Fratello Illuminato risponde: parte una nuova rubrica

Ci arrivano molte domande da lettori affezionati o meno. Abbiamo perciò deciso di cominciare, di tanto in tanto, a rispondere alle domande più frequenti o quelle che cicolpiscono di più. Naturalmente non risponde sempre la stessa persona, ma quello/quella nella redazione che del problema posto ne sa di più. Partiamo quindi con la prima domanda.

Molti lettori, anche a voce, ci domandano come mai, nello sfacelo che denunciamo in alcuni casi sembra che ci fissiamo su vicende alla fine dei salmi piuttosto marginali, come nel caso degli scopini da 60 euro + iva o sui libri in onore del Sultano stiglianese ordinati fuori bilancio da Maurizio Boldrini. Alla fine si tratta di cifre modeste se paragonate alla voragine da 270.000.000 creata dalla banda dei dissestatori.

Risponde Cesare Mori

Questi uffici sono dell’opinione che è anche vero che, soprattutto nel caso dei libri, la cifra sia molto modesta (per gli scopini meno). Tuttavia questi uffici fanno un’osservazione: a forza di 26.210 euro si fanno le voragini, non ne parliamo con cifre tipo quelle di scopini e dispenser che sono molto superiori. Ma non è neanche questo il problema: il problema è che sono, quelli citati, due esempi lampanti e grotteschi, che colpiscono molto l’opinione pubblica, di spreco di denaro pubblico e di prepotenza ed arroganza senza pari. Un ente pubblico come l’università è stato turlupinato da una classe dirigente di veri e propri banditi che non si sono fatti scrupolo di distruggere una prestigiosa istituzione, sperperando cifre iperboliche e – soprattutto – distraendole dal loro obiettivo (che era quello di produrre cultura) per interessi personali propri e dei propri clientes. E’ una cosa vergognosa che ha sortito più di un effetto disastroso. Non cesseremo di battere sulla questione Università fino a che i dissestatori non saranno puniti e costretti a mollare l’osso: dallo scopino alle grandissime truffe costate decine di migliaia di euro. E non cesseremo neanche di sollecitare i magistrati che sopra queste faccende, sebbene abbiano a disposizione una documentazione che fornisce prove inoppugnabili di reati gravissimi, ci dormono sopra. Questi uffici non possono credere che ci sia malafede da parte della magistratura, ma certo non si rende conto della difficoltà in cui mette decine e decine di persone che non vedono l’ora di costituirsi parte civile. Questi uffici non hanno più pazienza: hanno già comunicato a chi di dovere la situazione. La redazione di Fratello Illuminato è decisa a richiedere un’azione del CSM perché non si può dormire sopra a queste faccende.

Non strumentalizzate e non additate impropriamente il nostro blog

Il nostro blog, ribadendolo per l’ennesima volta, utilizza tecnologie, reti e forme di comunicazione coerenti e rispettose delle legislazioni nazionali e internazionali. E’ un blog impersonale e rappresentativo di opinioni, proposte e linee di comportamento condivise; non è ad uso personale e non persegue fini o battaglie personalistiche. L’utilizzo degli pseudonimi, oltre al valore simbolico di riferimento, deriva proprio dalla spersonalizzazione di quanto pubblichiamo o commentiamo. Quindi basta con l’additare il nostro blog come se fosse un’entità pericolosa o anonima o addirittura illegale: questo è il web e l’informazione diversificata e diversa dal resto del sistema dell’informazione. Noi non abbiamo suggeritori; non abbiamo correnti di partito o forze politiche a cui render conto; noi non siamo l’antipolitica e nemmeno un competitore elettorale. Inoltre questo blog è autonomo anche da ambienti che fanno parte di enti pubblici di cui noi affrontiamo le vicende disastrose, come l’università.

Il nostro obiettivo è ben preciso: dare un contributo per ristabilire equilibrio e legalità nella gestione del BENE PUBBLICO e contrastare quei gruppi di potere o di cricca che inquinano il sistema politico e gestionale della cosa pubblica. Il nostro impegno al fianco di coloro che sono impegnati per risollevare l’università, chiedendo giustizia per il dissesto vergognoso di oltre 270.000.000,00 di euro è coerente con il nostro obiettivo e la nomenclatura universitaria responsabile del dissesto è politicamente vicina a coloro che da anni e ancora oggi, pur avendo quasi ottantanni, spingono sempre per controllare tutto e tutti. Liberarsi della zavorra dei dissestatori e dei loro padrini politici non solo sarebbe un BENE per la stessa università, ma libererebbe energie nuove e idee fresche per tutta la comunità senese..

