Un Sacco bello 2019

Quando il giornalista europeo Stefano è sceso in pista, impegnandosi in prima persona come fosse una sua battaglia personale, per lanciare l’idea di competere per la capitale della cultura europea 2019 in molti nicchiavano e altri non capivano. Ceccuzzi in quel frangente non era ancora sindaco di Siena. Il Bisi sempre in quel frangente mobilitò le truppe cammellate per affrontare l’impresa: il Corriere di Siena, Siena News e il professore tosiano e allora assessore alla cultura Marcello Flores. Si narra infatti, che le altre città appena saputa la notizia  della mobilitazione bisiana, con lo schieramento di giornali online di peso come Siena News e di professori del calibro di Marcello Flores, si siano letteralmente cagati sotto e abbiano avvertito stati di agitazione e di ansia per il risultato da raggiungere. E in alcune città si sono posti questa domanda: ma il sindaco di Siena nel contempo svolge anche il ruolo di caporedattore del Corriere di Siena? A questa domanda risponderemo nel 2019.

Da quel frangente a oggi, pur volendo essere faziosi e filobisi, non siamo riusciti a trovare un progetto o iniziativa tale da ipotizzare un cenno di competizione per la candidatura a capitale europea 2019 della città di Siena. Le uniche performance riscontrabili del professorone Marcello Flores non riguardano né il suo ruolo di assessore comunale e neanche quello di presidente del comitato per Siena capitale europea 2019. Di lui si trova solo un articolo fazioso pubblicato sul corriere di Siena (dove altrimenti!!??) con il quale sponsorizzava da bravo tosiano la nomina a rettore di Angelo Riccaboni. Tra scienziati bisogna solidarizzare!!!

Arrivati ai giorni nostri il sindaco Ceccuzzi rendendosi conto che le truppe bisiane non avevano fatto praticamente niente, decide di mettere sul piatto la carta vincente. Convoca una conferenza stampa insieme all’esperta di arte contemporanea nonché assessore alla cultura Lucia Cresti e annuncia la svolta che mette nuovamente in agitazione il continente europeo. Naturalmente il Corriere di Siena e Siena News (non abbiamo compreso la differenza tra le due testate!!) in contemporanea alla conferenza stampa del sindaco scrivono sulle rispettive pagine “noi siamo stati tra i primi ad aver creduto alla candidatura di Siena”. Dopo questo atto di fede un premio come migliori credenti lo meritano, indubbiamente.

Molti si aspettavano la nomina di Maurizio Boldrini a direttore di candidatura per la capitale europea 2019, ma l’ipotesi è subito tramontata perché il Boldrini è impegnato con quella storia dei libri non autorizzati in onore di Luigi Berlinguer. Poi Andy Warhol per ovvi motivi di dipartita non era disponibile. Non rimaneva che cercare un mega esperto che le altre città candidate non avevano contattato perché troppo esperto e troppo altisonante per delle piccole cittadine perdenti in partenza. Quindi ecco la svolta: il mega esperto è stato nominato direttore di candidatura dalla giunta comunale di Siena. Dalla conferenza stampa ecco giungere l’annuncio: il direttore di candidatura è (rullo di tamburi ) Pierluigi Sacco. Chi? Come? Pierluigi Sacco!! Boh, chi sarà mai. Nessuno aveva mai sentito parlare di questo mega esperto. E altri ancora si sono chiesti: vogliamo candidarci come capitale della cultura è non riusciamo a trovare in città o zone limitrofe o in Toscana un personaggio adatto al ruolo? E altri ancora: ma più che costituire comitati + comitati+ direttori+ unità speciali, non conveniva mobilitare le nostre diplomazie per creare alleanze e sinergie e quindi fare attività di lobbing (nel senso positivo del termine) per puntare alla candidatura? C’era bisogno di cercare un signor Sacco o un messer Tizio? E di certo il Sacco non è a costo zero: ecco a proposito quanto ci costa il mega esperto Pierluigi Sacco?

Ma chi è questo Sacco? Vogliamo dirlo ai nostri lettori e nel contempo spiegare che anche in questa storia ci sono quei famosi fili rossi e delle strane coincidenze? Diciamolo.

