Ottobre 21st, 2011 — Note redazionali



Quella del Conte Mascetti con lo scorrere del tempo va a finire che diventa una supercazzola minore rispetto a quelle contemporanee. Per non smentirsi gli autori di nuove supercazzole giganti gareggiano a ruota libera.
Cercavate la prova provata che il rettore subjudice Riccaboni è in mano al PDL di Verdini e al giornalista europeo Stefano Bisi? Riposate la mente e fermate le ricerche: oggi il verdiniano Marig(nani) scende in pista sul giornale vicino a Verdini (http://www.lanazione.it/umbria/cronaca/2011/10/19/603145-illecito_finanziamento.shtml )per comunicare a tutti che il PDL è al fianco di Riccaboni. E lo fa in modo scomposto e ridicolo e naturalmente il Marig(nani) stesso svela il ruolo del PDL presso il ministero della Gelmini. Alla faccia delle formalità e del rispetto dei rapporti istituzionali. Scrive il Marignani: “ A tal proposito il PDL saprà assicurare tutti i supporti politici necessari a partire dagli opportuni interventi di sostegno a livello ministeriali”. Ci sorge spontanea la domanda, ma Marig(nani) con chi parla al Ministero: con la Gelmini o con il musicologo di chiara fama? E di cosa parlano al ministero: di come evitare il commissariamento e di come nascondere l’incapacità gestionale di Riccaboni? Ci raccomandiamo con Marig(nani): cortesemente non ti fermare, continua a far pressioni sul ministero e tra una chiaccherata e l’altra rileggiti questo articolo di giornale (http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/18/Associazione_delinquere_nuova_accusa_Verdini_co_8_111018017.shtml ).
Ma il Marig(nani) dà il meglio di sé quando scrive riferendosi all’università (roba da vergognarsi!!!): “..nonostante le peripezie economiche degli anni passati, dovute a gestioni non condivisibili”. Ecco che con queste parole emerge tutto il disegno bisiano e verdiniano sull’università: negare il dissesto, coprire i responsabili e applicare il modello Brunetta nella gestione dei lavoratori. Quali “peripezie” e “gestioni non condivisibili” caro Marig(nani): la colpa del deficit è di una brancata di dissestatori che hanno dissanguato le casse dell’ateneo e a tutt’oggi mancano le risorse, e visto che parli fitto fitto con il Riccaboni perché non ti fai spiegare gli ulteriori “debiti da pagare” e non pubblichi questo famoso piano di risanamento di cui tanto parli. A proposito caro Marig(nani) è vero che mesi fa il rettore è venuto nella sede del PDL per illustrarvi questo famoso risanamento? A noi risulta di sì. Quello che non risulta è proprio il piano di risanamento.
Insomma cari lavoratori dell’università, cari cittadini senesi, cari sindacati, care Istituzioni della città e regionali e cari magistrati senesi, oggi il PDL di Verdini comunica a tutti che all’università il dissesto non è mai esistito (erano solo peripezie) e che il Riccaboni è protetto e sostenuto dal PDL di Verdini e dal gruppo editoriale del Corriere di Siena.
All’inaugurazione dell’anno accademico (ci sarà???!!) gira voce che ai presenti proporranno questa colonna sonora di apertura della cerimonia http://www.youtube.com/watch?v=pUsBjw9G2Io&feature=related
P.s. A proposito ma il Marig(nani) e il Bisi due righe sull’inchiesta che coinvolge l’esponente del PDL senese Andrea Pisaneschi non le scrivono????
Giugno 30th, 2011 — Note redazionali



Che la situazione politica senese sia caratterizzata da movimenti tellurici registrati dai maggiori sismografi del pianeta è dimostrato dalle vicissitudini dei quattro elementi cardine della Terra che sono il fuoco, l’acqua, l’aria e la terra. Infatti qui su Siena questi quattro elementi possiamo identificarli con quattro protagonisti che sono autori e sono al centro di questi movimenti tellurici.
