini si è messo in testa di tentare il triplo colpo politico: mandare a casa Mussari, sconfiggere i fratelli Monaci e successivamente tenere per le palle Ceccuzzi e alla fine del mandato scaricare Bezzini e candidare un fedelissimo alla guida dell’amministrazione provinciale. Nel frattempo stanno aiutando quello scienziato di Riccaboni con la speranza di evitare le inchieste giudiziarie e abbuiare il tutto (la magistratura senese risponde alla Costituzione della Repubblica Italiana e agli organi dello Stato e non agisce dietro le speranze di gruppi politici. O ci sbagliamo?). Per dare una mano al rettore sub judice Riccaboni naturalmente il gruppo di Starnini forse agisce da ambasciatore nei confronti di qualche funzionario o vicedirettore per fargli spendere parole di sostegno? Ma le decisioni di enti o banche non vengono sancite con le formalità messe nero su bianco e non sulla parola? A frenare la Gelmini nei confronti di Riccaboni ci pensano il musicologo Luigi (visto il suo incarico presso il ministero della stessa neutrini-Gelmini) e il partito di Verdini che qui in Toscana è sempre stato di supporto al gruppo politico capitanato da Riccardo Conti e Sandro Starnini (se volete ne possiamo parlare in altri interventi!!!). Questi sono i movimenti in corso: alla faccia dei lavoratori, degli iscritti dello stesso partito di maggioranza e in barba al buon senso che non dovrebbe mai mancare nei momenti di crisi. Oggi si registra anche l’assenza di qualsiasi forma di opposizione e quella che sulla carta doveva servire da stimolo per la stessa sinistra scioccamente si sta posizionando dentro il piano di rinascita dei berlingueriani. Solo a Siena gli uomini di Starnini e del musicologo vengono considerati interlocutori per il futuro e in certi momenti addirittura i rappresentanti dei “frondisti” che lavorano per rinnovare il partito a Siena(!!??). Nel resto della Toscana e dell’Italia non c’è più spazio per gli ottantenni, ma forse qui a Siena le giovani generazioni non hanno maturato gli attributi e le capacità per liberarsi dei vecchi arnesi e non solo per il fattore anagrafico. Alla lettura di questo intervento i soliti permalosi minacceranno querele e correranno a rassicurare tutti che sono solo fantasie. Noi confermiamo quello stiamo scrivendo.
La confusione regna sovrana e la crisi galoppa: ma solo per le famiglie e soliti coglioni che tutte le mattine si alzano alle 7:00 (quando va bene) e tornano a casa alle 19:00 (quando va bene). Per soggetti come lo Starnini e company il problema non si pone: una presidenza ben remunerata si trova sempre.
Ma quelli di Siena che vanno con i pullman a Roma per indignarsi contro chi cazzo si indignano se qui a Siena ci sono gruppi che agiscono scimmiottando il peggiore berlusconismo e nessuno gli dice niente? Indignados sul sesso degli angeli…..
Maestro James
Aprile 28th, 2011 — Note redazionali
Sinceramente è un pò svilente, ma d’altro canto, essendo gli unici “politici” che Ceccuzzi può vantare, non si può non occuparsi anche di loro.
Allora, a che punto dell’elenco dei Ceccuzzi boys eravamo rimasti? Cannamela, Fiorino Iantorno e ora, ladies and gentlemen, il minuto di celebrità è toccato nientepopodimenoché a (attimi di suspence e folla in delirio)……… Massimiliano Perugini … il quale, con quel savoir faire da politico consumato che ha, non ha voluto perdere l’occasione per dare sfoggio della sua sterminata cultura lanciandosi in erudite citazioni tratte dai massimi esponenti della letteratura contemporanea: Caterina Caselli. Ci teniamo a ricordare che questi nominativi sono l’unica classe dirigente che sta davvero sostenendo Ceccuzzi. Qualcuno di voi ha letto interventi autorevoli e di peso in suo supporto? No? Bene non siete i soli.
