Analisi del rapporto tra banca MPS e territorio senese. Perchè mancano le risorse? E come mai Profumo e Viola non rimuovono dall’incarico il capo della comunicazione David Rossi?

Sponsorizzazioni si sponsorizzazioni no? Non è un dilemma ma un problema concreto per banca MPS. Un problema che deriva dai disastri gestionali precedenti all’arrivo di Viola e Profumo alla guida di MPS; e chi c’era a divulgare il verbo di Mussari alla comunicazione e a gestire le sponsorizzazioni,soprattutto quelle in autonomia? Il solito genio della comunicazione e referente dei comunicatori ceccuzziani, colui che in motoscafo ha attraversato il Tevere(ovviamente sponsorizzato da MPS) il genio David Rossi. Segnaliamo due cifre su tutti(basta leggere bilanci della banca): dal 2007 al 2011 le risorse destinate all’area comunicazione gestita da David Rossi e soprattutto l’importo complessivo che a noi risultava essere intorno a 355 milioni di euro e altra cifra(minore),nel settembre 2012(pochi mesi fa) la notizia di un pagamento da parte di banca MPS per la pubbicità alla festa del PD senese in fortezza(leggete qui http://www.linkiesta.it/blogs/trenta-denari/montepaschi-paga-pubblicit%C3%A0-alla-festa-del-pd-di-siena ). Vogliamo parlare della pubblicità da parte di MPS ai giornaletti online e ai settimanali cartacei che stranamente sono gestiti dagli amici del genio David Rossi e in alcuni casi lo stesso,in passato, aveva rapporti diretti anche di lavoro con chi ha ruoli nel settimanale cartaceo.Vogliamo parlarne di queste spese o Profumo e Viola hanno deciso di recidere il rapporto con il territorio partendo da una cifra irrisoria per la banca: quella per le contrade? Il primo vero segnale da dare, cari Profumo e Viola, è la rimozione dal ruolo che ricopre del genio David Rossi, il comunicatore del “no comment”.

Ma perchè le risorse di MPS sono finite? Sono finite per colpa di una gestione disastrosa e dolosa (vedi acquisto Antoneventa e la notizia dei derivati), per non parlare di tutto il resto. Chi ci rimette da questo passato gestionale disastroso:i dipendenti della banca e la comunità senese (vedi l’indebitamento della fondazione MPS).

E cosa ti combina il genio della comunicazione? Oltre al fatto che è impegnato(non ufficialmente) per la campagna elettorale del Ceccuzzi,oltre al fatto che passa il tempo a “tramare” contro gli avversari del Ceccuzzi, oltre al fatto che il genio David Rossi è il commensale di fiducia dell’associazione 53100, quella del giornalista di Stato Franco Masoni e dell’architetto delle poesie russe, oltre a tutto questo, il genio dispensa consigli giornalistici ai giornali locali su come scrivere gli articoli. Così gestiva la comunicazione ai tempi del Mussari così continua con Profumo. Ma il genio è vittima di un complotto dei blog, poverino!!

La domanda per Profumo e Viola è la seguente: perchè non verificate la gestione delle risorse impegnate in precedenza,anche quelle di diretta autonomia del genio Rossi, e solo dopo intervenite per regolare il rapporto con il territorio? Ad esempio perchè non verificate quante sponsorizzazioni per i giornaletti online o per le trasmissioni gestite dall’amico del genio Rossi,il giornalista di Stato Franco Masoni.Perchè a settembre 2012 la banca MPS si impegna a sponsorizzare la festa del partito di Ceccuzzi?

Il leit motiv del genio David Rossi ai tempi del Mussari era “spendi e spandi e noi siamo i migliori e si comanda noi.Stiamo verificando con i disastri compiuti quanto erano bravi. Oggi, Profumo e Viola sono “prigioneri” del groviglio armonioso tanto amato da David Rossi?

 P.S. Non siamo a Berlino ma a Siena quindi le voci girano alla svelta, quindi calma molta calma e cari geni cercate di smetterla con “i ricerchini” e le pressioni improprie alle persone. Noi siamo qui!!!

4 comments ↓

#1 Fratello Illuminato – Il blog » Analisi del rapporto tra banca MPS e territorio senese. Perchè mancano le risorse? E come mai Profumo e Viola non rimuovono dall’incarico il capo della comunicazione... | Monte dei Paschi ... di Sie on 01.19.13 at 11:57

[…] Fratello Illuminato – Il blog – Liberté Egalité Fraternité  […]

#2 Rollo on 01.19.13 at 22:45

Si. Siete qui. Infatti da quanto sei coraggioso stai bene attento a scrivere anonimo. Ma vai a lavorare vai. Vaia vaia vaia vai

#3 Operazione Alexandria on 01.22.13 at 08:55

OPERAZIONE ALEXANDRIA: COSÌ MPS TRUCCÒ I CONTI
TROVATO IN UNA CASSAFORTE L’ACCORDO TRA MUSSARI E NOMURA LA PERDITA CI COSTERÀ MEZZO MILIARDO DI MONTI-BOND IN PIÙ

di Marco Lillo

Il Monte dei Paschi di Siena nel 2009 durante la gestione di Giuseppe Mussari ha truccato i conti con un’operazione di ristrutturazione del debito per centinaia di milioni di euro, di cui oggi i contribuenti italiani pagano il conto. L’operazione è denominata Alexandria, dal nome di un contratto derivato simile a quel Santorini, del quale si è parlato tanto nei giorni scorsi e che scolora di fronte all’ultimo cadavere trovato nelle casseforti di Rocca Salimbeni. L’amministratore delegato, Fabrizio Viola, e il presidente, Alessandro Profumo, hanno scoperto solo il 10 ottobre 2012 un contratto segreto risalente al luglio 2009 con la banca Nomura relativo al derivato Alexandria. Quel contratto impone subito una correzione nel bilancio 2012 da 220 milioni, ma i consulenti di Pricewaterhouse ed Eidos stanno studiando per quantificare il buco reale che è certamente più alto: un autorevole ‘uomo del Monte’, sotto garanzia di anonimato, parla al Fatto di 740 milioni di euro. Il contratto (Mandate agreement) di 49 pagine in inglese è rimasto nascosto per tre anni e mezzo in una cassaforte del direttore generale Antonio Vigni, che lo firmò assieme all’ex capo della finanza Gianluca Baldessarri.

