Entries from Giugno 2012 ↓

Tommaso Occami. Ma con che faccia si possono fare certe affermazioni?

Incredibile! L’articolo che oggi Ceccuzzi ha scritto per l’Unità dal titolo: “Il futuro di MPS e la necessitá di dialogo e coesione”. Articolo che probabilmente é stato scritto dalla sua casa di Vignano e inviato alla stampa. Che abbia scelto l’Unità per le sue esternazioni non è casuale. Ma con quale dignità morale e politica lei signor Cecuzzi si permette di parlare ancora del Monte dei Paschi e del suo futuro? Addirittura di esprimere solidarietà nei confronti dei lavoratori dopo tutto quello che sta accadendo. Quando lei signor Ceccuzzi ha responsabilità che condivide totalmente con Mussari. Insieme avete nominato, scelto chi promuovere e chi punire, avete utilizzato la Fondazione e poi la Banca per distruggere gli avversari. La banca è stata letteralmente saccheggiata con la complicità di persone che non potevano e non sapevano impedire tale spoliazione come il direttore Vigni. Circondato, quest’ultimo, da uno staff di persone super pagate, scelte sul piano della piena condivisione ai voleri del capo. In alcuni casi braccio armato del partito in banca.

Ma si é accorto lei signor Ceccuzzi di quello di cui anche un cretino si accorgerebbe? Ciò che certifica chiaramente il piano industriale: la banca è fallita. Che i Tremonti Bond, che costeranno diluizione di capitale se non saranno restituiti gli interessi allo Stato, sono li pronti per essere rimborsati dal futuro compratore del Monte. Che lo Stato ha di fatto commissariato la banca. Lo stesso Presidente Profumo si prende un arco di tempo per rimettere in sesto le cose che non è il 2015, come potrebbe sembrare, ma il 2020. La banca è stata saccheggiata e la cosa peggiore è che il valore di riferimento che è stato alimentato in questi anni è il malcostume. Si è vero ci sono state le scelte sciagurate dell’acquisizione Antonveneta e di un numero sproporzionato di BTP, ma il problema principale è interno nella gestione operativa e in quella della conduzione del personale. Con il silenzio complice del sindacato. Non ci venga a dire che la scelta di alcuni capi area non sia avvenuta esclusivamente avendo come criterio l’appartenenza politica e che lei non ne fosse a conoscenza. Non ultima la scelta di Pieri in Fondazione. Non vi pavoneggiavate voi del PD sui piani industriali sfornati a ritmo incessante dal Mussari e dal Vigni dove si prefiguravano scenari paradisiaci? Signor Ceccuzzi l’ultimo piano industriale risale a un anno fa e prometteva risultati da favola. Risultato Operativo Netto: superiore ai 3 miliardi di euro (oltre 2,1 miliardi nel 2013) con benefici per gli azionisti di più di 2 miliardi di euro di dividendi nel 2011-2015. Sostegno all’economia: 37 miliardi di euro di nuovi crediti nei prossimi cinque anni. Non sono i “valori” su cui lei ex sindaco ha incentrato la sua campagna elettorale? Le sfugge che a fronte di 1000 sportelli comprati ne saranno fra chiusi, venduti o eliminati circa settecento? E lei ci viene a parlare di: indipendenza strategica, redditività aziendale, vicinanza e condivisione delle soluzioni, di coesione e di solidarietà ai lavoratori. La smetta di raccontare favole e di fare il politicante del momento; abbia almeno la compiacenza di ammettere le sue responsabilità. No! Una cosa in più la potrebbe fare: lasciare la sua attività pubblica insieme ai suoi più stretti collaboratori. A partire dal suo amico Bezzini che parla ancora di diversificazione degli investimenti della Fondazione. Basta! Questo gesto, l’uscita dalla vita pubblica, sarebbe apprezzato non solo dai dipendenti del Monte, ma anche dalle loro famiglie. Che vedrebbero finalmente avverarsi la discontinuità, quella di chi sbaglia e va a casa. In questo caso ciò dipende, non appartenendo lei al circolo ristretto dei banchieri dell’ABI, solo dalla sua volontà e dimostrerebbe almeno una dignitosa coerenza. Forse l’unica dignità politica che può ancora rivendicare.

