Gennaio 2nd, 2012 — Note redazionali

Il neo-rottamatore della politica senese Franco Ceccuzzi va sostenuto e con forza. Negli ultimi 15 anni veniva preso per i fondelli da tutti: decidevano sulla banca, sull’università, sulla fondazione, sul futuro politico dl Bezzini all’insaputa di Franco Ceccuzzi. All’improvviso, dopo 15 anni, il rottamatore Ceccuzzi si accorge dell’inganno di cui è stato vittima. Quei birboni di Ceccherini, Cenni, Tosi, Mussari, Mancini si riunivano con lui, ma poi decidevano tutto all’insaputa del “verginello” della politica. Ora basta!!
Il nostro Ceccuzzi ha dichiarato guerra alla continuità invocando la discontinuità e reclamando facce nuove. Parafrasando il cantautore Paolo Conte sarebbe più appropriato dire che urge “una faccia in prestito”. Di facce toste e di bronzo in giro quante ne volete, di nuove ancora niente. Ma il concetto di “faccia nuova” nell’immaginario dell’agenzia di comunicazione Robespierre è diverso dal concetto comune di “nuovo”. Qui funziona così. Il Vigni da direttore generale della banca MPS, in futuro, per il concetto della “faccia nuova” così come auspicato da Ceccuzzi, sarà una risorsa per la fondazione MPS: una faccia vecchia per P.zza Salimbeni, ma “nuova” per Via Banchi di Sotto. Il valzer delle poltrone e delle “facce nuove” è solo all’inizio. Una faccia che su tutte trova spazio nel catalogo delle “facce nuove” è sicuramente quella di Alessandro Piazzi. Chi è Alessandro Piazzi? La “faccia nuova” Alessandro Piazzi cresce e apprende la vera scuola politica sotto l’ala protettiva di Luigi Berlinguer e infatti negli anni novanta lo stesso Piazzi insieme a Starnini, Tosi, Carpinelli, Claudio Vigni sono gli uomini di punta del “sistema Siena” voluto dal garante dei garanti Luigi Berlinguer. Il Piazzi è stato docente presso la facoltà di Lettere dell’università di Siena (la famosa facoltà infestata di berlingueriani-tosiani). Udite udite, dal 1992 al 1999 il Piazzi è stato membro del cda dell’università di Siena in parte sotto il rettorato Berlinguer e in parte sotto il rettorato del dissestatore Tosi. E dalla lettura dei verbali di quei consigli di amministrazione si evince con chiarezza il sostegno continuo del Piazzi al rettore Tosi. Nel 1997 viene nominato nel cda di Ticino Vita, Gruppo Monte dei Paschi. Dal 1996 al 2006 è membro del cda di Banca Toscana. Nel 2001 viene nominato vicepresidente del cda di Consumit spa. Nel 2002 è nominato membro del cda di Monte Paschi Banque Parigi. Dal gennaio 2002 riveste l’incarico di amministratore delegato della società Intesa spa e dal gennaio 2008 della società Estra srl. Attualmente il Piazzi è membro della deputazione amministratrice della Fondazione MPS. Insomma, una faccia nuova della politica e un poverello che non ha mai avuto incarichi o poltrone. Come si usa dire in questi giorni: “una faccia nuova” della discontinuità. Di cabine telefoniche ne riparleremo nei prossimi giorni. Oggi soffermiamoci sul rapporto tra Piazzi e la cricca dei docenti e il garante dei garanti. Il Piazzi è stato un sostenitore convinto del rettore abusivo Riccaboni (meglio conosciuto come l’immobiliarista) e per suggellare questo rapporto si era reso disponibile a “forzare la mano” per conto di Riccaboni presso la fondazione MPS. Forzatura non riuscita (per fortuna). Mai negare un aiuto al protetto di Luigi Berlinguer.