A noi le battaglie personali non interessano, così come non condividiamo l’utilizzo del ventilatore per lanciare veleni su commissione. Il nostro blog è per la legalità e la giustizia sociale: è stato cosi fino ad oggi e lo sarà sempre.

Liberté Egalité Fraternité

Per la redazione di Fratello Illuminato
Maestro James

Che fine ha fatto James Anderson?

Il 17 maggio alle ore 23:29 sulla propria bacheca facebook il candidato del PD Massimiliano Perugini si poneva questo interrogativo di proporzioni internazionali: “Che fine ha fatto James Anderson?” E sempre il Perugini si rispondeva: “ooooooo”…

Ma te pensa quanto è premuroso il Perugini!!! Si preoccupa di avere notizie di James Anderson.

Io ringrazio per la premura e nel contempo gli rispondo che sono sempre stato qui. L’unica differenza sta nel non avere piu’ il profilo su facebook. Una scelta decisa nella nostra redazione.

Siamo tutti qui con il nostro blog Fratello Illuminato.

Se poi il Perugini  non è soddisfatto della mia risposta, nel caso in cui dovesse essere ripescato per entrare in consiglio comunale può tranquillamente presentare un’interrogazione consiliare chiedendo alla giunta di voler sapere: Che fine ha fatto James Anderson?

Tranquilli tranquilli qui nessuno si è persi(o) …

Comunicazione IMPORTANTE!!!

A tutti i lettori di Fratello Illuminato!!! Le difficoltà che avete nella visualizzazione del blog sono dovute a degli aggiornamenti della piattaforma su cui il blog risiede. NON TEMETE!!! Quando vedete apparire la dichiarazione di certificato non verificato è perché ci rifiutiamo di pagare il pizzo alle multinazionali dei certificati e al contempo ci preoccupiamo della VOSTRA incolumità e del VOSTRO anonimato online (oltre che del NOSTRO). Potete tranquillamente dichiarare di essere consapevoli del rischio e procedere con la lettura che sarà INTERESSANTE e VERITIERA come la solito.

La redazione

 

 

Nomen juris et jus nominis

Una delle obiezioni che più spesso si sente fare al “Gruppo Fratello illuminato” è che, non sapendo di chi si tratta, la nostra credibilità è fortemente minata. A parte l’ormai famosa (almeno a Siena) frase di Malcom X “Io sono per la verità, non importa chi la racconta…”, ci sono grandi esempi nella storia (a cui non pretendiamo certo di paragonarci) che hanno fanno grandi cose (almeno come esempio morale) sotto nomi collettivi non idonei a rappresentare alcuna specifica persona: prendiamo “La rosa bianca” (die weiße Rose), il gruppo di resistenza tedesco al nazismo; “la giovine Italia”, ben nota associazione patriottica del XIX sec.… e potremmo anche proseguire…

Se poi passiamo alle persone rappresentate da pseudonimi, l’elenco è sterminato: il “comandante Ebio”, la “partigiana Sonia” (solo per limitarsi ad esempi della Resistenza italiana)… vogliamo poi impedire a Don Diego della Vega di farsi chiamare Zorro mentre combatte contro i soprusi del governo spagnolo nel Nuovo Mondo ? Sono forme naturali di “legittima difesa” che è lecito attuare per chi minaccia pressioni indebite (dal punto di vista del diritto naturale) a chi si ribella (e non mi si dica che nel glorioso “sistema Siena” non ci sono pressioni indebite. E poi è scritto anche nel Vangelo: “Siate candidi come colombe e astuti come serpenti”.

Mi si potrebbe opinare che tutto è opinabile (e ben venga chi opina in questo mondo senza domande). Ancoriamoci a criteri oggettivi ed inopinabili: il diritto (quello che noi ci ostiniamo ancora a leggere).

L’articolo 9 del codice civile (Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 262 e successive modificazioni ed integrazioni) prevede la tutela dello pseudonimo, equiparata alla tutela del nome.

L’art. 33 del D. Lgs. 7 marzo 2005 n. 82 (codice dell’amministrazione digitale) prevede poi testualmente: “In luogo del nome del titolare il certificatore puo’ riportare sul certificato elettronico uno pseudonimo, qualificandolo come tale” … come dire che si può firmare digitalmente un documento e questo è valido come se fosse firmato con nome e cognome … credo che domani prendero la firma elettrinica a nome Otto der Kommissar… quanto poi all’ “und seine Frende” prendetela un po’ come una società commerciale…

Tutto ciò per dimostrare che le obiezioni circa il non svelamento sulla reale identità del nostro Gruppo e dei componenti del nostro gruppo sono solo strumentali e pretestuose. Servono solo a non affrontare i problemi quando non si sa cosa dire.

Otto der Kommissar und seine Freunde Gesellschaft mit beschränkter Haftung (GmbH)