Entries from Agosto 2011 ↓

Il problema della crisi economica senese? Le tette al vento e una flanellata alla finestra

L’immancabile giornale d’inchiesta del solerte ed europeo giornalista Bisi rimette al centro della discussione e dell’agenda istituzionale di questa città un problema che sta sconvolgendo le notti e le tasche dei senesi: una flanellata da una finestra. Urge convocare i consigli comunali e provinciali per costituirsi parte civile contro la blasfema, la femme fatale, la peccatrice estiva. Quelle tette al vento e quelle effusioni mettono a serio rischio la stabilità sociale ed economica della città. Non possiamo tollerare simili sconcezze: siamo nel 2011 e non sono consentite manifestazioni lascive ed eccitanti. Poi la gente non dorme e rischia di dedicarsi a gesti manuali rischiosi per gli occhi e la vista. Convocare urgentemente il soviet degli oculisti e il soviet della censura sessuale. Ma fatela finita … fatela finita!!!! All’ateneo si sono trombati 270.000.000 di euro, le aziende sono in crisi e le famiglie e i giovani stentano a sbarcare il fine mese. Ammettiamo pure che la ragazza è stata imprudente e poco educata verso la piazza durante il palio: ma chiudiamola li, non ci ritornate sopra.Poi puo’ darsi che questi scoop e queste inchieste del Bisi servono per rafforzare il carattere europeista e quindi con questa mossa salire la classifica delle città europee. O forse queste notizie e queste inchieste dal sapore bacchettone e ipocrita servono per spostare l’attenzione su problemi frivoli per nascondere quelli reali e che interessano i cittadini. Volete processare la peccatrice? Vogliamo bruciarla come facevano con le streghe? Vogliamo linciarla mediaticamente? Fate pure e scandalizzatevi: per gli ipocriti lo spazio non manca mai e quando avete finito cercate di trovare il tempo di mettere nell’agenda politica problemi seri. Denunciate anche noi: meglio due tette al vento che una banda di dissestatori e di menefreghisti della politica.
Viva L’Italia laica e democratica!!!
ps. Noi non abbiamo mai scritto e non scriveremo mai nulla sul Palio: ma secondo voi tutta questa enfasi su un episodio di cui non si era accorto quasi nessuno, come del resto le cazzate scritte dalla Brambilla, serve al Palio? A volte evitare di parlare e scrivere( con il risalto alle polemiche contro il Palio) aiuta a preservarsi da polemiche piu’ grosse e mediaticamente piu’ rumorose.
http://www.youtube.com/watch?v=MJ_QT4ymABU

Storia indecente del reintegro del pensionato Luigi Berlinguer

*Avevamo ragione in pieno quando abbiamo scritto che tra il Grande Enrico Berlinguer e il pensionato garante Luigi Berlinguer la differenza era abissale: naturalmente noi sposiamo le tesi della questione morale di Enrico Berlinguer.

Correvano gli anni 2003 e 2005, quindi gli anni in cui il dissesto dell’università di Siena sotto la gestione del faraone Piero Tosi galoppava al massimo e i risultati nefasti sono sotto gli occhi di tutti: compresi quelli dei magistrati di Via Franci.

La storia che vi raccontiamo (tutta documentata) illustra in pieno quello che Giuseppe Mascambruno nel 2009 aveva scritto nel suo editoriale sul “Quotidiano Nazionale” in merito al dissesto dell’università di Siena (quelli del PD senese potrebbero prendere appunti): “Siena che è in un’apnea tale da mettere a rischio anche gli stipendi dei dipendenti … È difficile immaginare che si possano tappare autentiche voragini scavate negli anni dalla vergogna gestionale di chi ha privilegiato la clientela politica e baronale a difesa degli interessi propri e delle proprie corti, infischiandosene bellamente degli studenti e della meritocrazia interna …”.

Correva l’anno 2003 e nel mese di maggio il professore Luigi Berlinguer va in pensione. Correva l’anno 2004 (e correva anche il dissesto) e il 10 dicembre il pensionato rientra in servizio all’università (grazie al suo amico Tosi) ma nello stesso istante viene messo in aspettativa perché membro del Csm. Avete capito bene!!! L’ex rettore Berlinguer va in pensione, poi il suo amico Tosi lo fa rientrare (evidentemente non per ragioni di insegnamento) e nel contempo viene messo in aspettativa. Roba da università delle banane. Questa notizia indecente passò inosservata e mantenuta nel riserbo dai dissestatori, ma nel 2005 la notizia diventò pubblica quando nel febbraio fu pubblicata nel settimanale “Il Mondo”.