T.O.

P.S. A proposito di piani industriali guardate queste prime pagine del Piano Industriale 2011-2015, quello presentato in epoca Mussari e su cui Ceccuzzi ha vinto una campagna elettorale raccontando, evidentemente, un sacco di fole. Vi ricordiamo tra l’altro che quando fu detto che ci voleva un altro aumento di capitale nel 2011 Mussari minacciò querele che, ovviamente, non sono mai partite perché nel luglio 2011 è stato effettivamente dato il via ad un secondo aumento di capitale per 2,4 miliardi di euro.

minchiate2011

Il gruppo dirigente del PD senese ha messo in ginocchio la città e con tutti i problemi che hanno creato pensano bene di baloccarsi con la nomina del nuovo segretario provinciale e a organizzare la festa in Fortezza

Ci risiamo con la politica da paese dei balocchi. Tutto precipita e questi si gongolano con l’elezione del Guicciardini. Ma un minimo di vergogna per come avete ridotto la città e il sistema economico non vi passa per la testa? Evidentemente no.

 La gestione del gruppo dirigente del PD legato al Ceccuzzi e al Mussari e a Luigi Berlinguer hanno in ordine:

  • Messo in ginocchio l’università;

  • Messo in ginocchio la banca;

  • Hanno portato la città al commissariamento;

  • Hanno fallito nella gestione dell’aereoporto di Ampugnano;

  • Hanno vanificato il rilancio del Santa Maria della Scala;

  • E altre infinite cose negative.

 Avete il coraggio di negarle queste cose?

Oggi sono tutti contenti e felici dentro il gruppo dirigente del PD perchè hanno nominato il nuovo segretario. E allora? I problemi sono sempre gli stessi e peggiorano. Rispettate almeno la città e rinunciate alla festa del partito in Fortezza. Non c’è da festeggiare un bel niente.

I ricerchini sono roba da fascisti e/o da mafiosi

Salve, vi chiedo tanta pazienza, perchè vi voglio raccontare una storiella.
Essendo nato e vissuto a Siena, ho quarantuno anni portati abbastanza bene, essendo contradaiolo e avendo vissuto nel profondo tutte le stagioni che la mia età mi consente, conosco come tanti di noi i vari modi di fare che in questa città andavano di moda.
Questa volta vi parlerò dei “ricerchini”.
Quando s’era ragazzi capitava spesso per tanti motivi più o meno futili di leticare, vuoi per le citte, vuoi per la contrada, vuoi perchè semplicemente appartenevi a gruppi diversi e volevi semplicemente prevalere.
Succedeva che spesso le davi, a volte le buscavi e a volte non contento di com’era andata, siccome dall’altra parte c’era qualcuno particolarmente coriaceo, gli si organizzava il “ricerchino”.
Ve lo sintetizzerò a fasi per una più semplice comprensione:
1 S’andava in giro a dire che se si trovava questo qui, che rompeva le palle e non si domava, gli si faceva un “muso così”.
2 Ci s’informava dove stava e che faceva.
3 Si girava sempre in gruppo per fargli paura quando e se si trovava da solo.
Io questi ricerchini, da senese come sono, l’ho fatti e l’ho subiti. L’ho più subiti a dire il vero, e quando capitava, senza falsa modestia ci rimanevano parecchio male.
Ora mi è successo che qualcuno di questi del groviglio abbia fatto dei “ricerchini” con qualcun’altro per telefono, per informarsi di cose che sanno tutti, vale a dire chi sono e che faccio e compagnia bella, visto poi che mi sono esposto senza problemi.
Anche qui riassumerò in fasi il mio pensiero.
1 Non mi fanno paura i ricerchini.
2 Non mi faccio condizionare da chicchessia, ma penso e agisco, assumendomene le responsabilità come cazzo mi pare nel rispetto della legge.
3 Continuerò dando l’esempio alle mie figlie e a chi mi vuole bene a lottare in quello in cui credo.
4 Quello in cui credo non collima con il groviglio.
5 Chi ce l’ha più lungo se lo tira.
Un abbraccio a tutti.

Bastardo Senza Gloria

Ma almeno un cretino, non pretendiamo un intelligente, che dica qualcosa sul Criccaboni ci sarà?