Pierluigi Sacco è “professore ordinario di Economia della Cultura, Università IULM di Milano. Insegna Pensiero Economico all’Università San Raffaele di Milano e Industrie Creative all’Università della Svizzera Italiana di Lugano”. Che cosa sono l’Università IULM e l’Università San Raffaele? L’università IULM (università privata) è ben conosciuta da almeno due persone qui a Siena: Maurizio Boldrini e Lisa Cresti, portavoce di Bezzini e titolare della società Robespierre. Boldrini parla dello IULM in alcuni suoi libri e interventi e inoltre il nostro amato genio aveva partecipato insieme a un professore dello IULM (tal Stefano Rolando) al famoso libro curato dal “genio minore” di Via Roma 56, Alessandro Lovari. Mentre la portavoce del Bezzini è stata una studentessa dello IULM. A volte le coincidenze e i fili rossi sono sempre più di uno e mai meno di due. Inoltre l’università IULM gode di una piena collaborazione con Mediaset (http://www.iulm.it/wps/wcm/connect/iulmit/iulm-it/Universita/Partecipazioni-istituzionali/Consorzio-Campus-Multimedia-In-Formazione/,  la società di Silvione, quello che il PD vuole mandare a casa). L’università San Raffaele (sempre privata) invece fa parte della galassia del berlusconiano Don Luigi Verzè. Vi ricordate del recente scandalo del San Raffaele di Milano e di Don Verzè? Noi sì ed ecco un link per rinfrescarci la memoria (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-09-29/raffaele-procura-chiede-fallimento-183307.shtml?uuid=AasqWe8D).

Insomma questa di Sacco è una svolta vincente e bisogna crederci. Bisogna crederci, perché il messaggio pubblicitario che Silvio fa insegnare ai corsi Mediaset è chiaro e forte: per vincere ci devi credere; anche se sono cazzate ci devi credere. Parola di Silvio e di Don Verzè.

Sul fatto che bisogna pregare di brutto e recitare il “credo” (http://www.youtube.com/watch?v=ikHM5-UzqGU) per vincere la sfida ce l’ha fatto capire lo stesso Iulmiano Pierluigi Sacco. Ecco alcune sue dichiarazioni incoraggianti: “La capitale europea della culturale (CEC) – afferma Sacco – non è un programma di grandi eventi culturali, né la celebrazione della ricchezza del patrimonio storico-artistico di una città o di un territorio. CEC, al contrario, è un laboratorio di sviluppo territoriale a base culturale, per cui una città che intendesse candidarsi per mostrare al mondo quello che già ha, otterrebbe un effetto controproducente, portando i commissari incaricati della selezione a concludere che, visto che la città è già una capitale culturale o pensa di esserlo, non ha alcun bisogno del titolo, finendo così per assegnarlo ad altri candidati. Allo stesso modo, la CEC non può essere vista come una occasione di rilancio o potenziamento dell’attrattività turistico – culturale del territorio: non perché questo elemento in sé non sia importante, ma perché esso viene ormai visto come una componente tradizionale piuttosto che innovativa del modello di sviluppo locale. Un ultimo pregiudizio che va sfatato è quello dei finanziamenti: nella fase attuale, la Commissione Europea contribuisce in modo minimo all’apporto di risorse necessarie all’attuazione del programma CEC. Le risorse vanno quindi essenzialmente trovate sul territorio e dal territorio: la CEC è quindi tutt’altro che una comoda possibilità per ottenere finanziamenti comunitari a fondo perduto o quasi, ma è una vera e propria sfida alle capacità di raccolta fondi del sistema locale e alla sua credibilità nell’attrarre risorse esterne”. Leggetevi attentamente le dichiarazioni del Sacco perché sono incredibilmente assurde. E infatti noi domandiamo a Sacco e a chi lo ha nominato: quali risorse ci sono oggi sul territorio per pagare Sacco e organizzare la candidatura per la capitale europea? Forse quelle che avanzano dall’aumento di capitale della banca o quelle in eccesso del bilancio del comune o forse si pensa di recuperare dalle tasche dei dissestatori di atenei gli oltre 200.000.000 di euro di soldi dissestati? E poi: perché Siena non dovrebbe mostrare quello che ha già per competere? Senza offesa, ma le dichiarazioni di Sacco ci ricordano quelle del Conte Mascetti.