Correva l’anno 2006 e il giorno 11 gennaio il genio responsabile dell’area comunicazione e marketing, con il sostegno di Piero Tosi, con decisione del tutto abusiva e dissestante per l’ateneo, provvedeva ad acquistare i volumi in onore del pensionato Luigi Berlinguer. Altra vicenda indecente.

Morale della storia (anche se in questa storia di morale non c’è nulla): dissestavano e nel contempo festeggiavano il pensionato Luigi Berlinguer.

Oggi corre l’anno 2011 e il pensionato garante Luigi Berlinguer pochi giorni fa ha dichiarato: “Bisogna essere più corretti di un cittadino comune. Sono contro l’idea della diversità biologica. Ma sono dell’idea che noi abbiamo una scala di valori diversa da quella praticata, se non declamata, da quella degli altri partiti e amministratori”.

Infatti caro Luigi Berlinguer: insieme a Tosi e Boldrini avete dato un esempio esemplare. Sei stato un bel garante dei vostri interessi personali. Ma Bersani e il resto del PD sono a conoscenza di questa storia??? Si, la scala Richter:quella dei terremoti che dissestano!!!

* Nella foto i complimenti a una che è riuscita a creare delle regole per distruggere e annientare la ricerca e la didattica in modo esemplare, pur mantenendo gli assetti baronali e di casta. Brava e basta!

Manuale del dissestatore di ateneo. Capitolo 2: mogli, mariti, figli e comunicatori

** E siamo giunti al secondo capitolo. Come si fa a dissestare gravemente un Ateneo? Abbiamo visto che con le mogli un colpetto gli si dà, ma è magra cosa e poi la prima puntata parlava solo di docenti. Per dissestare ammodino bisogna allargare il malcostume senza fare distinzioni di genere e di classe. Quindi per esempio si può, col consenso del rettore pro tempore, mettere tutto in mano a un paio di sindacati, possibilmenti vicino al partito dominante nella città in cui si trova l’Ateneo da dissestare. In questo modo per esempio si può affidare un intero palazzo a Buonconvento per farci il Laboratorio di Accessibilità Universale e, contestualmente, affidare un incarico sine cura alla moglie del sindacalista. Oppure si può sollevare la biblioteca comunale dal peso dello stipendio del marito di un’altra nota sindacalista e assumerlo nell’Ateneo a fare non si sa bene cosa riguardo alla comunicazione. Ma il colpo da maestro del dissestatore professionista è quello di prendere un genio, inghirlandarne le chiome, pagarlo come un dirigente in barba a qualsiasi regola e dotarlo di un’Area comunicazione e marketing che riscuota successi clamorosi in CdA. Costui si sentirà autorizzato a assumere più di 50 persone, a creare una radio ed una serie di eventi denominati Parole & Musica, a fondare un giornalino di Ateneo, insomma a spendere un botto di quattrini PUBBLICI per attività del tutto insensate. Qui sì che si rivela appieno il vero dissestatore. Fra l’altro, oltre a varii clientes (amici degli amici, gente che piace alla gente che piace), si può assumere la propria figlia, che in.fact è proprio brava nella comunicazione*. E recuperare mariti dalle biblioteche comunali come dicevamo sopra. In più, per la rassegna Parole & Musica, si può assegnare consulenze pagate profumatamente a qualche magnifica moglie. Insomma, qui si va sul peso nel dissestare perché tutto questo armamentario, del quale poi non riesci più a liberarti e quindi grava sul fondo di finanziamento ordinario (gonfiato ad arte con voci inesistenti), costa moltissimo, diciamo almeno un paio di milioni l’anno se non di più. Milioni che, non avendoli in cassa, tocca creare artificiosamente commettendo tre o quattro reati alla volta, il più eclatante dei quali è il falso in bilancio che, contrariamente a quanto riporta la vulgata, non è depenalizzato proprio per niente, tanto meno negli enti pubblici. Il tutto nella certezza, per ora confermata, che nessuno ti faccia niente e che, al più, non ti rinnovino i contratti di insegnamento che – per giunta – ti avevano assegnato e ti pagavano pure, di giunta al contratto da dirigente (povero genio!).

