Entries from Marzo 2011 ↓

PD in agonia, tutti in fuga. Qualcuno porti un laccio emostatico per fermare l’emorragia di parlamentari, consiglieri ed iscritti in uscita dal PD. Ma gli ex Margherita del PD senese sembrano non accorgersene

Toh, ma guarda. Sfogliando i quotidiani mi è saltata agli occhi una notizia che, soprattutto negli ultimi tempi, mi pare di leggere tutti i giorni. Mi spiego meglio. La notizia, effettivamente è sempre la stessa, l’unica variante è dettata dai nomi: sempre nuovi e sempre di più. Vi chiederete di cosa sto parlando? Del PD, naturalmente. E del bollettino medico quotidiano sulla sua salute che continua ad essere in stato terminale. Nel mondo politico, oramai, la gente non si interroga più sul fatto di come farà a sopravvivere, piuttosto, chi sarà a staccargli la spina.
Un nuovo nome si aggiunge ai tanti già fuggiti a gambe levate, quello della senatrice Emanuela Baio Dossi passata nell’Api di Rutelli che ha dichiarato in una sua intervista ad un quotidiano nazionale “Il progetto politico del PD è fallito. Non è stato capace di coniugare culture diverse. Il PD è soffocato da una politica vecchia e inadeguata” proseguendo col dire “Posso dire che ci sarà presto una fuoriuscita massiccia di parlamentari“. Ora, va detto che la maggior parte dei nomi che ogni giorno leggiamo, essendo meno conosciuti di altri, lì per lì possono non dirci niente e quindi, magari non diamo un gran peso alla notizia. Ma è bene ricordare che dietro a quei continui nomi di dirigenti e amministratori locali sparsi capillarmente in tutta Italia che vanno via sbattendo la porta in faccia ad un PD che non pesa più nulla, c’è tutto il disastro finale che si sta compiendo al suo interno. Dato che ognuno di loro rappresenta anche un c.d. pacchetto di voti e, venendo via, viene portato in dote da qualche altra parte.
E mentre a livello nazionale il PD muore ogni giorno di più, con pezzi di ala moderata e di centro (quindi quasi tutti ex Popolari ed ex Margherita) che approdano praticamente ogni giorno verso l’UDC e verso l’API, a Siena, i suoi esponenti sembrano essere gli ultimi giapponesi che continuano a portare avanti battaglie sempre meno politiche e sempre più personali. Infatti, a quella parte di dirigenti del PD provenienti dalla ex Margherita, sembra non farli né caldo né freddo il fatto che a rappresentarli siano stati delegati i vari Cannamela di SEL e Iantorno di Rifondazione Comunista. Chissà se anche la loro base elettorale la pensa allo stesso modo o, secondo il motto che non tutto è dovuto, decidano di farsi rappresentare da altre forze politiche moderate che con gli estremismi di un Iantorno non hanno nulla con cui condividere. Anche perché va bene l’adagio tutto italiano del “tengo famiglia“, ma questo, in alcuni casi, è stato declinato anche nella forma “tengo famiglia allargata” e, possibilmente, che il ruzzino del farsi campare dalla comunità si estenda anche alle generazioni future. Non vorremmo che,alcuni di loro, da centristi e quindi, forse, cattolici per esigenze di copione politico, pensassero che l’elenco dei peccati è stato rivisto e corretto. In tal caso, corriamo loro in soccorso e ci sentiamo di rassicurarli per fugare ogni loro dubbio: nel caso i loro figli e figliocci decidessero di smettere di farsi campare dalla politica e dalle istituzioni e si trovassero un sano lavoro come tutti i comuni cristiani, possono stare tranquilli. Questa eventuale decisione non rientra tra i peccati mortali.
Firmato
La Primula Rossa

Bau Bau News!!! Al via il seminario sulle più innovative tecniche di comunicazione