Insomma, questo Sacco ci sembra un professore adatto per Via Roma 56 più che per fare il direttore di candidatura. Questi sono i fatti e la nostra opinione. Qualche ripensamento e un modo di affrontare la questione della capitale europea noi ci sentiamo di suggerirlo. Farete finta di niente e griderete allo scandalo per questo intervento, però non vi lamentate se poi al posto della vittoria europea, nel 2019 vi ritroverete a guardare sconsolati in un cinema di Milano 2 il mitico film “Un sacco bello”, soprattutto questa scena memorabile (http://www.youtube.com/watch?v=bcq57tDfAwM&feature=related). Appunto, un Sacco bello 2019.

Alcune domande all’assessore alla cultura del Comune di Siena Lucia Cresti e una richiesta di valutazione alla Procura generale della Corte dei Conti

Una breve considerazione. Ovunque ti giri nella città di Siena il nome di Maurizio Boldrini (al secolo il genio di Via Roma 56) di riffa o di raffa c’è sempre: come il prezzemolo o come una suocera appiccicosa. Infatti noi ci siamo organizzati con un potente mezzo di ricerca tecnologica (Made in Taiwan) che praticamente ha le stesse funzioni del Tom Tom nelle auto: solo che con il nostro strumento (l’innovativo Nanius) invece di cercare le strade cerchiamo Maurizio Boldrini. Il Tom Tom vi dice “girare a destra”..”percorrere la via per altri 200 metri” etc etc. Il Nanius invece ci indica i luoghi o gli enti dove Maurizio Boldrini risulta interessato da incarichi, patrocini, conferenze, etc etc. Questa la breve considerazione: ora si passa alle domande per l’assessore Lucia Cresti, sperando che non sia occupata con l’arte contemporanea o con strategie per la candidatura di Siena a capitale della cultura. Per rispondere alle nostre domande bastano 10 minuti di tempo e non occorre nemmeno andare ad Assisi.

Le domande

Assessore Cresti

questa redazione, nel prendere atto che in questa città l’opposizione è in vacanza e dentro le forze di maggioranza, all’infuori che sbavare per le poltrone, non ci sono valutazioni critiche, intende rivolgerLe delle pubbliche domande inerenti la sua attività di membro della giunta comunale in merito all’utilizzo di risorse economiche pubbliche dell’ente da voi amministrato. Se preferisce le risposte può inviarle direttamente al nostro blog oppure attraverso un qualsiasi quotidiano locale. Le domande le proponiamo con lo schema del corpo di una delibera, cosi almeno i nostri lettori possono seguire cronologicamente la vicenda.

Preso atto che il Comune di Siena con deliberazione n. 67 del 17.02.2010 definiva i criteri per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e l’attribuzione di vantaggi economici per progetti, iniziative ed eventi delle associazioni locali;
Considerato che la situazione economica è difficile e mancano diverse risorse finanziarie e considerato che i sevizi sociali e le strutture pubbliche dovrebbero avere la priorità nell’erogazione di risorse economiche dell’ente;
Considerato che il sig. Maurizio Boldrini e il sig. Orlandini Alessandro sono due iscritti del PD (partito del sindaco e di quasi tutti i membri della giunta) e che gli stessi, soprattutto il sig. Orlandini, si sono schierati attivamente in campagna elettorale per l’elezione del sindaco Ceccuzi;
Considerato che la società Salvietti & Barabuffi Editori S.r.l con sede legale a Colle di Val d’Elsa Z.I. Belvedere ha rapporti economici e di lavoro con il sig. Maurizio Boldrini e considerato che in data 15 settembre 2010 le organizzazioni sindacali
SLC CGIL e UILCOM UIL Siena divulgavano un comunicato stampa che citiamo di seguito

“Dopo due giorni di sciopero avvenuti all’Al.Sa.Ba. Industrie Grafiche di Colle di Val d’Elsa (già in liquidazione e in mobilità dal 10 settembre) per il mancato pagamento delle spettanze, apprendiamo con stupore che Leo Salvietti, liquidatore della suddetta società, estromettendo le Organizzazioni Sindacali di categoria e convocando solo una parte dei lavoratori, stipula accordi per governare lo stato di agitazione in atto.

Le Organizzazioni Sindacali di categoria avevano già espresso tutte le loro perplessità in sede provinciale durante l’incontro per la procedura di mobilità che interessa la totalità dei dipendenti (17 persone) e avevano sottoscritto l’accordo solo al fine di garantire un sostegno economico ai lavoratori già economicamente condizionati dall’esistenza di competenze arretrate e date a singhiozzo dalla fine del 2009 ad oggi.