Ciliegiona sulla torta, sempre Pierino consenziente e auspicante, potete ordinare 300 volumi di studi in onore del presidente del comitato stiglianese di garanzia del PD (nonché musicologo di chiara fama, ma ne riparleremo). Anche lì tanto avete la certezza che non ci sarà cristo di farveli riportare per riparare ad una infinitesimale frazione del dissesto cataclismico che avete contribuito a creare, mettendo in ginocchio (mica da soli, ci mancherebbe) un’antichissima e prestigiosa università. Ottimo e abbondante.

Nelle prossime puntate: vai con l’edilizia (lì sì che si fa danno serio).

* Salvo, vista la mala parata, grazie evidentemente ad amicizie con faraoni e sultani stiglianesi, dirottarla ad altra amministrazione, fortuna che capita, diciamo, al 5% degli interessati.

** Nella foto: il genio fra i suoi due mentori

 

 

 

 

 

 

Regolari e irregolari

Lo scontro in corso vede contrapposti regolari (noi siamo con i regolari) contro irregolari. Gli irregolari, capitanati dal “lupo” e da “quello di Bisenzio” con la logica delle “P” e aiutati da qualche regolare opportunista volevano occupare tutto.

Il gioco è stato svelato e i regolari sono a conoscenza di tutto. Quindi a maggior ragione pieno sostegno alla magistratura impegnata contro P3, P4, cricche e corrotti vari. E nel contempo sollecitiamo le inchieste sui dissesti e sulle irregolarità.

Manuale del dissestatore di ateneo. Capitolo 1 bis: dispositivi tecnologici

A proposito di sperperi e dissesti, la redazione viene a chiedersi, e chiede ai soggetti istituzionali come Ceccuzzi, Bezzini, i sindacati, i magistrati e chi più ne ha ne metta, come sia possibile – mentre si prepensiona la gente, si mandano a casa i precari, si continua a tagliare sulle persone – che dalla Direttora Amministrativa, gli atti della selezione della quale sono ancora sotto sequestro e sullo stipendio della quale ci sono ancora gravi dubbi, vengano consentiti gli acquisti su fondi di ricerca da parte dei docenti di dispositivi quali l’iPad che costano quanto lo stipendio mensile di un precario o di un assegnista di ricerca o di un dottorando. Bella moralizzazione sì! Con l’Ateneo in crisi di liquidità spaventosa, grazie al dissesto, ecco un nuovo modo per dissestare ulteriormente: comprare oggetti costosissimi e lasciare, per fare un esempio, i medici senza reagenti.

Ancora una grandiosa idea, innovativa e tecnologica, di dissestare!!! Nelle prossime puntate torneremo su quanto già annunciato.

Nuova iniziativa! Il manuale del dissestatore di atenei. Prima puntata: le mogli

La redazione di Fratello Illuminato ha deciso di proporre una serie di iniziative “curturali” a beneficio di chi non è capace di fare quasi niente. Cominciamo quindi con un manuale, in comode puntate, di dissesto degli Atenei. La prima puntata analizza come si possa dare un contributo importante per il dissesto di un Ateneo con l’assunzione e/o la chiamata delle mogli di ordinari in servizio nell’Ateneo da dissestare. E leggiamoci una storiella.

Il MiUR ci dice che al 31 dicembre 2003 Mariotti Maria Alessandra è professore associato confermato di Matematiche complementari (MAT/04) presso la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell’Università di Pisa. Vi chiederete: e allora? Si dà il caso che nel 2004, ci informa sempre il Ministero, la professoressa non è più a Pisa, ma è a Siena. Come mai? Nel 2004, a Siena mancavano i matematici? Vediamo un po’: sempre il MiUR ci dice che c’erano 34 matematici e che nel settore della Mariotti ce n’erano 8. Strano! Allora, perché l’Università di Siena si sobbarca una spesa come quella corrispondente allo stipendio di un professore associato confermato se non ne ha necessità e in un periodo in cui il deficit era già presente e venivano manomessi i bilanci? Perché stiamo parlando della moglie del Prof. Maurizio Bettini (candidato per le sue opere letterarie al premio Nobel, soprattutto per l’ode a Piero Tosi), il docente che scriveva i discorsi al rettore Piero Tosi (altro motivo per dargli il Nobel) e faceva parte da sempre degli uomini fidatissimi di Luigi Berlinguer (i Berlinguer Boys, fedelissimi ascari del Sultanato di Stigliano). Si poteva lasciare inevasa la richiesta di Maurizio? No! Per la verità, ci furono molte resistenze e la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali di Siena non si prestò, anche per non penalizzare i propri giovani (che si sarebbero visti passare avanti sol per il fatto che fosse cotanta moglie una che aveva già il posto fisso a Pisa). Ma non ci fu niente da fare: Tosi gettò tutto il proprio peso nella vicenda e, con la promessa che il Ministero avrebbe pagato il budget, convinse la Facoltà di Farmacia di Siena ad accogliere la professoressa. Va da sé che i soldi del Ministero non sono mai arrivati esattamente come quelli per un altro centinaio di ricercatori a tempo determinato che sono rimasti sul groppone (mica è colpa loro sia chiaro) dell’Ateneo contribuendo non poco a dissestarlo.