La campagna elettorale è entrata nel vivo e a qualcuno dei prodi comunicatori Ceccuzziani è venuto il lieve sospetto che la strategia adottata non vada proprio benissimo (per usare un eufemismo). In un disperato tentativo di arginare il disastro, pare si siano chiusi in una due giorni di formazione sulle nuove e più aggiornate tecniche di comunicazione. Per fare questo hanno scomodato addirittura un’agenzia specialistica del settore, la pluririnomata Agenzia D’Artagnan la quale, non badando a spese è ricorsa alle più sofisticate indagini di marketing per capire quale sia la forma più adatta a veicolare la figura di Ceccuzzi e, soprattutto, per far credere ai senesi che Ceccuzzi è sempre stato un senesone doc.
Dopo ore e ore di slide e una fondamentale relazione esposta dalla D’Artagnan con cui ha cercato di sviscerare un interrogativo che da anni tiene sulle spine la comunità scientifica internazionaledal titolo “Ma lo scappellamento della supercazzola, era a destra o a sinistra? La testimonianza di Sbiriguda“, sono arrivati ad una tragica conclusione. Con la comunicazione web non hanno dimestichezza (e qui l’annoso dilemma su quel benedetto 2.0 che ha fatto esplodere i comunicatori Ceccuzziani in un liberatorio “Ma questa cazzata di slogan chi l’ha pensato?”) e con i comunicati stampa, peggio che andare di notte quando c’è l’eclissi di luna.
Non resta che una sola soluzione……..
http://www.youtube.com/watch?v=54bY9OUo5tY

Franco Ceccuzzi è il nuovo della politica senese? Ma basta con queste affermazioni ridicole!!!

Franco Ceccuzzi è il nuovo della politica senese? Ma basta con queste
affermazioni ridicole!!!Ceccuzzi addirittura nel 2005 inviava la lettera di
sostegno a Piero Tosi e insieme gestivano il potere in città.Leggete con i
vostri occhi.

Dal sito dei DS di Siena del 14 novembre 2005:

“Un sincero e sentito apprezzamento è stato espresso in una lettera, inviata
oggi lunedì 14 novembre da Franco Ceccuzzi, segretario provinciale dei Ds a
Piero Tosi in merito all’intervento con il quale il rettore dell’Università
degli Studi di Siena ha aperto il nuovo anno accedemico. “Condivido pienamente
– afferma il segretario provinciale della Quercia senese – la visione dell’
Università come servizio pubblico, produttore di conoscenza ad accesso aperto e
privo di autoreferenzialità. In questi anni i Democratici di Sinistra si sono
sempre battuti per contrastare il modello “Ateneo – azienda” voluto dal
centrodestra e per portare avanti un’idea di Università intesa come luogo di
compresenza della formazione, del sapere, della ricerca e dell’avvio dei
talenti migliori all’insegnamento. La ricerca e la didattica a tutto campo
rappresentano alcuni dei valori per promuovere una cultura dello sviluppo e per
formare cittadini capaci di leggere e interpretare i cambiamenti della società.
L’Università ha, inoltre, bisogno di innovazione: un sistema di istruzione e
conoscenza senza forza propulsiva non è, infatti, in grado di contribuire allo
sviluppo del Paese”. “Tosi nella sua relazione – continua Ceccuzzi – ha parlato
della responsabilità sociale che ha l’Università nei confronti dei giovani e
della società. Le Università devono essere infatti pilastri e palestre del
sapere e della democrazia. A Siena l’Ateneo ha sempre cercato di assolvere a
questo impegno, cercando la collaborazione di tutte le istituzioni, da quelle
regionali a quelle locali, per creare nuovi motori di sviluppo come il Parco
delle Scienze della Vita e per confrontarsi, anche di fronte a voci
discordanti, su alcuni temi “annosi” come il “caro – casa”, il rapporto tra
studenti e senesi e la vivibilità. Sul fronte degli affitti alcuni passi in
avanti sono stati fatti grazie al Patto dell’Abitare, che nei prossimi cinque
anni porterà alla realizzazione di 800 posti letto come residenze per gli
studenti e di altri 1500 grazie alla formunla del canone concordato”. “Apertura
e internazionalizzazione – afferma Franco Ceccuzzi – sono alcune delle parole
chiave per lo sviluppo futuro della nostra città, già forte di un’identità
importante ma che non deve essere intesa come limite e come incapacità di
valorizzare le identità altrui. In quest’ottica risulta fondamentale il
rafforzamento delle relazioni del sistema senese con l’esterno, intese come
scambio di conoscenze con altri centri di produzione di cultura e di scienza, a
partire dagli altri atenei toscani. In questo senso la costituzione della
Fondazione delle scienze della vita, che vede la partecipazione della Regione e
di tutte e tre le università toscane, dà finalmente avvio al parco scientifico,
perseguendo finalità di ricerca, favorendo l’insediamento sul territorio di
imprese, enti di ricerca pubblici e privati, sino alla creazione di un vero e
proprio polo tecnologico”. “La nostra città – dichiara Ceccuzzi – come ha detto
anche il rettore, è, oggi, chiamata ad aprirsi a una nuova stagione di
cambiamenti e di rinnovamenti, avviando e portando avanti grandi progetti
innovativi come l’elaborazione del Piano strutturale del Comune, la
riqualificazione del turismo di massa, il potenziamento delle infrastrutture e
il Patto per lo sviluppo locale della Provincia di Siena”. “Vorrei inoltre
ringraziare – conclude Ceccuzzi – Piero Tosi e tutta l’Università per l’
attenzione che hanno rivolto alle questioni sollevate dal nostro partito
durante il congresso provinciale dei Democratici di Sinistra e, in particolare,
sul tema del legame importantissimo tra ricerca e sviluppo economico ed
industriale. In quest’ottica ben si inserisce, infatti, l’incontro che si terrà
nel prossimo mese di ottobre, promosso congiuntamente dalla Conferenza dei
Rettori e dalla Fondazione Monte dei Paschi per parlare dei processi che
consentono alla ricerca di tradursi in fattori di innovazione per il nostro
sistema industriale. Un appuntamento importante e particolarmente significativo
che darà ulteriolmente lustro al nostro Ateneo e a tutta la città”.