Ritorniamo all’attualità delle “facce nuove”. Il Ceccuzzi nei giorni scorsi ha chiesto a membri della Fondazione di fare un passo indietro e lasciare il posto. Come mai il Piazzi non leva le tende dalla fondazione? Su su Piazzi dài un po’ di soddisfazione alla richiesta del rottamatore Ceccuzzi. Niente di tutto questo, anzi, alcuni giornalisti politogi inseriscono addirittura il nome del tosiano-berlingueriano (da non confondere Luigi con il grande Enrico) Alessandro Piazzi tra i papabili alla successione sia di Mussari che di Mancini. Le conclusioni e le riflessioni sulla “faccia nuova” Alessandro Piazzi le lasciamo a chi legge questo nostro intervento.
Premesso che quanto appena scritto è documentabile, siamo a consegnare delle domande alla “faccia nuova” Alessandro Piazzi e alla comunità tutta.
1) Caro Piazzi con riferimento al suo interessamento per conto di Riccaboni, ci potrebbe spiegare con chi intendeva forzare e a che scopo?
2) Ci potrebbe spiegare, il professore Piazzi che tipo di contratto aveva con la facoltà di lettere dell’università di Siena e da chi era stato chiamato a coprire il ruolo di docente?
3) Ci potrebbe spiegare, il professore Piazzi, che giudizio aveva sull’operato del rettore Tosi?
Le domande non sono complicate e sono tutte documentabili.
Settembre 29th, 2011 — Note redazionali
Quello che stiamo per raccontarvi si è svolto nella mattinata di oggi intorno alle ore 10:45 al’interno di un bar (o caffè) posizionato nella direttrice che da Siena conduce a San Rocco a Pilli (fraz. del comune di Sovicille, dove si trova anche la fraz. Stigliano). Ci sono tutti gli elementi per ricordare la celebre canzone “29 settembre” di Lucio Battisti: “Seduti in quel Caffè…” non pensavano a te, ma alla Banca e alla Fondazione..etc.
Questi quattro amici di vecchia data seduti al tavolino “esterno bar” accanto alla pianta (alta mt. 1,68) che separa il piazzale del bar dalla strada che conduce ad alcune ville stellari sono proprio sfigati. Chi c’era a prendere il cappuccino (e non il caffè macchiato o l’orzo in tazza grande o un succo d’ananas o un succo alla pera)? Il nostro corrispondente all’Avana (oggi in Val di Merse) il giornalista e professore Paco Pachese.
Precisiamo fin da subito che questi quattro “geni” non fanno parte degli enti nominanti la Fondazione e Banca MPS e quindi quanto stiamo per raccontare non viola i segreti dei palazzi autunnali delle nomine. Naturalmente i quattro sono conoscitori e frequentatori della politica e delle poltrone e nel loro chiacchierare riservato (mica tanto visto che il professore Pachese è riuscito ad ascoltare tutto) si sono fatti sfuggire delle futuribile proposte di nomine per la Banca e la Fondazione MPS. Se l’episodio non fosse successo di mattina e con del solo caffè e niente alcol potevamo pensare che i quattro nel dire certe cose erano ubriachi: invece erano sobri e forse quello che hanno detto in cuor loro lo ritengono plausibile e rispecchia le volontà del loro gruppo politico di riferimento.
Il coordinatore del tavolo indicando con il dito il cielo prospettava questo scenario di nomine.
“Per il consiglio di amministrazione della Banca si prospetta la nomina di Sandro Starnini al posto di Fabio Borghi e probabilmente al posto di Rabizzi la nomina di Luca Romani (area Rosy Bindi)”… colpo di tosse e poi ricomincia a parlare delle probabili nomine della Fondazione(giocano in anticipo???)…” per la sostituzione di Paola Rosignoli in Fondazione non sarebbe male far nominare Gabriella Piccinni (professoressa tosiana e accanita sponsor della vecchia area comunicazione gestita da Boldrini). In questo modo noi siamo garantiti e metterebbero in difficoltà politiche Laura Vigni (che non direbbe di no alla nomina visto che la Piccinni è stata una sua sostenitrice in campagna elettorale)”.
A un certo punto, così come raccontato da Paco, il vice coordinatore del tavolo se ne esce affermando che “un altro nome che riscuote successo per essere nominato in Fondazione sarebbe uno degli economisti del PD: Giulio (Guido??) Carli, attuale segretario del Pd di Siena. “Su questo nome però noi abbiamo qualche dubbio perché se non sbagliamo l’economista Carli è un dipendente della Provincia di Siena (e quindi lavorando presso un ente che nomina i membri della Fondazione MPS non può essere nominato). O forse non ci lavora più in provincia e quindi non si esclude la nomina di questo economista alla Fondazione MPS?