Vi anticipiamo che le prossime puntate avranno ad oggetto almeno i seguenti argomenti: i figli, l’edilizia, i pensionati, gli amici degli amici, la gente che piace alla gente che piace. Intanto abbiamo fatto un passo avanti per imparare da gente che ne sa come dissestare gli Atenei.

 

 

 

 

 

 

Questo qui percepisce 31.411 euro al mese di pensione

Il che è una vergogna nazionale. E per giunta in certi ambienti di Brenna sotto Stigliano si prefigura addirittura una sua presidenza del Monte dei Paschi al posto di Giuseppe Mussari. Vergogna!!!!

Questioni di doppi e più incarichi (prima puntata): i casi di Alessandro Piazzi, Riccardo Conti e Edmondo Cirielli

Volevamo scrivere un intervento di carattere tecnico e illustrativo per gli studenti di ingegneria delle telecomunicazioni, parlando della caratteristiche delle cabine dell’Alcatel, ma il nostro gruppo di lavoro tecnico non ha concluso lo studio e quindi rimandiamo in autunno la divulgazione. Il cdr di Fratello Illuminato, per rimanere nell’attualità, ha deciso di approfondire una questione già dibattuta a Siena come nel resto dell’Italia: la questione dei doppi e più incarichi riferibili ad uomini politici e rappresentanti delle istituzioni.

Dalle forze politiche, soprattutto dal centrosinistra, in tanti si sono espressi negativamente sui doppi e più incarichi e sull’incompatibilità tra ruoli nel partiti e nominati in enti e società: a tal proposito ci preme sottolineare ed apprezzare la scelta di Franco Ceccuzzi di lasciare il ruolo di parlamentare e svolgere solo quello di sindaco di Siena. E non solo: di Ceccuzzi abbiamo condiviso le seguenti dichiarazioni rilasciate il giorno 17 luglio 2011 : “Da anni facciamo un bando di evidenza pubblica e abbiamo anche approvato una mozione ispirata alla carta etica: niente doppi incarichi e, se proprio non se ne può fare a meno, il secondo a titolo gratuito”. Il rischio di far strada agli amici degli amici è però sempre in agguato: “C’è spesso un eccesso di personalizzazione e spero di non caderci mai perché la malattia è contagiosa. La personalizzazione può portare a fare nomine non in base a criteri di lealtà istituzionale ma a quelli di fedeltà”. Fatta salva la sua scelta, ancora non abbiamo capito a chi erano rivolte queste affermazioni e in quale città le stanno applicando: questo ci sfugge e di certo non vengono applicate a Siena.

Vi facciamo alcuni esempi e nei giorni che verranno altri ancora.

Caso n.1. Alessandro Piazzi: plenipotenziario per la sostituzione di Gabriello Mancini alla presidenza della Fondazione MPS, esponente del PD senese, attualmente ricopre tre incarichi (ben retribuiti): membro della Fondazione MPS, amministratore delegato di Intesa Spa e amministratore delegato di Estra Spa. Un esempio notevole della moltiplicazione degli incarichi e soprattutto un messaggio di rigore e sobrietà nei confronti dei cittadini. Complimenti e avanti così.

Caso n. 2. Riccardo Conti: Responsabile nazionale infrastrutture del PD, ex assessore regionale della Toscana, attualmente è consigliere della società F2i (Fondi Italiani per le infrastrutture) nominato su indicazione della Fondazione MPS e nel contempo è membro del cda di Gesac (società che gestisce l’aereoporto di Napoli). Evitiamo di fare qualsiasi commento: bastano le dichiarazioni dello stesso Conti per descrivere il tutto. Leggete cosa ha dichiarato questo esponente del PD (e non vi mettete a ridere): “Io sono entrato su indicazione della Fondazione Monte de´ Paschi di Siena, non per nomina politica, anche se, certo, il Pd era d´accordo”.

Caso n. 3. Edmondo Cirielli: Esponente del PDL di Verdini ricopre contemporaneamente i ruoli di parlamentare e di presidente della Provincia di Salerno. Voterà sicuramente contro l’abolizione delle province.