14 Novembre 2005

Ecco a voi le varie responsabilità

Prima di entrare nel merito delle varie responsabilità per la distruzione vera e propria dell’Ateneo senese, ricordiamo fin da subito quali sono stati gli effetti nefasti consequenziali alla distruzione stessa:
1) Un dissesto finanziario di oltre 250.000.000 di euro e 30.000.000 l’anno di sbilancio strutturale;
2) La vendita del San Niccolò e delle Scotte;
3) L’asta per la vendita della Certosa di Pontignano;
4) Una macelleria sociali nei confronti di tutti i precari e in seguito del personale contrattualizzato;
5) Perdita di credibilità dell’Ateneo anche presso gli studenti oltre che di fronte alla coumnità;
Sul dissesto e sulle nefaste risultanze vi sono tre tipi di responsabilità:
1) Politiche
2) Gestionali
3) Giudiziarie
Sulla seconda e sulla terza ci pensa la Magistratura penale, civile, amministrativa e contabile (e ci sono 27 ragioni stamani per ritenere che si stiano chiarendo le cose).
Passiamo a quelle politiche. Vogliamo ricordare a tutti e soprattutto a noi cittadini e soprattutto ai dipendenti dell’Ateneo che la nomenclatura universitaria capitanata dal Faraone Piero Tosi e dal genio Maurizio Boldrini è sempre stata sostenuta politicamente da Franco Ceccuzzi, Alberto Monaci, Fiorino Iantorno e dalla componente della CGIL legata a Claudio Vigni. In merito al ruolo del Ceccuzzi ricordiamo che lo stesso non solo partecipava ai convegni insieme a Piero Tosi, ma nelle relazioni politiche lo elogiava e gli esprimeva “stima”. Ricordiamo anche che molti dei convegni di cui parliamo erano moderati dal Genio Boldrini (tuttora iscritto al partito di Ceccuzzi e suo sostenitore). Un altro esponente della CGIL universitaria legato alla gestione tosiana, Diodato Angelaccio (già colpito da provvedimento interdittivo) fino al 2010 partecipava alle riunioni in federazione con Ceccuzzi e Monaci. Non a caso l’allora segretario della CGIL Vigni era un grande sostenitore della nomenclatura universitaria tosiana.
E qui apriamo una parentesi: siccome non siamo venuti giù con la piena sappiamo benissimo che non è tutta la CGIL responsabile di quello che è accaduto. Auspichiamo perciò che la stessa organizzazione provveda a far chiarezza la proprio interno isolando chi ha tenuto comportamenti non solo antisindacali, ma addirittura illegali.
Un altro fenomeno della politica che oggi si presenta come il nuovo e il purista, Fiorino Iantorno, ha sempre sostenuto, sostiene ed elogia, la nomenclatura tosiana di cui Riccaboni è l’attuale punta di diamante.
Vogliamo ricordare che il signor Iantorno era in CdA nell’epoca Tosi insieme all’attuale presidente del Consiglio Comunale e di quello Provinciale (Piccini e Burresi)? Ecco alcune sue dichiarazioni rese in CdA:
8 giugno 2001 (…) d.- Verbale adunanza 24 aprile 2001
Relativamente alla verbalizzazione del punto 17 “Varie ed eventuali”, punto c.- dell’adunanza consiliare del 24 aprile scorso: “Sullo stato delle Università Italiane. La carta dei doveri e dei diritti”, il Consigliere Iantorno ha fatto presente che il proprio intervento risulta ivi riferito non del tutto esaurientemente, nel senso che:
– le congratulazioni per la rielezione del Rettore sono state da egli espresse anche a nome dell’As-sociazione che egli rappresenta in Consiglio, la Unione degli Studenti universitari;
– l’apprezzamento riportato  come espresso per “il sistematico successo che l’Università di Siena coglie primeggiando frequentemente, su molti fronti” era stato da lui più propriamente espresso in specifica relazione all’impegno dell’Ateneo sul tema della riforma degli ordinamenti didattici.
Infine vogliamo ricordare le responsabilità politiche odierne di Ceccuzzi, Iantorno, di Cannamela e Mauro Marzucchi che hanno permesso, senza dire una parola (e poi si dichiarano democratici, comunisti, socialisti e discontinui), comportamenti da parte di Riccaboni e della Fabbro gravemente lesivi di una gran parte dei cittadini, colpiti nel reddito e nella dignità. E l’evangelico Evangelista si permette anche di parlare agli altri di etica e di valori!
Ma vergognatevi per almeno vent’anni!!! Le responsabilità politiche sono chiare. Perciò non vi nascondete dietro ad un dito: ci sono i fatti, i documenti e l’evidenza.
Chi ha sostenuto la nomenclatura universitaria NON PUO’ GOVERNARE LA CITTA’!!!