Se una tale domanda la poneste all’entourage ceccuzziano vi verrà risposto che loro vogliono tagliare con il passato (ma chi, Ceccuzzi? Come direbbe Totò, “Ma mi faccia il piacere” …) e che il mandare avanti solo i ragazzini è frutto di chissà quale strategia. Ovvia, la storiellina l’avete raccontata, ora, però, diciamo le cose come stanno. Nessuno di quelli che contano sostiene Ceccuzzi. E così, quando vedi le facce di chi c’ha intorno, sembra la banda dello sfigato. Prendiamo un soggetto che recentemente è rientrato nell’alveo ceccuzziano, Sandro Starnini. Dato che (dopo le mille parti in commedia) è tornato a fare la recita del fedele alla linea della federazione, perché non si accoda ai rampolli della nobile casata di Ceccuzzi e firma un bell’intervento anche lui contro la banca e contro il socio privato Caltagirone così da far vedere che la corrente starniniana (che numericamente si conta sulle dita di una mano) lo sostiene davvero? Ma cosa ha fatto politicamente Starnini di recente? Vediamo un pò. Il trombato, peraltro proprio da Ceccuzzi. Nel 2009 quest’ultimo gli promette di fare l’assessore regionale. Poi, complice anche il vèto dello storico alleato di Ceccuzzi, Alberto Monaci (quello che ha fatto ricandidare la moglie in consiglio comunale per la terza volta e il cui di lei figlio lo ha piazzato a fare il vice presidente della provincia: cose che è bene non perdere mai di vista) lo Starnini la prende in tasca perché, come di consueto, alla fine Ceccuzzi non mantiene la promessa. A quel punto Starnini è senza incarichi. Ed ecco il solito panico. Mica dovrò tornare a lavorare? Non sia mai. E quindi bussa a destra e a sinistra, alla fine Starnini viene nominato presidente della Società Novoli Immobiliare: domanda, chi si è speso per parcheggiarlo nel munifico posto garantendogli di non fare quella cosa che da sempre crea l’orticaria ai soliti funzionari di partito o para tali, ossia, lavorare?
Comunque sia fin’ora dell’intervento del berlingueriano Starnini neppure l’ombra. Ma nessun problema, tanto Ceccuzzi ha il suo personale esercito di ragazzini. Ma la domanda vera è: ma gli unici scudi umani su cui Ceccuzzi può fare affidamento sono solamente i Cannamela, i Perugini, gli Iantorno e simili? Più passa il tempo e più dico convintamente “si”. Senza nulla togliere, per carità, ma Ceccuzzi, segretario del PD fino all’agosto del 2010 (alla faccia del nuovo) non ha più uno straccio di persona autorevole che corre a sostenerlo e deve quindi affidarsi solo ad un gruppo di bordelli senza nessuna reale esperienza né in campo politico né in quello lavorativo. Mi pare messo parecchio maluccio. E in questa desolazione che fa? Intraprende una solitaria battaglia contro il maggior socio privato (l’Ing. Caltagirone). E, poi, quale sarebbe il vero motivo della guerra che Ceccuzzi ha scatenato contro Caltagirone e quindi contro la Banca? Il timore che Piccini voglia fare il presidente della Fondazione o, piuttosto, la paura che la persona a cui Ceccuzzi vorrebbe affidare la presidenza della banca, Alessandro Piazzi (http://shamael.noblogs.org/?p=1538), rischi fortemente di rimanere al palo?
Ma non sarà l’ora che al palo questa gente ci rimanga davvero? Certi metodi hanno rotto. L’epoca delle cooptazioni e delle calate dall’alto per il solo “merito” della tessera è bene finisca.
Tiriamo fuori tutto il nostro senso civico (che fa tanto schifo al Sellato Cannamela, al quale, nell’occasione regaliamo anche un bel dizionario così si toglie lo sfizio di vedere il significato delle parole prima di scriverle). Contribuiamo tutti insieme a far loro provare una nuova esperienza: mandiamoli a lavorare sul serio.
Firmato
La Primula Rossa
Aprile 27th, 2011 — Note redazionali

Alessandro Starnini(PD) e Fabio Evangelisti (IDV) entrambi supporter di Franco Ceccuzzi possiamo iscriverli nell’albo degli ipocriti e politici attaccati alle poltrone.Cortesemente leggetevi questo articolo …
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/02/12/multiplex-attacco-dellidv.html