E’ tutto un mondo fantastico: tante chiacchere e troppi privilegi. E i cittadini pagano la crisi!!!

 

Ma nemmeno una parola?

Ci viene spontanea una domanda da fare a Luigi Berlinguer, ex rettore dell’Università di Siena, ex Ministro, ex membro del CSM e ora europarlamentare nonché presidente della commissione di garanzia sul caso Penati: ma come è possibile che non dica una parola, una, sui dissestatori dell’Università di Siena, sullo spaventoso uco di bilancio e sulle responsabilità di chi lo ha causato? Come mai? E già che ci siamo perché non aiuta, visto che il celebrato è lui, Maurizio Boldrini a riportare i famosi soldi per i libri in suo onore ordinati da Boldrini e Tosi? Come se non ci fosse mai stato a Siena! Su! Su! Caro Berlinguer, ci dica qualcosa, si esprima, parli. Che ne pensa del dissesto della sua ex università? Oppure pensa che 270.000.000 di euro (inclusi i 26.000 spesi per i volumi in suo onore) se li siano portati via i marziani?

“L’Italia s’è desta!”: l’impegno del Partito Democratico per la riforma del sistema politico ed istituzionale: chi meglio del barone universitario Luigi Berlinguer è in grado di proporre idee nuove e di rinnovamento per l’Italia?

Mi sono permesso di copiare il titolo del dibattito della festa del PD di Siena (esclusa la domanda sulle idee di Luigi Berlinguer), tanto son democratici e non si offenderanno per la citazione, per porre una riflessione allo stesso PD (soprattutto alla base) e più in generale alla comunità senese.

Personalmente l’ex magnifico Luigi Berlinguer avrei voluto leggerlo tra i relatori di un dibattito sull’università di Siena dal titolo “Il dissesto universitario è colpa di chi ha portato i libri in tribunale?” , insieme all’altro ex magnifico Piero Tosi e alla ex direttrice Jolanda Cei Semplici, e perché no, lo stesso dibattito moderato da due giornalisti indipendenti, Maurizio Boldrini e Stefano Bisi e con il finale a sorpresa, la lettura della Lode a Piero Tosi (http://shamael.noblogs.org/?p=462) cantata dall’autore Maurizio Bettini. Sarebbe stato un bel dibattito: peccato, sarà per un’altra volta, magari durante una festa del PDL. Purtroppo l’occasione di assistere a questo dibattito non si è presentata, quindi ritorniamo all’attualità e prima di entrare nel merito delle riflessioni credo sia opportuno spendere due parole sulle gesta politiche e istituzionali del nuovo che avanza, ossia, Luigi Berlinguer. E non ci facciamo confondere dal cognome e dalla parentela, commettendo l’errore di accostarlo con il grande Enrico Berlinguer (il Berlinguer della “Questione morale”). Enrico Berlinguer nel 1981 disse (e oggi questa affermazione è sempre attuale):

“I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela, scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente. Idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile zero. Gestiscono interessi, i più disparati, i più contradditori, talvolta anche loschi … Senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni emergenti, o distorcendoli, senza perseguire il bene comune”.

Le parole di Enrico Berlinguer risuonano nell’attualità come macigni se pensiamo alla vicende della P3, della P4, del “sistema Sesto”, all’inchiesta sui Grandi Appalti, al dissesto dell’università di Siena, all’inchiesta sulle tangenti dell’Enac,al parlamentare Papa, all’inchiesta su Verdini, alle vicende giudiziarie di Penati e ai conflitti d’interesse (in primis quello di Berlusconi). Con questo lungi da me pensare che il PD sia un partito di corrotti e di personaggi loschi, anzi: la domanda che mi sorge spontanea è un’altra. Che cosa aspetta il PD a dare veri segnali di discontinuità e nel contempo mettere in pratica quei proclami, tipo: “Rinnovamento e ricambio generazionale”; “Basta con le posizioni di privilegio e con i nepotismi” … e nello specifico del PD senese “discontinuità con la gestione che ha dissestato l’università”; “sobrietà e partecipazione e rinnovamento … etc. etc.”. Mi sembra che il segnale di rinnovamento e discontinuità sia bello forte da parte del PD senese: la festa in fortezza la chiudono con il nuovo che avanza e rappresentante delle nuove generazioni, Luigi Berlinguer.