 

 

 

 

Bau Bau News!!! I comunicatori Ceccuzziani traditi dal web 2.0

E’ proprio vero, vatti a fidare della tecnologiaQuesta stronza prima ti seduce e poi ti abbandona.
Dopo giorni, anzi ma che dico giorni, mesi che i comunicatori Ceccuzziani avevano sbandierato ai quattro venti la loro storia d’amore con il web 2.0, in cui per loro, ogni cosa per essere trendy doveva avere il suffisso “2.0”, pare che questa liason di amorosi sensi stia svanendo. Infatti, fonti vicine agli ambienti Ceccuzziani dicono che Ceccuzzi non conosca poi così tanto bene Siena ese gli chiedi dov’è la Madonna delle Nevi ti potrebbe rispondere vicino a Madonna di Campiglio. Quindi, in vista dell’incontro che i prodi comunicatori gli avevano organizzato dal titolo “Centro storico, questo sconosciuto” per fargli trovare via Pantaneto lo avevano munito di un Tom Tom pensando che, siccome c’aveva i tastini e le lucine, rientrasse di diritto nel loro concetto di 2.0.
Ma all’improvviso, l’amara scoperta. Il Tom Tom col web 2.0 non c’entra un tubo e per di più il collegamento satellitare fa le bizze. Panico tra i comunicatori; c’è chi dice di averli sentiti parlare tra loro dicendo “e ora come si fa a spiegargli dov’è via Pantaneto?“.
Non rimane che un’unica soluzione per il chianino Ceccuzzi, rimandare l’incontro sul centro storico sperando che nel frattempo ripristinino Google Maps.