NOMURA, quando si è vista contestare l’accordo, ha sventolato sotto il naso di Viola e Profumo la trascrizione di una telefonata del luglio 2009 nella quale il presidente di Nomura in Europa, Sadeq Sayed, chiedeva espressamente all’allora numero uno Giuseppe Mussari se i contratti legati all’operazione erano stati correttamente comunicati ai revisori dei conti della Kpmg. Il punto è che due operazioni apparentemente slegate tra loro in realtà erano connesse proprio dal contratto segreto e l’una era il rimborso dell’altra. La prima operazione permetteva a Mps di scaricare su Nomura la perdita di Alexandria e così di abbellire il bilancio 2009. La seconda “rimborsava” i giapponesi in quanto, come si dice nella telefonata, il Monte Paschi “entrerà in un asset swap e due operazioni pronti contro termine a 30 anni legate a tale swap”. Mussari, registrato a sua insaputa, conferma al capo di Nomura che le due operazioni sono legate. Poi risponde che “Kpmg è stata messa al corrente” ma poi aggiunge che non aveva ritenuto di inviare ai revisori di Kpmg il contratto segreto “in quanto non si tratta di un documento relativo alla transazione”. Il consiglio presieduto da Alessandro Profumo ha già ricevuto una relazione dettagliata di otto pagine dal titolo “Alexandria” (che il Fatto ha visionato) e una pagina è dedicata anche alle operazioni Santorini e Nota Italia. Alla relazione sono allegate la trascrizione e la traduzione della conversazione Mussari-Sayed su carta intestata Nomura. I consiglieri ne discuteranno il prossimo 24 gennaio, un giorno prima dell’assemblea dei soci che si annuncia infuocata. La storia sembra presa da un libro di John Grisham, ma il giallo finanziario ha una ricaduta immediata sui bilanci dello Stato italiano che ha messo a disposizione i 3,9 miliardi per sottoscrivere i Monti-bond con i quali Mps farà fronte alle sue perdite. Nella sua relazione al Cda, Viola scrive: “A fronte dei possibili impatti patrimoniali derivanti dagli esiti delle analisi relative a tali operazioni strutturate, codesto Consiglio ha deliberato di incrementare di euro 500 milioni (da 3,4 a 3,9 miliardi, ndr) la richiesta al ministero dell’Economia di sottoscrizione dei Monti bonds”.

La relazione prosegue aggiornando il consiglio riguardo “alle attività intraprese (…) in considerazione delle richieste di chiarimento avanzate dalla Banca d’Italia con lettera del 20 novembre”. Richieste preoccupate perché, spiega Viola, “hanno fatto seguito all’inoltro alla Banca d’Italia in data 15 ottobre 2012 di un contratto rinvenuto il 10 ottobre 2012 e sottoscritto già il 31 luglio 2009 tra Mps e Nomura, relativo alla ristrutturazione del titolo Alexandria… (mandate agreement) in proposito si segnala che il Mandate agreement non era presente tra la documentazione consegnata alla Banca d’Italia (…) né ai revisori contabili”. L’amministratore Viola in pratica segnala l’omessa comunicazione all’Autorità di vigilanza commessa dai suoi predecessori e poi spara: nanza, Gianluca Baldassarri e contabilità Daniele Bigi, l’unico tuttora rimasto nella sua posizione al Monte dei Paschi. A Londra c’è il presidente di No-mura Europa con quattro dirigenti, due dei quali italiani.

I PM SENESI Antonino Nastasi e Giuseppe Grosso, che indagano già sull’acquisizione di Antonveneta nel 2008, stanno cercando di capire se e quali reati siano stati commessi. “Tale verbale – scrive Viola – è stato già acquisito dalla Procura della Repubblica” e anche da Bankitalia e Consob. Viola prosegue spiegando perché il contratto e la telefonata impongono di contabilizzare subito una perdita maggiore di 220 milioni di euro. La ragione del restatement, cioè della correzione contabile è che l’errore era “determinabile sulla base di informazioni esistenti al tempo”. Poi Viola ripercorre la storia del contratto segreto: “Mps decide di migliorare la tipologia del rischio finanziario cui era esposta con il note Alexandria”, un derivato basato sui rischiosi mutui ipotecari. Incredibilmente Nomura, prosegue Viola, “si è resa disponibile a scambiare” questo pessimo investimento “con una credit linked note con sottostante titoli subordinati bancari e garantita da obbligazioni emesse da GE Capital European Fund (più sicure dei mutui ipotecari, ndr) ed è questo scambio a realizzare il miglioramento del profilo di rischio”. No-mura insomma accettava un baratto tra spazzatura e oro (che permetteva a Mussari di chiudere in utile) perché in cambio il Monte comprava i rischiosi derivati di Nomura. Proprio quelli descritti nel contratto segreto.

#4 RASSEGNA STAMPA WEB del 23 gennaio 2013 « BIANCACLEMENTE on 01.23.13 at 07:16

[…] –        Analisi del rapporto tra banca MPS e territorio senese. Perchè mancano le risorse? E come mai Profumo e Viola non rimuovono dall’incarico il capo della comunicazione David Rossi? (…) […]