Noi non siamo sofisticati e conosciamo bene il sistema omertoso che regna nel sistema universitario italiano; e qui a Siena dentro l’ateneo è peggio di Messina. Esiste un vero e proprio sistema di complicità, abusi, illegalità e copertura giornalistiche tipiche di una sottocultura mafiosa.

Dissestano e fanno finta di niente; si fanno tagliare lo stipendio e solo in pochi reagiscono; eleggono con una truffa il rettore e fanno finta di niente. Quando negli anni novanta ascoltavamo alcune trasmissioni televisive, tipo Samarcanda, diversi intervistati in Sicilia affermavano che “la mafia non esiste”. Il clima dentro e intorno all’università rispecchia quella sottocultura della negazione.

Ma almeno un cretino, non pretendiamo un intelligente, che reagisca e monti sul colonnino di Piazza e dica delle cose nei confronti del dissestatore Criccaboni ci sarà o “la mafia non esiste”?

Il Criccaboni le scrive anche le sue manifeste incapacità a risanare. Basta leggersi i comunicati che gli pubblicano i giornali amici cartacei e online.

Il Criccaboni ha scritto questo: “Sul fronte economico-finanziario, mentre ho evidenziato che le previsioni sulla liquidità dell’Ateneo sono soddisfacenti, ho altresì manifestato la possibilità che emergano criticità dovute alle limitazioni imposte dal MEF al “tiraggio”, ossia alla possibilità di disporre dei fondi presenti sul conto della Tesoreria unica, come conseguenza dei parametri assai rigidi di tale meccanismo della finanza pubblica. L’Amministrazione si sta attivamente impegnando per affrontare al meglio tali questioni”.

 Da quando si è insediato abusivamente non passa giorno che non dica “L’Amministrazione si sta attivamente impegnando per affrontare al meglio tali questioni.” Si sta attivando, si sta attivando, ma non fa una beata minchia per predisporre un piano di rilancio e gestionale.

Nel resto del discorso del Criccaboni appare chiaro che stante le cose tra non molto, vedi ragionamento sul tiraggio, si concretizzerà il rischio di non pagare nemmeno gli stipendi. Se la rifà con i parametri rigidi, mica ammette che lui e la condannata non hanno fatto niente e sono due incapaci. Vediamo se lo tirate fuori dal rettore e fate ripartire seriamente l’ateneo. “La mafia non esiste”.

Ma è vero o non è vero di un intervento del Mancini nei confronti del ministro Profumo a favore di Riccaboni?

Ci giungono nootizie non confermate di un intervento da parte di Gabriello Mancini presso il ministro Francesco Profumo a favore di Riccaboni. La nostra non è un’affermazione, è una richiesta di conferma o di smentita. Iniziamo a capire che a qualcuno sfugge il ruolo rovinoso svolto dalla permanenza di Riccaboni e Fabbro ai vertici dell’Ateneo. Non l’hanno mica ancora capito alcuni, che sulla carta sembrerebbero anche vispi, che se continuano a lasciare sul seggiolone quei due finiranno per scontare molto di più di quanto non hanno scontato sino ad oggi, oltre ad arrecare un ulteriore danno pesantissimo alla Città. Comunque: rispondete pure che noi rimaniamo in attesa per altri due o tre giorni, non di più. Dopodiché compulseremo le nostre sacre scritture e ne faremo partecipi i Cittadini ignari delle porcherie che vengono continuamente perpetrate sulle loro teste.

Tommaso Occami. Di qualcuno sarà la colpa oppure no?