Lunedì 13 settembre è arrivato all’Al.Sa.Ba. un lavoro in sub-appalto dalla Salvietti & Barabuffi editori inerente al libro strenna 2010 della Banca Monte dei Paschi di Siena (“Miti di Città”) e a quel punto i lavoratori, che da mesi non ricevono le spettanze, hanno proclamano lo stato di agitazione che immediatamente si è trasformato in uno sciopero permanente al fine di avere garanzie sul salario.

Ci sembrava del tutto lecito chiedere il pagamento delle spettanze visto l’arrivo di un nuovo ordine di lavoro che i lavoratori avevano accolto come occasione per risollevare le sorti delle loro famiglie, ma per il liquidatore il diritto al salario è un optional e le Organizzazioni Sindacali sono solo da intralcio alla sua attività di imprenditore.

É bene ricordare al Sig. Salvietti che le Organizzazioni Sindacali SLC CGIL e UILCOM UIL hanno sempre cercato di trovare un’intesa con un confronto dialettico e democratico prima di iniziare le proprie battaglie, ma lo stesso non è stato per i rappresentanti aziendali che si sono arrogati il diritto di procedere sempre in via unilaterale.

Nei prossimi giorni SLC CGIL e UILCOM UIL metteranno in atto tutte le azioni possibili al fine di garantire tutti i lavoratori presenti all’interno dell’Al.Sa.Ba. Grafiche per ottenere i loro sacrosanti diritti a partire dalle retribuzioni degli ultimi due mesi.” (http://www.tosc.cgil.it/archivio37_toscana-lavoro-news_0_7771.html )
Preso atto che il sig. Alessandro Orlandini è autore di un libro “Piccola storia di Siena edizioni Protagon(citofonare Boldrini)” e preso atto che in data 19 agosto 2011 il suddetto libro è stato presentato durante un aperitivo della festa provinciale del PD alla presenza del sindaco Ceccuzzi, Orlandini e del genio Boldrini
Siamo a chiederLe

E’ vero on è vero che il Comune di Siena non ha mai commissionato al sig. Orlandini Alessandro la stesura di un libro “Piccola storia di Siena”? A noi risulta di no e quindi l’opera è una pubblicazione privata.
E’ vero o non è vero che la società Salvietti & Barabuffi S.r.l. non è un’associazione e nemmeno residente nel comune di Siena? E’ vero o non è vero che in data 9 agosto 2011 all’ufficio amministrazione e supporto organizzativo del Comune è arrivata la richiesta da parte della stessa società di patrocinio per il libro di Orlandini Alessandro per ottenere la concessione di un contributo di euro 15.000,00?
E’ vero o non è vero che giunta comunale di Siena in data 10 agosto 2011(quindi il giorno dopo la richiesta della Salvietti & Barabuffi e 9 giorni prima la presentazione alla festa del PD) ha deliberato l’acquisto di n. 750 copie del libro di Orlandini Alessandro(tessera PD) da effettuare in due tranche( 250 copie nel 2011 al costo di euro 5.000,00 e 500 copie nel 2012 al costo di 10.000,00)
E’ vero o non è vero che questa decisione è stata presa perché la Salvietti & Barabuffi e quindi non una commissione cultura o altri uffici del Comune, ha dichiarato che il libro può rappresentare “un oggetto esclusivo da utilizzare anche come omaggio, per gli ospiti di questa amministrazione, in occasione di convivi e visite ufficiali”?
Attendiamo delle risposte. In attesa una considerazione finale da parte nostra. Cosa aspettate ad annullare questa delibera in una sola tranche e farvi ridare i soldi del patrocinio e quindi annullare anche il futuro acquisto e destinare i soldi per opere sociali ed interventi propri dell’ente? E nel contempo perché non verificate la situazione dei rapporti (come da comunicato dei sindacati) tra il sig. Salvietti e le organizzazioni sindacali e con le società di cui è titolare o socio lo stesso Salvietti?

Sempre in attesa di ricevere delle risposte chiediamo alla Procura generale della Corte dei Conti o ad altre procure di verificare i fatti che abbiamo posto per ora come interrogativi.

La crisi economica riguarda le famiglie normali: per i soliti noti i patrocini non mancano mai!!!

P.S. Che fate ci querelate per aver posto queste domande???