Notizia chock per i comunicatori senesi innamorati della frase “Web 2.0”: l’epoca dei comunicati imposti dalla federazione e della comunicazione di regime è finita

A chi pensa e dice che siamo politicamente scorretti, noi rispondiamo chi se ne frega. Semmai gli altri ci vanno di scartino. E, comunque, se cercare di togliere il velo ad un’informazione troppe volte addomesticata vuole dire essere politicamente scorretti, beh, allora lo prendiamo come un complimento. Noi pensiamo che chi si professa tanto “Bella, Meravigliosa 2.0” non ha ben chiaro cosa significhi quel benedetto 2.0. Perché quel 2.0, cari comunicatori Ceccuzziani rappresenta l’evoluzione in chiave dinamica del web, che tradotto in pratica significa una maggiore interazione con chi sta nella rete, e nella rete è bene sia chiaro l’informazione è molto più libera e realistica.

Ma avete fatto caso ad una cosa (accaduta in maniera così fragorosa e plateale per la prima volta)?
I DS, quelli che con la propaganda c’hanno campato per una vita sono stati completamente sconfitti sul piano della comunicazione (e noi, in tutta sincerità, ci auguriamo che questo risultato possa estendersi anche su un altro versante).
sapete perché? Semplice, perché stanno continuando a ragionare con le vecchie logiche, esprimendosi come se fossero i depositari del bene assoluto (che la carta etica li abbia dato alla testa?), nella totale non consapevolezza che in un’era così altamente tecnologica come quella in cui viviamo le notizie non si prendono solo da comunicati della federazione che vorrebbero importi un unico pensiero e immagini che con la vita reale non hanno nulla a che spartire. Ma loro, niente. Duri come marmo di Carrara  passano di sconfitta mediatica in sconfitta mediatica con una seraficità che fa quasi tenerezza. Convinti che, siccome sanno lavorare così, non sono loro che devono adattarsi ai mutati contesti sociali, ma sono i mutati contesti sociali che devono adattarsi a loro. Mai una volta che si soffermino un attimo a pensare che forse – e dico forse – al mondo la verità non è necessariamente detto che sia stata depositata nelle loro mani. Come non è detto che tutti i senesi abbiano l’anello al naso. Secondo voi ci sarà qualcuno che, dopo aver analizzato ciò che hanno fatto dire fino ad oggi a Ceccuzzi sia esploso con un pò di sano senso di umiltà in un “o citti, ci s’è provato ma ‘un ci riesce, s’è sbagliato tutto“. Ma in fin dei conti, nelprontuario del perfetto yes man la prima regola che insegnano è dire “sempre agli ordini e non fermarsi mai a riflettere”. Va ammesso che sono stati degli studenti davvero scrupolosi, lo hanno preso alla lettera. Anche troppo, però.
Noi, invece, abbiamo quel brutto vizio di non voler farci imporre un’idea o un’opinione. Noi vogliamo valutare ciò che ci viene detto con gli strumenti intellettivi che abbiamo e, una volta analizzato il tutto, l’idea che ne esce deve essere nostra, non appaltata al segretario di partito di turno. E questo non si chiama insubordinazione.
Si chiama voler crescere, volersi formare e, soprattutto, non volerci stare ad esseretrattati come pecoroni di cui ricordare, più che il nome e le esigenze, solo l’indirizzo per vedere in che collegio si va a votare.
Firmato
La Primula Rossa

Clamoroso!!! Nuovo sequestro del nano?

Tutti ricorderete che nel 2010 l’Anonima Nani di Brenna succursale di Stigliano aveva sequestrato il nano da giardino e per liberarlo aveva scelto come riscatto l’importo esatto del buco finanziario dell’Università. La richiesta fu ritenuta esagerata e allora il cane Paco, dopo aver convocato la direzione canina, avviò le trattative con l’Anonima Nani e a seguito di questa trattativa il nano venne liberato, dopo che il cane Paco aveva consegnato all’anonimo un campo a glicine.

Stamani tutti i servizi di sicurezza internazionali si sono girato un dispaccio così formulato:

Gli Agenti Alfa e Omega sospettano un nuovo sequestro del nano da giardino.

La notizia si è subito diffusa in tutte le cancellerie del mondo e le medesime hanno affidato l’incarico di indagine a CSI Miami. Gli investigatori propendono per due ipotesi: o un nuovo sequestro da parte dell’Anonima Nani oppure il nano è stato catturato dal puma, visto le impronte ritrovate nei dintorni di Stigliano, direzione Roma.