Oggi è veramente difficile scrivere! I pensieri si accavallano uno dopo l’altro, troppo velocemente e non lasciano spazio alla sistemazione, all’ordine che la scrittura richiederebbe. Provo a buttarli giù chiedendo al lettore un po’ di comprensione e lasciando a lui il duro compito della sintesi. Avevo dato una piccola credibilità alla volontà del Ceccuzzi di separare la politica dalla gestione della banca, ma dopo quello che è accaduto ieri, con l’ennesimo intervento della politica e l’ulteriore tranche dei Tremonti Bond, tutto è miseramente naufragato. Dietro alla separazione tra sfere di competenza diversa avevo letto la volontà di ammodernamento. Ciò che sarebbe dovuto passare dal riconoscimento del mercato e dal rapporto corretto con quest’ultimo. Con la conseguenza l di un riposizionamento anche culturale della città. Sì culturale! L’apertura a quei valori che da sempre disattesi hanno bloccato lo sviluppo di Siena e della Toscana da anni e anni. Quel modo di lavorare che sconfigge le rendite di posizione, che si misura costantemente con il merito, che fa entrare aria fresca nei vari apparati di governo, che rifiuta la logica amico, nemico come quella della tessera di partito. Non è mettere un nome al posto di un altro che certifica la discontinuità, signor Ceccuzzi, ma la realizzazione di un progetto innovativo. Progetto che lei non può e non potrà interpretare perché lontano anni luce dalla sua visione del mondo. Facciamo un esempio: Profumo! Quello del mercato, quello che non fece i Tremonti Bond all’Unicredito e che ricorse a dei soci privati. Perché all’epoca riteneva l’intervento statale improprio rispetto agli obiettivi della concorrenza e della sana gestione di un impresa bancaria. Guardate che fine ha fatto! Come potete vedere non è il nome che segna la patente di innovatore, ma un progetto che nel contesto senese è assente. Mancanza che condanna il nostro territorio alla marginalizzazione e alla decadenza. In molti avevamo sperato che la crisi del Monte potesse far prendere coscienza dei veri mali che affliggono Siena e aprire nuovi scenari. Così non è e non sarà anche se poi tutti noi dovremo inevitabilmente fare i conti con delle scelte sbagliate. I Tremonti Bond non risolveranno i problemi e ci sarà bisogno di un nuovo aumento di capitale. Con l’inevitabile risultato che fra poco tutto sarà più difficile e più costoso. Ma non voglio e non posso dimenticare l’avvocato Mussari scomparso dalle cronache che si riferiscono al Monte dopo la nomina alla presidenza dell’ABI, tanto caldeggiata dal suo successore. Tutto torna drammaticamente! E tutto torna sulle spalle dei Senesi, impauriti e in molti casi male informati che preferiscono il dato immediato piuttosto che la durezza del ragionamento. Convinti che tanto non succede nulla, che ci si è sempre fatta e che si continuerà a farcela. I provvedimenti del governo da qualcuno potrebbero essere interpretati in questo modo, senza comprendere la trappola che nascondono. Che ben si evidenzia dalle prime riflessioni a caldo sul piano industriale appena presentato. Prima considerazione è previsto un aumento di capitale di un miliardo e vedremo come sarà recepito dalla Fondazione che teoricamente ne dovrebbe sottoscrivere ben 360 milioni di euro. Teoricamente perché non ha un euro, non avrà dividendi, anche questo scritto nel piano industriale e deve rimborsare 350 milioni di euro entro i 2017. Esuberi per 4.600 unità. Una parte, probabilmente, sarà recuperata con l’esternalizzazione dei servizi e dei dipendenti. Dipendenti che quasi sicuramente perderanno lo stato di bancari. Chiusura di 400 filiali che facendo il conto alla Mussari fanno circa quattro miliardi di euro e che saranno buttati al vento. Se sommate gli interventi dello Stato, con l’aumento di capitale e i provvedimenti previsti dal piano industriale vi rendete conto a che livello di drammaticità la gestione del PD ha portato la nostra città. Non meritano neppure la considerazione degli interlocutori. Bisognerebbe impostare il lavoro politico nell’ignorarli e pensare veramente ad altro. Un tipo di atteggiamento e di pensiero totalmente libero che raccontando il male che hanno fatto a Siena li marginalizzi definitivamente.

T.O.