Ci riferiamo esattamente all’inventore del groviglio Stefano Bisi, al rappresentante locale del partito di Verdini e Girlanda il mitico Marignani, al rettore pro tempore poco magnifico Riccaboni e all’avvocato superbanchiere Giuseppe Mussari. Ciò che stupisce, e infatti non possiamo che definire Stefano Bisi l’elemento acqua, è appunto l’alluvione di critiche e di attacchi continui che lo stesso Bisi sta proponendo nei confronti del suo amato sistema. Praticamente in pochi giorni Bisi è riuscito ad invertire il proprio ruolo: da grande mentore del groviglio senese è passato ad essere un vero “maestro” di opposizione dura al medesimo sistema. Le spiegazioni per questa repentina conversione potrebbero essere due: il groviglio sta finendo e di conseguenza finisce lo stesso ruolo del Bisi; oppure il Bisi è diventato a tutti gli effetti il portavoce giornalistico del partito di Verdini e Girlanda che probabilmente hanno deciso di rompere la pace armata col PD e quindi attaccano il governo di centro sinistra locale.
L’altro elemento, il fuoco, è degnamente rappresentato dal rettore di fiducia del Bisi Angelo Riccaboni che, non contento del grave dissesto in cui si trova l’Università, proprio con le caratteristiche del fuoco continua imperterrito a bruciarla del tutto.
L’elemento terra è rappresentato dal superbanchiere Mussari che in questi anni ha dimostrato, e qui gli va riconosciuto, di tenere al guinzaglio tutti i politicanti e le varie correnti politiche di Siena e si è costruito una carriera fulminante. Il problema, a nostro avviso, che vive Mussari oggi, è che quella terra che si era costruito sotto i piedi si è rivelata male amalgamata e i cavalieri della finanza, che si sono mossi al galoppo con cavalli molto più prestanti di quelli del Mussari, stanno disintegrando la terra dove lo stesso Mussari poggia i piedi.
E infine l’aria magnificamente rappresentata dal portatore di proposte politiche fatte solo d’aria Claudio Marignani che oggi sulle pagine del giornale diretto dal l’elemento acqua ci propone due chicche che gridano vendetta al cielo. Il Marignani si azzarda a proporre un “governo di salute pubblica” e qui ci viene spontaneo dire che nel caso in cui questa battuta ironica dovesse essere presa in considerazione, noi personalmente ci mettiamo una mano sulle palle e una sul culo e nel contempo non possiamo che allertare l’ARPAT. Ve lo immaginate un governo di salute pubblica col partito di Verdini? Tocca chiamare il 118.
L’altra chicca del Marignani è quando afferma che l’altra priorità di Siena è l’aeroporto di Ampugnano. Qui Marignani ha raggiunto il massimo, però siamo d’accordo con lui: in considerazione della mega inchiesta sull’ENAC, che ha visto anche degli arresti, invitiamo la Magistratura a a dare priorità oltre che all’inchiesta sull’Università, anche all’inchiesta su Ampugnano. In effetti sono due priorità.
In conclusione e in attesa che i quattro elementi si diano una regolata azzardiamo noi alcune ipotesi per levare completamente di torno il groviglio e per dare un respiro normale (e per normalità non intendiamo quella di D’Alema) a questa bella città. Innanzi tutto per rilanciare il ruolo e la credibilità della Fondazione riteniamo come atto dovuto che sia Mussari sia Parlangeli lascino i loro incarichi. E siccome noi non siamo populisti non ci lanciamo nella richiesta inutile del “tutti a casa”. Qui serve un segnale ben preciso: Mussari e Parlangeli devono lasciare i loro incarichi e naturalmente servono in loro sostituzione delle figure manageriale riconoscibili e quindi invitiamo ad escludere recisamente l’ipotesi di Alessandro Piazzi al posto di Mussari. Ora gfodiamoci tutti il palio e nel salutarvi auguriamo tanta, ma tanta buona fortuna al Bisi e al Marignani per questa loro battaglia campale contro il loro stesso sistema.