Anche noi non ce la sentiamo di arrivare a conclusione. Pertanto divulghiamo la notizia e attendiamo l’esito delle indagini. L’unica cosa che possiamo dire, ma lo diciamo per noi, è che se lo possono anche tenere.

Ma non sarà forse il caso che si telefonino prima di aprire bocca così, magari, dicono le stesse cose? Marzucchi loda il lavoro svolto come amministratore e l’Italia dei Valori lo sconfessa. Scusate forse ci siamo persi una puntata: ma fanno parte della stessa coalizione?

Nuovo colpo di scena tra gli alleati di Ceccuzzi: l’avevamo già soprannominato il candidato On Demand, ossia a chiamata, nel senso di ‘ditemi quello che volete sentirvi dire, e io ve lo dico subito, purché mi votiate‘. Poi se quello che viene detto non è la linea ufficiale della coalizione o, addirittura, se una linea la coalizione proprio non ce l’ha, poco importa. L’importante è far vedere che improvvisamente Ceccuzzi è di “Sienona” (ma quando mai) e che magari ha sempre cantato a squarciagola “Neellaa piaazza del Campo, ci nasce la verbena…” e per dare l’ultima mano di coppale magari come suoneria del cellulare c’ha messo pure le chiarine (che non sono le ‘chianine’, cosa ben diversa, ma forse almeno questo qualcuno di quelli che gli stanno facendo un corso last minute su cosa è Siena, glielo avranno spiegato).
Ha messo il capo fuori Marzucchi (che ricordiamo essere stato prima assessore e poi vice sindaco nell’amministrazione uscente) e, ovviamente nel suo ruolo cos’altro poteva dire se non che il periodo nel quale è stato amministratore è stato “fecondo per le opere pubbliche per la nostra città“? Ma che strano, questa dichiarazione è di segno diametralmente opposto a quanto dichiarato varie volte dal Sellato Cannamela e dal neo soccorritore Ceccuzziano on. Evangelisti i quali, invece, hanno chiesto a gran voce una netta discontinuità con tutto ciò che c’è stato fino ad ora. Allora, portino avanti questa spinta rottamatrice fino in fondo e chiedano che Marzucchi a questo giro salti il turno e resti a casa, è dieci anni che siede in comune, come si dice a Siena, “il suo l’ha fatto”. E, soprattutto, che questa rottamazione sia senza incentivi.
Già che ci sono, per amore di chiarezza, spieghino bene anche cosa intendono con la parola “discontinuità” in modo da offrire un quadro più chiaro ai senesi. Perché “discontinua” oggi, “discontinua” domani alla fine nella coalizione di Ceccuzzi se dovessero restare fuori tutti quelli ascrivibili al ‘vecchio’ – come richiesto dall’IDV e dal Sellato Cannamela –  di candidabile rischia di non rimanerci quasi più nessuno.
Ceccuzzi esca allo scoperto: qual è la sua linea politica e a chi dà ragione?
A Marzucchi che loda il lavoro svolto dall’amministrazione uscente, o a Cannamela e IDV che chiedono discontinuità con chi c’è stato fino ad ora?
Perché forse gli sfugge un dettaglio: queste due posizioni, insieme, non ci possono stare.
Firmato
La Primula Rossa

Bau Bau News!!! Tratto dalla biografia sul sito di Franco Ceccuzzi!!!

Sono stato segretario provinciale della Federazione Giovanile Comunista, un’esperienza bellissima, calda e formativa che ha segnato la mia concezione della politica”.

“Sono stato per vent’anni dirigente di partito, a tempo pieno. Un funzionario di partito. Un lavoro bellissimo. Gli otto anni trascorsi alla guida della Federazione dei Ds di Siena, sono stati bellissimi. […] Chissà dove sarei altrimenti, penso spesso se un giorno non avessi deciso di dedicarmi alla politica a tempo pieno.

In sintesi, come diceva Alberto Sordi nel film “I vitelloni”? Lavoratoriiiii………http://www.youtube.com/watch?v=UKQdzDQqJ_U

 

L’intervento di Franco Ceccuzzi alla presentazione del libro “Mitra e compasso” di Stefano Bisi

Ve le ricordate le prese di distanze di questi ultimi giorni dalla Massoneria di Franco Ceccuzzi? L’avete presente la famosa carta dei valori con la quale prendono le distanze dalla Massoneria?