L’economista Paco Pachese. L’asse Mussari-Profumo, il dissestatore Criccaboni, la questione morale e i mistificatori comunicatori

Affronto di petto la questione della mistificazione della realtà e i meccanismi che regolano la comunicazione al cittadino. Quando il professor Piero Tosi praticava la gestione del dissesto che cosa dicevano i giornali e che messaggio circolava dentro l’ateneo e in città? Va tutto bene, e infatti oltre 200 milioni di dissesto. Primo esempio di mistificazione attraverso la comunicazione. Durante la gestione politica ed economica di Mussari e Ceccuzzi che cosa veniva trasmesso ai cittadini? Siamo i migliori del mondo e tutto gira alla grande. Infatti tutto gira di merda (scusatemi la forzatura linguistica)

Il tentativo di riproporre quel metodo e quel tipo di mistificazione è già in corso, coordinato e preparato dalla solita agenzia Robespierre (quella che gode di appalti ben pagati dagli enti locali e nel contempo gestisce la comunicazione del PD). Come? Anche se trova il tempo che trova, basta leggersi il blog Elio Fanali gestito dal fazioso, collaboratore della Robespierre, Alessandro Lorenzini. La teoria del filogroviglio consiste in questo: catalogare tutti quelli che sono contro Ceccuzzi come gufi e distruttori; la realtà è bella, i problemi sono pochi e le cose funzionano. Ma vai a in quel posto (mi sono mantenuto educato).

Ecco perché la città e le istituzioni sono alla deriva; anche per colpa di questi faziosi e giocolieri della mistificazione della realtà.

 L’asse Mussari-Profumo. Sul primo pende una richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Siena; Profumo è stato rinviato a giudizio. I due sono solidali e insieme hanno concordato tutto: Profumo alla presidenza di MPS e Mussari con il sostegno di Profumo e di quel PD che ha voluto il rinviato a giudizio alla guida di MPS, alla guida dell’ABI. Da oggi sappiamo che il PD sponsorizza il maggiore responsabile della crisi di MPS alla guida dell’ABI e sempre il PD (a Siena Ceccuzzi) ha sponsorizzato uno sotto processo per maxi frode fiscale. In Inghilterra si sarebbero ribellati anche i tombini. Negli Stati Uniti, paese molto duro in materia di giurisprudenza economica, qualcuno sarebbe già dietro le sbarre. Io ho sostenuto che quella di Ceccuzzi era continuità e non discontinuità e infatti il banchiere del PD Alessandro Profumo in perfetta armonia e continuità con Mussari ricorre nuovamente ai Tremonti bond. Perchè non dite le verità sulla reale situazione di MPS e il vero motivo del ricorso urgente ai Tremonti bond?

 La fine dell’ateneo senese. O sono stupidi o son corrotti o son menfreghisti. Non ci sono alternative per catalogare coloro che si rifiutano di affrontare il problema ateneo senese. Criccaboni è un dissestatore e gestisce l’ateneo come una cosa privata e attraverso una rete di complicità in stile associazione finalizzata a rovinare il poco rimasto. Altri due o tre mesi con questo dissestatore e la situazione sarà irreversibile. A quel punto guardatevi intorno.

C’è una questione morale che pesa come un macigno nella politica senese e i gruppi dirigenti perseverano con i rituali stantii. Alcuni di quelli che anni fa rivendicavano la superiorità morale e applaudivano il lancio delle monetine oggi dovrebbero essere sommersi da quelle monetine che sono state dilapidate dall’economia senese e dalle casse delle istituzioni.

 Prof. Paco Pachese

Ester Cicala. Şieu Capitale dei Vampiri 2019. E il ritorno della moda dei bond

Ho deciso in fretta e in furia e ho prenotato un viaggio nella suggestiva città di Şieu. Ricordatevi che Şieu si scrive con la Ş con la cediglia di sotto. Sono pronta per questo viaggio erotic-culturale e gutturale. Şieu è un comune della Romania ubicato nella regione storica della Transilvania. Che piacere intenso ritornare nella terra di Vlad. Mi sento un po’ vampira durante le notti insonni. Il mio arrivo in Transilvania coincide con l’inaugurazione del comitato promotore per “Şieu Capitale dei Vampiri 2019.” Cerca cerca ho trovato anche l’Inno ufficiale della Transilvania:

“Oh, Transilvania, sei un magnifico paese, potente e ricco, cinto dai Carpazi, e di verde campagne, con l’oro del grano e il regno delle tue vigne.

Oh, Transilvania, sei una verde culla per ognuno dei tuoi figli. Tu accontentarci tutte le Tue nazioni, con una corona di eterna gloria sull’altare della Patria.