Luigi Berlinguer, classe 1932 (79 anni), è stato membro della Deputazione amministratrice del Monte dei Paschi dal 1970 al 1975, dal 1975 al 1982 è stato consigliere regionale della Toscana, rettore dell’università di Siena dal 1985 al 1993, dal 1989 al 1993 è anche il segretario generale della Conferenza permanente dei rettori italiani, nel 1993 diventa ministro dell’università (carica dalla quale si è dimesso velocemente), nel 1994 viene eletto alla camera dei deputati e poi al senato, dal 1996 al 1998 fino al 2000 ritorna a fare il  ministro dell’università, dal 2002 al 2006 diventa membro del Csm e nel giugno del 2009 all’età di 77 anni (sempre nell’ottica del rinnovamento e del ricambio generazione, o forse per dare rappresentanza ai pensionati in Europa) viene candidato nelle liste del Nord-est al parlamento europeo. Il suo mandato di rettore coincide con la politica espansionistica della “Grande università di Siena”, poi ripresa e amplificata dal suo successore prescelto e amico Piero Tosi fino al 24 febbraio 2006, quando lo stesso Tosi interrompe il suo impero dopo l’interdizione da parte della magistratura.

Coincidenza  della vita vuole che il 2006 sia l’anno della fine di Piero Tosi e, contemporaneamente, la fine del mandato dentro il Csm da parte di Luigi Berlinguer e da quel momento, anzi no, dalla sconfitta di Antonio Cardini alla corsa alla carica di rettore dove vinse Silvano Focardi, qui a Siena l’ex magnifico ed ex tutto Luigi Berlinguer ufficialmente scompare dalle cronache politiche e universitarie. Nel 2008 scoppia l’inchiesta della magistratura (grazie a Silvano Focardi che ha portato i libri in tribunale e di questo bisogna ringraziarlo) e viene alla luce il famoso dissesto vergognoso dell’università di oltre 270.000.000 di euro. Di due cose siamo certi: Luigi Berlinguer non c’entra nulla con le inchieste giudiziarie sul dissesto (non ci risulta sia coinvolto), ma sul piano politico non dimentichiamoci che la nomenclatura, in primis il Tosi, che ha gestito l’università è tutta politicamente vicina a lui e non ci risultano prese di posizione da parte del parlamentare Luigi contro i dissestatori e per chiedere alla magistratura di indagare fino in fondo. Anzi, dalle dichiarazioni rilasciate dopo la scoperta del dissesto ai giornali, emergeva da parte di Berlinguer “sorpresa … incredulità per il dissesto scoperto” e da voci raccolte sembrerebbe che sempre lo stesso Berlinguer si sia espresso negativamente sul fatto che Focardi abbia deciso di portare i libri in tribunale. E per restare in tema di università non dimentichiamoci che Luigi Berlinguer è l’autore di quella famosa riforma universitaria (tanto contestata anche nel centrosinistra) che di fatto è stata ripresa e ampliata da quella scienziata della Gelmini. Infatti sulla riforma Gelmini, Berlinguer (rivolgendo un appello addirittura al PD) ha dichiarato:

«L’ opposizione eviti il muro contro muro sulla riforma della Gelmini. Il governo finanzi atenei e ricerca».

Per Luigi Berlinguer, parlamentare europeo, uno dei politici di sinistra più impegnati nei processi di cambiamento dell’ università, esiste il rischio che il disegno di legge – si comincia dal Senato – venga bloccato dalle logiche di schieramento. L’ ex ministro si rivolge al governo, ma anche al Pd: «Nel testo ci sono molte cose che abbiamo elaborato col centrosinistra che sarebbe sciocco disconoscere, non perdiamo quest’ occasione per cambiare l’ università».

Insomma non una parola contro i dissestatori e addirittura condivisione con la Gelmini: ma il famoso PD che chiede chiarezza sul dissesto e urla contro la riforma Gelmini con chi sta? Con Luigi Berlinguer o con i cittadini che hanno chiesto e chiedono rinnovamento e discontinuità?

Forse la chiusura della festa del PD a Siena con Luigi Berlinguer e la nomina del figlio Aldo nel cda di Antonveneta (sono solo coincidenze) rientrano in questi segnali di cambiamento. Siamo noi che non riusciamo a comprenderli. E forse nemmeno il resto dell’Italia visto che non ne può più della vecchia nomenclatura politica, del nepotismo, dei privilegi e dei dissesti economici. Provate a smentire quello che ho scritto e se l’ex magnifico intende replicare saremo ben lieti di ospitare una sua replica.

Bisogna esser desti: ma parecchio desti!!!