Noi questa polemica ancora non l’abbiamo capita anche perché la Massoneria non è un’associazione illegale. Riteniamo anche alla luce di quanto veniamo a pubblicare che quella di Ceccuzzi e della sua coalizione sia solo un’ipocrita campagna propagandistica, visto che lo stesso Ceccuzzi partecipava (naturalmente non da massone) alle iniziative organizzate dal presidente del Collegio dei Maestri Venerabili del GOI della Toscana Stefano Bisi.

Qualche passo significativo e poi vi lasciamo il link in fondo per leggerlo tutto:

Conosco Stefano da quasi vent’anni, da quando era uno dei più promettenti cronisti locali, conosco il suo carattere e le sue capacità. Credo di non fare torti a nessuno affermando che rappresenti una felice anomalia nel panorama mediatico e culturale cittadino: pronto alla battuta ma anche alla riflessione, sempre caratterizzati da una verve polemica inconfondibile. Una firma indelebile che ci fa spesso riconoscere i suoi articoli anche senza il supporto di firme, nomi o sigle. Dalle sue intuizioni sono venute fuori alcune delle rubriche giornalistiche più apprezzate e riuscite: basti pensare al celeberrimo “Angolo dell’unto”, la velina politico-culturale ed istituzionale più letta in città, o le divertenti ed appassionanti rubriche dove personaggi, noti e meno noti sotto ispirati pseudonimi, si confrontano con l’attualità e le sue innumerevoli sfaccettature. Uno dei suoi più grandi meriti è stato quello di aver capito le necessità del lettore e di aver costruito, assieme ai suoi preziosi collaboratori, un giornale pronto ad interpretarne al meglio le differenti esigenze alternando leggerezza e gravità. Sempre con profonda professionalità e rigorosa credibilità. L’edizione serale del Corriere di Siena, ad esempio, che viene distribuita nei giorni del Palio è una ulteriore conferma di questa sensibilità maturata nei confronti della comunità e dei suoi avvenimenti più sentiti. Scelte spesso coraggiose che mettono in evidenza, innanzitutto, un gusto vivace per la sfida, ed una capacità innata di rimettersi sempre in discussione.

E ancora:

Una figura universale capace di unire, di far comunicare, comprendere: “Accade quasi sempre che un Papa – dichiarò in ricordo di Giovanni XXIII° Giordano Gamberini che ha rivestito la carica di Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia – lasci un profondo rimpianto nell’ambito della sua Chiesa, ma certamente è la prima volta che un Papa muore circondato dalla simpatia e dall’affetto di tutta l’umanità. Scompare, come tutti sentono, un uomo buono, un uomo che si prometteva di colmare, in virtù di un autentico sentimento cristiano, l’abisso scavato dalla Chiesa, prima di lui, fra sé medesima e la civiltà moderna. E per la prima volta nella storia i massoni possono rendere omaggio al tumulo di un Papa, senza ambiguità né contraddizioni”. Con queste parole risulta evidente ancora una volta come l’obiettivo della tesi discussa sia prima di tutto quello di evidenziare un tentativo di dialogo e non una contrapposizione ideologica e spirituale dettata esclusivamente da presupposti antitetici.

Non va poi dimenticato un altro merito del saggio: quello di aver affrontato, senza speculazioni o prevenzioni, il delicato tema della laicità dello stato. Una tematica sempre attuale e che coinvolge da sempre la vita sociale e politica dei cittadini. Una diversità di posizioni che come spiega il testo comportò addirittura una frattura nella stessa massoneria quando si aprì il confronto dell’insegnamento religioso nella scuola ed i deputati massoni optarono per due diversi schieramenti. Il concetto di laicità dello stato ed i rapporti con la Chiesa non sono certamente una problematica prettamente massonica ma riguardano ogni cittadino e definiscono un confronto di ampio respiro con cui non solo la politica, ma anche la morale deve continuamente confrontarsi. Anche lo storico incontro avvenuto nei giorni scorsi fra il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ed il pontefice Benedetto XVI° può essere idealmente ricollegato a questa tematica.

Ecco il link al testo completo: http://www.francoceccuzzi.it/wordpress/?p=199