Oh, Transilvania, sei un gioiello di lingue e confessioni differenti nei canti e nei loro versi, ma tutti sono uniti nella stessa preghiera davanti al Trono divino.”

Per gli abitanti di Şieu l’appuntamento con l’inaugurazione del comitato per Capitale dei Vampiri 2019 è un sacco bello. Tante le iniziative in programma per l’inaugurazione: la proiezione del film DRACULA MORTO E CONTENTO di Mel Brooks, un ballo vampiresco, la corsa del sacco e il lancio delle cazzate culturali. Un programmino bello, anzi un sacco bello.

Prima di partire volevo segnalarvi due fatti di cronaca mondana. E’ finita la moda del bondage e riparte quella dei bond, meglio conosciuti come i Tremonti bond. La differenza tra il bondage e la moda dei bond? Il bondage è un insieme di pratiche sessuali basate su costrizioni fisiche come legature, bavagli e più in generale sull’impedimento consenziente del movimento. La moda dei bond consiste nel legarsi completamente i coglioni dell’economia ai tassi d’interesse e alle già dissanguate casse dello Stato. Con il bondage almeno godiamo noi umili cittadini, con i bond godono sempre i soliti giocolieri della finanza. Non sarà il caso di pagare un bel viaggio verso Şieu a Tremonti, a Mussari, a Ceccuzzi, a Profumo, anche perchè quanto è successo alle istituzioni senesi è catalogabile in una vera e propria azione politica-economica vampiresca. Caro cittadino e caro dipendente della banca godi con i bond. Un sacco bello.

Ma il ministro Francesco Profumo perchè si gira dall’altra parte? Il MIUR come il “solito posto”? Quella di Criccaboni è una vicenda da repubblica delle banane

Addirittura l’esperta di neutrini, la stiglianese Gelmini, aveva nominato (dietro pressioni di Luigi Berlinguer) l’abusivo Criccaboni con la formula sub judice; nel senso che appena concluse le indagini della magistratura (cosa già avvenuta) avrebbe revocato il decreto di nomina. La neutrini non è più ministro e quindi il neoministro Francesco Profumo ha l’obbligo di annullare il decreto di nomina. Carta canta e il non adempimento alla formulazione della nomina “sub judice” prefigura una palese omissione. Una cosa del genere è tipica delle repubbliche delle banane: il disprezzo costante della legalità e del decoro istituzionale. Siamo anche stupiti del fatto che nessun parlamentare del centrosinistra, nessuno, escludendo quelli che si sono recati da Profumo per chiedergli di aiutare Criccaboni, sia intervenuto per far ripristinare la legalità. Politica da repubblica delle banane. Sul Criccaboni non abbiano niente altro da dire rispetto al solito. Criccaboni a nostro avviso è il tipico caso da magistratura. Prima delle ferie estive naturalmente.

 P.S. Abbiamo letto nella rassegna stampa che il Criccaboni e gran parte del cda (pieno di filodissestatori e menefreghisti e complici del Cricca) si sono rifiutati di far discutere una mozione di sfiducia nei confronti della condannata dalla Corte dei Conti Ines Fabbro, adducendo la motivazione che il cda non ha titolarità per la sfiducia. Ah no? E quale sarebbe il luogo titolato? Forse il solito posto, dove riuniti in fila fate la gara a chi piscia più lontano e chi vince decide la sfiducia? Ma non vi vergognate di girare per le istituzioni? Roba da paese privo di senso di decoro e di legalità. Ricordiamo a tutti che Criccaboni è il rettore di riferimento del PD senese sia degli ex DS che degli ex margheritini.

Conflitti d’interesse? Eventualmente la fondazione MPS chieda le dimissioni di Tania Groppi dal cda della banca

I rumours si sa sono rumours e quindi per ora facciamo un ragionamento da verificare. Circolano rumours circa l’ingresso nell’azionariato della banca MPS da parte della Cassa depositi e prestiti guidata da Franco Bassanini (presidente di Astrid) o eventualmente di un fondo partecipato al 90% dalla Cassa depositi e prestiti. Se questi rumours dovessero concretizzarsi riteniamo necessarie le dimissioni di Tania Groppi (membro di Astrid) dal cda di banca MPS. Così, semplicemente.