Con tanti problemi son tutti a rincorrere nomi e a studiare strategie e pensare alle nomine (“pensare” con i nomi che circolano è una parola grossa): ma a lavoro non ci vanno mai questi strateghi?
PS. Per l’occasione ascoltatevi la canzone di Lucio Battisti (omaggio della redazione di Fratello Illuminato)
http://www.youtube.com/watch?v=QzDjV3Ww6YE
Luglio 4th, 2011 — Note redazionali
Lo stile è inconfondibile e la “strategia del fumo negli occhi” identica nel tempo. Ed eccolo il Bisi che ritorna alla carica con i suoi colpi geniali: una sorta di diversivo per tentare di alloggiare nel dimenticatoio le questioni più serie. Lui potrebbe replicare “sono un giornalista” ed è “mio diritto scrivere e proporre quello che mi pare”. Nulla da eccepire, ma questa replica avrebbe un senso nel caso in cui ci dovessimo trovare di fronte a un giornalista e ad una linea editoriale definibile tale.
Ma noi tutti e anche il Bisi stesso sappiamo che non è cosi. Ed è proprio rileggendo e commentando alcuni fatti che continuiamo a considerare il Bisi un soggetto interessato e non un giornalista attento alle questioni senesi.
AEREOPORTO DI AMPUGNANO. Bisi è sempre stato attivo nel sostenere la presidenza Enzo Viani e l’ampliamento dell’aereoporto di Ampugnano e con il suo giornale è sceso praticamente in “pista”. Visto i suoi rapporti con Enzo Viani doveva e dovrebbe astenersi con le sue interferenze giornalistiche sulla vicenda e soprattutto dovrebbe evitare di criticare o additare come ostili allo sviluppo coloro che criticano l’ampliamento di Ampugnano.
FONDAZIONE E BANCA MPS.Da diversi giorni il Bisi ha intrapreso una battaglia giornalistica praticamente contro i vertici e i membri della fondazione MPS. All’improvviso il Bisi si è scoperto giornalista d’inchiesta e di opposizione. Grasse risate in città e in campagna. Ma per piacere: l’hanno capito tutti che il Bisi attacca i membri della Fondazione e guarda caso difende l’ex direttore Parlangeli, sol perché deve difendere le posizioni del suo amico Mussari (presidente della Banca e sponsor di Parlangeli). Perché fa tutto questo il Bisi? Semplice: difendere la sua posizione personale e il rapporto economico tra la Banca e il suo giornale (rapporto economico naturalmente alla luce del sole, ma che non rientra a nostro avviso in un investimento strategico e portatore di utili per la banca). Anche in questo caso, invece di lanciarsi in scoop da novello giornalista finanziario ed ergersi a moralista della gestione della Fondazione, il buon senso dovevo consigliargli di occuparsi del premio per la miglior foto canina.
UNIVERSITA’ DI SIENA. Sicuramente i ritardi della magistratura nelle inchieste sull’Università di Siena sono insostenibili, ma, anche a seguito di una maggiore attenzione nazionale dentro la stessa magistratura, non finiranno nel dimenticatoio e non si perderanno nel porto delle nebbie. Forse Bisi spera questo: anzi in più occasioni non solo si è lamentato dei troppi esposti e di certo non si è mai occupato delle stesse inchieste. In questo caso il giornalista d’inchiesta era in vacanza. Che cosa si inventa oggi sul suo giornale? Promuove nei confronti del suo amico rettore pro tempore Riccaboni la proposta di una laurea ad honorem al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Noi siamo i primi ad esprimere riconoscimenti e stima al nostro Presidente, però caro Bisi non strumentalizzare questa proposta per dare in mano al tuo amico Riccaboni una carta per far passare in secondo piano i disastri dei dissestatori e i fallimenti gestionali dei tuoi amici Riccaboni e Fabbro.
Giornalisticamente parlando, siamo stati chiari e precisi.