I vincitori del premio “Lo scopino d’oro”

La redazione di Fratello Illuminato il giorno 8 settembre 2011 sulla pagina facebook aveva bandito il premio “Lo scopino d’oro” da assegnare per queste categorie:

1) Miglior portavoce che porta le voci dentro e fuori gli enti pubblici;

2) Miglior dissestatore di atenei;

3) Miglior poeta classico del Novecento;

4) Miglior detentore di doppi e più incarichi.

Ci sono giunte 387 segnalazioni,sempre sul profilo facebook, e dopo il vaglio ottemperato dalla commissione di garanzia del premio presieduta da Cesari Mori sono risultati vincitori:

1) Per il premio “Lo scopino d’oro” categoria “Miglior portavoce che porta le voci dentro e fuori gli enti pubblici” vince la dott.ssa Lisa Cresti titolare della Robespierre Sas e attuale portavoce di Simone Bezzini presidente dell’amministrazione provinciale di Siena. Per poter ritirare il premio la vincitrice deve far divulgare il seguente comunicato stampa al presidente Bezzini: “Caro Boldrini, in qualità di presidente di uno degli enti che eprimono un membro del cda dell’università ti invito velocemente a riportare i soldi per i libri in onore di Luigi Berlinguer, visto che non è regolare farli pagare ai contribuenti”. Appena esce questo comunicato, una delegazione del cdr di Fratello Illuminato consegnerà direttamente alla vincitrice il premio. Per smistare certe dichiarazioni uno scopino d’oro è utilissimo.

2) Per il premio “Lo scopino d’oro” categoria “Miglior dissestatore di atenei” vince quel fenomeno che ha ordinato gli scopini da 60,00 euro cadauno. Il premio può ritirarlo direttamente in uno dei cessi di Via Roma 56.

3) Per il premio “Lo scopino d’oro” categoria “Miglior poeta classico del novecento” vince Maurizio Bettini autore di quella indigesta e vergognosa Ode a Piero Tosi. Anche lui per ritirare il premio può passare da uno dei cessi di Via Roma 56 (gli basta attraversare la strada e così potrà dotare i cessi della villetta del Glicine di uno scopino di pregio) oppure citofonare Boldrini.

4) Per il premio “Lo scopino d’oro” categoria “Miglior detentore di doppi e più incarichi” vince Alessandro Piazzi, esponente del PD senese, che ricopre contemporaneamente il ruolo di: membro della Fondazione MPS, amministratore delegato di Intesa Spa e amministratore delegato di Estra Spa. Tre incarichi son pochi: urge il quarto incarico e con lo scopino d’oro riuscirà a smistare gli impegni tra un incarico e l’altro. Per ritirare il premio rivolgersi al compagno di partito Maurizio Boldrini, genio inghirlandato di Via Roma 56.

Un’informazione corretta

Mentre la Nazione di oggi dedica un’intera pagina alle vicende dell’ateneo più dissestato del mondo occidentale (prima nella classifica di Kinshasha degli atenei dissestati da torme di stiglianesi e soci), mettendo bene l’accento sull’inettitudine l’incapacità dell’attuale amministrazione e sottolineando come qualsiasi cosa portino in CdA viene sistematicamente buttata a fondo, nonché come l’ateneo sia stato colpito da un’altra “multina” da oltre un milione e mezzo, cosa fa l’ineffabile giornalista europeo Stefano Bisi? Scrive dieci righe dicendo che una vecchia multa TOSIANA (2004) è stata diminuita drasticamente a 100.000 euro. Stop. Dei revisori che bocciano tutto, del fallimento continuo delle operazioni di risanamento e delle varie visite dei Carabinieri in ateneo (l’ultima martedì) se ne guarda bene dal parlarne.

In compenso dedica altrettanto spazio di quello dedicato all’ateneo ad un piccolo biacco avvistato ieri in piazza del campo, la cui rimozione ha richiesto l’intervento dei Marines, dei ROS, dell’esercito e della protezione civile.

Bisi, ma perché invece di insidiare il Focardi per il premio National Geographic, non dici – per fare un esempio – al tuo amico genio inghirlandato di riportare i soldi dei libri in onore del sultano di Stigliano?

Una domanda a Massimo D’Alema sul dissesto dell’Università di Siena

Onorevole D’Alema ci siamo ricordati proprio ora di rivolgerle una domanda in merito al dissesto barbarico dell’università di Siena. Durante l’ultima campagna elettorale per le amministrative gli archivi fotografici hanno catalogato una foto in cui lei passeggia preceduto dal genio di Via Roma 56, Maurizio Boldrini. Abbiamo notato che tra i tanti discorsi fatti si è dimenticato di dire una parolina sul dissesto dell’ateneo senese e tra l’altro una bella condanna dei dissestatori non ci stava male. Crediamo che sia ben informato sulle vicende dell’ateneo visto che  sua moglie è docente presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo dell’università di Siena. Se trova il tempo due paroline sul dissesto le pronunci: magari oltre a parlarne con la consorte provi a chiedere lumi a quel genio che passeggiava davanti a Lei nel suo tour elettorale senese.

Manuale del dissestatore di ateneo. Capitolo 2: mogli, mariti, figli e comunicatori

** E siamo giunti al secondo capitolo. Come si fa a dissestare gravemente un Ateneo? Abbiamo visto che con le mogli un colpetto gli si dà, ma è magra cosa e poi la prima puntata parlava solo di docenti. Per dissestare ammodino bisogna allargare il malcostume senza fare distinzioni di genere e di classe. Quindi per esempio si può, col consenso del rettore pro tempore, mettere tutto in mano a un paio di sindacati, possibilmenti vicino al partito dominante nella città in cui si trova l’Ateneo da dissestare. In questo modo per esempio si può affidare un intero palazzo a Buonconvento per farci il Laboratorio di Accessibilità Universale e, contestualmente, affidare un incarico sine cura alla moglie del sindacalista. Oppure si può sollevare la biblioteca comunale dal peso dello stipendio del marito di un’altra nota sindacalista e assumerlo nell’Ateneo a fare non si sa bene cosa riguardo alla comunicazione. Ma il colpo da maestro del dissestatore professionista è quello di prendere un genio, inghirlandarne le chiome, pagarlo come un dirigente in barba a qualsiasi regola e dotarlo di un’Area comunicazione e marketing che riscuota successi clamorosi in CdA. Costui si sentirà autorizzato a assumere più di 50 persone, a creare una radio ed una serie di eventi denominati Parole & Musica, a fondare un giornalino di Ateneo, insomma a spendere un botto di quattrini PUBBLICI per attività del tutto insensate. Qui sì che si rivela appieno il vero dissestatore. Fra l’altro, oltre a varii clientes (amici degli amici, gente che piace alla gente che piace), si può assumere la propria figlia, che in.fact è proprio brava nella comunicazione*. E recuperare mariti dalle biblioteche comunali come dicevamo sopra. In più, per la rassegna Parole & Musica, si può assegnare consulenze pagate profumatamente a qualche magnifica moglie. Insomma, qui si va sul peso nel dissestare perché tutto questo armamentario, del quale poi non riesci più a liberarti e quindi grava sul fondo di finanziamento ordinario (gonfiato ad arte con voci inesistenti), costa moltissimo, diciamo almeno un paio di milioni l’anno se non di più. Milioni che, non avendoli in cassa, tocca creare artificiosamente commettendo tre o quattro reati alla volta, il più eclatante dei quali è il falso in bilancio che, contrariamente a quanto riporta la vulgata, non è depenalizzato proprio per niente, tanto meno negli enti pubblici. Il tutto nella certezza, per ora confermata, che nessuno ti faccia niente e che, al più, non ti rinnovino i contratti di insegnamento che – per giunta – ti avevano assegnato e ti pagavano pure, di giunta al contratto da dirigente (povero genio!).

Ciliegiona sulla torta, sempre Pierino consenziente e auspicante, potete ordinare 300 volumi di studi in onore del presidente del comitato stiglianese di garanzia del PD (nonché musicologo di chiara fama, ma ne riparleremo). Anche lì tanto avete la certezza che non ci sarà cristo di farveli riportare per riparare ad una infinitesimale frazione del dissesto cataclismico che avete contribuito a creare, mettendo in ginocchio (mica da soli, ci mancherebbe) un’antichissima e prestigiosa università. Ottimo e abbondante.

Nelle prossime puntate: vai con l’edilizia (lì sì che si fa danno serio).

* Salvo, vista la mala parata, grazie evidentemente ad amicizie con faraoni e sultani stiglianesi, dirottarla ad altra amministrazione, fortuna che capita, diciamo, al 5% degli interessati.

** Nella foto: il genio fra i suoi due mentori